Ad Halle Federer si sente a casa: stavolta Millman cede in due set

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Ad Halle Federer si sente a casa: stavolta Millman cede in due set

Roger, all’esordio stagionale su erba, supera l’australiano che l’aveva eliminato allo scorso US Open. Il secondo turno sarà un classico contro Tsonga

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Roger Federer - Halle 2019 (foto via Twitter, @ATPHalle)

Dopo aver dimostrato che è ancora in grado di vincere qualche incontro anche sul rosso, Roger Federer torna sugli amati prati di Halle in cerca del decimo titolo – anzi, der zehnte, come più o meno dicono in Vestfalia – che gli varrebbe anche la seconda testa di serie a Wimbledon.

Il primo ostacolo è John Millman, lo sconosciuto che allo scorso US Open aveva eliminato Fabio Fognini al secondo turno e che poi si era regalato un quarto d’ora abbondante di celebrità e una classifica insperata battendo proprio il fenomeno di Basilea, cosa che aggiunge un po’ di pepe a questa sfida e appesantisce ulteriormente l’obbligo di vincere da parte di Federer. Inoltre, forse per la nazionalità, forse perché ha due tronchi al posto delle gambe, sull’erba l’australiano non sembra affatto fuori dal suo ambiente.

Se, poi, citiamo Federer (“l’erba non ti perdona, perdere un attimo la concentrazione può costarti il set. Millman non ti regala mai nessun punto, è un esordio abbastanza duro”), ecco spiegata la tensione portata in campo quest’oggi dal numero tre del mondo. Tuttavia, pur con un avversario poco disposto a fare da spalla, un’ottima giornata al servizio e la ricerca costante del comando degli scambi a prescindere da qualche errore di troppo consentono al venti volte campione Slam di vincere 7-6 6-3 senza correre veri rischi.

IL MATCH – Federer inizia in risposta, ma è lui che dirige il gioco andandosi a prendere i primi due punti con altrettanti dritti devastanti; è però lo stesso dritto a tradirlo subito dopo con tre errori, il secondo colpendo male una palla comoda da attaccare. Tenuto agevolmente il turno di battuta, sono ancora i gratuiti dal lato destro che gli impediscono di approfittare della non eccelsa percentuale di prime australiane.

Millman, per ora, non fa molto: non è in grado di allungare lo scambio contrastando efficacemente le accelerazioni e, giustamente, non rischia più del necessario nelle situazioni neutre visto che i regali arrivano anche dal rovescio svizzero, tanto che scappa pure una parolaccia in tedesco. Un nastro vincente precede il primo vero punto da Roger erbivoro (volée smorzata sull’attacco in controtempo), ma il servizio solido di John trova la complicità della risposta e sfuma un’altra occasione di andare a palla break.


Sul 4 pari, Millman trae visibilmente fiducia da uno scambio durissimo vinto sulla diagonale di dritto e non concede più nulla in battuta; qualche brivido al dodicesimo gioco con doppio fallo e dritto sbagliato da Federer, ma raggiunge l’avversario per il tie-break. Doppio fallo di Millman sul 2-1 e Roger va subito a prendersi un altro punto seguendo lo slice di rovescio, una biscia corta e insidiosa che la mano australiana non può gestire. Lo svizzero sale in cattedra e si prende il parziale oscurando l’altro, incapace di muovere il punteggio. Per Federer, due punti persi sulle 22 prime in campo, i gratuiti (totali e di dritto) che superano di un paio di unità i vincenti, mentre spicca quel 71% di seconde trasformato da Millman.

Si ricomincia con entrambi i contendenti ben centrati sui propri turni di battuta, almeno fino al sesto gioco quando, sul servizio del n. 57 ATP, si vedono le prime palle break dell’incontro: fallita la prima con uno sventaglio ampiamente largo, sulla seconda Roger accetta lo scambio lungo e incamera l’errore del trentenne di Brisbane. Giusto per creare un po’ di suspense, quello meno giovane va sotto 0-30 nel game successivo, ma oggi è intoccabile al servizio.

John resta in scia e, in battuta sul 5-3, Federer si inguaia con una volée di rovescio orrenda, mentre Millman guadagna una palla per rientrare con il quarto vincente di dritto. Lo svizzero rimette le cose a posto con il servizio e, per la 17a volta in altrettante apparizioni, passa al secondo turno dove troverà Jo-Wilfried Tsonga (11-6 i precedenti a favore dello svizzero) che ha superato Benoit Paire; il francese più folle ci ha messo del suo per agevolare la vittoria del compatriota, con tre doppi falli che gli sono costati il break in apertura e il nervosismo espresso nel corso dell’intero parziale; l’equilibrio del secondo set si è invece spezzato all’undicesimo gioco quando è stato ancora Paire a perdere la battuta.

 

GLI ALTRI INCONTRI – Oltre alle vittorie azzurre delle quali ci racconta il nostro inviato, nessun problema per il campione in carica Borna Coric che si libera in due set di Jaume Munar e raggiunge agli ottavi il qualificato Joao Sousa, autore dell’eliminazione di Jannik Sinner nel tabellone cadetto. Un break per set e 68 minuti sono sufficienti a Jan-Lennard Struff per superare l’ostacolo Laslo Djere che, al suo terzo incontro di sempre sull’erba, manca ancora l’appuntamento con la vittoria. A dispetto della semifinale della scorsa settimana a Stoccarda, la superficie non è la preferita neanche del tedesco che, però, fa valere il suo servizio (31 punti su 34 prime in campo e una buona conversione anche con la seconda battuta). Contro Karen Khachanov, si preannuncia una sfida a “spacca la palla”.

La bella prova del classe 2000 Rudolf Molleker si ferma nel tie-break del secondo set quando, sul match point a favore, il suo lob finisce appena lungo e il qualificato Sergiy Stakhovsky, sempre pericoloso sull’erba, prende il sopravvento e chiude 6-2 al terzo. Bastano cinquanta minuti a David Goffin per liberarsi Guido Pella, mentre il numero 7 del seeding Roberto Bautista Agut annulla quattro set point a Taylor Fritz nel tie-break del primo set poi poi dilagare nel secondo parziale.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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Classifica ATP, Berrettini nuovo numero 1 d’Italia: è a un passo dai primi 10

La semifinale di Shanghai regala a Matteo l’ottavo posto nella Race e l’undicesimo nel Ranking (superato Fabio Fognini). Nadal prepara il sorpasso su Djokovic e si avvicina al numero 1 di fine anno

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Matteo Berrettini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Settimana sontuosa per chi si dedica al commento della classifica ATP, soprattutto se di nazionalità italiana. Il tennis è sport meno di altri incline a sentimenti filo-patriottici, tranne quando si gioca (o giocava) la Coppa Davis; indipendentemente da questa considerazione, è però bello vedere i propri connazionali vestire i panni dei protagonisti.

Il Masters 1000 di Shanghai ha portato in dote a Matteo Berrettini svariate novità positive, a cominciare dalla posizione in classifica più alta che abbia mai raggiunto in carriera – l’undicesima – a soli 30 punti di distanza dalla decima occupata da Bautista Agut. In questo finale di stagione Berrettini non ha però punti in scadenza a differenza dell’iberico e ha quindi concrete chance di diventare il quarto tennista italiano a raggiungere la top ten da quando nel 1973 venne istituita la classifica come oggi la conosciamo. Prima di lui ci sono riusciti Adriano Panatta (4), Corrado Barazzutti (7) e Fabio Fognini (9).

L’allievo di Santopadre ha poi portato a compimento un’impresa che era nell’aria già da qualche settimana: diventare il capofila del nostro movimento maschile. Un’impresa difficile da prevedere a inizio stagione e che nel corso del 2019 era già brevemente riuscita a Marco Cecchinato. Il futuro ci dirà se Matteo saprà emulare – o superare – Fabio Fognini e Filippo Volandri, che nel corso di questo millennio sono i due giocatori rimasti complessivamente più a lungo al comando del tennis italiano.

 

RACE TO LONDON

La semifinale di Shanghai ha regalato infine a Berrettini l’ottavo posto nella classifica dei migliori giocatori dell’anno:

Posizione Nazione Giocatore Punti
1 Spagna Nadal 9225
2 Serbia Djokovic 7945
3 Russia Medvedev 5875
4 Svizzera Federer 5690
5 Austria Thiem 4525
6 Grecia Tsitsipas 3730
7 Germania Zverev 2855
8 Italia Berrettini 2525
9 Spagna Bautista Agut 2485
10 Belgio Goffin 2325


Fabio Fognini, pur perdendo la leadership italiana, ha comunque brillantemente tenuto vive le sue chance di prendere parte al torneo che chiude la stagione: nella Race è undicesimo con 2235 punti, seguito da Nishikori con 2180 e Monfils con 2170. Rallenta la rincorsa di Djokovic al primato stagionale di Nadal, mentre Daniil Medvedev supera Federer grazie al trionfo cinese.

Questo straordinario atleta, che ricorda vagamente un Buster Keaton allampanato, sta vivendo una seconda parte di stagione eccezionale: finale a Washington, Montreal, US Open e vittoria a Cincinnati, San Pietroburgo e Shanghai. Not too bad per un giocatore sino a pochi mesi era poco considerato dalla maggioranza degli appassionati in considerazione del suo stile di gioco poco ortodosso. A quanto si legge nei commenti alle sue vittorie però, gli italiani – sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori come constatava Ennio Flaiano – hanno quasi unanimamente cambiato idea sulle “magnifiche sorti e progressive” del giovane moscovita residente a Montecarlo. Torniamo alla battaglia per Londra.

Con la semifinale di Shanghai Stefanos Tsitsipas si è matematicamente conquistato il diritto di partecipare per la prima volta in carriera al torneo che a Londra chiude la stagione. Restano quindi ancora quattro posti da assegnare: i due effettivi più le due riserve. Questa settimana tre dei contendenti saranno impegnati in due tornei 250: Fognini a Stoccolma, Goffin e Monfils ad Anversa.

CLASSIFICA NEXT GENERATION

La partecipazione di Tsitsipas al torneo londinese inevitabilmente priverà quello milanese del trionfatore della scorsa edizione ma allo stesso modo rende più interessante la lotta per accedervi. Attualmente ai primi otto posti della classifica troviamo:

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3820
17 Canada Auger-Aliassime 2000 1681
26 Australia de Minaur 1999 1430
34 Canada Shapovalov 1999 1255
53 USA Tiafoe 1998 970
59 Norvegia Ruud 1998 931
49 Serbia Kecmanovic 1999 893
70 Francia Humbert 1998 778


Auger-Aliassime, de Minaur e Shapovalov sono già matematicamente qualificati. Ad essi si unirà Jannik Sinner grazie a una wild card. In lizza per i quattro posti ancora disponibili oltre a Tiafoe, Ruud, Kecmanovic e Humbert c’è lo svedese Mikael Ymer, che si è portato a soli 27 punti di distanza da Humbert grazie alla vittoria ottenuta al Challenger 100 di Mouilleron-le-Captif.

CASA ITALIA

Nelle prime 200 posizioni mondiali troviamo ancora 16 italiani:

Classifica Giocatore Variazione
11 Berrettini 2
12 Fognini =
56 Sonego -1
72 Seppi =
73 Cecchinato -4
83 Travaglia 2
89 Fabbiano 2
95 Caruso 3
117 Lorenzi 1
119 Sinner 8
124 Mager -1
145 Giustino -3
147 Giannessi 4
149 Gaio 2
162 Baldi -9
186 Marcora 1


Oltre a Berrettini, anche Salvatore Caruso e Jannik Sinner – semifinalista al Challenger vinto da Ymer – hanno migliorato il proprio best ranking. Questa settimana sullo scacchiere europeo si esibiranno Fognini e Travaglia a Stoccolma, Sonego e Sinner ad Anversa, Fabbiano e Seppi a Mosca. Al momento sono ancora impegnati nell’ultimo turno del torneo di qualificazione Paolo Lorenzi a Anversa e Gianluca Mager a Stoccolma, mentre Caruso ha fallito quella di Anversa.

PRIMI DELLA CLASSE

Una sola variazione rispetto a sette giorni fa tra le prime dieci posizioni: Karen Khachanov ha rimpiazzato Nishikori all’ottavo posto. Il giapponese dovrebbe rientrare a Vienna, fisico permettendo. Più importante è però ciò che si sta profilando all’orizzonte e del quale abbiamo già dato ampio risalto: il sorpasso di Nadal ai danni di Djokovic al termine del Masters 1000 di Parigi-Bercy.

Un po’ più di movimento lo troviamo tra l’undicesima e la ventesima posizione dove, oltre a Berrettini, avanzano Diego Schwartzman, John Isner, Felix Auger-Aliassime, Stan Wawrinka, Lucas Pouille e Guido Pella. Perde invece due posizioni Gael Monfils. Kevin Anderson e Borna Coric escono dalla top 20. La sintesi grafica:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia Djokovic 9545 =
2 Spagna Nadal 9225 =
3 Svizzera Federer 6950 =
4 Russia Medvedev 5920 =
5 Austria Thiem 5085 =
6 Germania Zverev 4425 =
7 Grecia Tsitsipas 3900 =
8 Russia Khachanov 2990 1
9 Giappone Nishikori 2860 -1
10 Spagna Bautista Agut 2575 =
11 Italia Berrettini 2545 2
12 Italia Fognini 2415 =
13 Francia Monfils 2410 -2
14 Belgio Goffin 2280  =
15 Argentina Schwartzman 1995 1
16 USA Isner 1985 1
17 Canada Auger-Aliassime 1681 2
18 Svizzera Wawrinka 1670 2
19 Francia Pouille 1645 3
20 Argentina Pella 1620 1


BEST RANKING PER…

Classifica Giocatore Nazione
11 Berrettini Italia
17 Auger-Aliassime Canada
33 Hurkacz Polonia
37 Opelka USA
48 Bublik Khazakistan
51 Londero Argentina
75 M. Ymer Svezia
95 Caruso Italia


Volete sapere che posizione occupavano in classifica questi otto giocatori a inizio 2019? Ecco la risposta:

  • Berrettini: n. 52 (+41 posti)
  • Auger-Aliassime: n. 106 (+ 89)
  • Hurkacz: n. 88 (+ 55)
  • Opelka: n. 102 (+ 65)
  • Bublik: n. 165 ( + 117)
  • Londero: n. 117 ( + 66)
  • M. Ymer: n. 196 (+ 121)
  • Caruso: n. 156 (+ 61)

Complimenti.

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