Zverev striglia Lendl: "Non si impegna abbastanza"

Flash

Zverev striglia Lendl: “Non si impegna abbastanza”

Non lo segue quasi mai. E quando lo segue è poco attento. “Durante l’allenamento passa il tempo a parlare di come gioca a golf e del suo cane”, si è lamentato il tedesco

Pubblicato

il

Alexander Zverev e Ivan Lendl - ATP Finals 2018 (foto Alberto Pezzali Ubitennis)
 
 

Dopo la fine della sua seconda esperienza nell’angolo di Andy Murray, alla fine del 2017, Ivan Lendl era probabilmente più che contento di riprendere la sua tranquilla vita da pensionato. A riportarlo nel circuito è stata la chiamata di Alexander Zverev, alla vigilia degli scorsi US Open. La sfida si preannunciava particolarmente intrigante con Zverev che a soli 21 anni si stava imponendo come l’alternativa ai big three del tennis mondiale. E come nel caso di Murray, Lendl sembrava in grado di poterla vincere quando il giovane tedesco si è imposto alle ATP Words Tour Finals di Londra, superando in semifinale Roger Federer e in finale n.1 del mondo Novak Djokovic.

Le cose hanno cominciato a prendere una piega molto diversa in questa stagione, con Zverev che ha reso ben al di sotto delle aspettative, vincendo solo 25 partite e patendo altre cocenti delusioni negli Slam. L’ultima in ordine di tempo a Wimbledon, dove è stato battuto all’esordio dal ceco Jiri Vesely, n.64 al mondo. E così sul banco degli imputati del tedesco, reduce anche da una separazione ricca di acrimonia con l’ex manager Patricio Apey, è finito anche Lendl. Zverev ha infatti accusato l’ex tennista di Ostrava di non essere esattamente molto coinvolto nella sua attività di allenatore.

“Ne abbiamo parlato e gli ho detto di concentrarsi di più sul tennis”, avrebbe dichiarato il n.5 del mondo dalla sua natia Amburgo, dove si appresta a giocare, a dei media teutonici. “Ogni tanto andiamo in campo e su un allenamento di due ore passa mezz’ora a parlarmi di come ha giocato a golf il giorno precedente”. Pare che Lendl si dilunghi anche a disquisire del rapporto con il suo nuovo cane. Magari si tratta di una tecnica poco convenzionale per stimolare psicologicamente Zverev. Ma non sembra particolarmente apprezzata dal tedesco.

Bisogna anche sottolineare come in realtà i due abbiano avuto poche occasioni di andare effettivamente in campo insieme di recente. Lendl infatti non ha accompagnato Zverev nella stagione europea, preferendo rimanere a casa negli Stati Uniti. A seguire Sascha, è stato papà Alexander Sr., come sempre. E sarà così anche per questo torneo di Amburgo, dove del 59enne ex vincitore di 8 prove dello Slam non si vede nemmeno l’ombra. Proprio quando il suo assistito/datore di lavoro ne avrebbe bisogno. Ma evidentemente ha altro a cui pensare. Per esempio il golf e il suo cane.

 

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Cincinnati, Karolina Pliskova su Venus Williams: “Sono rimasta sorpresa del suo livello”

L’ex numero uno del mondo parla del suo futuro e riflette sulla carriera di Venus e Serena Williams

Pubblicato

il

Karolina Pliskova - US Open 2021 (photo Garrett Ellwood/USTA)

Karolina Pliskova ha sconfitto Venus Williams nel primo turno del WTA1000 di Cincinnati, e la conferenza stampa dell’ex numero uno del mondo è chiaramente ricca di domande sulle due sorelle Williams, con Serena che si ritirerà dopo lo US Open. “No, sicuramente sono ancora enormi leggende non importa quale età abbiano, o il loro tennis recente. Naturalmente né Venus né Serena hanno vinto molte partite nell’ultimo anno. Ma sono comunque delle grandi giocatrici. Senti il peso del giocare contro di loro. L’ho sentito oggi. In realtà, ha giocato molto bene il primo set. Sono rimasta sorpresa perché ho visto alcune delle sue partite l’ultima volta settimana a Washington, e pensavo che non stesse giocando così bene. Quindi sono rimasta un po’, tipo, sorpresa. Ma, voglio dire, non dovrei essere sorpresa perché è una grande giocatrice. Vediamo quanto tempo Venus giocherà. Ovviamente sappiamo già che Serena si ritirerà fra poco.“.

La tennista ceca ha proseguito parlando delle sue prospettive di carriera, con Pliskova ormai trentenne che non sente il ritiro vicino. “Quando avevo 20 anni pensavo, ok, gioco fino a 30
e basta. Ho 30 anni e sono ancora qui. Non ho proprio voglia di smettere di giocare a tennis in questo momento, mi diverto ancora come anche Venus e Serena. Quindi penso di voler solo vedere come andrà quest’anno, o l’anno prossimo. Ma voglio anche mantenere un certo livello. Non voglio cominciare a perdere tanto e a farmi vedere con un livello di gioco basso. Non mi ci vedo a giocare piccoli tornei e a stare attorno alla trecentesima o quattrocentesima posizione. Amo il tennis ma non mi ci vedo in quella situazione. Sarà difficile lasciare, quando sarà.
“.

Pliskova chiude con un pensiero sul suo allenamento con Jez Green, preparatore fisico di Dominic Thiem, che ha recentemente elogiato per averle aperto gli occhi su un certo tipo di preparazione fisica. “Ha una buona esperienza con giocatori simili a me, ovviamente tutti maschi perché ha lavorato con Murray e Zverev. Zverev ha un corpo simile al mio, quindi penso che sappia come lavorare con gli atleti alti, e ha appena fatto il piano in questo modo. Non è come un piano generale che, sai, se vai da un preparatore atletico, mi dice, va bene, oggi corri, domani fai palestra. L’ha reso così specifico. […] Mi sento davvero molto meglio in campo, ed alla fine quella è la cosa più importante di tutte.

 

Continua a leggere

Flash

Steffi Graf e l’anniversario di quel numero 1 del mondo

Sono passati 35 anni dalla prima volta di Fräulein Forehand in vetta al ranking

Pubblicato

il

Steffi Graf con la coppa Suzanne Lenglen (foto Twitter @rolandgarros)

Un po’ di malinconia avvolge sempre i cuori degli appassionati di tennis quando si parla di Steffi Graf. Il suo talento, la sua storia, la sua grande determinazione mancano in un periodo nel quale la continuità a livello femminile latita.

Oggi ricorre il 35esimo anniversario da quando la tennista tedesca diventò numero uno al mondo per la prima volta nella sua carriera. Era il 17 agosto 1987 e, dopo aver battuto in finale a Los Angeles Chris Evert, Graf diventò la nuova regina del ranking.

Furono dodici mesi straordinari che consentirono alla tedesca di scalare la vetta del mondo, dopo aver ottenuto 81 vittorie su 84 match giocati, 12 titoli su 15 tornei disputati.

 

Si scaldava per l’anno successivo, il 1988, quando riuscì nella memorabile impresa di centrare il Grande Slam, vincendo i 4 Major. Di più, il Golden Slam, con la medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Seul.

La futura moglie di Andrè Agassi rimase in cima alla classifica per ben 377 settimane in tutto da n. 1 al mondo, per 8 stagioni e per 186 settimane di fila.

Paolo Michele Pinto

Continua a leggere

Flash

Ashleigh Barty e il primo contratto dopo il tennis: “Priorità ad Ash la persona rispetto ad Ash la tennista”

L’ex n. 1 del mondo ricoprirà il ruolo di “Chief of Inspiration” in un’azienda di telecomunicazioni australiana

Pubblicato

il

Ash Barty in conferenza con i media australiani
Ash Barty in conferenza con i media australiani

I numeri uno spesso si scelgono e si attraggono. Una delle principali aziende di telecomunicazioni australiane, Optus, ha scelto la ex numero uno del tennis internazionale Ash Barty come Chief Inspiration Officer.

Si tratta della prima partnership ufficiale dal suo ritiro. La collaborazione vedrà Barty protagonista in un mix di iniziative di contenuto, programmi di coinvolgimento dei dipendenti e campagne incentrate sulla comunità volte a connettere gli australiani e ispirarli a dire “sì” ai loro sogni, obiettivi e ambizioni.

Il CEO di Optus Kelly Bayer Rosmarin crede che Barty incarni i valori del marchio e che la partnership dimostrerà il potere del Sì a tutti gli australiani: “In Optus, siamo orgogliosi del nostro ruolo nel mantenere gli australiani connessi a ciò che conta di più: dalla vita di tutti i giorni fino ai tempi di crisi nazionale, supportiamo comunità e aziende a prosperare nell’era digitale”.

 

“Ash – spiega Rosmarin – è una vera icona australiana e un modello di ruolo: la sua performance sui campi incarnava lo spirito di sfida, la determinazione e la forza, mentre il suo lavoro nella comunità ha dimostrato il potere dell’ottimismo in azione. Siamo entusiasti di dare vita a questa partnership e ispirare più australiani a consentire il loro futuro tecnologico e sbloccare il potere del ‘sì'”.

Barty è entusiasta di collaborare con un marchio che le ha permesso di portare la sua autenticità nel ruolo: “Ho deciso di dare la priorità ad Ash Barty la persona rispetto ad Ash Barty la tennista, e così facendo ho capito che posso aiutare molte più persone attraverso il mio lavoro di beneficenza, il mio ruolo di National Indigenous Tennis Ambassador e ora con Optus come loro Chief Inspiration Officer”.

Paolo Michele Pinto

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement