WTA Ranking: Putintseva e Yastremska sugli scudi

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WTA Ranking: Putintseva e Yastremska sugli scudi

Le vincitrici dei tornei di Norimberga e Strasburgo sono le uniche a guadagnare molte posizioni in top 50. Bene anche Zidansek e Cirstea. Giorgi perde ancora una posizione

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Dayana Yastremska - Strasburgo 2019 (foto via Twitter, @WTA_Strasbourg)

In attesa degli scossoni conseguenti ai risultati del Roland Garros, dal quale sono già fuori Kerber (n.5) e Kvitova (n.6), la classifica di oggi non registra movimenti fino alla posizione n.22, dove troviamo Caroline Garcia in salita di 2 posizioni. Per il resto, all’interno della top50, si fanno notare solo le vincitrici dei tornei di Norimberga e di Strasburgo. Yulia Putintseva, nuova campionessa in Germania, sale di 11 posti fino al n 28 e si avvicina al suo  best ranking (n.27, centrato a febbraio 2017). Dayana Yastremska, invece, con in tasca il titolo conquistato in Francia, fa un balzo di 10 posizioni e ritocca il carieer high: oggi si ritrova a un soffio dalla top30, più precisamente al n.32.

Questo risultato permette a Yastremska di superare Marketa Vondrousova (n.38) al n.2 del Next Gen Ranking, comandato da Bianca Andreescu (-1, n.23). Al n.4 e al n.5 di questa particolare classifica si confermano invece Amanda Anisimova (n.51 in classifica generale) e Anastasia Potapova (n.81). In attesa, però, di vedere dove sarà Potapova a fine Roland Garros: la vittoria su Kerber dovrebbe garantirle di salire di circa 14 posizioni nel ranking generale e al prossimo turno sfiderà proprio Vondrousova per l’accesso al terzo turno.

In top50, perdono rispettivamente 7 e 6 posizioni Anastasia Pavlyuchenkova (n.44) e Dominika Cibulkova (n.41). In top100 bei progressi delle finalista e semifinalista a Norimberga, la slovena Tamara Zidansek (+8, n.60) e la rumena Sorana Cirstea (+9, n.84). Sei posti in più per Veronika Kudermetova (n.68), nei quarti a Norimberga, e otto per Astra Sharma (n.92), che dopo aver superato le qualificazioni a Strasburgo si è spinta fino al secondo turno.

 

Per quanto riguarda le italiane, Camila Giorgi perde ancora un posto e si ritrova al n.37. In leggero progresso Martina Trevisan (+1, n.156), Giulia Gatto-Monticone (+3, n.164), Martina Di Giuseppe (+5, n.186). Stabile al n.210 Jasmine Paolini. Tra queste, solo Gatto-Monticone e Paolini sono presenti nel main draw a Parigi, dopo aver superato le qualificazioni, e potranno guadagnare molte posizioni in classifica a fine torneo.

LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
3 0 [ROU] Simona Halep 27 5533 16
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5405 25
5 0 [GER] Angelique Kerber 31 5095 20
6 0 [CZE] Petra Kvitova 29 5055 21
7 0 [USA] Sloane Stephens 26 4552 20
8 0 [AUS] Ashleigh Barty 23 4420 18
9 0 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
10 0 [USA] Serena Williams 37 3521 12
11 0 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3505 26
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3136 25
13 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3063 18
14 0 [USA] Madison Keys 24 2965 14
15 0 [SUI] Belinda Bencic 22 2893 27
16 0 [CHN] Qiang Wang 27 2812 22
17 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2565 23
18 0 [GER] Julia Goerges 30 2520 25
19 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2465 21
20 0 [BEL] Elise Mertens 23 2305 26
21 0 [RUS] Daria Kasatkina 22 2150 22
22 2 [FRA] Caroline Garcia 25 2055 23
23 -1 [CAN] Bianca Andreescu 18 1973 19
24 -1 [CRO] Donna Vekic 22 1940 22
25 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1825 24
26 0 [GBR] Johanna Konta 28 1785 23
27 0 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1767 18
28 11 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1690 23
29 -1 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1672 22
30 -1 [GRE] Maria Sakkari 23 1642 25
31 0 [CRO] Petra Martic 28 1615 20
32 10 [UKR] Dayana Yastremska 19 1579 24
33 -3 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1575 25
34 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1550 21
35 -1 [USA] Sofia Kenin 20 1513 24
36 -3 [USA] Danielle Collins 25 1512 22
37 -1 [ITA] Camila Giorgi 27 1475 17
38 0 [CZE] Marketa Vondrousova 19 1457 16
39 1 [LAT] Jelena Ostapenko 21 1432 24
40 1 [CZE] Barbora Strycova 33 1355 23
41 -6 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1333 17
42 1 [CZE] Katerina Siniakova 23 1277 25
43 1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1260 18
44 -7 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1245 23
45 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 28
46 0 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1205 28
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 27
48 0 [FRA] Alizé Cornet 29 1155 25
49 0 [RUS] Maria Sharapova 32 1140 11
50 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 0 [CZE] Petra Kvitova 3525 10
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 3271 8
3 0 [JPN] Naomi Osaka 2961 8
4 0 [NED] Kiki Bertens 2711 12
5 0 [SUI] Belinda Bencic 2289 13
6 0 [AUS] Ashleigh Barty 2175 6
7 0 [ROU] Simona Halep 1897 8
8 0 [CAN] Bianca Andreescu 1757 9
9 0 [GER] Angelique Kerber 1620 10
10 0 [UKR] Elina Svitolina 1377 8
11 0 [EST] Anett Kontaveit 1166 10
12 0 [USA] Danielle Collins 1163 10
13 0 [GBR] Johanna Konta 1128 9
14 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 1080 9
15 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 1052 12
16 0 [CZE] Marketa Vondrousova 1050 6
17 3 [BLR] Aryna Sabalenka 1007 11
18 -1 [CRO] Donna Vekic 966 9
19 -1 [GRE] Maria Sakkari 949 11
20 -1 [BEL] Elise Mertens 905 12

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Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

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Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

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Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

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Cosa succede ai punti ATP persi a Indian Wells?

I punti del torneo 2019 in California escono per tutti ma una deroga nel regolamento permette di ripescare punti non conteggiati di altri tornei, per chi li ha giocati…

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Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Tra le preoccupazioni di queste settimane legate al coronavirus, ce ne sono di più o meno serie. Essendo qua per parlare di tennis, uno degli interrogativi principali che la cancellazione del torneo di Indian Wells ha suscitato riguarda i punti validi per il ranking: cosa accade a quelli guadagnati un anno fa? Si perdono? I giocatori prendono “uno zero” come se avessero saltato un torneo obbligatorio? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto, in nessun comma o articolo del regolamento ATP viene nominato il diritto di difendere i propri punti; anzi, è proprio il concetto di “difesa” – tanto caro nell’uso quanto temuto nella realtà da tutti, dagli stessi tennisti ai fan – a non essere assolutamente preso in considerazione. Quindi, dopo 52 settimane, i punti vengono sottratti a prescindere dalla effettiva possibilità del giocatore di tornare in campo per riconquistarli. Tra due settimane, come è probabilmente chiaro a chiunque, a Dominic Thiem saranno sottratti i 1.000 punti del suo primo titolo pesante e a Roger Federer i 600 della finale. Il fatto che non si sia disputato l’evento, tuttavia, apre la finestra su una regola finora mai utilizzata, rimasta nelle pieghe del Rulebook a prendere polvere. Nella loro lungimiranza e sicuramente toccando ferro, gli estensori della lettera A del paragrafo 03, capitolo IX, hanno inserito la norma per cui, se “nel periodo del ranking non ci sono quattro Grand Slam e otto Masters 1000, il numero dei migliori risultati di un giocatore fra tutti i tornei idonei sarà adattato di conseguenza”.

Tradotto, significa che, se uno di quei tornei viene cancellato, il giocatore farà entrare nel proprio conteggio il miglior risultato fra quelli scartati. Ricordiamo infatti che, oltre ai dodici tornei citati (e alle eventuali ATP Finals e ATP Cup), ci sono i sei migliori risultati a costituire il monte punti totale di un tennista che, allora, potrà far valere anche il settimo. Tornando a Thiem, potrà quindi consolarsi con i 90 punti degli ottavi di Montecarlo, primo dei due tornei esclusi; così, ne perderà 910 – non una gran consolazione, in effetti. D’altra parte, sono (non tanto) lontani i tempi in cui scartava vittorie di tornei “250”.

 

Il meccanismo è chiaro, come è chiaro che i tre fenomeni non giocano abbastanza tornei da averne di non-countable dove pescare punti. E sì, sappiamo che la Laver Cup figura nell’apposita casella di due di loro. A titolo di curiosità, diamo invece un’occhiata a qualche altro mancato (non per sua colpa) protagonista. Daniil Medvedev va in pareggio: la sconfitta ai sedicesimi da 45 punti viene infatti esattamente compensata dai quarti raggiunti a Marsiglia che entrano come settimo miglior risultato. Lo stesso capita a Sascha Zverev (quarti a Monaco di Baviera). Stefanos Tsitsipas vede volentieri svanire i 10 punti della sconfitta all’esordio, sostituiti dai 90 del Queen’s. 10 sono i punti per la sconfitta prematura di Matteo Berrettini compensati da Montecarlo e altrettanti quelli di Fabio Fognini che, con le sconfitte al primo impegno in diversi tornei nel 2019, non trae benefici.

Va da sé che, se salta all’occhio la sfortuna per chi lo scorso anno era arrivato alle fasi finali, lo stesso può dirsi per chi, non avendo nulla o quasi da difendere, perde l’occasione di incrementare il proprio bottino.

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