Nove ragioni per avere fiducia in Berrettini

Editoriali del Direttore

Nove ragioni per avere fiducia in Berrettini

US OPEN – Schwartzman e Rublev, le sue vittime più forti, non valgono Monfils. Però nove motivi d’ottimismo non sono pochi. E Federer e Nadal con i prossimi avversari? 7-0! Osaka delude, Serena Williams sempre più favorita

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)
 
 

da New York, il direttore

Un ottavo di finale e un quarto, fra Wimbledon e US Open, non si raggiungono per caso. I sette giocatori battuti: Bedene (85 ATP), Baghdatis (135), Schwartzman (24), Gasquet (36), Thompson (55), Popyrin (105), Rublev (43). Uno con Bedene e due con Schwartzman a Londra, uno con i primi tre qua a New York: totale set vinti 21, persi 6. È stato bravo, bravissimo. E non sfortunato nei sorteggi, almeno con il senno di poi.

Ecco: più che i nomi dei giocatori, con Schwartzman che qual n.24 è stato la più alta “vittima” nel ranking ATP (e non è proprio un “erbivoro”) e che quindi in fondo sulla carta Matteo era quasi tenuto a battere, sono altre ragioni che mi infondono fiducia sulle sue possibilità e prospettive, a prescindere dal fatto che almeno un giocatore, Rublev, dominato per due set e mezzo, vale molto più della sua classifica ed è certamente il risultato più probante fra i sette realizzati da “Berretto”. Informarsi presso Federer, Tsitsipas, Kyrgios. Non dei pisquani qualsiasi. La sua è stata una prestazione quasi perfetta, almeno per due set e mezzo.

 

Ho accennato ad altre ragioni che mi infondono fiducia e provo ad elencarle in ordine sparso, non fate caso alle lettere alfabetiche:

a) L’autorevolezza con la quale ha vinto la stragrande maggioranza delle partite.

b) La qualità del tennis espresso che ha impressionato tutti i media: servizio e dritto devastanti, rovescio (anche slice) enormemente migliorato, timing eccellente nella scelta dei drop-shot accompagnata anche da un’ottima mano tanto di dritto che di rovescio, buona copertura a rete nelle rare discese di cui ha avuto relativo bisogno soltanto perché il punto lo fa quasi sempre o con il servizio o con il dritto, senza vere necessità di scendere a rete, anche se talvolta potrebbe provare a sfruttare l’effetto sorpresa.

c) Un buon approccio strategico alla partita e all’avversario. Diversamente da Camila Giorgi non si limita a dire “faccio il mio gioco”, anche se certamente esso è basato – come detto – principalmente su servizio e dritto. Difatti ha colto cinque punti importanti con Rublev grazie alla palla corta, e cinque punti non meno importanti su sei discese a rete. Infine al servizio ha variato costantemente angoli, più che le velocità. Ha sempre, infatti, cercato di tirare la prima. Nove ace non sono troppi, ma a quelli vanno aggiunte anche diverse “prime” vincenti o immediatamente o con il colpo successivo. Soltanto in sei o sette occasioni – ma sto cercando il pelo nell’uovo – ha scelto male. Era quando non era condizione di angolare o tenere profonda la palla e giocava il dritto, da destra, verso il centro, offrendosi in modo scoperto al dritto di Rublev che aveva gioco facile a chiudere il punto sul lato del dritto di Matteo che, nel tornare inevitabilmente verso il centro, lasciava scoperto l’angolo alla sua destra. Quelle volte Matteo avrebbe invece dovuto giocare o sul rovescio di Rublev oppure un colpo più interlocutorio, maggiormente liftato, che gli consentisse di recuperare il centro del campo.

d) La classifica: Matteo è virtualmente n.17, anche se i prossimi risultati di Wawrinka e Dimitrov potrebbero farlo retrocedere di uno o due posti. Comunque sia se uno è n.17 significa che risultati importanti li ha fatti anche in altri tornei e non solo in questi due ultimi Slam. Motivo per cui non ci si deve soffermare soltanto sui sette avversari battuti fra Wimbledon e US Open.

e) L’aspetto mentale, con la recente solidità mostrata nei frangenti decisivi. Salvo magari quelli immediatamente prima della fine, quando la prima di servizio lo abbandona un po’: è successo con Popyrin sul 5 pari del quarto set, con Rublev quando ha servito per il match sul 6-5 nel terzo e ha messo una sola prima su cinque perdendo il game di battuta a 15, e infine quando avanti prima di tre punti, poi di due nel tiebreak sul 5-4 con il servizio a favore e a due punti dal match ha messo in rete un dritto fiacco, facile facile, che non aveva mai sbagliato prima e non avrebbe sbagliato se non si fosse trovato in quella situazione. Ma, sia chiaro, se perde 23 partite con il matchpoint Federer, non tutti “regalati” sia chiaro, a maggior ragione può tremare il braccio di Matteo. Il quale, peraltro, con grande coraggio ha giocato tutto il resto del tiebreak, fin dalla smorzata vincente che gli ha dato il primo minibreak, ma davvero non dai primi due punti giocati con il servizio a favore, persi entrambi.

f) Il divario manifestato piuttosto chiaramente dal numero dei set vinti a confronto di quelli persi, segno di una sostanziale marcata superiorità.

g) L’età. Se a 23 anni i risultati sono questi, si può ragionevolmente supporre che migliorerà ancora. Quasi tutti i tennisti raggiungono l’apice della loro condizione, atletica e tecnica, intorno ai 27 anni. Non si vede perché lui dovrebbe rappresentare un’eccezione negativa, visto che ha oltretutto una più che discreta attitudine ad ascoltare e ad apprendere. E ha un’ottimo team attorno a lui. Non so, al riguardo dell’età, se possa o debba essere considerata un fattore significativo anche la circostanza che tutti i tennisti italiani siano per solito maturati tardi e che Matteo abbia raggiunto già questi risultati prima di chiunque altro nella storia del tennis italiano. Oltretutto mentre si profila all’orizzonte un Sinner che pare in grado di battere tutti i record di precocità nazionale, lui ha invece avuto – anche per via di un ginocchio ballerino – uno stop di sette mesi che ha rallentato la sua progressione. Non è neppure stato il miglior junior italiano. Ce n’era più d’uno migliore di lui. Quindi, senza essere stato un enfant-prodige, la sua progressione – sotto tutti i profili – è stata costante, rapida, quattro anni di… ”cottura” ma non rapidissima.

h) Il team. L’ho già accennato, ma non abbastanza. Il tennis resta sport individuale, ma oggi più di un tempo, la consistenza e compattezza di un team è assolutamente fondamentale. Non è piaggeria quella dei giocatori che, durante una premiazione, ringraziano la squadra che li sorregge. Ebbene non so se sia stato più intelligente o più fortunato, ma Matteo è circondato da persone molto, ma molto serie, preparate e motivate, affezionate, disponibili a tutto tondo. E direi anche più per simpatia umana che per interesse professionale. È partito bene, certo, perché sorretto da una famiglia di persone perbene, padre, madre, fratello, nonno (fiorentino e viola di affetti…), tutti di bei principi, di sicura educazione. Bastava sentirlo parlare già anni fa per capirlo. E la famiglia lo ha incoraggiato, seguito, con la giusta partecipazione, senza eccessi. Poi c’è il coach Vincenzo Santopadre che lo segue da nove anni, da quando lui aveva 14 anni.

La loro scommessa, perché a 14 anni, altro non è se ragazzino e coach puntano rischiosamente al professionismo, la stanno vincendo insieme. Non mi risulta abbiano mai pensato a divorziare. Una fiducia reciproca immensa, profonda. Non so poi chi abbia deciso per primo (la famiglia? Santopadre?) di fargli incontrare un uomo maturo capace di fargli da coach mentale, Stefano Massari (che oggi Matteo definisce uno dei suoi migliori amici anche se ha un trentina d’anni di più) già a 17 anni. Non è mica tanto normale – o almeno non lo era fino a pochi anni fa – che già a 17 anni un ragazzino avesse chi si occupava della sua psiche, del suo rapporto con la vita, anche fuori dal tennis, prima del tennis che ovviamente recita una parte importante e va saputo gestire fuori dal campo e dentro il campo. Ricordo di aver letto che a Matteo sono stati fatti leggere certi libri, Hemingway (Il Vecchio e il Mare), vedere certi film (Tarantino e altri) e si è cercato di costruirgli una cultura e una sensibilità per tutto quel che lo circonda. Magari questo fosse stato fatto in passato con altri giocatori italiani che si sono rivelati di una ignoranza abissale.

Mi chiedo infatti: quanti giocatori italiani hanno compiuto questo tipo di percorso? Forse d’ora in poi lo faranno, ma fino a ora l’hanno fatto in pochi. Certo, ci vogliono anche mezzi di partenza per potersi permettere tutto ciò. Ma anche una sana cultura, Oggi il problema dei mezzi economici per Berrettini, che comunque di famiglia non credo sia stato mai stato in severe difficoltà, è superato: solo in questo torneo il premio dei quarti è 500.000 dollari, 424.000 euro. C’è chi non li guadagna in una vita. Anche se ho deviato dalla questione tecnica per accennare al “mentale” un sicuro contributo ai risultati di Matteo lo sta dando anche Umberto Rianna, da tempo uno dei migliori coach in forza alla federazione. Era cresciuto da Bollettieri, si era occupato di Starace, ha fatto tante esperienze, è bravo. E’ serio, E in questo caso occorre dare merito anche alla FIT che lo ha messo a disposizione del team Berrettini. Va dato a Cesare (leggi FIT) quel che è di Cesare.

Last but not least mi sembra proprio una persona carina, oltre che una bella ragazza, anche l’attuale ragazza di Matteo, Ajla Tomljanovic che ho incontrato poco dopo l’exploit di Matteo e mi ha detto “ha vinto lui, non io, quando vinco io rispondo a tutte le tue domande”, dopo di che mi ha detto soltanto che nel frattempo una quindicina di parole italiane le ha imparate. Molte sono quelle che possono servirle a ordinare il menu a un ristorante italiano, ma naturalmente c’è anche la parola “amore” e derivati. Certo, nella mia testa sarebbe frullata una domanda che non le ho fatto: ma come si può essere innamorati di uno come Kyrgios e poi di uno come Matteo? Mi sembrerebbe che due tipi più diversi di loro due non esistano al mondo. Poi mi sono detto due cose; la prima: non sono fatti miei; la seconda: vai a capire le donne!

i) Spero di non avere dimenticato nulla e di non avervi annoiato troppo. Non avevo dubbi che Monfils avrebbe dominato Andujar che fa tutto benino ma gli manca il colpo vincente. Per Matteo “La Monf” figlio di un padre delle Guadalupe e di una madre della vicina Martinica, sarà decisamente l’avversario più tosto fra tutti, perché oltre che ex top-ten (n.6 nel luglio 2016) e attuale n.13, 33 anni appena compiuti, Gael ha certamente anche una grande esperienza. Già undici anni fa (2008) era stato semifinalista al Roland Garros, nel 2016 aveva conquistato lo stesso traguardo qui. Perse un match molto discusso con Djokovic, quando fu accusato di scarso impegno. Ma era semplicemente stanco. Altre due volte qui aveva perso nei quarti. Traguardo raggiunto anche in Australia. Di Berrettini ha detto cose scontate: “Per prima cosa ha un gran servizio (cosa che Andujar non aveva… n.d.ubs), ma è anche un grande atleta per un uomo della sua altezza, si muove bene”. Conteranno di più l’esperienza o dieci anni di meno e la maggior fame di successo?

Prima di chiudere osservo che come avevo facilmente previsto Nadal ha spazzato via Cilic, anche se ci ha perso un set per la prima volta nel torneo. Ma ha dominato gli altri. Ero convinto anche, come lo stesso Nadal del resto (lo ha detto lui), che Schwartzman avrebbe avuto ragione di Zverev, ancora alle prese con troppi problemi (il vecchio agente che gli fa causa, il nuovo agente che deve gestire, il cuore che ancora soffre per la relazione mal conclusa, soprattutto il padre che ha un brutto male). L’argentino ha perso il primo set ma vinto bene gli altri. La situazione adesso è che Federer stasera gioca contro Dimitrov che ha battuto sette volte su sette e Nadal giocherà domani contro El Peque, l’argentino rappresentante principe dei super-brevilinei, dopo averlo battuto sette volte su sette. Già, anche lui. Roger e Rafa, i due grandi rivali insomma, marciano proprio su cammini paralleli. Si dice sempre che tutto può succedere, e anche Goffin dopo sette sconfitte a Londra 2017 batté finalmente Federer, ma insomma chi siano i grandi favoriti è chiaro a tutti.

Una curiosità: Schwartzman era convinto di dover affrontare Berrettini. “Sì, al 100%: sul megaschermo dell’Ashe facevano vedere i setpoint e il matchpoint di Berrettini e Rublev, ho visto che l’italiano aveva vinto e allora si sono detto: ‘Ok, il prossimo è Berrettini, ci ho perso a Wimbledon con tre matchpoint, ora ce l’ho davanti di nuovo…’. Invece ho Rafa. Cosa fare per batterlo? Beh, basta tirare molto forte sulle righe!. Mi sa proprio che El Peque, il piccoletto, avrebbe preferito incontrare Berrettini.

Due parole infine sul torneo femminile, orfano a metà settimana dei commenti del nostro esperto AGF che è tipo bello testardo e non c’è verso di convincerlo che un commento potrebbe – anzi dovrebbe – essere fatto anche a metà Slam a mo’ di bilancio di metà percorso.

La sconfitta di Naomi Osaka con la sua bestia nera Bencic che l’aveva già battuta due volte quest’anno era, se non prevedibile, quantomeno ipotizzabile. Così la piccola, piccolissima Svizzera, un Paese che non è più grande di Lombardia e Piemonte, ha tre giocatori nei quarti, Bencic e i soliti due, Federer e Wawrinka. Tutti, anche Bencic che giocherà con Vekic sopravvissuta a un matchpoint con Goerges, hanno buone chances di raggiungere le semifinali. Wawrinka gioca alla pari con un Medvedev forse provato, Federer come detto ha un Dimitrov sempre battuto. Se tutto questo accadrà uno svizzero sarà certamente in finale nel maschile. E Bencic giocherà magari le sue carte, dopo Vekic, con chi vincerà fra Mertens e Andreescu (vittoriosa su Townsend 6-1 4-6 6-2).

Ma di campionesse capaci di vincere uno Slam (anzi 23) ce n’è una sola. Serena Williams che non credo possa perdere dalla cinese Wang Qiang. Serena potrebbe semmai soffrire in semifinale chi vincerà fra Svitolina e Konta con l’ucraina fidanzata di Gael Monfils nettamente favorita per aver vinto tutti e tutti i precedenti duelli. Dai tempi dei fidanzatini Connors e Evert che nel ’74 vinsero entrambi Wimbledon, non mi pare ci sia stata più una altra coppia che abbia fatto tanta strada nello stesso Slam, perché Agassi e Graf che vinsero Parigi nel ’99 non stavano ancora insieme. Ma magari mi sono perso qualcosa e conto sul fatto che i lettori ci aiuteranno a ricordare altri flirt di successo. Ma adesso la prima favorita sembra Serena. Meriterebbe lo Slam n.24. Con tanti saluti al reverendo Court.

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: pochi avrebbero reagito come Jannik Sinner ai 2 match point mancati [VIDEO]

Sinner che non perde un game di servizio in 7 set fra Alcaraz, favorito a 3,15 dai bookmakers, e Isner, merita gli elogi di Djokovic che lo conosce bene: “Jannik ha tutti i colpi”. Ma Rafa Nadal oggi vuole conquistare il nono quarto di finale ai Championships e il… 23° Slam

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Spero proprio che Gianni Clerici abbia condiviso con noi da Lassù questa splendida giornata di festa per il tennis italiano. Sono quasi sicuro che lo ha fatto in questa serata che, in un torneo che sembrava compromesso quel martedì in cui si è scoperto che Matteo Berrettini aveva il Covid, non ci aspettavamo davvero di vivere. Come sarebbe stato contento di averlo visto dal vivo. Gianni, aveva seguito Jannik da sempre, amico e “consulente” come era da sempre di Riccardo Piatti, l’ex coach di Jannik.

Adesso, come tutti sanno, Jannik ha cambiato coach e team, ma certo Gianni avrebbe continuato a seguirlo e sostenerlo con l’abituale sostegno. 

Jannik Sinner era arrivato qui a Wimbledon senza aver mai vinto un solo match sull’erba. Ne ha vinti adesso 4 di fila nel torneo più importante di tutti, smentendo ogni pronostico – i bookmakers pagavano una sua vittoria contro Carlos Alcaraz, dal quale aveva perso due volte su due, 3,15 volte la posta – e lui che è stato spesso nell’occhio del ciclone per via di un servizio non irresistibile è riuscito a non perderlo mai in sette set, sì, neppure una volta, né con John Isner né con Carlos Alcaraz.

 

Contro lo spagnolo Jannik ha salvato 7 palle break, la prima nel secondo game del secondo set grazie a un missile super coraggioso di dritto sparato sulla riga, le altre sei tutte nel quarto sofferto set, nel quale tuttavia ha mostrato tutti gli attributi del miglior Thoeni nelle discese olimpiche, una solidità nervosa fuori dal comune perché non era davvero facile dimenticare di avere già avuto 2 matchpoint nel tiebreak del terzo set, un’ora e 7 minuti prima del sesto matchpoint finalmente trasformato.

CONFERENZA JANNIK SINNER

Non so quanti, all’esordio su quel Centre Court dove in mattinata erano sfilati tanti supercampioni di Wimbledon, avrebbero avuto la forza mentale  per dimenticare il piccolo grande trauma di due matchpoint non trasformati nel terzo set.

Sul primo aveva messo un rovescio in rete dopo uno scambio pesante, ma sul  secondo, 8-7 per Jannik dopo un servizio vincente e lo spagnolo alla battuta, il rimpianto poteva essere maggiore. Alcaraz ha battuto una seconda palla non irresistibile e lui che ne aveva intuito la traiettoria si era spostato per attaccare la risposta con un dritto potenzialmente vincente

Solo che lo ha messo malamente in rete. Dopo di che sull’8 pari Carlito si è inventato una demivolee incredibile diventata una sorta di dropshot stretto e incrociato assolutamente imprendibile. Cui ha fatto seguito un errore di rovescio di Jannik ed ecco tutto da rifare (come avrebbe detto Ginettaccio Bartali, ma anche il primo telecronista Rai degli anni sessanta, Giorgio Bellani).

Quanti sarebbero riusciti a non perdere la testa, a restare calmi? Alcaraz si era rifrancato, dopo i pessimi primi due set, Jannik che aveva perso nei primi 12 turni di servizio la miseria di 15 punti, non era più così incisivo. Tuttavia è stato bravo, bravissimo, a reggere l’urto dello spagnolo che naturalmente aveva cominciato a crederci.

Due palle break annullate nel primo game del quarto set, tre nel quinto da 0-40 quando ha servito alla grande, e poi un’altra ancora sul 5-3 quando serviva per il match. ma dopo aver mancato altri tre matchpoint sul 5-2 e servizio Alcaraz. Veniva allora di fare gli scongiuri se il tuo vicino ti diceva: “Vuoi vedere che ora che lui non ha mai perso il servizio lo perde proprio adesso?” E l’andamento del game lo faceva temere, 0-15,poi 15 pari ma anche 15-30, 30 pari e poi 30-40 quando con grande coraggio Jannik ha tirato un dritto a tutta randa. Poi un servizio vincente per conquistare l’insperato ma meritato quarto di finale.

Eccolo quindi raggiungere gli altri 5 azzurri che hanno raggiunto lo stesso suo risultato a Wimbledon, De Morpurgo nel 1922, Pietrangeli (1960), Panatta (1979), Sanguinetti (1998), Berrettini (2021).

Ma nessuno c’era riuscito così giovane. E in una giornata, oltretutto, cominciata sotto gli sguardi di tanti campioni del passato che si sono seduti, in gran parte, nel Royal Box e chissà che qualcuno di loro non lo abbia visto giocare dal vivo per la  prima volta.

Alla celebrazione del centenario del “centre court” hanno preso parte una venticinquina di campioni di Wimbledon che hanno fatto la storia dei Championships, Laver, Newcombe, Smith, Kodes, Borg, McEnroe, Borg, Cash, Edberg, Ivanisevic, Hewitt, Federer, Nadal, Murray, Djokovic e fra le donne Angela Mortimer (90 anni campionessa nel ’61), Billie Jean King, Chris Evert, Martinez, Venus Williams (non c’era Serena…), Bartoli, Hingis, Kvitova, Kerber, Halep, (non c’era Muguruza…), più Navratilova e Wade assenti per Covid. E’ stata Billie Jean King a menzionare il virus che ha colpito improvvisamente Martina che per l’appunto l’altra sera si era concessa dei selfie con i nostri collaboratori Antonio Ortu, deus ex machina del nostro Instagram, e Claudio Giuliani che invece è il nostro social media manager.  Credo che stiano entrambi toccando ferro.

Come ormai tutti sapete – abbiate o non abbiate visto i quattro video che ho fatto per questa home page, ma anche per quella inglese nonché per Instagram e TikTok (da qualche parte ho detto che Sinner aveva battuto Sinner invece di Isner !… Ma mi perdonerete se non ho rifatto il video alle una di notte, e non solo per mio egoismo, ma per “risparmiare” chi lo doveva montare!) –  Jannik dovrà giocare contro Djokovic nei quarti. 

Il campione serbo a caccia del ventunesimo Slam e del settimo Wimbledon ha vinto con l’olandese Tim Van Rijthoven la sua venticinquesima partita di fila sull’erba di Wimbledon, avendo vinto le ultime tre edizioni del torneo, 2018-2019, 2021 e 4 partite quest’anno. Ovvio che sarà favorito con Jannik, da lui battuto 6-4,6-2 nell’unico precedente a Montecarlo un anno fa.

Ma Novak ha risposto in maniera assai cortese e lunga a una mia domanda su Sinner, quando ero rimasto l’unico italiano ancora in sala stampa e quando chi conduceva la conferenza stampa avrebbe voluto interromperla per far parlare i colleghi serbi.

No, lasciate che mi faccia la sua domanda… – ha chiesto esplicitamente un comprensivo Novak sorridendo – anche se sei arrivato in ritardo…”

Stavo infatti registrando i video e sono arrivato di corsa a conferenza avviata.

Jannik ha molto talento, è già certamente un top-player, l’ho visto giocare su diverse superfici ed è maturato molto. Non sembra neppure soffrire la pressione nei grandi palcoscenici…cosa che può capitare ai più giovani. Ha fiducia nelle proprie possibilità, pensa di poter vincere contro chiunque, ed è importante. E’ già un tennista esperto pur essendo così giovane, ha già affrontato più di un top-player. L’ho visto giocare oggi, la sua performance è stata dominante nei primi due set. Poi è diventata una battaglia, più ravvicinata. Ma era sempre nel controllo del match. E’ molto solido, ha tutti i colpi; servizio, risposta, dritto, rovescio. Mette pressione sugli avversari di continuo. Vedo in lui un po’ del mio gioco. Da fondocampo rovesci piatti, subito dopo la riga di fondo…sarà un match complicato per entrambi. Lui gioca veloce, gli piace il ritmo. Ci siamo allenati insieme qualche volta. So che cosa aspettarmi. Ma sarò pronto per questa sfida…

Accennando a queste strisce e questi record formidabili, beh oggi Rafa Nadal cercherà di battere l’olandese Botic van de Zandschulp (mai che abbiano un cognome facile da pronunciare questi olandesi!) per conquistare il suo 47mo quarto di finale in uno Slam e l’ottavo qui a Wimbledon dove ha trionfato nel 2008 e nel 2010. Se vincerà sarà il terzo più anziano quartofinalista dell’era open, dopo Roger Federer e Ken Rosewall.

Nella giornata odierna scendono in campo ben tre australiani. Kyrgios contro Nakashima, Kubler contro Fritz, De Minaur contro Garin (il cileno che ancora ringrazia il COVID di Berrettini!). Vincessero tutti e tre sarebbe la prima volta che 3 Aussies ce la fanno dal 1971 e la prima volta che succede a in uno Slam dall’Australian Open del 1981.

Per i due americani, Fritz e Nakashima, beh nessuno di loro due ha mai centrato i quarti in uno Slam. Infine se Garin arrivasse nei quarti sarebbe il primo dai tempi (2009) di Fernando Gonzalez, Mano de Pedra.

Queste infine le teste di serie eliminate:

Primo turno

Uomini
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)



secondo turno

Uomini

3 Ruud (Humbert)
12 Schwartzman (Broady)
13 Shapovalov (Nakashima)
15 Opelka (van Rijthoven)
17 Bautista Agut (COVID)
26 Krajinovic (Kyrgios)
31 Baez (Goffin)
Donne 
2 Kontaveit (Niemeier)
6 Pliskova (Boulter)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

Terzo turno

Uomini
4 Tsitsipas (Kyrgios)
22 Basilashvili (Van Rijthoven)
29 Brooksby (Garin)

Donne
1 Swiatek (Cornet)

5 Sakkari (Maria)
8 Pegula (Martic)
11 Gauff (Anisimova 20)

15 Kerber (Mertens 24)
28 Riske (Bouzkova)
33 Zhang (Garcia)Ottavi
Uomini
5 Alcaraz (Sinner 10)
23 Tiafoe (Goffin)
Donne
12 Ostapenko (Maria)

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Kyrgios-Tsitsipas, che show, sul campo e fuori. Sinner ha in Alcaraz un test il cui esito non finisce stasera [VIDEO]

Può perdere ma deve lottare quasi alla pari, altrimenti potrebbe nascerne un complesso. Chi ha ragione fra Kyrgios e Tsitsipas che lo accusa di bullismo?

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (foto Twitter @atptour)

Che sabato a Wimbledon! Kyrgios-Tsitsipas è stato uno dei match più belli, divertenti e eccitanti che ho visto in tempi recenti. E ciò al di là di tutti gli episodi che lo hanno reso ancora più “entertaining” sul campo e certamente unico anche nelle conferenze stampa dei due protagonisti che non se le sono davvero mandate a dire dietro le spalle.

E oggi ci aspetta una domenica con Sinner-Alcaraz match clou, sempre pernici!

Forse molte delle cose che scriverò qui le ho già dette nei vari video che faccio ogni sera e che non riesco a finire prima di mezzanotte

 

Vari? Sì, vari. Uno per Ubitennis.com, uno in inglese per Ubitennis.net (e da stasera dovrebbe arrivare il mio amico, collega e Hall of Famer Steve Flink con il quale quello inglese lo faremo insieme come vuole tradizione ultradecennale), uno per Instagram che deve chiudersi in meno di un minuto, un quarto video per l’ultimo nato TikTok che i miei collaboratori mi hanno persuaso a fare per “svecchiare” un po’ la nostra audience. Lì si dovrebbero fare video corti, ma la mia natura ci fa a cazzotti. Voglio sempre dire più cose e la sintesi non è mai stata il mio forte.

Come diceva Voltaire “scusate se sono stato troppo prolisso e ho scritto troppo a lungo ma non avevo abbastanza tempo”. Per la sintesi ci vuole quel tempo che non ho mai, e quella lucidità che dopo mezzanotte avendo la sveglia alle 8 per due mattine di fila è dura avere.

Questa domenica a Roehampton c’era la riunione annuale dell’International Club di cui sono segretario onorario per l’IC italiano presieduto da Marco Gilardelli, lunedì mattina invece per la riunione dell’Hall Of Fame all’interno della quale sono membro dell’Enshrinement Committee che esamina i nomi dei candidati alle nomination per i due tennisti che verranno inseriti nella Hall of Fame dell’anno prossimo.

Finendo di scrivere intorno alle due e mezzo e arrivando a casa alle 3 è dura svegliarsi e restare lucido, soprattutto alla mia età. Meno male che ho lo scooter Piaggio, un MP3 500 a tre ruote  per muovermi quando voglio e per evitare il traffico spaventoso la mattina.

Bene, dette tutte queste cose che non fregano nulla a nessuno ma almeno non le ho già dette nei video…, ribadirò di aver visto un grandissimo Nadal che ha dominato Sonego per due set e mezzo e forse non l’ha più fatto come prima quando io mi ero spostato sul campo n.1 per vedere Kyrgios-Tsitsipas, match a dir poco superbo. 

Non ho visto che in un video che abbiamo pubblicato sui social il brutto episodio di Rafa Nadal che ha catechizzato Sonego per il “grunting” prolungato invece di rivolgersi semmai all’arbitro. È stato brutto che, quasi fosse un maestro alle prese con uno scolaretto, che lo abbia fatto dopo aver subito l’unico break del match, ritrovandosi sul 4 pari con Lorenzo. Vero che dopo Rafa si è scusato, sia con Lorenzo che più tardi in conferenza stampa, però è stato un brutto esempio di arroganza che avrebbe dovuto risparmiarsi. Nel calore dell’agone anche lui si è lasciato trascinare.

In precedenza era accaduto che Iga Swiatek aveva dimostrato la sua erbasincrasia, interrompendo la striscia di 37 vittorie consecutive con le quali aveva eguagliato Martina Hingis, prendendo una sonora lezione da quella Cornet che non si è mai ben capito di che pasta sia fatta. Ogni tanto la francesina con il nasino all’insù fa grande exploit, di certo le manca continuità. Ma non si batte Serena Williams tre volte, e una qui a Wimbledon, se non si ha talento e armi tecniche interessanti. La Swiatek mi ha deluso non per la sconfitta in sé, ma perché chi perde 6-4 il primo set deve cercare di reagire invece di lasciarsi seppellire da un 6-2 nel secondo set senza provare a fare niente di diverso.

Forse la “striscia” le sarà pesata mentalmente. Più scusabile, perché ha solo 18 anni, Coco Gauff finalista al Roland Garros, anche se lei pure è uscita di scena nel secondo e nel terzo set dopo aver vinto il primo sulla Anisimova. Ma fare tre soli game fra secondo e terzo set, dopo aver vinto il primo al tiebreak,  mi sembra tipico di certi incontri femminili. Battuta anche la Pegula dalla Martic di cui ricordo sempre quell’anno in cui rimediò 3 sconfitte al primo turno in 3 Slam facendo un solo game (allo US Open perse al primo turno di quali), ma incassò quasi 100.000 dollari da quelle 4 sconfitte al primo turno e questo le consentì di potersi mantenere con l’attività agonistica e tornare su nel ranking dopo che era scesa a seguito di vari infortuni.

Mi dispiace che le polemiche incrociate post match fra Tsitsipas e Kyrgios faranno passare in secondo piano la straordinaria qualità del loro duello. Chissà se riuscirò a vedere un altro match così in questi championships. Ci fosse la finale Djokovic Nadal si vedrebbe certo grande spettacolo, ma tuttavia ben diverso.

Forse un altro match con Kyrgios in campo potrebbe offrirlo… ma l’australiano che ha giocato da fenomeno ieri sera potrebbe benissimo sciogliersi come neve al sole davanti a Nakashima al prossimo turno. Mentre de Minaur e Garin (che non smetterà mai di ringraziare il Covid che ha costretto al ritiro quel Berrettini contro il quale avrebbe quasi certamente perso al primo turno) non mi sembrano pericolosi come il miglior Nakashima per questo Kyrgios.

Non serve che io replichi le cronache già scritte. Non ho visto se la palla tirata in tribuna da Tsitsipas a fine secondo set abbia effettivamente colpito una spettatrice come ho sentito dire. Se così fosse il supertalentuoso e superinsopportabile Kyrgios non avrebbe avuto torto a pretendere la squalifica del greco.

Che il “colpito” sia – anche se casualmente – uno spettatore o un giudice di linea (come accadde con Djokovic e la giudice di linea all’US open, o con Pescosolido e una spettatrice di prima fila cui tanti anni fa a Sydney rimbalzò addosso la sua racchetta), niente cambia. Il regolamento parla chiaro. Non ci vuole dolo o premeditazione. È un caso colposo, ma di colpa cosciente. Non si tirano pallate e se si colpisce qualcuno, anche di rimbalzo e senza far male, si è fuori.

Ripeto: io non ho visto dove è finita quella palla. Ciò detto io condivido quel che dice Tsitsipas – che magari non è il massimo della simpatia quando si esprime con quell’aria ieratica da predicatore illuminato – quando dice che Kyrgios in campo è insopportabile, non sta zitto un secondo, distrae chiunque voglia giocare un match corretto di tennis senza sentirsi magari gridare – come Nick ha fatto a bellaposta per sfotterlo – “good shot!” dopo un’orribile steccata di rovescio.

Che poi Kyrgios anche dopo il match sottolinei che Tsitsipas con lui perde gli incontri importanti ed è un cattivo perdente, beh aggiunge pepe alla vicenda, ma non dovrebbe essere preso sul serio.

Certo è che dai tempi in cui fu espulso McEnroe dall’Australian Open, gli officials non hanno mai mostrato grande coraggio nell’intervenire a sedare gli eccessi di maleducazione. Anche perché quando negli anni 70 qualcuno lo fece poi l’ATP quasi lo punì. Accade in match di Nastase, dello stesso McEnroe… e del resto basta ricordare – per risalire a tempi più recenti – che quando Carlos Bernardes richiamò Rafa Nadal per le sue perdite di tempo con i “time-warnings” a San Paolo – se non erro – alla fine invece di catechizzare Nadal fu deciso che era meglio che Bernardes non arbitrasse più Nadal. L’arbitro brasiliano fu messo nel… Purgatorio.

Tsitsipas, ieri non esente da critiche (“Ma mi  ha provocato… ”), ha sollecitato una class-action di più giocatori per mettere fine al “Bullismo” di Kyrgios.

Io dubito che succederà mai qualcosa del genere. Il punto è che “the show must go on” e pochi tennisti sanno offrire oggi lo show di cui è capace Nick Kyrgios. Basterebbe guardare alcuni highlights del match, compreso il modo in cui ha salvato un setpoint nel quarto set sul 5-4 e sulla risposta missile di Tsitsipas e poi anche come ha trasformato il matchpoint inventandosi un approccio smorzato e tagliato di rovescio per entusiasmare qualsiasi appassionato di tennis.

Chi mi piace di più fra Kyrgios e Tsitsipas? ovviamente sono gusti personali. Beh, come tennis mi piace più quello di Kyrgios. Come simpatia direi che entrambi lasciano abbastanza a desiderare per via di certi atteggiamenti dei quali non riescono a fare  a meno. Se invece dovessi scegliere fra chi dei  due vorrei avere avuto come figlio sono all’antica e non ho dubbi nello scegliere Tsitsipas. Però ho la presunzione che se mi fosse nato un Nick Kyrgios, per quanto matto la sua parte, sarei riuscito a educarlo meglio anche vivendo a Canberra.

Oggi l’attesissimo duello fra Alcaraz e Sinner, i due giovani più interessanti dell’ultima generazione, promette tutt’altro genere di spettacolo. Ma ugualmente meritevole d’essere visto. Alcaraz è il favorito per quasi tutti gli addetti ai lavori, ma la solida prestazione di Sinner contro Isner ha assai ben impressionato. 

Io mi auguro solo che ci sia battaglia, quella che purtroppo non c’è stata fra Sonego e Nadal essendo apparso subito troppo netto il divario. La risposta di Sinner ha arginato il servizio di Isner che in precedenza aveva servito 90 ace. Oggi dovrà arginare quella di Alcaraz che ne ha servito 42. Però contro Alcaraz Jannik non vincerà tutti gli scambi prolungati come gli è capitato contro Isner. 

Resto curioso, molto curioso, di vedere come Sinner uscirà da questo test che potrebbe avere ripercussioni psicologiche importanti per una rivalità destinata a durare nel tempo. Una gara molto combattuta lascerà speranze a entrambi di rovesciare in futuro l’esito negativo del duello di stasera. Se invece uno dei due vincesse assai nettamente, e sembra avere più chances a questo riguardo Alcaraz piuttosto che Sinner, le conseguenze potrebbero anche essere pesanti.

Intanto mentre Nadal prosegue nel suo tentativo di raggiungere il Grande Slam, Novak Djokovic contro la rivelazione olandese Van Rijthoven (ancora imbattuto sull’erba e vittorioso a s’Hertogenbosch su Medvedev) scenderà sul centre court sapendo che in caso di vittoria dovrà affrontare chi, prima di lui, ha calcato la stessa erbetta del centre court, o Alcaraz o Sinner.

Le teste di serie che non ci sono più:

Primo turno
Uomini
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreño Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)



secondo turno

Uomini
3 Ruud (Humbert)
12 Schwartzman (Broady)
13 Shapovalov (Nakashima)
15 Opelka (van Rijthoven)
17 Bautista Agut (COVID)
26 Krajinovic (Kyrgios)
31 Baez (Goffin)


Donne 
2 Kontaveit (Niemeier)
6 Pliskova (Boulter)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

Terzo turno

Uomini
4 Tsitsipas (Kyrgios)
22 Basilashvili (Van Rijthoven)
29 Brooksby (Garin)

Donne
1 Swiatek (Cornet)
5 Sakkari (Maria)
8 Pegula (Martic)
11 Gauff (Anisimova 20)
15 Kerber (Mertens 24)
28 Riske (Bouzkova)
33 Zhang (Garcia)

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Jannik Sinner come Berrettini centra gli ottavi in tutti i Majors. Ma è più giovane. Ha più chances lui con Alcaraz che Sonego stasera con Nadal

Jannik ritorna top-ten ed n.1 d’Italia, perchè Berrettini scende a n.15, ma non gli interessa. E’ il quindicesimo azzurro in ottavi all’All England Club

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Un tennista italiano, il quindicesimo della storia dei Championships e il più giovane, ha centrato il traguardo degli ottavi a Wimbledon. E il fatto che Jannik Sinner abbia centrato gli ottavi già in tutti e 4 i tornei del Grande Slam, racconta la dice lunga sulla sua solidità. E anche sulle sue prospettive. A poco più di 20 anni si tratta già di un grande risultato, se si pensa che il solo tennista italiano che era stato capace di tanto, in tutti e quattro i Majors, era stato Matteo Berrettini.

Non a caso è già stato top-ten e da lunedì Jannik lo sarà di nuovo, quando sarà anche n.1 d’Italia per la prima volta perché Matteo Berrettini perderà i 1200 punti della finale dello scorso anno e scenderà a n.15.

Alla fine di questo anomalo torneo che non distribuisce punti, mentre vengono cancellati quelli conquistati un anno fa, Nole Djokovic si ritroverà al settimo posto del ranking anche se dovesse vincerlo, così come Rafa Nadal sarà terzo comunque alle spalle dei grandi assenti Medvedev e Zverev.

 

Jannik – che ad inizio torneo era n.13 – sarà n.10 perché usciranno dai top-ten Aliassime che aveva fatto quarti, Hurkacz che era giunto in semifinale e – sia pure per soli 30 punti indietro rispetto a Jannik (3185 contro 3155)– anche Norrie che si era fermato al terzo turno.

Ho già detto come la penso. E cioè che l’ATP, pensando di fare un “dispetto” a Wimbledon – che non se ne è fatto né in qua né in là – ha fatto in realtà harakiri. Ha cioè falsato scioccamente le proprie classifiche quando sarebbe bastato il compromesso di mantenere a russi e bielorussi i punti di Wimbledon 2021.

Dove scenderà poi Djokovic che non può giocare né in Canada, né a Cincinnati né al momento a New York, ancora non ho fatto i conti, ma questa è una conseguenza di una sua scelta: quella di non vaccinarsi. Tutto il suo team è vaccinato, di Jelena non sono sicuro, ma Nole va dritto per la sua strada. Gli hanno chiesto se qui prende particolari precauzioni o se è preoccupato, come preoccupato pare il clan di Nadal, e lui non è sembrato esserlo anche se – teoricamente almeno – non essendo mai stato vaccinato potrebbe essere più a rischio di altri, anche se al Covid è già stato positivo due volte senza serie conseguenze.

Che chances ha Sinner contro Alcaraz nel duello che sembra il terzo di una rivalità e una serie infinita? Alcaraz ha vinto le prime due sfide, a Alicante in un challenger e a Parigi Bercy nel 2021, e deve essere considerato il favorito.

Nella graduatoria degli ace Alcaraz è sesto con 42 ace, Sinner è 44mo a pari merito con diversi altri con soli 15 ace. Sonego è 35mo con 19 ace. Ci sono tennisti che hanno fatto più ace giocando una sola partita o due. Jannik ne ha fatte tre e ha lasciato un set a Wawrinka e Mikael Ymer.

Contro Isner ha giocato la sua partita più solida in risposta e al servizio. Non ha concesso la minima palla break.

Ma contro Alcaraz? Differenza al servizio a parte, Alcaraz sembrebbe un tantino più forte sotto tutti gli aspetti: a rete, come tocco, come potenza. Forse Sinner potrebbe essere meno falloso. Ieri non ha quasi regalato niente. Ma scambiare contro Isner, una volta che si è riusciti ad arginare il servizio oppure i primissimi colpi di gioco (la risposta), è una cosa e contro Alcaraz è un’altra.

Tuttavia direi che Sinner, per quanto sfavorito, sembra sulla carta – anzi sull’erba – avere più chance di sovvertire il pronostico di quanto ne abbia Lorenzo Sonego stasera nell’ultimo match della giornata con Rafa Nadal. E ciò sebbene fin qui le prestazioni di Nadal non siano state del tutto inappuntabili: ha perso un set con Cerundolo ed era indietro di un break anche nel quarto set poi recuperato; ne ha perso un altro con il non irresistibile Berankis. Ma nel pomeriggio di ieri ho scritto di Sonego e di Gipo Arbino.

Vero che Rafa, assente da Wimbledon negli ultimi 3 anni, ci ha abituato a trovare la forma cammin facendo – e piede permettendo…  – e quindi probabilmente migliorerà giorno dopo giorno, però un Sonego in giornata, fra servizio e dritto direi che è più temibile di Cerundolo e Berankis. Chiaro che se Rafa gioca da Rafa non c’è partita. Con quel dritto che si ritrova bombarderà Sonego sul rovescio fino allo sfinimento.

Sinner contro Alcaraz può reggere i palleggi, ma forse non può competere sul piano della varietà degli schemi, attacchi, volee, drop-shots per i quali Carlitos ha più mano.

Però non va dimenticata l’età e la relativa inesperienza di Alcaraz. Ha già battuto quasi tutti i più forti tennisti del mondo, però se si trovasse all’improvviso in difficoltà con Jannik forse potrebbe restare disorientato.

La prova di Jannik contro il semovente Isner è stata indubbiamente molto solida. E Jannik ha dimostrato sul campo 2 di essere molto attento anche tatticamente. Quando doveva rispondere cambiava sovente posizione per togliere certezze e ritmo ai servizi di Isner. A volte stava indietrissimo anche 4 o 5 metri, altre volte avanzava quasi sulla riga di fondo per togliergli l’opzione del servizio slice a uscire. Lo faceva sia sulla prima sia sulla seconda. E alla fine Isner, che aveva cominciato con 7 ace nei primi due game, e ne ha fatti 12 nel primo set, si è ritrovata spuntata l’arma prediletta. Tanto che fra secondo e terzo set ne ha fatti soltanto altri 12.

E al di là del discorso ace, che lascia un po’ il tempo che trova perché si può fare caterve di servizi vincenti che non sono ace ma hanno il medesimo effetto di procurare il punto, è accaduto che Sinner in diversi game, anche se ha saputo conquistare soltanto 4 palle break con un break nel primo e un altro break nel terzo – il secondo si è deciso invece al tiebreak senza break – ha dimostrato di riuscire a rispondere. E’ arrivato ai vantaggi 4 volte sui servizi di Isner, nel tiebreak ha fatto il minibreak che serviva e in particolare è riuscito a rispondere 57 volte su 97 e fare 35 punti contro il servizio, 17 volte nonostante la prima di Isner, 18 sulla seconda. Tanta roba. E il tutto leggendo sempre meglio il servizio del gigante USA: se la media delle risposte nel corso del match è stata del 59% (cioè su 97 servizi ha risposto 40 volte) nel terzo set è addirittura salita all’83%: Jannik ha cioè risposto 20 volte su 24. Neppure guardando la partita mi ero reso conto di ciò. Alla fine del match vinto in 3 set Jannik ha vinto 20 punti in più, 107 a 87. Sono tanti.

Per il resto la giornata non ha offerto granchè. Djokovic ha dominato il derby serbo con Kecmanovic, 6 terzi turni della metà alta si sono conclusi in tre set, e solo Goffin con Humbert e Tiafoe con Bublik (nel match più divertente della giornata) hanno vinto in 4. Anche fra le donne sei match su 8, i terzi turni della metà bassa si sono conclusi in due set, ma non si può dire che sia stato combattuto il match vinto in tre set dalla Ostapenko sulla Begu (3-6,6-1,6-1), mentre la Niemeier ha lottato di più contro la non più giovane ucraina Tsurenko (6-4,3-6,6-3) che però ha detto tutto quel che voleva dire sulla guerra russo-ucraina.

Per questo sabato il match clou è certamente Tsitsipas-Kyrgios. Può succedere di tutto. Io credo che a Nadal, ma alla lontana anche a Djokovic, farebbe più piacere una vittoria di Tsitsipas. Kyrgios,infatti, è capace di tutto. Anche di battere Tsitsipas per poi perdere a bocca di barile con il vincente di Nakashima-Galan. Ma i grandi favoriti del torneo, Djokovic e Nadal, preferirebbero che fosse qualcun altro a levar di torno la mina vagante di Canberra, piuttosto che trovarselo un giorno di fronte.

Le teste di serie fin qui eliminate sono

Primo turno
Uomini
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)



secondo turno

Uomini

3 Ruud (Humbert)
12 Schwartzman (Broady)
13 Shapovalov (Nakashima)
15 Opelka (van Rijthoven)
17 Bautista Agut (COVID)
26 Krajinovic (Kyrgios)
31 Baez (Goffin)
Donne 
2 Kontaveit (Niemeier)
6 Pliskova (Boulter)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

Terzo turno

Uomini


22 Basilashvili (Van Rijthoven)

Donne
5 Sakkari (Maria)
15 Kerber (Mertens 24)
28 Riske (Bouzkova)
33 Zhang (Garcia)

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