Montecarlo, quando le wild card fanno discutere. E Kokkinakis si ritira

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Montecarlo, quando le wild card fanno discutere. E Kokkinakis si ritira

La gestione degli inviti da parte degli organizzatori appare rivedibile: il n.550 del mondo e un giocatore perennemente infortunato, Kokkinakis, che infatti si ritira prima di giocare

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Benoit Paire - Montecarlo 2018 (foto @Gianni Ciaccia)
 
 

Gli organizzatori dei tornei ATP hanno totale discrezionalità sull’assegnazione delle wild card. I criteri che vengono seguiti sono molteplici e rispondono a diverse necessità. Per esempio, si tende a privilegiare i giocatori di casa che non hanno una classifica sufficiente ad entrare in tabellone. Meglio ancora se molto giovani, di modo da dargli un’occasione per fare esperienza, o molto “anziani”, per concedergli un’ultima occasione di giocare di fronte al loro pubblico. I tornei più piccoli, per attirare pubblico, talvolta puntano su qualche tennista affermato che per ragioni di infortunio ha perso classifica o che non aveva in programma di partecipare al torneo e ha cambiato idea all’ultimo. Insomma, i motivi per decidere di assegnare una wild card possono essere i più disparati.

Gli organizzatori del Masters 1000 di Montecarlo hanno sempre avuto un po’ di problemi da questo punto di vista. Da una parte, anche considerato il piccolo numero dei suoi abitanti, il principato non ha mai sfornato tennisti di alto livello. In tempi recenti il migliore tennista monegasco è stato Benjamin Balleret, che ha raggiunto al massimo una classifica di n.204 del ranking ATP nel 2006. Ma comunque una mano ai tennisti locali bisogna darla e così Balleret ha beneficiato in carriera di ben 10 wild card nel torneo, 6 per il tabellone principale e 4 per quello delle qualificazioni. Solo in due di queste occasioni ha vinto un incontro. Dall’altra parte, dato il prestigio dell’evento, difficilmente i migliori giocatori sono assenti e c’è bisogno di altri tennisti per richiamare il grande pubblico. 

Così la maggior parte delle wild card sono spesso finite nelle mani di tennisti francesi e di giovani talenti internazionali. L’anno scorso ad esempio due wild card per il main draw furono assegnate all’ex Top 10 Gilles Simon e al talento canadese Felix Auger-Aliassime. In questa edizione Auger-Aliassime, fuori di poco dal taglio nella compilazione della entry list (e fuori di un solo posto dopo alcune defezioni) ma al momento n.33, ha ricevuto un meritato invito. Le altre wild card per il tabellone principale fanno invece più discutere. A partire dal 22enne monegasco Lucas Catarina, tennista da Futures ancora più che da Challenger (circuito nel quale ha giocato solo otto partite), attualmente ben oltre la posizione n.500 in classifica. Catarina è alla terza wild card a Montecarlo, la seconda consecutiva per il main draw. L’anno scorso strappò un set a Milos Raonic al primo turno. 

 

Se l’invito al miglior (o al meno peggio) tennista locale è ormai una tradizione, meno lo è quello a tennisti stranieri come lo spagnolo Jaume Munar e l’australiano Thanasi Kokkinakis. Per Munar, che giocherà al primo turno proprio contro Catarina, potrebbero valere le stesse considerazioni di Auger-Aliassime, se non fosse che ha tre anni e quasi trenta posizioni in più. Che il fatto di essere un prodotto dell’accademia del tennista 11 volte il titolo del torneo possa aver contato? L’invito allo sfortunatissimo Kokkinakis sembra quasi un risarcimento. Nella scorsa edizione, entrato in tabellone proprio grazie a una wild card, il tennista aussie si era infortunato per l’ennesima volta nel suo match di primo turno contro Karen Khachanov, inciampando sull’insegna pubblicitaria che copre i giudici di linea. Tuttavia, per quanto si possa apprezzare la galanteria degli organizzatori monegaschi bisogna notare che le condizioni fisiche di Kokkinakis sono rimaste precarie anche nei mesi a venire.

Solo questa settimana, rientrato in campo dopo quasi tre mesi di stop, si è ritirato dal torneo di Barletta al secondo turno per un fastidio ai muscoli pettorali. La scelta sembrava improntata proprio a preservarsi in vista del torneo di Montecarlo ma a quanto pare non è stato sufficiente: Kokkinakis ha dovuto infatti alzare bandiera bianca anche questa volta, ritirandosi prima di scendere in campo contro Kohlschreiber.

Insomma, un tennista da Future e tre “stranieri”, di cui uno è molto spesso in infermeria. Scelte un po’ discutibili. Soprattutto se sei un giocatore francese di talento, in grado di divertire il pubblico, con una posizione in classifica di tutto rispetto. Benoit Paire, n.69 della classifica mondiale, ha mal digerito la mancata assegnazione della wild card, esprimendo tutta la sua frustrazione con un tweet ironico sul suo profilo. I problemi di digestione provocati dalla notizia sono ben sottolineati dalla eloquente emoji. Paire ha poi dimostrato sul campo che forse la meritava davvero quella wild card, poiché ha addirittura vinto il titolo a Marrakech dopo quattro anni di astinenza.

Se gli inviti per il tabellone principale fanno discutere, quelli per le qualificazioni sono ancora più sorprendenti. Dei tre tennisti che hanno ricevuto una wild card, ovvero il francese Florent Diep, l’azzurro Julian Ocleppo e il monegasco Romain Arneodo, nessuno ha una classifica ATP in singolare. Per chiarire meglio, accanto al loro nome sul sito della ATP, compare uno zero, oppure un trattino. Se nell’assegnazione dell’invito ad Arneodo conta ovviamente la nazionalità (anche se in realtà è nato a Cannes), sono più misteriosi i criteri che hanno portato all’invito di Diep e Ocleppo.

Del 27enne Diep si sa ben poco, se non che è stato al massimo n.592 del ranking ATP e che attualmente risiede a Montecarlo. Ma d’altronde tanti tennisti prendono la residenza nel principato per motivi fiscali. Ocleppo invece è il 21enne figlio del noto ex tennista italiano Gianni, noto commentatore televisivo. Nel 2017 ha raggiunto il suo best ranking in singolare di 590 ma da qualche tempo si dedica con maggiore profitto al doppio nei tornei Future e nei Challenger. Negli ultimi mesi qualche segnale lo ha dato anche in singolare, se è vero che ha vinto un torneo ITF in Repubblica Ceca lo scorso ottobre, raggiunto altre tre semifinali e vinto anche un incontro a livello challenger, proprio questa settimana a Barletta (appena il terzo della sua carriera). A Montecarlo però ci è nato e durante il torneo si è spesso allenato insieme a quel tale che ha vinto il titolo undici volte.

Detto ciò, non si vuole ovviamente mettere in dubbio la discrezionalità degli organizzatori nell’attribuzione delle wild card. Tuttavia in questa edizione del Masters 1000 di Montecarlo la meritocrazia sembra essere stata accantonata fin troppo in favore di logiche difficili da spiegare razionalmente. Nel frattempo le qualificazioni sono iniziate e il campo non ha sconfessato le discutibili scelte dell’entourage di Franulovic, direttore del torneo: Diep ha fatto sudare Humbert, tenendolo in campo oltre due ore e togliendogli un set, mentre Ocleppo ha addirittura passato il primo turno battendo in due tie-break Mischa Zverev, numero 72 ATP. Applausi al ragazzo, certo, per quanto non si possa fare a meno di notare che Mischa quest’anno ha vinto una sola partita – per ritiro dell’avversario, Kuhn, nel terzo set della loro sfida di Miami – e dopo la vittoria su Dzumhur dello scorso agosto a Cincinnati abbia accumulato ben quattordici sconfitte su quindici partite disputate.

Per Ocleppo si è trattato appena della seconda partita contro un top 100, dopo la sconfitta subita da Giannessi nel challenger di Genova due anni fa. Di sicuro Julian, che adesso affronterà Andreozzi per un posto nel main draw, ha fatto in modo di meritarsi l’onore ricevuto.

Edit 14/04/19: l’articolo è stato aggiornato a seguito del ritiro di Thanasi Kokkinakis, la cui notizia è stata diffusa nella tarda mattinata di domenica, e con la vittoria di Paire a Marrakech. La versione originale, ovviamente, non poteva contenere queste informazioni

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ATP Montreal: il piede di Monfils fa di nuovo crac. Draper ai quarti [VIDEO]

Gael Monfils si infortuna ancora al piede malandato e deve abbandonare l’ottavo di finale contro Jack Draper. Il britannico alle porte della Top 50

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Gael Monfils - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

[Q] J. Draper b. G. Monfils 6-2 0-2 rit. (da Montreal il nostro inviato)

Il primo ottavo di finale della sessione serale all’Omnium Banque Nationale di Montreal è purtroppo terminato in maniera molto repentina. Gael Monfils, al rientro dopo tre mesi di stop a causa di una crescita calcarea nel tallone che gli dà noia da molto tempo, si è dovuto ritirare dal match all’inizio del secondo set quando, durante il ritorno da uno spostamento laterale verso destra, ha sentito un dolore sotto la pianta del piede destro, quello già infortunato, che lo ha costretto a rotolarsi a terra per il dolore.

Incapace di camminare per diversi minuti e accompagnato al suo “angolo” dai medici dell’ATP intervenuti sul campo centrale, ha prima provato a farsi fasciare la zona interessata e poi, dopo aver provato a riprendere il gioco ed essersi consultato con il suo team, ha deciso di abbandonare il match senza giocare più un altro punto, lasciando quindi via libera al qualificato Jack Draper che accede così ai quarti di finale.

Con questo risultato Draper arriverà almeno al n. 55 del ranking mondiale, guadagnando ben 27 posizioni dal suo attuale ranking e migliore posizione in carriera di n. 81. Al prossimo turno affronterà il vincitore dell’ultima partita serale tra Jannik Sinner e Pablo Carreno Busta.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal: Kyrgios ancora devastante. De Minaur travolto nel giro di un’ora

Nona vittoria consecutiva per Nick Kyrgios che raggiunge i quarti del 1000 canadese. Affronterà Hurkacz nella rivincita del match di Halle

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Nick Kyrgios - Montreal 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

Le prove del nove non spaventano più Nick Kyrgios. Nove come le vittorie consecutive dell’australiano che ha dato seguito al successo sul numero uno del mondo Medvedev, eliminando anche il connazionale Alex De Minaur con una prestazione per lunghi tratti impeccabile anche in termini di concentrazione e applicazione. Il giocatore di Canberra ha fatto suo il derby negli ottavi di finale del 1000 di Montreal con il punteggio di 6-2 6-3 in poco più di un’ora.

Il suo dominio è stato netto e interrotto solo da un paio di momenti in cui si è lasciato andare alle immancabili discussioni con il suo team. Nella sostanza, però, niente è cambiato: il tennis di Kyrgios, in questo momento, è di un livello che appartiene a pochissimi nel circuito. Non a caso, infatti, quella di domani contro Hurkacz (1-0 i precedenti per il polacco che ha vinto a giugno ad Halle al tie-break del terzo set) sarà la quinta volta consecutiva in un quarto di finale per l’australiano (escludendo il torneo di Mallorca in cui perse senza scendere in campo) che, tra l’altro, non ha sprecato troppe energie nel match odierno. La vittoria di oggi, inoltre, fa salire virtualmente Kyrgios al 27esimo posto del ranking: l’ultima volta per lui nella top 30 risale all’epoca pre-Covid, nel febbraio del 2020.

N. Kyrgios b. A. De Minaur 6-2 6-3

 

Pioggia, tie-break e terzi set rallentano il programma e gli organizzatori del National Bank Open by Rogers di Montreal sono costretti a intervenire. Il pubblico del centrale viene così privato del derby australiano Kyrgios-De Minaur, “regalato” agli appassionati presenti sul Court Rogers. Nick sembra subito molto concentrato e impatta nel migliore dei modi un paio di risposte di rovescio: la prima di servizio di Alex non sembra dargli fastidio e arriva così immediatamente il primo break della partita.

I minuti successivi sono un supplizio per De Minaur, travolto dal ciclone Kyrgios e dai suoi vincenti fulminanti che arrivano con qualsiasi colpo. Il finalista dell’ultimo Wimbledon è ingiocabile e, dopo aver tenuto agevolmente il servizio, brekka ancora. Dopo 12 giri di lancette il risultato è 4-0, frutto di un parziale di 16 punti a 4. Il numero 21 del mondo si sblocca nel quinto gioco ma il set è ampiamente compromesso anche perché quando batte Kyrgios lo scambio non inizia praticamente mai, tra ace e serve and volley impeccabili. Al 24esimo minuto di gioco il primo set è già concluso: 6-2.

L’avvio di secondo parziale non sembra più incoraggiante per De Minaur che anzi commette tre gravi errori nello scambio, comunque dettati anche dal ritmo altissimo tenuto dal connazionale. Nick, invece, dà l’impressione di riuscire a vincere tutti i punti che ritiene importanti e infatti brekka subito anche in questo set. Sarebbe troppo, però, persino per questo Kyrgios completare un match senza passaggi a vuoto e senza monologhi rivolti al proprio team: ecco quindi una breve serie di errori – in particolare con il dritto in uscita dal servizio – che regala ad Alex il controbreak.

Che il Nick di questi ultime settimane sia diverso da quello visto nel resto della sua carriera, però, rimane fuor di dubbio e infatti l’australiano torna subito concentrato (salvo qualche altro piccolo battibecco con i suoi) per strappare nuovamente il servizio all’avversario e recuperare da 0-30 nel proprio turno. Si nota anche la voglia dell’attuale numero 37 del mondo di sacrificarsi in quelle poche occasioni in cui è costretto a difendersi.

Sotto 4-2 e sul 30-30 al servizio, De Minaur commette un errore da matita blu spedendo in corridoio un dritto comodo a campo spalancato. Sulla successiva palla break, il giocatore di Sydney è impreciso anche con la smorzata e Nick può allora andare a servire per il match. Si ripresenta qui il Nick vecchio stampo che si deconcentra e regala all’avversario un break. Ma anche questo “momento Kyrgios” dura poco e nel game successivo il giocatore di Canberra fa impazzire il connazionale a suon di rovesci vincenti e chiude con il punteggio di 6-2 6-3 dopo un’ora e quattro minuti. Contro Hurkacz, che ha superato in tre set Ramos, sarà il suo settimo quarto di finale in un 1000.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Montreal: Auger Aliassime fa sul serio, battuto Norrie

Felix Auger-Aliassime vendica la sconfitta subita da Cameron Norrie la settimana scorsa e accede ai quarti.

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Felix Auger-Aliassime - Montreal 2022 (foto Twitter @atptour)

[6] F. Auger-Aliassime b. [9] C. Norrie 6-3 6-4 (da Montreal il nostro inviato)

Quando Tennis Canada nel 2003 si imbarcò in un programma a lungo termine per sviluppare il proprio settore di punta si era prefissa di arrivare ad avere un giocatore vincente alla Rogers Cup (il vecchio storico nome dell’Open del Canada) entro 10 anni. Nel 2013 Milos Raonic arrivò in finale dove perse contro Rafael Nadal, arrivando quindi a un solo passo da quel traguardo ambiziosissimo che era stato fissato 10 anni prima.

Sono passati quasi altri 10 anni da quella finale, nel frattempo c’è stata la spettacolare cavalcata di Shapovalov nel 2017 e la vittoria di Bianca Andreescu nel femminile nel 2019, ma probabilmente le chance di un giocatore canadese di trionfare nel torneo di casa non sono mai state così solide. Felix Auger-Aliassime ha sfoderato probabilmente una delle sue migliori prestazioni della stagione per sconfiggere in due set Cameron Norrie, che lo aveva battuto solamente una settimana fa a Los Cabos.

 

“Sono giornate che non capitano troppo spesso – ha detto Felix alla stampa locale – ma sono comunque contendo di essere riuscito ad approfittare di questa giornata di grazia per passare il turno”. Ha ricevuto, questo va ammesso, anche una notevole mano da parte di Norrie che gli ha regalato su un piatto d’argento il break decisivo alla fine del secondo set. In ogni modo rimane l’ottima partita di Auger-Aliassime che, scrollatosi di dosso la tensione di dover giocare nella sua città natale, e con quasi tutti i favoriti già sull’aereo per Cincinnati, ora può puntare davvero all’obiettivo che tutto “il Nord” gli chiede.

IL MATCH – Inizio della partita da superfici rapide di altri tempi con gran servitori in campo: i ribattitori hanno dovuto accontentarsi delle briciole per buona parte del primo set perché, anche se pochi punti venivano decisi direttamente con il servizio, chi aveva la battuta prendeva in mano il comando del gioco e portava quasi sempre a casa il punto.

Dopo le 3 ore e 18 minuti di Ruud e Bautista Agut, diluite anche da un’ora abbondante di pausa a causa di un violento temporale, in questo match i game scivolavano via con notevole rapidità, tanto che sono bastati solamente 32 minuti per completare il primo set. Lo sprint vincente lo ha piazzato Auger-Aliassime, molto meno nervoso della sera precedente davanti al pubblico di casa nonostante il sostegno a suo favore non fosse per nulla meno intenso, aumentando la pressione sui diritti incrociati a parabola alta di Norrie prendendogli il campo per chiudere con un vincente oppure per constringerlo a un passante in corsa giocando nel campo vuoto. Era sufficiente una palla break all’ottavo gioco per allungare sul 5-3 e chiudere subito dopo tenendo il servizio a zero.

Auger-Aliassime ha provato a tenere alta la pressione, procurandosi una palla per il secondo break consecutivo anche nel primo gioco del secondo set, ma una risposta sotto la rete sulla curva mancina di Norrie ha fatto naufragare il sogno di una fuga che avrebbe potuto risolvere rapidamente il match.

Norrie non è certo un giocatore che si fa intimidire da una folla infervorata o da un avversario in un momento ispirato: il britannico ha continuato a giocare le sue traiettorie, soprattutto quelle in slice a uscire sul servizio da sinistra che Felix ha dimostrato di mal digerire, come sulla seconda palla break, arrivata sul 3-3.

La sensazione però era che il ritmo di Auger-Aliassime fosse comunque di poco superiore a quello del suo avversario, il quale forse per tenere l’andatura della controparte è incappato in una paurosa sbandata che gli è alfine costata la partita. Sul 4-4 Norrie ha servito tre doppi falli con condimento di un errore gratuito di diritto, letteralmente regalando al canadese il break decisivo per chiudere la partita pochi minuti dopo con il punto esclamativo di tre ace consecutivi a chiudere.

Un’ora e 11 minuti per conquistare i quarti di finale dell’Omnium Banque Nationale di Montreal dove Auger-Aliassime affronterà Casper Ruud, un avversario contro il quale ha vinto due delle quattro precedenti sfide, tre delle quali tuttavia sono abbastanza datate e che si sono giocate quasi tutte sulla terra battuta, superficie che certamente avvantaggia più Ruud che non il canadese.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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