ATP Ranking: Matteo Berrettini tra i primi 20

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ATP Ranking: Matteo Berrettini tra i primi 20

L’azzurro corona una grande parte di stagione su erba con l’ingresso in top 20. Lopez guadagna 60 posizioni e torna tra i primi 100. Auger-Aliassime al decimo posto della Race to London

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Matteo Berrettini - Halle 2019 (foto NOVENTI OPEN_KET)

Oggi cambiamo l’ordine di successione degli argomenti e partiamo dalle congratulazioni, che questa settimana sono ottime nel merito e abbondanti nel numero. Quindi, complimenti a:

  • Stefano Travaglia che per la prima volta ha raggiunto la top 100
  • Matteo Berrettini (n. 20), Jan-Lennard Struff (n. 34), Jordan Thompson (n. 45), Corentin Moutet (n.85) e Yannick Maden (n. 96) per il best ranking
  • Roger Federer e Feliciano Lopez – 75 anni in due – per avere vinto ad Halle e al Queen’s
  • ancora a Federer e Lopez: il primo per avere conquistato un torneo ATP per la decima volta e avere altresì ottenuto la seconda testa di serie a Wimbledon; al secondo per avere guadagnato in un colpo solo 60 posti ed essere rientrato in top 100 (n. 53)
  • Gilles Simon perché neppure Nostradamus avrebbe mai potuto immaginarlo in una finale sull’erba a (quasi) 35 anni d’età
  • David Goffin non tanto e non solo per la finale disputata ad Halle e i conseguenti dieci posti in più in classifica, quanto per il modo in cui ha disputato il primo set sino al tie break
  • infine, complimenti agli Stati Uniti del Tennis Maschile che schierano ai primi venti posti della classifica atleti provenienti da 15 nazioni e 4 continenti diversi: una pernacchia metaforica rivolta a tutti gli erettori di barriere

Eccoli i magnifici venti:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia N. Djokovic 12415 =
2 Spagna R. Nadal 7945 =
3 Svizzera Federer 6620 =
4 Austria Thiem 4595 =
5 Germania Zverev 4405 =
6 Grecia Tsitsipas 4215 =
7 Giappone Nishikori 4040 =
8 Sud Africa Anderson 3610 =
9 Russia Khachanov 2980 =
10 Italia Fognini 2785 =
11 Argentina del Potro 2740 1
12 USA Isner 2715 -1
13 Russia Medvedev 2625 =
14 Croazia Coric 2205 =
15 Francia Monfils 2055 1
16 Georgia Basilashvili 1960 1
17 Canada Raonic 1945 1
18 Croazia Cilic 1940 -3
19 Svizzera Wawrinka 1715 =
20 Italia Berrettini 1665 2

Prima di cambiare argomento dedichiamo un affettuoso pensiero a Juan Martin del Potro al quale un destino cinico e beffardo concede una posizione in più in classifica in attesa di sottrargliene a piene mani.

 

CASA ITALIA – I tennisti azzurri in top 200 sono i seguenti:

Classifica Giocatore Punti Variazione
10 Fognini 2785 =
20 Berrettini 1665 2
40 Cecchinato 1130 =
71 Seppi 745 -2
75 Sonego 732 -1
100 Travaglia 549 3
102 Fabbiano 543 -3
107 Lorenzi 531 -11
125 Caruso 458 -1
131 Mager 440 -2
134 Giustino 431 7
151 Baldi 370 -2
163 Giannessi 348 -1
175 Gaio 309 25
179 Napolitano 299 -2
187 Bolelli 281 -2

Matteo Berrettini è per la prima volta tra i migliori 20. Stefano Travaglia a 27 anni di età ha finalmente raggiunto l’élite del tennis mondiale. Per non uscirne dovrà superare le qualificazioni a Wimbledon, come riuscì a fare nel 2018. Gli italiani certi della partecipazione allo Slam inglese sono: Fognini, Berrettini, Seppi, Sonego, Fabbiano e, in virtù del forfait di Del Potro, Lorenzi.

Tra i nostri rappresentanti impegnati nelle qualificazioni londinesi menzioniamo Federico Gaio, autore di un ragguardevole balzo in avanti in classifica grazie alla finale disputata nel Challenger di Parma in cui ha ceduto solo al tie break del set decisivo all’ex numero 5 del ranking mondiale: Tommy Robredo.

QUALIFICAZIONI FINALS LONDRA

Posizione ATP Nazione Giocatore Punti
2 Spagna Nadal 5505
1 Serbia Djokovic 4725
3 Svizzera Federer 3860
4 Austria Thiem 3305
6 Grecia Tsitsipas 2985
13 Russia Medvedev 1765
7 Giappone Nishikori 1710
5 Germania Zverev 1580
10 Italia Fognini 1550
21 Canada Auger-Aliassime 1391

Fabio Fognini è scivolato dall’ottavo al nono posto nella classifica avulsa, superato da Alexander Zverev che, crisi o non crisi, è pur sempre tra i migliori otto giocatori del pianeta nel primo semestre del 2019. Notevole il decimo posto del canadese Auger-Aliassime che si conferma al secondo posto anche nella classifica riservata alla NextGeneration, che nella settimana appena trascorsa si è distinta più per gli scapaccioni ricevuti dai membri della Old Generation che per le prodezze in campo.

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3030
21 Canada Auger-Aliassime 2000 1403
27 Canada Shapovalov 1999 795
39 USA Tiafoe 1998 770
60 Norvegia Ruud 1998 666
29 Australia de Minaur 1999 595
85 Francia Moutet 1999 464
82 Serbia Kecmanovic 1999 422

TRIVIAL TENNIS – Nei suoi oltre 140 anni di storia Wimbledon è stato teatro di innumerevoli vicende degne di menzione. Tra queste spicca per singolarità la finale del torneo di singolare maschile nella quale si affrontarono un reverendo e un (futuro) omicida. Sapete dirci i loro nomi? È tutto per oggi. Buon Wimbledon a tutti.

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ATP

Cecchinato subito eliminato a Umago: uscirà dalla top 60. Sinner vola al secondo turno

UMAGO – Il campione in carica Marco Cecchinato gioca un’altra brutta partita: Bedene lo domina e adesso affronterà Sinner. Terza vittoria tra i pro per il 17enne

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Marco Cecchinato - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Umago, il nostro inviato

CECK ANCORA OUT – Tocca al campione uscente Marco Cecchinato inaugurare le ostilità del primo turno sul Centrale (per la precisione, Goran Ivanisevic Stadium). Sì, proprio come a Wimbledon. La differenza fra i due tornei resta tuttavia evidente anche a un occhio poco allenato e indiscutibilmente daltonico: la solita quantità industriale di terra che uno non sa se portare la racchetta oppure paletta e secchiello e la vicinanza del mare (questione di metri) rendono le condizioni di gioco umaghesi più lente rispetto a quelle dello Slam londinese. E, poi, qui non arrivano in fondo sempre i soliti. Ma di Cecchinato si parlava…

Marco gioca contro lo sloveno n. 87 ATP Aljaz Bedene che, con geografica coerenza, si è messo di traverso sulla strada croata dell’italiano. Un ostacolo non di poco conto, visto che il nostro ci ha perso complessivamente 6 volte su 6. Non va diversamente in questa circostanza: Bedene serve come un treno, sbaglia poco, tira vincenti, insomma, non sembra neanche lui; Marco, invece, dà l’impressione di perdere fiducia quasi all’improvviso in entrambi i parziali. Le sue accelerazioni non fanno male, sbaglia per primo e, spesso, anche i suoni dei suoi impatti non convincono. Aljaz va in vantaggio al quinto gioco e non deve neanche servire per chiudere perché arriva un secondo break dopo che Ceck scaglia una palla nella laguna. L’azzurro ha finalmente tre possibilità di strappare la battuta a Bedene, ma il servizio dell’altro è on fire e non riesce a giocarsele. Un paio di brutte scelte del palermitano al gioco successivo, il sesto, e il match praticamente finisce lì, con lo sloveno che mantiene un livello altissimo fino al termine. Sesta sconfitta consecutiva per Marco che uscirà dai primi 60 del ranking.

SINNER, SÌ! – Un plauso agli organizzatori del torneo per la wild card concessa al diciassettenne nato a San Candido con la conseguente possibilità per i tifosi italiani (e non solo) di vederlo dal vivo. In verità, per un set e mezzo non c’è stato molto da vedere; poi, Jannik Sinner si è sbloccato e ha preso in mano il match contro Pedro Sousa decidendone il destino a proprio favore. Il primo parziale se ne va in fretta, tra solidità portoghese ed errori italiani; Jannik soffre parecchio il dritto incrociato di Sousa e deve anche sentire la tensione se quel tentativo di contro-smorzata gli resta orribilmente sulle corde. La palla scagliata verso il parcheggio coincide con il set perso con un solo gioco a referto e anche la seconda partita inizia in salita.

Nonostante le difficoltà, Sinner non dà l’idea di mollare, rimane in scia e, complice un facile smash sbagliato da Sousa, riveste l’avversario di più abbordabili panni, iniziando a mostrare tutto ciò di cui è capace – e non è poco. Cinque giochi di fila gli valgono il secondo parziale, poi brekka al quinto gioco del terzo, ma un evidente quanto inopportuno rilassamento gli impedisce di consolidare il vantaggio da 40-15. Nessun problema, la palla continua a uscirgli dalle corde che è uno spettacolo e può anche permettersi di sprecare un’occasione per andare a servire per il match con un’ingenuità da… teenager perché la ricrea subito dopo, trasformandola. Con autorità (e una fucilata di dritto), Jannik passa al secondo turno dove troverà proprio Aljaz Bedene, un risultato che dovrebbe proiettarlo fra i primi 200 del mondo.

 
Jannik Sinner – Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

QUALIFICAZIONI – Diventano sette gli italiani in gara a Umago: dalle “quali”, esce vittorioso Salvatore Caruso al termine di una battaglia di quasi tre ore con Tommy Robredo. In svantaggio 1-3 nel terzo, il ventiseienne di Avola infila 5 giochi consecutivi nonostante – o, forse, grazie anche a – una discussione con il supervisor, che Caruso fa chiamare dopo che l’arbitro lo ha sanzionato con un punto di penalità mentre si apprestava a giocarsi una palla break. Anzi, secondo il giudice di sedia, non si apprestava affatto, visto che la sanzione è arrivata per una violazione di tempo, evento molto raro (pressoché impossibile in caso di nome altisonante) quando si tratta del giocatore in ribattuta. A ogni modo, Robredo quasi scompare e Caruso entra nel main draw, impresa che gli riesce per la quinta volta consecutiva (tra cui anche Parigi e Wimbledon) e affronterà Corentin Moutet.

È però l’unico nostro rappresentante a farcela: dopo le eliminazioni all’esordio di Fabrizio Ornago e Filippo Baldi, all’ultimo turno è caduto Stefano Napolitano che si è aggiudicato il primo set al tie-break contro Marco Trungelliti, ma ha poi subito la rimonta argentina.

Risultati:

A. Bedene b. [5] M. Cecchinato 6-3 6-2
[WC] J. Sinner b. P. Sousa 1-6 6-3 6-4
J. Vesely b. C-M. Stebe 7-6(5) 3-6 7-6(2)

Il tabellone completo

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Focus

WTA ranking: Simona Halep torna in top 5, sale Gauff

Serena sale al numero nove, per il resto pochi scossoni al vertice. Gran balzo della giovanissima ‘Coco’

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Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Le esplosioni, piccole o grandi le riteniate, in effetti si sono verificate: il secondo trionfo Slam di Simona Halep, certo non la più pronosticata o pronosticabile della vigilia; il ritorno di Serena Williams all’altare di una finale Major; la brutale detronizzazione subita dalla campionessa uscente Angie Kerber e infine, forse soprattutto, la corsa a perdifiato della quindicenne Cori Gauff. Molti spunti, ma a livello di smottamenti ai vertici della classifica poca roba.

Top 10 sempre comandata dalla campionessa del Roland Garros Ashleigh Barty e movimenti perlopiù insignificanti con una sola new entry, quella di Aryna Sabalenka: la bielorussa sostituisce la contristatissima Angie Kerber, sconfitta nel secondo turno dei Championships da Lauren Davis e costretta a cedere otto posizioni per assestarsi alla tredici WTA. Guadagna una posizione Serenona, oggi numero nove con la miglior classifica post-maternità ma soprattutto torna tra le prime cinque la neo campionessa Halep, che guadagna tre slot e si piazza ai piedi del podio ancora occupato da Barty, Osaka e Karolina Pliskova, tutte e tre con differente intensità deluse dall’esperienza sui prati.

La giocatrice di Costanza è la più assidua frequentatrice della top 5 vista negli ultimi anni: dai tempi del debutto nell’élite datato marzo 2014, Simona ha abbandonato il gruppo solo per otto settimane tra aprile e maggio 2016, per una settimana nel maggio dell’anno successivo e per le cinque settimane antecedenti l’inizio della trionfante trasvolata londinese.

Allargando gli orizzonti, è opportuno segnalare i nomi di alcune atlete che dalle settimane di Wimbledon hanno tratto una certa soddisfazione: è il caso di Petra Martic, al debutto tra le prime venti dopo gli ottavi raggiunti e ceduti a Elina Svitolina e di Karolina Muchova, per la prima volta nella top 50 e prima giocatrice dai tempi di Na Li 2006 a raggiungere i quarti all’esordio assoluto nel tabellone principale di Church Road. Due settimane di grazia anche quelle vissute da Barbora Strycova, inattesa semifinalista con scalpi di Kiki Bertens, Elise Mertens e Johanna Konta oltreché campionessa in doppio e nuova numero 32 WTA dopo aver guadagnato ventidue posizioni.

L’edizione 2019 di Wimbledon al femminile verrà tuttavia ricordata per la folle corsa di Cori Gauff, probabile simbolo del torneo da tramandare agli anni futuri. Quindici anni compiuti a marzo, “Coco” ha seminato sui prati di Londra alcuni ragguardevoli record: più giovane atleta a qualificarsi per un Major nell’era Open e giocatrice dalla carta d’identità più verde a vincere un match di tabellone principale e a raggiungere la seconda settimana dei Championships negli ultimi ventotto anni, Gauff fa il suo ingresso tra le prime 150 della classifica (da oggi è 143) scalando addirittura centosettantadue posizioni.

 

Piange, come purtroppo è uso negli ultimi tempi, il ranking delle italiane. Capofila e unica nostra rappresentante tra le prime cento è al solito Camila Giorgi, la quale, eliminata all’esordio, cede venti posizioni (da 42 a 62) per non esser stata capace di onorare la pesante cambiale (quarti) emessa lo scorso anno sui prati di Londra. Ci aggrappiamo così allo straordinario momento vissuto da Giulia Gatto-Monticone, brava a qualificarsi anche a Wimbledon dopo aver centrato il tabellone principale del Roland Garros e bravissima a disputare un encomiabile match sul Centrale contro una certa Serena Williams. Nell’anno dei trentadue, Giulia guadagna altre dodici posizioni e debutta tra le prime 150, assestandosi alla 149 WTA. Stupenda è il minimo che le si possa dire.

LE TOP 50
Classifica WTAVariazioneNazionalitàGiocatriceAnniPuntiTornei
10[AUS]Ashleigh Barty23660516
20[JPN]Naomi Osaka21625718
30[CZE]Karolina Pliskova27605522
4△3[ROU]Simona Halep27593317
5▽1[NED]Kiki Bertens27513025
60[CZE]Petra Kvitova29478519
7△1[UKR]Elina Svitolina24463819
8△1[USA]Sloane Stephens26380221
9△1[USA]Serena Williams37341112
10△1[BLR]Aryna Sabalenka21336526
11△1[LAT]Anastasija Sevastova29335624
12△1[SUI]Belinda Bencic22296327
13▽8[GER]Angelique Kerber31287520
14△1[CHN]Qiang Wang27287223
15△3[GBR]Johanna Konta28279022
16▽2[CZE]Marketa Vondrousova20276214
17▽1[USA]Madison Keys24255514
18△1[DEN]Caroline Wozniacki29247818
19△1[EST]Anett Kontaveit23233523
20△4[CRO]Petra Martic28233519
210[BEL]Elise Mertens23230526
22△1[FRA]Caroline Garcia25210524
23△3[USA]Amanda Anisimova17201818
24△1[CAN]Bianca Andreescu19196618
25▽8[GER]Julia Goerges30195524
26▽4[CRO]Donna Vekic23195021
27△1[USA]Sofia Kenin20189525
28▽1[ESP]Garbiñe Muguruza25186520
29△2[ESP]Carla Suárez Navarro30184221
30△2[GRE]Maria Sakkari23179026
31▽2[TPE]Su-Wei Hsieh33177524
32△22[CZE]Barbora Strycova33175023
33△1[USA]Danielle Collins25163821
34△1[UKR]Dayana Yastremska19161922
35△15[CHN]Shuai Zhang30156524
36▽3[UKR]Lesia Tsurenko30155620
37△18[USA]Alison Riske29143724
38△2[BLR]Victoria Azarenka29138018
390[KAZ]Yulia Putintseva24135524
40▽2[CZE]Katerina Siniakova23132726
41▽11[RUS]Daria Kasatkina22132521
42▽6[BLR]Aliaksandra Sasnovich25126021
43△25[CZE]Karolina Muchova22124013
44△5[AUS]Ajla Tomljanovic26121027
45△1[RUS]Anastasia Pavlyuchenkova28118521
46△6[PUR]Monica Puig25117322
47▽4[CHN]Saisai Zheng25115027
48△3[FRA]Alizé Cornet29114025
49▽4[RUS]Ekaterina Alexandrova24113327
50△10[SLO]Polona Hercog28110923

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ATP

Ranking ATP: Fognini numero 9. Djokovic e Nadal sono già a Londra

Fabio guadagna una posizione nonostante la sconfitta deludente contro Sandgren. Djokovic supera Nadal nella Race, entrambi sono già qualificati per le Finals

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

Commentare la classifica ATP all’indomani di una finale come quella disputata da Djokovic e Federer, è come descrivere la stappatura di una bottiglia di spumante un attimo dopo l’eruzione del Krakatoa: inadeguato. È forte il desiderio di mettere da parte freddi numeri e statistiche per lasciare che la memoria vaghi ancora indisturbata tra le emozioni, i dolori e le gioie che i due campioni hanno offerto domenica con la loro arte. Il dovere di cronaca, però, impone di recuperare il distacco necessario per descrivere gli effetti che Wimbledon ha avuto sul ranking maschile. Partiamo come di consueto dalla top 20:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20

PosizioneNazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic12415=
2SpagnaR. Nadal7945=
3SvizzeraFederer7460=
4AustriaThiem4595=
5GermaniaZverev4325=
6GreciaTsitsipas4045=
7GiapponeNishikori4040=
8RussiaKhachanov28901
9ItaliaFognini27851
10RussiaMedvedev26253
11Sud AfricaAnderson2500-3
12Argentinadel Potro2380-1
13SpagnaBautista Agut23209
14CroaziaCoric2195=
15USAIsner2040-3
16GeorgiaBasilashvili1995=
17CroaziaCilic19401
18BelgioGoffin18605
19FranciaMonfils1815-4
20ItaliaBerrettini1800=


Alcune osservazioni

  • Federer avvicina sensibilmente il secondo posto di Nadal
  • Khachanov e Fognini consolidano la loro presenza tra i primi dieci giocatori del mondo avanzando di una posizione
  • Medvedev per la prima volta raggiunge la top ten ai danni di Kevin Anderson che ne esce
  • La Russia è l’unica Nazione con due rappresentanti tra i migliori dieci del mondo
  • Bautista Agut eguaglia il suo best ranking
  • David Goffin riconquista la top 20
  • Raonic (21) e Wawrinka (22) scivolano alle spalle della ventesima piazza.

CASA ITALIA

Nonostante un ottimo torneo concluso agli ottavi di finale, Matteo Berrettini non fa progressi in classifica a differenza di Fabio Fognini che migliora ulteriormente il proprio best ranking. Roberto Marcora, grazie alla finale disputata nel Challenger di Recanati, riconquista la top 200.

 
ClassificaGiocatorePuntiVariazione
9Fognini27851
20Berrettini1800=
40Cecchinato10851
51Sonego954-5
75Seppi745-2
92Fabbiano614-3
105Travaglia543-3
114Lorenzi496-8
125Caruso441-2
130Giustino4232
135Mager4027
151Baldi370-2
163Giannessi332-3
171Gaio3173
178Napolitano298-1
189Marcora27826


NEXT GEN

I migliori under 21 al mondo hanno deluso a Wimbledon ad eccezione di Ugo Humbert. Il francese è stato l’unico tra loro ad arrivare agli ottavi di finale e questo risultato gli è valso diciotto posti nella classifica assoluta e l’ingresso tra i primi otto in quella avulsa:

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
6GreciaTsitsipas19983040
23CanadaAuger-Aliassime20001493
29CanadaShapovalov1999805
41USATiafoe1998780
65NorvegiaRuud1998693
33Australiade Minaur1999640
66SerbiaKecmanovic1999617
48FranciaHumbert1999560


RACE TO LONDON

Djokovic supera Nadal e per il momento è primo anche nella classifica dei migliori del 2019. Dopo la qualificazione raggiunta dallo spagnolo nel corso del torneo, anche Djokovic si è già assicurato un posto a Londra. Quando siamo a metà luglio, dunque, ce ne sono soltanto sei disponibili. La semifinale londinese regala a Bautista Agut l’ingresso alla settima posizione. Fognini resiste alla nona.

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
1SerbiaDjokovic6725
2SpagnaNadal6225
3SvizzeraFederer5060
4AustriaThiem3315
6GreciaTsitsipas2995
7GiapponeNishikori2070
13SpagnaBautista Agut1980
10RussiaMedvedev1855
9ItaliaFognini1640
5GermaniaZverev1590


BEST RANKING

I complimenti per il raggiungimento del best ranking questa settimana sono dedicati ai seguenti giocatori:

ClassificaGiocatoreNazione
8KhachanovRussia
9FogniniItalia
10MedvedevRussia
30FritzUSA
96ThompsonAustralia
48HumbertFrancia
66KecmanovicSerbia
81MoutetFrancia
85HarrisSud Africa
91PopyrinAustralia
97SchnurCanada


Complimenti doppi per il canadese Brayden Schnur che entra in top 100 per la prima volta nella carriera.

GAMBERI E CANGURI – Gamberi e canguri non è un piatto della tradizione australiana ma uno spazio dedicato ai due tennisti che all’interno della top 100 hanno realizzato la migliore e la peggiore performance sotto il profilo numerico. Questa settimana il migliore è stato lo statunitense Sam Querrey (+26), mentre il peggiore il suo connazionale Mackenzie McDonald (-26).

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