Prosegue il momento no di Zverev: Lendl gli dà il ben servito

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Prosegue il momento no di Zverev: Lendl gli dà il ben servito

Ivan Lendl annuncia la fine della sua collaborazione con Alexander Zverev: “Può diventare forte, ma i suoi problemi fuori dal campo non permettono di lavorare secondo la mia filosofia”

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Alexander Zverev e Ivan Lendl - ATP Finals 2018 (foto Alberto Pezzali Ubitennis)

Conoscendo il tipo, non c’è davvero da sorprendersi che abbia reagito in questo modo. Un paio di giorni dopo le dichiarazioni non troppo lusinghiere rilasciate da Alexander Zverev nei suoi confronti, Ivan Lendl ha deciso di terminare la collaborazione con il giovane tennista tedesco con cui lavorava da quasi un anno.

Credo molto in Sascha, che è ancora molto giovane. Credo che possa diventare un grande giocatore, ma al momento ha alcuni problemi fuori dal campo che rendono problematico lavorare secondo la mia filosofia” ha detto Lendl commentando la sua decisione. Lo stesso Zverev aveva detto a Wimbledon dopo l’inattesa sconfitta al primo turno con Vesely che i problemi extra-tennistici gli stanno impedendo di mostrare il suo potenziale in campo, ma poche settimane dopo ad Amburgo si era pubblicamente lamentato del livello di impegno messo da Lendl negli allenamenti: “A volte passa mezz’ora a raccontarmi come è andato il suo ultimo giro a golf”. Sicuramente un modo di lavare i panni sporchi in pubblico che non può aver fatto piacere all’otto volte campione Slam, e che potrebbe essere stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Zverev sta vivendo un’annata 2019 sicuramente al di sotto delle aspettative, dopo che lo scorso novembre era riuscito a vincere le ATP Finals di Londra battendo Federer e Djokovic negli ultimi due incontri del torneo. Alcuni problemi di salute avuti in primavera, quando ha perso parecchio peso a causa di un virus intestinale, e una causa legale in corso con il suo ex manager Patricio Apey, lo hanno costretto a risultati altalenanti per tutta la stagione. Fino a questo momento nelle prove dello Slam ha collezionato solamente un quarto di finale a Parigi e un ottavo a Melbourne, e non è mai andato oltre i quarti di finale in tutti e cinque i Masters 1000 disputati. La vittoria a Ginevra e la finale nell’ATP 500 di Acapulco non possono essere sufficienti per un tennista dal suo potenziale e dalle sue ambizioni, che ora dovrà risalire la china senza una guida tecnica.

 

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Quando Federer e Nadal sono i tuoi coach: il momento di massima pressione per Fognini

Difficilmente vi sarà sfuggito, ma ecco il momento in cui Federer e Nadal (trentanove Slam in due) hanno provato spingere Fognini verso la rimonta Senza riuscirci

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Il frammento più iconico della prima giornata della Laver Cup 2019 – quantomeno per noi italiani – non è stato un punto né una dichiarazione in conferenza stampa. Ha invece per protagonista Fabio Fognini, che nel bel mezzo della deludente prestazione offerta contro Jack Sock si è trovato a usufruire di un coaching più unico che raro: quello che gli è stato offerto da Roger Federer e Rafael Nadal, trentanove (39!) Slam in due.

Sopra 5-4 nel secondo set, che avrebbe poi perso al tie-break, Fognini si siede al cambio campo e si ritrova immediatamente alle spalle Federer, che gli ha tenuto una lezioncina (invano, a giudicare dal risultato finale) di attitudine e motivazione: “Non voglio più vedere negatività. Se lui colpisce un bel dritto, ok, va bene, magari è stato fortunato e non fa nulla. Costringilo a giocare un grande colpo“.

Accanto a entrambi c’è Nadal, che si accoda parlando in spagnolo – Fognini risponde in spagnolo, e i tre sembrano capirsi a meraviglia – e interpreta la parte del coach comprensivo, di contrasto all’atteggiamento leggermente più diretto di Federer. “Non puoi sentirti frustrato, è stata una risposta perfetta” dice Rafa.

Purtroppo, nonostante il coaching da 186 titoli complessivi, Fognini non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita. Quei due ce l’hanno messa tutta. “Se Rafa, Roger e Björn mi danno dei consigli, devo solo stare ad ascoltare” ha dichiarato poi Fabio in conferenza.

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Muchova e Linette si sfideranno per il titolo di Seoul

In Corea del Sud Karolina Muchova e Magda Linette faticano in semifinale contro Wang e Alexandrova. Domenica si affronteranno per la seconda volta in un mese

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Karolina Muchova - Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

Se ieri nel WTA International di Seoul Katerina Muchova e Magda Linette avevano avuto vita facile nei rispettivi incontri di quarti di finale, in semifinale è stata tutta un’altra storia ed entrambe sono rimaste in campo per almeno due ore. La numero 45 del mondo Muchova ha sofferto parecchio contro la cinese Yafan Wang (25 anni, n. 58) con quest’ultima che nel primo set ha persino servito sul 5-4, salvo poi finire vittima della pressione e perdere il parziale al tie-break. Nel secondo parziale Wang è partita malissimo andando subito sotto 0-4, ma la talentuosissima ceca ci ha messo un po’ a tagliare il traguardo, sciupando prima quattro match point sul 5-2 e poi facendosi recuperare un break di vantaggio. Tuttavia la testa di serie n. 3 è riuscita infine a chiudere 6-4 contro la testa di serie n. 8.

Anche l’altra semifinale vedeva affrontarsi due teste di serie ma in questo caso a spuntarla è stata la giocatrice dalla classifica inferiore, cioè Magda Linette. La polacca ha superato con un doppio tie-break Ekaterina Alexandrova (24 anni, n. 39) salvando quattro set point nella seconda frazione dove si era anche ritrovata sotto 4-1. Linette ha tenuto duro e alla fine è riuscita a conquistarsi la terza finale della carriera (tutte sul cemento), la seconda stagionale per la n. 48 del mondo dopo la vittoria su Giorgi al Bronx Open, torneo durante il quale Magda incontrò e batté nei quarti proprio Muchova (unico precedente). Per la ceca quella di domani sarà invece la seconda finale in carriera, con la precedente conquistata a maggio di quest’anno sulla terra di Praga e persa da Teichmann.

Risultati:

[3] K. Muchova b. [8] Y. Wang 7-6(5) 6-4
[4] M. Linette b. [2] E. Alexandrova 7-6(5) 7-6(7)

Il tabellone completo

 

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Il tabellone di Chengdu: Isner guarda tutti dall’alto

John Isner è la prima testa di serie nel torneo cinese, seguono Auger-Aliassime, Paire e Dimitrov. Nessun italiano al via

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John Isner - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nonostante il montepremi sia leggermente più alto ($ 1.213.395 contro $ 1.000.000) rispetto al torneo di Zhuhai, l’ATP 250 di Chengdu, giunto alla sua quarta edizione, non è riuscito ad accaparrarsi nessun top player e l’unico top 20 presente è John Isner. Il gigante della North Carolina infatti sarà la prima testa di serie del tabellone principale e dopo il bye del primo turno affronterà uno tra Li Zhe, wild card locale, e Egor Gerasimov, in gran forma in queste settimane come conferma la vittoria su Matteo Berrettini a San Pietroburgo dov’è tuttora in corsa. E proprio il successo sull’italiano ha permesso al bielorusso di evitare le qualifiche del torneo cinese – dove era regolarmente iscritto – sfruttando la regola dello special exempt.

Nella parte bassa del tabellone invece troviamo Felix Auger-Aliassime che se la vedrà con il vincente della sfida tra Hyeon Chung e Joao Sousa. Le incognite sulle condizioni fisiche del rientrante coreano sono in diminuzione, sarà quindi interessante vedere a che punto è la crescita. Altro nome che spicca è quello di Grigor Dimitrov, reduce dalla semifinale di New York, che troverà uno tra Daniel Evans e Yan Bai. Infine segnaliamo la testa di serie n. 3 Benoit Paiere ancora in corsa nel torneo di Metz, il quale nonostante le faticose vacanze estive, sta mostrando un buon tennis e cercherà di fare altrettanto contro Pablo Carreno Busta o Radu Albot.

(clicca per ingrandire)

QUALIFICAZIONI – Non ci sono italiani iscritti, ma vale la pena mettere un accento sulla sfida tra i campioni delle due passate edizioni, Bernard Tomic e Denis Istomin. Quest’ultimo, vincitore a Chengdu nel 2017, ha avito la meglio sull’australiano che si è ritirato quando era sotto nel punteggio per 6-1 3-1 nel match di primo turno. Al turno decisivo Istomin affronterà Popyrin.

 

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