ATP Madrid, qualificazioni: tabellone di lusso ma nessun italiano

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ATP Madrid, qualificazioni: tabellone di lusso ma nessun italiano

Tranne le wild card ci sono solo top 100 nel torneo cadetto del Masters 1000 iberico. Paire-Ruud, Tomic-Haase, Gulbis-Klizan sono solo alcune delle sfide più intriganti al primo turno

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Pierre-Hugues Herbert - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

I tabelloni delle qualificazioni dei Masters 1000 sono sempre molto competitivi, più di quasi tutti i tornei 250 e persino di alcuni 500. Per lo meno tutte le teste di serie, sono di solito giocatori compresi tra i primi 100. In questa edizione del torneo di Madrid l’asticella è salita ancora più in alto. Infatti, fatta eccezione per le wild card, tutti i tennisti iscritti sono Top 100. Peccato che non ci sia nessun italiano, vista la rinuncia all’ultimo minuto di Matteo Berrettini, alla caccia del suo terzo titolo ATP in quel di Monaco di Baviera. 

Il meglio classificato e favorito del seeding è il francese Pierre-Hugues Herbert, recente semifinalista a Budapest. Primo turno contro l’ostico statunitense Denis Kudla, poi il vincente della sfida tra Robin Haase e Bernard Tomic, due che di sicuro non difettano in talento. Rimanendo in tema di mani delicate e di francesi, Benoit Paire, testa di serie n.2, che dopo l’esclusione a Montecarlo non vuole perdersi anche questo Masters 1000. Dovrà rimanere concentrato all’esordio per tenere a bada il norvegese Casper Ruud, finalista a Houston qualche settimana fa. Paire si potrebbe poi contendere il pass per il main draw con uno tra Albert Ramos-Vinolas (ex top 20) e il giapponese Taro Daniel. Da seguire anche l’emergente polacco Hubert Hurkacz, tds n.3, prima impegnato contro il veterano spagnolo Marcel Granollers, al quale è stata concessa una wild card e, poi, eventualmente, con il vincente della sfida tra il francese classe 1998 Ugo Humbert e l’iberico Roberto Carballes Baena, anche lui omaggiato di un invito dagli organizzatori. 

Ma non è finita qua. Se siete amanti del genio e sregolatezza il primo turno tra Ernests Gulbis e Martin Klizan fa per voi. Chi riuscirà a tenere i nervi saldi affronterà probabilmente uno tra Adrien Mannarino e la diciasettenne wild card locale Jorge Plans. Particolarmente interessante anche l’ultimo spicchio di tabellone. Il cileno Nicolas Jarry, giustiziere di Zverev a Barcellona e tds n.13, esordisce contro il rumeno Marius Copil. Chi vince questo match si giocherà l’accesso al main draw con uno tra lo statunitense Taylor Fritz, testa di serie n.7 e il promettente spagnolo classe 2000 Nicola Kuhn. 

 

Tutti i tabelloni del Mutua Madrid Open

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Quattro italiane nelle qualificazioni di Acapulco

Errani, Cocciaretto, Trevisan e Gatto-Monticone tenteranno l’accesso al tabellone principale

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Sara Errani - Bogotà 2019 (foto via Twitter, @CopaWTABogota)

Ci sarà una folta presenza italiana nelle qualificazioni di Acapulco, in programma dalla mezzanotte di sabato. Dopo l’eliminazione di Camila Giorgi a Doha saranno infatti Martina Trevisan, Giulia Gatto-Monticone, Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani a tentare l’accesso al tabellone principale del torneo Messicano.

Nessuna delle nostre giocatrici sarà testa di serie del torneo di qualificazione. Menzione speciale per Sara Errani che ha ricevuto una wild card per la partecipazione in qualità di due volte campionessa del torneo (2012 e 2013). Proprio la tennista bolognese, in grande crisi di risultati, sfiderà la testa di serie numero 1, la svizzera Voegele. L’ultimo precedente tra le due è l’incontro di qualificazioni di Indian Wells, vinto dalla svizzera.

Elisabetta Cocciaretto, grande speranza del nostro tennis femminile e reduce da un ottimo Australian Open, sarà in campo contro la statunitense Arconada, numero 5 del seeding. Chiudono la parte di tabellone italiana Gatto-Monticone e Trevisan, impegnate rispettivamente contro l’australiana Sharma e la statunitense Dolehide. Entrambe sono date sfavorite dai pronostici, ma in caso di passaggio del turno darebbero luogo ad uno spareggio tutto italiano per un posto in tabellone.

 

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Kuerten: “Il momento migliore della mia carriera? Battere Sampras e Agassi uno dopo l’altro”

Un nostalgico Guga torna indietro di 20 anni, quando conquistò la vetta del ranking ATP

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Guga Kuerten - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il 4 dicembre sarà una data speciale per Gustavo Kuerten: si tratta infatti del 20esimo anniversario del raggiungimento della prima posizione del ranking mondiale, avvenuto appunto nel 2000. “Per un tennista non può esserci niente di più elevato che diventare numero 1 al mondo” ha commentato il diretto interessato in un’intervista svoltasi durante il torneo ATP 250 di Rio de Janeiro. “Battere Pete (Sampras) e Andre (Agassi) uno dopo l’altro è stato senza dubbio il punto più importante della mia carriera. Il miglior match che abbia mai giocato è stata proprio quella finale“.

L’ex tennista brasiliano fa riferimento alla partita vinta contro Andre Agassi con il punteggio di 6-4 6-4 6-4 (all’epoca le finali erano al meglio dei 5 set) nel Masters di fine anno di Lisbona. Guga era numero 2 all’inizio di quella settimana ma le vittorie nel girone contro Norman e Kafelnikov e poi i già citati successi contro i due statunitensi gli consentirono di sedere sul trono ATP. Dopo tutti questi anni lo sport che lo ha portato al successo non ha comunque smesso di avere rilevanza per Kuerten. “Il tennis è qualcosa di molto emozionante per me. Spesso mi capita di scendere in campo e io ho proprio bisogno di restare nel giro“.

Da diversi anni ormai il suo obiettivo è quello di dare risalto a quanto avviene nel suo Paese: “È importante per me venire qui, restare connesso con le persone, assicurarmi che loro capiscano il valore di questo torneo per il tennis brasiliano. Penso che abbiamo raggiunto un punto in cui tutti quanti capiscono quanto sia bello giocare qui a Rio. Sono sicuro che in due o tre anni avremo un giocatore brasiliano che avrà davvero le chance per far crescere le nostre aspettative”. In attesa che ciò si verifichi, in questi anni il top player di riferimento in Brasile è stato Dominic Thiem, che coglie sempre l’occasione di fare un salto sulla terra quando può, anche se dopo la tanta pioggia di ieri, oggi rischia di scivolare contro Gianluca Mager.

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Daniil Medvedev: “Non sapevo più cosa fare in campo”

Il russo commenta la pessima prestazione contro Simon a Marsiglia: “Oggi non ha funzionato niente e non so perché. Non è la prima volta che mi succede. Non so come prevenire questi momenti”

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Daniil Medvedev - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

da Marsiglia, la nostra inviata

Prestazione deludente e inaspettata per Daniil Medvedev che, incalzato da un perfetto Gilles Simon nel match di quarti di finale a Marsiglia, perde energie e lucidità, fino a sfiorare la rassegnazione, perdendo otto giochi di fila e incassando un pesante 6-4 6-0. Ma se in campo il russo è apparso in totale confusione, in conferenza stampa presenta una disamina lucida e sincera dell’accaduto. “Oggi avrei potuto perdere con chiunque ma questo non toglie nulla al mio avversario. Ha giocato (Simon, ndr) benissimo, davvero. Non so perché io abbia giocato cosi male oggi; mi è mancato qualcosa, in tutto, nell’energia, nella testa. La domanda è: dove posso cercare la soluzione? A volte le cose funzionano, a volte no. Oggi ho perso otto giochi di fila e quando accade non puoi vincere il match“.

Un pizzico di rassegnazione, forse? “Forse, un po’, nel senso che non sapevo più cosa fare. Se è preoccupante? Un po’ sì. Tuttavia nel corso della mia carriera, da quando ho cominciato a giocare nel circuito, mi è già successo di disputare match così, di avere fasi come questa. Ma bisogna continuare a lavorare. Ora prenderò un po’ di riposo e poi continuerò a lavorare bene per prepararmi per Indian Wells”.

Daniil Medvedev – Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Nei momenti di crisi come questo, Daniil sembra non riuscire a calmarsi: “Non era una questione di calma perché anche se mi fossi calmato oggi non sarebbe servito un granché. E anzi, il fatto di agitarmi a volte può aiutarmi; ma oggi non sapevo più cosa fare. Il mio avversario ha giocato bene, non ha sbagliato niente. Ma come ho detto, non è la prima volta che mi succede, può capitare in momenti diversi, non so come prevenirli. A volte mi succede così. Ieri, per esempio, ho giocato bene ma oggi è andata così”.

 

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