WTA Ranking: nessun cambio al vertice. Giorgi rimonta. Paolini avvicina la top 100

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WTA Ranking: nessun cambio al vertice. Giorgi rimonta. Paolini avvicina la top 100

I maxi tornei sul cemento nordamericano rimetteranno in palio il trono della classifica. Intanto Camila ferma l’emorragia e Jasmine conferma il suo buon momento. Prosegue la gran risalita di Tig

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Jasmine Paolini (foto San Marco)

Altra settimana con pochi cambi al vertice, anche se sarebbe più corretto specificare che, alle vette della classifica WTA, di variazioni non ce ne sono state proprio. Normale, d’altra parte: nelle settimane successive ai due mesi di fuoco tra terra battuta e Wimbledon e precedenti ai maxi eventi sul cemento nordamericano le vedette del circuito tendono a giocare pochino, e l’immobilismo in termini di ranking ne è diretta conseguenza. Il periodo odora di calma prima della tempesta, in ogni caso: con il Premier di Toronto scattato oggi anche il trono della classifica torna ad assumere le sembianze della preda.

Questa settimana lo scettro di Ash Barty può essere conteso dalle due giocatrici che la seguono nel ranking, ossia Naomi Osaka e Karolina Pliskova. La giapponese, in crisi nerissima e in procinto di difendere ciò che nelle condizioni attuale parrebbe indifendibile, per tornare numero uno in Canada dovrà fare un turno meglio rispetto a Barty, ma potrebbe non essere sufficiente. In lizza, come detto, c’è anche la trampoliera di Louny, alla quale basterà una semifinale per riassaporare la vetta già assaggiata a suo tempo: per riuscire nell’impresa, Karolina dovrà però spingersi sino alla conquista del titolo, qualora Ashleigh e/o Naomi dovessero farle compagnia nel penultimo round.

In attesa di ampi sconvolgimenti sul cemento estivo, l’unico micro-cambiamento di questa settimana nella top 10 è il sorpasso effettuato da Aryna Sabalenka, finalista a San José, su Serena Williams, quest’ultima attesa al ritorno in campo proprio a Toronto: le due sono ora rispettivamente segnalate alla numero nove e dieci della classifica. I grandi balzi riguardano dunque le vincitrici della settimana, Saisai Zheng e Jessica Pegula. Primo titolo nel circuito maggiore per entrambe e per entrambe conseguente best ranking. Nel caso di Zheng, neo campionessa a San José salita di diciassette posti sino alla 38 WTA, si tratta di primato eguagliato, essendo la medesima posizione già stata raggiunta nel dicembre dello scorso anno. Ancora più significativo il salto compiuto da Pegula dopo il trionfo di Washington: costretta a saltare quattro stagioni sostanzialmente intere delle ultime sette per percorrere una tremenda via crucis lastricata di guai fisici, la venticinquenne da Buffalo scala ventiquattro posti per assestarsi alla cinquantacinque WTA.

 

Fatto raro nei magri tempi che corrono, una volta tanto arrivano buone notizie anche per i colori di casa nostra, sbiaditi e ultimamente ravvivati solo dalle notevoli prestazioni offerte da Martina Di Giuseppe e Giulia Gatto-Monticone. La settimana appena trascorsa ha mandato in archivio la parziale resurrezione di Camila Giorgi, la quale, prima della finale di Washington ceduta a Jessica Pegula, aveva vinto in stagione tre partite in tutto: il bilancio nei pressi della Casa Bianca raddoppia dunque il numero di incontri portati a casa nel 2019 e porta in dote centottanta punti che la ricollocano nei pressi della top 50 (oggi è 52, con un recupero di dieci posizioni).

E se il periodo positivo dovesse allungarsi nei prossimi mesi, Camila potrebbe tornare ad avere una connazionale a farle compagnia nell’élite delle prime cento al mondo: dopo i quarti raggiunti a Palermo con tanto di set strappato a Kiki Bertens, Jasmine Paolini ha raccolto una buona semifinale al centoventicinquemila di Karlsruhe che la spedisce alla centodiciotto WTA, naturalmente best ranking e discreta iniezione di fiducia.

Fiducia che non manca, in conclusione, a Patricia Maria Tig, carnefice di Paolini nella semifinale tedesca. Tornata in marzo a giocare senza ranking dopo un paio di stagioni passate lontano dai campi tra maternità e gravi problemi alla schiena, la giocatrice rumena riappare tra le prime centocinquanta, guadagnando altre ottantatré posizioni (oggi è 140) grazie al successo nel Baden-Wurttemberg. Complimenti vivissimi a lei.

TOP 50 (+ ITALIANE)

1 Ashleigh Barty 6605
2Naomi Osaka6228
3Karolina Pliskova6055
4Simona Halep5933
5Kiki Bertens5130
6Petra Kvitová4785
7Elina Svitolina4737
8Sloane Stephens3773
9Aryna Sabalenka3565
10Serena Williams3410
11Anastasija Sevastova3356
12Belinda Bencic2963
13Angelique Kerber2875
14Johanna Konta2745
15Markéta Vondroušová2652
16Wang Qiang2647
17Madison Keys2556
18Caroline Wozniacki2478
19Anett Kontaveit2335
20Elise Mertens2180
21Petra Martić2156
22Caroline Garcia2105
23Amanda Anisimova2038
24Donna Vekić1955
25Julia Görges1955
26Carla Suárez Navarro1941
27Bianca Andreescu1937
28Garbiñe Muguruza1865
29Sofia Kenin1820
30Hsieh Su-wei1780
31Barbora Strýcová1750
32Maria Sakkarī1670
33Dajana Jastrems’ka1619
34Lesja Curenko1585
35Zhang Shuai1535
36Danielle Collins1508
37Alison Riske1437
38Zheng Saisai1360
39Viktoryja Azaranka1335
40Dar’ja Kasatkina1325
41Kateřina Siniaková1316
42Julija Putinceva1315
43Mónica Puig1190
44Anastasija Pavljučenkova1185
45Ajla Tomljanović1165
46Aljaksandra Sasnovič1151
47Karolína Muchová1139
48Ekaterina Aleksandrova1133
49Viktória Kužmová1105
50Kristina Mladenovic
1100
52Camila Giorgi1063
118Jasmine Paolini528

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Focus

I record dell’Italia e il braccio di ferro generazionale: curiosità sul ranking ATP

Analizziamo la classifica definitiva della stagione maschile appena conclusa. In alto continua la lotta tra i Big Three e i giovani

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Roger Federer e Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La stagione 2019 si è chiusa nel segno di Rafael Nadal. Dopo i due Slam conquistati si è assicurato anche la prima piazza del ranking ATP a fine stagione e la sesta Coppa Davis della storia per la sua Spagna. Tuttavia la stagione 2019 non è stata completamente dominata dai Big Three, anzi, diversi nomi nuovi hanno spesso rovinato i loro piani nel corso dell’anno. Infatti nel ranking definitivo del 2019 la top 10 è piuttosto diversa rispetto a quella dello scorso anno. Soprattutto è interamente europea, come l’ultima edizione delle ATP Finals.

TOP 10 ATP 2019TOP 10 ATP 2018
Rafael NadalNovak Djokovic
Novak DjokovicRafael Nadal
Roger Federer Roger Federer
Dominic Thiem Alexander Zverev
Daniil MedvedevJuan Martin del Potro
Stefanos TsitsipasKevin Anderson
Alexander ZverevMarin Cilic
Matteo BerrettiniDominic Thiem
Roberto Bautista AgutKei Nishikori
Gael MonfilsJohn Isner


ARIA NUOVA – Per quattro giocatori è la prima volta: Medvedev, Tsitsipas, Berrettini e Bautista Agut sono i volti nuovi nella top 10 finale di questa stagione, mentre Gael Monfils aveva chiuso l’anno nei primi dieci anche nel 2016. Per i cinque giocatori che quest’anno non hanno confermato i risultati del 2018, ci sono stati tanti problemi fisici: del Potro e Anderson al ginocchio, Nishikori al gomito, Isner al piede. Anche Marin Cilic ha dovuto gestire un fastidioso problema al ginocchio e ha chiuso l’anno addirittura alla 39esima posizione.

C’era però bisogno di vedere giocatori emergenti ai piani alti. Assieme a Zverev e Thiem, giovani già affermati ma ancora in attesa del grande balzo in avanti, Medvedev (classe ’96), Tsitsipas (’98) e Berrettini (’96) rappresentano il futuro del tennis. Tsitsipas ha già messo in bacheca un grande trofeo a Londra, a Medvedev è mancato un set sull’Arthur Ashe contro Nadal, mentre Matteo si è fermato in semifinale.

VENTO RIVOLUZIONARIO? – È un fuoco di paglia? Federer, Nadal e Djokovic avranno il monopolio sui grandi tornei ancora per un paio di stagioni? I segnali di una possibile “rivoluzione” ci sono. Era infatti da sette anni che non si vedevano quattro giocatori under 23 nei primi dieci. Tsitsipas è il più giovane, 21 anni, Zverev ne ha compiuti 22, Medvedev e Berrettini 23. Nel 2009 avevamo Nadal numero due (23 anni), Djokovic al terzo posto (22), Murray al quarto (22) e del Potro al quinto posto (21 anni), tutti campioni Slam.

REY RAFAEL – Quei tre là sopra non cederanno facilmente ai continui spintoni della nuova generazione. Per l’ottava volta hanno occupato tutto il podio a fine stagione (record), la seconda consecutiva, un evento che non accadeva dal 2011 (allora era addirittura la quinta consecutiva). Nelle ultime settimane si è parlato tanto del duello Nadal-Djokovic per la prima posizione: oltre ad essere il più anziano di sempre a chiudere l’anno in vetta, Rafa ha stabilito il record di stagioni intercorse tra il primo anno chiuso al numero uno e l’ultimo (2008-2019, undici anni!).

ROGER COME IL VINO – Parlando di longevità, è obbligatorio aprire il capitolo Roger Federer. A 38 anni, compiuti in agosto, lo svizzero è diventato il secondo giocatore più vecchio a chiudere la stagione in top 10 dietro Ken Rosewall (41). Per la quindicesima volta ha finito l’anno nei primi 3 (record) e ha ritoccato quindi il primato, stabilito dodici mesi fa, di giocatore più anziano in assoluto ad aver chiuso la stagione sul podio in classifica generale. Per la prima volta dal 1992 inoltre, un quarantenne ha chiuso l’anno in top 100. Si tratta di Ivo Karlovic, il primo a ripetere quanto fatto da Jimmy Connors quasi trent’anni fa.

L’ITALIA S’È DESTA – Dopo aver fatto la noiosa (ma doverosa) conta dei record collezionati dagli dei dell’Olimpo, ci sono altre osservazioni da fare sul ranking definitivo del 2019. Partiamo dagli azzurri. Grazie al recente exploit di Jannik Sinner sono diventati otto gli italiani nelle prime cento posizioni del ranking a fine anno, un dato mai registrato prima d’ora. È record anche per Berrettini e Fognini: per la prima volta due giocatori italiani hanno chiuso l’anno nei primi quindici.

L’Italia è quarta per numero di giocatori tra i primi cento. A guidare questa (sotto)classifica è la Francia, che ha eguagliato il record personale del 2016 mettendo dodici giocatori in top 100. È francese anche l’atleta che (nella top 50) ha guadagnato più posizioni nell’anno solare. Jo-Wilfried Tsonga (candidato al premio Comeback player of the year) è passato dal n. 259 al n. 29, scalando 230 posizioni. Il balzo in classifica più grande in assoluto è però quello di Jannik Sinner, che è passato dalla 763esima posizione del dicembre 2018 all’attuale 78esima, guadagnando ben 685 posizioni.

Anche gli Stati Uniti hanno otto top 100, ma sembra che a livello maschile il futuro del tennis a stelle e strisce non sia così roseo. Almeno non quanto quello femminile, dove Kenin, Anisimova e Gauff si preparano a giocarsi qualcosa di importante. John Isner si è confermato il numero uno nazionale (come in sette delle otto stagioni precedenti), al diciannovesimo posto, facendo segnare un record significativo. Ha chiuso l’anno nei primi venti per la decima stagione consecutiva e solo in tre fanno meglio di lui (ovviamente Federer, 19, Nadal, 15, e Djokovic, 14).

Nonostante abbiano raggiunto il loro best ranking, l’anno prossimo ci si aspetterà un ulteriore passo in avanti dai giovani canadesi Felix Auger-Aliassime (n. 21) e Denis Shapovalov (n. 15), i più giovani a chiudere nella top 30 assieme ad Alex de Minaur. Shapovalov inoltre condivide una delle statistiche più curiose assieme al numero uno argentino Schwartzman. I due sono gli unici ad aver finito la stagione nella top 50 sia in singolare che in doppio: Shapo è 15esimo in singolare e 50esimo in doppio, Diego 14esimo e 50esimo.

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Focus

Classifica ATP: il nuovo avanza ma sul podio i soliti tre. Anno da record per l’Italia

Rafa Nadal chiude il 2019 da numero 1 del mondo per la quinta volta in carriera, davanti a Novak Djokovic e Roger Federer. 15 gli italiani in top 200, guidati da Berrettini (8) e Fognini (12). Sinner finisce l’anno da numero 78 del mondo

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Rafa Nadal con il trofeo di numero 1 del mondo di fine anno (via Twitter, @atptour)

La stagione del tennis maschile non è terminata con le Finals vinte da Stefanos Tsitsipas. Questa settimana a Madrid si disputa infatti la prima edizione della Coppa Davis firmata Kosmos (che non è iniziata bene per l’Italia). È invece sostanzialmente conclusa ai fini della classifica ATP. Abbiamo usato l’avverbio modale perché in Portogallo si sta disputando l’ultimo torneo Challenger dell’anno ma, di fatto, è finita. È stato un anno eccezionale per il tennis maschile italiano ed è quindi da qui che partiamo con l’ultima puntata del 2019 di questa rubrica.

CASA ITALIA – Il 2019 termina con 15 italiani tra i primi 200 giocatori del mondo. Il giocatore italiano più progredito da inizio anno è Matteo Berrettini: +44 posti. Marco Cecchinato il più regredito: – 53 posizioni.

Berrettini 8
Fognini 12
Sonego 52
Cecchinato 71
Seppi 72
Sinner 78
Travaglia 84
Caruso 96
Fabbiano 116
Mager 119
Lorenzi 120
Giannessi 149
Gaio 152
Giustino 153
Marcora 182

GLI HIGHLIGHTS DELLA STAGIONE AZZURRA – Parlare di stagione eccezionale è poco. Se è un sogno non svegliateci:

 
  • due top 10 (Fognini e Berrettini)           
  • trionfo in un Masters 1000 (Fognini a Montecarlo)
  • un giocatore alle Finals (Berrettini)
  • una semifinale Slam (Berrettini allo US Open)
  • il migliore 2001 del mondo (Jannik Sinner)
  • vittoria delle Next Gen Finals (Jannik Sinner)
  • miglior 2002 al mondo (Lorenzo Musetti, n. 364)
  • un italiano alla guida dell’ATP (Andrea Gaudenzi dal 1 gennaio 2020)
  • ATP Finals a Torino dal 2021 al 2025               
Jannik Sinner – Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

I PRIMI DELLA CLASSE – Ecco i primi 20 giocatori del mondo a fine anno:

Nazione Giocatore Punti 18/11/2019 01/01/2019 Differenza
Spagna Nadal 9985 1 2 1
Serbia Djokovic 9145 2 1 -1
Svizzera Federer 6590 3 3 =
Austria Thiem 5825 4 8 4
Russia Medvedev 5705 5 16 11
Grecia Tsitsipas 5300 6 15 9
Germania Zverev 3345 7 4 -3
Italia Berrettini 2870 8 52 44
Spagna Bautista Agut 2540 9 23 14
Francia Monfils 2530 10 32 22
Belgio Goffin 2335 11 22 11
Italia Fognini 2290 12 13 1
Giappone Nishikori 2180 13 9 -4
Argentina Schwartzman 2125 14 19 5
Canada Shapovalov 2050 15 27 12
Svizzera Wawrinka 2000 16 59 43
Russia Khachanov 1840 17 11 -6
Australia de Minaur 1775 18 29 11
USA Isner 1770 19 10 -9
Bulgaria Dimitrov 1747 20 21 1


OSSERVAZIONI FINALI – Il ricambio generazionale è in atto: quattro dei primi dieci giocatori del pianeta sono nati nella seconda metà degli anni ’90. Per il momento però il podio resta saldamente in mano ai tre soliti noti, che già lo occupavano a inizio anno. Nove giocatori su venti sono nati negli anni ’80 (Nadal, Djokovic, Federer, Bautista Agut, Monfils, Fognini, Nishikori, Wawrinka, Isner). Top ten interamente presidiata da tennisti europei. Berrettini è il giocatore di vertice più progredito dell’anno in termini di classifica seguito a una incollatura da Wawrinka. Medvedev, Tsitsipas, Berrettini e Bautista Agut concludono la stagione all’interno della top ten per la prima volta in carriera.

Prima di salutarvi e darvi appuntamento a gennaio, diamo spazio a una vecchia conoscenza e al figlio del detentore di un titolo Slam. Il primo è il decano dei tennisti – Ivo Karlovic – che a 40 anni suonati con un colpo di reni ha riacciuffato all’ultimo istante la top 100 grazie alla finale giocata (e persa) al Challenger di Houston, che gli permette di chiudere così l’anno al 95esimo posto. La prima apparizione di Karlovic tra i primi 100 del mondo risale al settembre del 2003. Il secondo è un ragazzo del 2000 a sua volta giunto alla finale di un Challenger, Sebastian Korda, il cui padre Petr vinse nel ‘98 gli Australian Open. Sebastian è passato dalla posizione numero 293 alla 250

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Focus

Classifica ATP: Nadal torna in vetta per (almeno) due settimane, Berrettini è ottavo

Aggiornamento di classifica piuttosto importante, per l’Italia e per i due super-campioni che a Londra lotteranno per il numero 1. Riassumiamo tutti gli scenari

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Rafael Nadal - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

Novak Djokovic tolse a Rafael Nadal la prima posizione in classifica esattamente 52 settimane fa. Oggi gliela restituisce. Usiamo volutamente questo verbo perché è viva in noi l’impressione che il cambio al vertice in questo preciso momento non sia frutto della superiorità dello spagnolo sul serbo, bensì dei meccanismi aritmetici che definiscono le posizioni nel ranking. Meccanismi che – a differenza di chi ha avuto modo di vedere all’opera Djokovic a Bercy – non tengono conto delle reali forze in campo.

La prima posizione mondiale a nostro parere è quindi un meritato premio alla stagione nel complesso straordinaria di Nadal; crediamo però che neanche i suoi più accesi sostenitori possano negare che in questo momento il più forte giocatore del mondo è Djokovic, l’uomo che nel Master 1000 di Parigi negli ultimi tre turni non ha mai perso un servizio, per tacere di un set.

Detto ciò, a beneficio degli amanti della statistica ricordiamo che la leadership di Djokovic si è fermata a 275 settimane, 11 in meno di Pete Sampras. Lo spagnolo è sicuro di tenere la vetta per le prossime due settimane (arriverà quindi a 198 complessive), ma per mantenere il numero uno anche al termine delle ATP Finals dovrà guardarsi dagli attacchi del serbo. Ecco tutti gli scenari nel dettaglio, già elencati da Lorenzo Colle nel suo articolo.

  • Se Nadal non vince nessuna partita nel round robin (o non partecipa al torneo): Djokovic è numero 1 arrivando in finale se ha vinto almeno due partite nel girone
  • Se Nadal vince una partita nel round robin: Djokovic è numero 1 arrivando in finale imbattuto
  • Se Nadal vince due o tre partite nel round robin: Djokovic è numero 1 se vince il titolo
  • Se Nadal arriva in finale con due sconfitte: Djokovic è numero 1 se lo batte in finale (anche se non è imbattuto)
  • Se Nadal arriva in finale con una sconfitta: Djokovic è numero 1 se lo batte in finale da imbattuto
  • Se Nadal arriva in finale imbattuto: Djokovic non può essere numero uno

TOP 20

Questo il nuovo dettaglio dei piani alti della classifica, che salvo subentri potrà modificarsi soltanto per quanto attiene alle prime otto posizioni di qui a fine stagione.

PosizioneNazioneGiocatoreNato nelPuntiVariazione
1SpagnaR. Nadal198695851
2SerbiaN. Djokovic19878945-1
3SvizzeraFederer19816190=
4RussiaMedvedev19965705=
5AustriaThiem19935025=
6GreciaTsitsipas199840001
7GermaniaZverev19972945-1
8ItaliaBerrettini199626701
9SpagnaBautista Agut198825401
10FranciaMonfils198625303
11BelgioGoffin199023353
12ItaliaFognini19872290=
13GiapponeNishikori19892180
14ArgentinaSchwartzman199221251
15CanadaShapovalov1999205013
16SvizzeraWawrinka19852000=
17RussiaKhachanov19961840-9
18Australiade Minaur19991775=
19USAIsner19851770-2
20BulgariaDimitrov199117477


Matteo Berrettini non solo non paga pegno per la precoce sconfitta rimediata in Francia contro Tsonga ma, al contrario, guadagna un posto da ottavo diventa il terzo italiano di sempre nella Classifica ATP alle spalle di Panatta e Barazzutti. A Londra Matteo avrà la possibilità di rendere ancora più memorabile un anno già straordinario: i punti che separano il tennista romano dalla settima posizione di Zverev non costituiscono infatti un fossato incolmabile. Comunque vadano le finali inglesi nulla potrà comunque impedire a Matteo di terminare l’anno tra i dieci migliori giocatori del mondo.

 

Insieme a Matteo guadagna una posizione lo spagnolo Roberto Bautista Agut. attualmente prima riserva alle Finals e – in caso di forfait da parte di Nadal – ottavo partecipante effettivo. A differenza di Berrettini, Khachanov paga pegno per la prematura uscita di scena dal torneo parigino che vinse nel 2018 ed esce dalla top 10. Shapovalov alla vigilia della finale contro Djokovic si era detto molto soddisfatto dei progressi fatti nella risposta di rovescio bloccata; alla luce di quanto abbiamo visto domenica crediamo che i margini di miglioramento in questo fondamentale siano ancora molto ampi. Nel frattempo può comunque rallegrarsi per le 13 posizioni guadagnate nel corso degli ultimi 7 giorni che lo riportano all’interno della top 20 dopo 6 mesi di assenza.

ATP FINALS

Di seguito gli otto partecipanti al torneo che conclude la stagione, con il dettaglio dei punteggi stagionali.

Dopo oltre 40 anni nel torneo riservato agli otto migliori giocatori dell’anno di singolare ammireremo un tennista italiano: Matteo Berrettini. Speriamo che le due settimane di riposo consentano al nostro connazionale di riuscire dove Panatta e Barazzutti fallirono: vincere almeno un incontro. Se poi le vittorie diventassero 5 non credo che i due campioni citati se ne risentirebbero.

Prima partecipazione assoluta per Stefanos Tsitsipas, il più giovane tra gli otto contendenti e per Daniil Medvedev. Diciassettesima per Roger Federer che dal 2002 ad oggi è mancato solo nel 2016 per infortunio. Qualora Nadal fosse costretto a dare forfait a causa dell’infortunio patito a Parigi poco prima di affrontare Shapovalov in semifinale, il suo posto verrebbe preso da un altro spagnolo: Roberto Bautista Agut.

NEXT GEN

Partiranno martedì le finali riservate ai migliori under 21 del 2019 all’Allianz Cloud di Milano. Oggettivamente le assenze di Tsitsipas, Aliassime e Shapovalov faranno notevolmente scendere l’appeal dell’evento. Tuttavia sarà possibile ammirare un giocatore di cui tutti in Italia  parlano e che pochi hanno effettivamente visto dal vivo, ovvero Jannik Sinner e, insieme a lui, giocatori molto interessanti e in rampa di lancio come Mikael Ymer e Alejandro Davidovich Fokina, subentrato a Shapovalov, che in quanto a talento e personalità sembra secondo a pochi nella sua generazione. Il posto di riserva è stato conquistato da Giulio Zeppieri, vincitore del torneo disputato allo Sporting Milano 3 tra gli otto migliori under 21 italiani.

BEST RANKING

Questa settimana i complimenti vanno a:

Classifica GiocatoreNazione
8BerrettiniItalia
9Bautista AgutSpagna
15ShapovalovCanada
78UchiyamaGiappone
83KoepferGermania

CASA ITALIA

Gli italiani attualmente compresi tra i primi 200 del mondo sono i seguenti:

Classifica GiocatoreVariazione
8Berrettini1
12Fognini=
53Sonego1
72Cecchinato-1
74Seppi=
86Travaglia2
95Sinner-2
97Caruso-1
116Fabbiano-2
118Lorenzi-1
119Mager1
149Giustino-3
151Giannessi-2
154Gaio=
190Marcora2


L’ultimo italiano a chiudere la stagione in top ten prima di Berrettini fu Barazzutti nel 1978; prima di lui vi era riuscito Panatta nel ‘76. Attendiamo la conclusione dell’anno in corso per dare una panoramica esaustiva di questa stagione meravigliosa per il nostro movimento maschile.

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