Classifica ATP: Fognini torna in top 10. Medvedev va a best ranking

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Classifica ATP: Fognini torna in top 10. Medvedev va a best ranking

Nadal consolida la seconda posizione mondiale ed è in testa alla Race. Si preannuncia grande battaglia a New York

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Il francese Gael Monfils grazie alla semifinale guadagnata e non disputata a Montreal è il tennista più progredito in classifica tra quelli presenti nella top 20 all’interno della quale troviamo:

PosizioneNazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic12415=
2SpagnaR. Nadal7945=
3SvizzeraFederer7460=
4AustriaThiem4925=
5GiapponeNishikori40401
6GermaniaZverev40051
7GreciaTsitsipas3455-2
8RussiaMedvedev32301
9RussiaKhachanov2890-1
10ItaliaFognini2555-1
11SpagnaBautista Agut23952
12Argentinadel Potro2230=
13CroaziaCoric21951
14Sud AfricaAnderson2140-4
15FranciaMonfils21305
16USAIsner2040-1
17GeorgiaBasilashvili2020=
18CroaziaCilic1940-2
19BelgioGoffin1815-1
20CanadaRaonic1810-1

Alcune osservazioni:

·         Rafael Nadal da qui alla fine della stagione difende 720 punti, frutto della semifinale 2018 allo US Open. Il suo secondo posto in classifica appare quindi difficilmente attaccabile dal più diretto inseguitore – Roger Federer – che ne dovrà invece difendere complessivamente 2400.

 

·          Bautista Agut ha raggiunto il suo best ranking ed ha sfiorato la top ten; se avesse superato Monfils ai quarti di finale di Montreal ora siederebbe sulla decima poltrona del ranking con un vantaggio di 20 punti su Fognini il quale ringrazia il francese e ritorna in top ten

·         Tsitsipas perde due posizioni mentre Medvedev conquista il proprio best ranking.

·         Kei Nishikori torna in top 5.

Vincitori della settimana

Rafael Nadal ha trionfato a Montreal e consolidato il record di tornei 1000 conquistati portandolo a quota 35.

Nel circuito Challenger si sono disputati i tornei di Aptos, Augsburg, Manerbio e Yokkaichi, la cui vittoria è andata rispettivamente a : Steve Johnson, Yannick Hanfmann, Federico Gaio ( in finale su Paolo Lorenzi) e Yuichi Sugita.

Casa Italia

Sono sedici gli italiani presenti nella top 200 di cui sette in top 100:

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
10Fognini25551
26Berrettini1545=
47Sonego1030=
65Cecchinato880-4
78Seppi745=
81Travaglia672-2
89Fabbiano612-5
105Caruso528-2
118Lorenzi4788
127Giustino4133
130Sinner4005
144Mager381-13
145Gaio37532
146Baldi375-1
154Giannessi363-3
182Marcora3633

Fabio Fognini – l’unico giocatore riuscito a togliere un set a Nadal in terra canadese – rientra in top ten dopo soli sette giorni di assenza e si accinge ora ad affrontare Denis Shapovalov al primo turno del torneo di Cincinnati al quale non prese parte nel 2018.

Ulteriore slittamento verso il basso di Marco Cecchinato, già estromesso dal torneo di Cincinnati.

Ci prendiamo la licenza di suggerire al siciliano, alla nona sconfitta consecutiva al primo turno di un torneo, di considerare l’opportunità di cercare conforto tecnico e morale disputando dei Challenger, così come altri tennisti di alto livello hanno fatto e tuttora fanno, al fine di riprendere confidenza con la vittoria che per lui latita dal primo turno degli internazionali di Roma.

Restiamo nell’Ohio per vedere cosa ha riservato il sorteggio agli altri italiani presenti nel tabellone principale.

Poco fortunato Lorenzo Sonego che dovrà vedersela con Nick Kyrgios e i suoi match point advisor.

Più abbordabile il primo avversario che affronterà Matteo Berrettini, ovvero Juan Ignacio Londero. Un po’ meno il potenziale secondo: Roger Federer.

Concludiamo la rubrica dedicata ai nostri connazionali sottolineando l’ulteriore progresso in classifica di Jannick Sinner e di Federico Gaio.

Il faentino a Manerbio ha ottenuto  il terzo successo in carriera nel circuito Challenger che gli è valso un progresso di 32 posti in classifica e il best ranking.

Classifiche avulse

Rafael Nadal supera Novak Djokovic nella classifica dei migliori giocatori della stagione.

Medvedev e Bautista Agut hanno guadagnato un posto  mentre Nishikori ne ha persi due.

Resiste il nono posto di Fabio Fognini, al momento potenziale prima riserva delle finals londinesi.

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
2SpagnaNadal7225
1SerbiaDjokovic6725
3SvizzeraFederer5060
4AustriaThiem3835
7GreciaTsitsipas3140
8RussiaMedvedev2605
11SpagnaBautista Agut2160
5GiapponeNishikori2080
10ItaliaFognini1955
6GermaniaZverev1930

Passiamo alla NextGeneration.

Denis Shapovalov ha scavalcato Casper Ruud.

Jannik Sinner con 385 punti mantiene il dodicesimo posto.

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
7GreciaTsitsipas19983185
21CanadaAuger-Aliassime20001591
38Australiade Minaur1999900
34CanadaShapovalov1999850
54NorvegiaRuud1998828
52USATiafoe1998800
58SerbiaKecmanovic1999676
62FranciaHumbert1998658

Gamberi e Canguri

Il premio per il migliore tennista della settimana in termini di posizioni guadagnate tra i giocatori presenti in top 100 va a Steve Johnson.

Con la vittoria ottenuta al Challenger di Aptos lo statunitense ne ha infatti conquistate quattordici ed è salito al settantanovesimo posto nella classifica generale.

Grigor Dimitrov prosegue la sua discesa agli inferi collezionando un altro meno venti dovuto alla sconfitta subita a Montreal al primo turno per mano di Stan Wawrinka; il bulgaro, partito ventunesimo nel ranking mondiale a inizio stagione, è ora settantesimo.

Best Ranking

L’elenco dei tennisti al loro best ranking pullula di consonanti grazie alla presenza di due polacchi.

ClassificaGiocatoreNazione
8MedvedevRussia
11Bautista AgutSpagna
40HurkaczPolonia
42OpelkaUSA
54RuudNorvegia
92KwonCorea Sud
96MajchrzakPolonia

Ancora in crescita il coreano Soonwoo Kwon, grazie alla conquista del tabellone principale di Montreal.

Buon compleanno a:

Stefanos Tsitsipas che compie 21 anni il 12 agosto.

Quale grande campione del recente passato compie gli anni il medesimo giorno?

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Vi rubiamo solo pochi minuti, ve lo promettiamo (e non ve ne pentirete)

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Il nostro nuovo logo, per le due settimane degli US Open

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Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

Escono di scena al secondo turno di qualificazione i due tennisti azzurri

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Finisce l’avventura americana di Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi sconfitti rispettivamente da Lukas Rosol e da Constant Lestienne. Un po’ di rimpianti per il match di Caruso che è entrato in campo con pessime sensazioni, non riuscendo mai a comandare gli scambi, servendo piuttosto male e commettendo parecchi errori piuttosto banali con tutti i fondamentali continuando a lamentarsi con il proprio angolo, quasi sfottendosi da solo per il pessimo rendimento odierno. Tuttavia, sotto di set e break, senza avere più nulla da perdere, il tennista di Avola si è un po’ sciolto e sopra 5-4 40-40 è stato a due punti dal set ma Rosol ha servito ancora una volta bene senza concedere occasioni a Caruso che è incappato in qualche grave errore nel game successivo che di fatto gli è costato il match. 

Dura molto poco la partita di Alessandro Giannessi contro il francese Lestienne che giá nel 2018 lo aveva estromesso dalle qualificazioni degli US Open. Dopo un inizio equilibrato, Giannessi ha cominciato ad innervosirsi polemizzando di continuo con l’arbitro e uscendo di fatto molto presto di scena da un match nel quale non ha mai trovato buone sensazioni col rovescio e quando ha provato a sopperire a questa mancanza spostandosi di dritto non ha mai fatto sufficientemente male lasciando lo spazio a Lestienne per far male con un ottimo rovescio incrociato. Lo score finale recita 6-3 6-0, con un parziale pesantissimo di otto games a zero a partire dal 4-3 in favore del fantasioso francese. 

Le sconfitte degli italiani

 

C. Lestienne b. A. Giannessi 6-3 6-0
L. Rosol b. [6] S. Caruso 6-1 7-5

Il tabellone maschile completo

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Carlos Ramos non potrà arbitrare le sorelle Williams ai prossimi US Open

Dopo quanto accaduto nella finale dello scorso anno, il giudice di sedia portoghese non avrà accesso ai match delle due sorelle: ma è giusto punire chi attua il regolamento

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Carlos Ramos giudice di sedia della tristemente famosa finale degli US Open 2018, non potrà arbitrare nessuna partita delle sorelle Williams durante l’edizione 2019 dello Slam statunitense. “Ci sono più di 900 match e Carlos, nel 2019, non sarà sul seggiolone per i match delle sorelle Williams“, ha dichiarato Stacey Allaster, responsabile dell’associazione tennis americana. “Vogliamo che l’attenzione della competizione sia sugli atleti“.

Ripercorriamo i fatti che hanno portato a questa decisione. Il teatro è la finale 2018 dello US Open, le sfidanti sono Naomi Osaka e Serena Williams. Naomi vince 6-2 6-4 e si aggiudica il primo Slam della sua carriera, ma la partita verrà consegnata ai posteri per la furente litigata tra Serena e l’arbitro Carlos Ramos. Tutto inizia con un warning inflitto a Williams per coaching: il suo allenatore Patrick Mouratoglu, come confermerà a fine partita, sta provando a consigliarle dagli spalti di andare più a rete. Probabilmente sotto pressione per l’andamento del match, che la vede in costante affanno, Serena va su tutte le furie ritenendo ingiusta la sanzione.

Successivamente, dopo aver subito l’ennesimo break, in preda alla frustrazione Serena rompe una racchetta, ricevendo per questo un penalty point. Qui Serena perde del tutto le staffa: si rivolge a Ramos e gliene dice di ogni tipo, tanto che lui non ha potuto far altro che accusarla di “verbal abuse” e darle un penalty game.
La partita si è di fatto chiusa lì, con Serena in lacrime, Naomi in grande disagio e un pubblico infervorato contro Ramos, che non ha potuto neanche essere premiato a fine partita.

Considerazioni –
La decisione dell’associazione americana aprirà sicuramente delle grandi discussioni. Ramos da regolamento non ha sbagliato nulla, anche se si può discutere sulla sua capacità di stemperare i toni in campo e sull’accettazione più o meno tacita del coaching dagli spalti. Certo che Serena ha veramente mostrato il peggio di sé, come atleta e come donna: famosa la sua battuta “io ho una figlia, sono una mamma” relativamente alle sue capacità di mentire.
La decisione presa per il torneo 2019 va sicuramente nell’ottica di evitare possibili ricadute e conflitti tra i due, ma da un certo punto di vista certifica una debolezza dell’ordine arbitrale verso giocatori di fama e spessore come l’americana. Alla fine, risulta Ramos quello “punito” di non poter più arbitrare certe giocatrici, facendo apparire indirettamente lui il colpevole della vicenda.

 

Lorenzo Fattorini

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