Thiem, Andreescu e un equilibrio che non vuole spezzarsi

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Thiem, Andreescu e un equilibrio che non vuole spezzarsi

Diventano 32 i vincitori diversi in altrettanti tornei ATP e WTA giocati nel 2019. L’incantesimo si spezzerà a Miami?

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Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

C’è poco da dire. La vittoria di Dominic Thiem a Indian Wells è un’impresa di quelle che in pochi (forse nessuno) avrebbero potuto prevedere. Invece contro ogni aspettativa, Dominator ha portato a compimento un torneo semplicemente perfetto. Lui che sul cemento ha sempre faticato a trovare un compromesso tra le sue ampie sbracciate e la necessità di non perdere troppo campo, ha sgambettato lungo il percorso maestri del veloce come Milos Raonic e lo stesso Roger Federer in finale. Contro lo svizzero, Thiem ha camminato spesso sul cornicione, salvando 9 palle break su 11 (18 su 22 nel torneo), ma alla fine ha visto ripagato il proprio coraggio.

Il primo Masters 1000 di Dominic Thiem è l’ultima prova dell’atmosfera di estremo equilibrio che sta pervadendo il tennis professionistico. Gli ultimi quindici Masters 1000 infatti hanno visto ben sette nuovi vincitori (oltre a Thiem, abbiamo A. Zverev, Dimitrov, Sock, del Potro, Isner e Khachanov). Per rendere meglio l’idea del peso di questo dato basta considerare che negli 86 tornei “1000” tra Bercy 2007 e Roma 2017 (primo titolo di Zverev) il numero di giocatori capaci di piazzare il primo acuto è stato lo stesso, ovvero sette (Murray, Tsonga, Ljubicic, Soderling, Ferrer, Wawrinka, Cilic). Questo perché gli eventi più importanti sono stati in quel periodo terreno di caccia privilegiato dei Fab Four, che si sono spartiti ben 75 titoli su 86 (87,2%).

Thiem è diventato inoltre il diciannovesimo vincitore diverso su diciannove tornei ATP giocati fino ad oggi. La striscia, che domenica si è trovata ad un solo set di distanza dall’essere interrotta, marca in maniera inequivocabile l’altissimo tasso di “democrazia” di questo avvio di 2019. L’equilibrio coinvolge anche il circuito WTA che con la strepitosa e sorprendente affermazione di Bianca Andreescu in California, ha visto allungarsi a tredici la lista delle monotitolate (record). Sommate, le due metà del mondo della racchetta danno dunque come risultato un quasi incredibile trentadue su trentadue, tra cui si contano ben dieci prime volte (sette in campo maschile e tre nel femminile). L’incantesimo si spezzerà a Miami? Probabilmente sì, ma se anche fosse non cancellerebbe uno degli avvi di stagione più curiosi degli ultimi anni.

 

I 19 vincitori ATP:

Roberto Bautista Agut – Doha
Kei Nishikori – Brisbane
Kevin Anderson – Pune
Alex De Minaur – Sydney (primo titolo)
Tennys Sandgren – Auckland (primo titolo)
Novak Djokovic – Australian Open
Juan Ignacio Londero – Cordoba (primo titolo)
Jo-Wilfred Tsonga – Montpellier
Daniil Medvedv – Sofia
Gael Monfils – Rotterdam
Reilly Opelka – New York (primo titolo)
Marco Cecchinato – Buenos Aires
Laslo Djere – Rio de Janeiro (primo titolo)
Stefanos Tsitsipas – Marsiglia
Radu Albot – Delray Beach (primo titolo)
Roger Federer – Dubai
Nick Kyrgios – Acapulco
Guido Pella – San Paolo (primo titolo)
Dominic Thiem – Indian Wells

Le 13 vincitrici WTA:

Karolina Pliskova – Brisbane
Julia Goerges – Auckland
Aryna Sabalenka – Shenzhen
Sofia Kenin – Hobart (primo titolo)
Petra Kvitova – Sydney
Naomi Osaka – Australian Open
Kiki Bertens – San Pietroburgo
Dayana Yastremska – Hua Hin
Elise Mertens – Doha
Belinda Bencic – Dubai
Alison Van Uytvanck – Budapest
Yafan Wang – Acapulco (primo titolo)
Bianca Andreescu – Indian Wells (primo titolo)

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WTA Lussemburgo: Bencic vince in un lampo, Ostapenko avanti in tre set

Esordio sul velluto per la numero 1 del torneo contro Diyas. Jelena è costretta al terzo contro la numero 300 del mondo, ma la spunta

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La numero 1 del seeding Belinda Bencic non poteva iniziare meglio il suo percorso nel WTA 250 di Lussemburgo. Per dimenticare la sconfitta in due set contro la futura campionessa dell’US Open Raducanu, la svizzera ha spazzato via dal campo Zarina Diyas in un’ora di gioco, vincendo 6-1 6-3. Poco da fare per la numero 105 del mondo, che ha perso molto rapidamente il primo set e non ha consolidato il break di vantaggio conquistato nel terzo game del secondo. Bencic ha vinto 5 dei successivi 6 game, raggiungendo i quarti di finale nel torneo in cui arrivò in finale nel 2018. C’è da evidenziare l’ottima prova al servizio di Belinda, che messo a segno uno straordinario 22 su 25 con la prima di servizio in campo.

Avrà l’opportunità di vendicare la sconfitta nella finale del WTA 500 di Berlino contro Liudmilla Samsonova. Tra altri risultati della giornata, ha vinto con un punteggio speculare a quello di Bencic-Diyas, la ceca Marie Bouzkova. Ha eliminato Greta Minnen, reduce da un match durissimo vinto contro Parrizas-Diaz 7-6 al terzo set (3 ore e 15 minuti). Abbastanza rapida anche la partita di Jelena Ostapenko, la prima in programma a Lussemburgo. Tre set, un’ora e tre quarti. Dopo aver chiuso 6-2 il primo parziale la campionessa del Roland Garros ’18, terza testa di serie, ha avuto qualche difficoltà di troppo sul finire del secondo set (perso 6-4), rischiando di subire il break anche a inizio terzo set. Salvata una palla break, la lettone non si è più guardata indietro, impartendo un sonoro 6-1 alla qualificata Hartono (numero 300 del ranking WTA)

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WTA Portorose: Paolini ai quarti di finale

L’azzurra supera Kalinskaya in due set nonostante la lunga pausa per pioggia tra primo e secondo set. Troverà Cirstea

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A Portorose la protagonista di giornata è stata la pioggia, che ha costretto gli organizzatori a rimandare di un giorno Kalinina-Zidansek e anche la conclusione di Krunic-Juvan (7-6 0-1 per Juvan). Una bella notizia arriva da Jasmine Paolini che elimina in due set Anna Kalinskaya e accede per la quarta volta in carriera ai quarti di finale di un torneo WTA. L’azzurra è stata brava a recuperare subito la concentrazione nonostante la lunga pausa tra un set e l’altro dovuta alla pioggia, anche se poi nel secondo parziale i problemi fisici dell’avversaria le hanno certamente agevolato il compito. Il primo set si è deciso nei lunghissimi secondo e terzo game: prima Paolini riesce a strappare la battuta all’avversaria dopo sedici punti e tre palle break, poi consolida il vantaggio dopo diciotto punto e due palle break salvate. Dopo queste difficoltà iniziali Jasmine non soffre più e anzi si procura un set point in risposta sul 5-2, ma deve limitarsi a chiudere nel game successivo.

La pioggia ritarda l’inizio del secondo parziale di quasi tre ore e al rientro in campo è Kalinskaya a partire meglio, portandosi sul 2-0. Paolini recupera immediatamente lo svantaggio e addirittura sorpassa sul 3-2. A questo punto, Kalinskaya chiede l’intervento della fisioterapista per qualche problema alla schiena. L’MTO però non le porta grande giovamento e non turba neanche la solidità di Paolini che vince tutti i restanti game, completando il bagel virtuale che chiude il match. Ai quarti di finali sfiderà Sorana Cirstea, che ha superato in due set Tereza Martincova a cui ha annullato un set point nel primo parziale, capovolgendo uno svantaggio di 5-3 e dilagando poi nel secondo.

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Le scarpe a marchio ‘On’ di Roger Federer volano in borsa: valgono 11 miliardi di dollari

Lo svizzero è tra gli azionisti della società On Running che secondo il Sole 24 Ore ha aumentato dell’85% le vendite nel 2021

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Non si sente parlare tanto di Roger Federer ultimamente. Forse lo rivedremo nel 2022, se una nuova operazione chirurgica risolverà il problema al ginocchio che da oltre un anno e mezzo tiene la sua carriera appesa a un filo. Intanto però le attività extra-campo del campione svizzero procedono piuttosto bene. Lo scorso luglio ha messo all’asta oltre 300 cimeli della sua carriera e il ricavato è andato alla Roger Federer Foundation. Ora conosciamo anche il valore in borsa del marchio On, che fornisce a Roger le scarpe dopo la separazione con Nike.

Federer, secondo la stampa svizzera, ha investito circa 50 milioni di franchi nell’azienda al momento del suo ingresso tra gli azionisti nel 2019 e contribuisce alla realizzazione dei modelli che usa nei tornei del circuito ATP. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, la società (con il prezzo dell’Ipo a 24 dollari nel primo giorno di quotazione) al debutto in borsa ha un valore di 11,3 miliardi di dollari a Wall Street. Nel corso del 2020 On Running ha registrato un fatturato da record di 425 milioni di franchi svizzeri, ma punta a migliorare nel 2021, dopo la pandemia e l’assenza quasi totale di Federer nel circuito una stagione fa. I numeri iniziali fanno ben sperare: nei primi sei mesi di quest’anno le vendite sono aumentate dell’85%, realizzando un utile di quasi 4 milioni di franchi (lo scorso anno finì in rosso di quasi 34).

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