Kerber si presenta a Zhengzhou con un nuovo coach... e una sconfitta

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Kerber si presenta a Zhengzhou con un nuovo coach… e una sconfitta

Nell’angolo di Angelique siede ora il connazionale Dirk Dier, ma l’esordio è amaro

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Angelique Kerber - WTA Toronto 2019 (foto via Twitter, @rogerscup)

Wim Fissette prima e Rainer Schuettler poi sono stati i coach al fianco Angelique Kerber dopo la rottura con Torben Beltz avvenuta al termine della stagione 2017. Angie aveva comunicato la fine del sodalizio con Schuettler dopo la sconfitta al secondo turno di Wimbledon, alla quale sono seguite le uscite all’esordio nei Premier 5 di Toronto (perse da Kasatkina) e Cincinnati (Kontaveit) e allo US Open per mano di Kiki Mladenovic. Non un bel periodo per l’ex regina del tennis mondiale che ora occupa la posizione n. 15 dopo aver chiuso il 2018 al secondo posto del ranking.

La mancina di Brema, che dopo le citate sconfitte ha ricevuto qualche critica per il posto vuoto nel suo box, si è finalmente decisa e ha ora un nuovo allenatore, per il momento su base temporanea: si tratta del connazionale Dirk Dier, che in passato ha collaborato per un breve periodo anche con Andrea Petkovic e che attualmente lavora per la DTB, la federtennis tedesca, dove si occupa del settore giovanile femminile. La stessa DTB ha comunicato che Dier manterrà il suo ruolo all’interno della federazione. Il quarantasettenne del Saarland, ex n. 118 ATP, ha anche un ruolo in Fed Cup, prima assistente di Barbara Rittner e ora del nuovo capitano Jens Gerlach. Proprio Rittner è stata la prima a dirsi contenta della decisione di Angie.

Kerber è arrivata così al Premier di Zhengzhou con il nuovo coach nel suo angolo e un impegno non semplice contro Alison Riske, n. 34 WTA, il suo best ranking. La statunitense aveva perso tre precedenti sfide (tutte datate), ma si era imposta lo scorso anno a Maiorca in tre set. E, sempre in tre set, martedì Alison si è presa la vittoria in rimonta nel Premier cinese annullando un match point nel tie-break della partita finale. Un inizio di collaborazione non fortunato, quindi, con Kerber che nelle quasi tre ore del 5-7 6-4 7-6(6) ha perso dieci turni di battuta. Non resta che attendere i prossimi tornei e vedere per quanto tempo Dirk Dier indosserà i panni dell’allenatore ad interim.

 

Le sconfitte di Errani (Nanchang) e Paolini (Zhengzhou)
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Berrettini, le origini della svolta: “Quella settimana a Gstaad…”

Intervistato dal sito ATP, il numero 13 del mondo torna indietro di 14 mesi ricordando quando si è sentito per la prima volta in grado di competere con i migliori

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Matteo Berrettini - Gstaad 2018 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Il lungo sprint finale della stagione di Matteo Berrettini parte da San Pietroburgo, dall’ottavo di finale (inedito) contro lo spagnolo Carballes Baena. L’azzurro cercherà nel 250 russo le prime conferme alla legittima ambizione di lottare fino alla fine per un posto nelle Finals. Ci arriva dopo un breve periodo di relax in Italia, durante il quale ha avuto modo di ragionare a freddo sulle due settimane di gloria allo US Open e su un’annata – quella in corso – andata oltre le migliori aspettative.

Se la semifinale a Flushing Meadows ha rappresentato la consacrazione, l’avvio del rito di passaggio da promessa a realtà del tennis mondiale ha però una data. Intervistato sul sito ATP per una delle monografie della rubrica “My story”, il numero 13 del mondo ha schiacciato il tasto review per tornare indietro di poco più di un anno.

QUELLA DOPPIETTA – Sulla terra svizzera di Gstaad, a luglio 2018, il romano conquistò il suo primo trionfo nel circuito maggiore in singolare, centrando anche l’inaspettato bis con il successo in coppia con Daniele Bracciali contro Molchanov e Zelenay. Le prime due coppe pregiate in bacheca e un’iniezione di energie positive.

Ricordo una settimana indimenticabile – racconta – ci arrivai da numero 84 del ranking e senza il mio allenatore (Vincenzo Santopadre, ndr) che si era preso una settimana di vacanza. In doppio non avevo mai vinto prima di allora a questi livelli e ci siamo ritrovati a sollevare il trofeo. In singolare ho battuto tre teste di serie come Rublev, Feliciano e Bautista Agut in finale. C’erano tanti italiani in tribuna ed è stata davvero una bella sensazione. Solo dopo qualche settimana ho realizzato la portata di quei giorni, in cui per la prima volta ho capito di potermela giocare alla pari con i migliori del mondo. È una consapevolezza importante da raggiungere per un giovane nel pieno percorso di crescita“.

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Vondrousova si opera: stagione finita

L’annuncio della ceca su Instagram dopo l’intervento chirurgico al polso sinistro: “Non vedo l’ora di tornare. Ci vediamo nel 2020, in perfetta salute”

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Marketa Vondrousova dopo l'operazione al polso sinistro (foto via Instagram, @marketavondrousova)

Alla fine l’intervento chirurgico è stato inevitabile. L’annuncio è arrivato ieri (17 settembre), a cose fatte, tramite il profilo Instagram di Vondrousova: Intervento fatto. È andato tutto bene, adesso ho solo bisogno di riposo. Il 2019 per me è finito, ma non vedo l’ora di tornare. Ci vediamo nel 2020, in perfetta salute.

Il 2019 di Vondrousova era iniziato con la sconfitta al secondo turno dell’Australian Open contro Petra Martic. Dopo quella prima battuta d’arresto, la 20enne ceca aveva inanellato una serie di ottimi risultati (finale a Budapest, quarti a Indian Wells e Miami, finale a Istanbul, quarti a Roma), culminati con la finale raggiunta al Roland Garros (sconfitta per 6-1 6-3 da Ashleigh Barty) e il best ranking di numero 14 del mondo.

Marketa Vondrousova e Ashleigh Barty – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Dopo la finale di Parigi sono però iniziati i problemi. Prima la sconfitta al secondo turno di Eastbourne, poi l’infortunio al polso sinistro nel corso di un allenamento a Wimbledon, torneo dove la ceca ha giocato l’ultimo incontro del suo 2019. Dopo la sconfitta all’esordio contro Madison Brengle, ha preso il via la serie di ritiri dai tornei successivi e sono nati i primi dubbi sulle condizioni fisiche, poi le infiltrazioni e i vari consulti con gli specialisti, fino alla decisione inevitabile. Meglio fermarsi, operarsi e tornare in perfetta salute per l’inizio della prossima stagione. Dove i punti da difendere saranno tanti (Marketa occupa attualmente la 22esima posizione nel ranking WTA).

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Respinta la denuncia dell’ex coach di Naomi Osaka

Il contratto firmato con Christophe Jean non aveva più valore legale, intanto per questo finale di stagione sarà allenata da suo padre

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Naomi Osaka - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Buone notizie per Naomi Osaka. La denuncia da parte del suo vecchio allenatore Christophe Jean è stata rigettata dal tribunale di Fort Lauderdale. Jean aveva accusato la famiglia Osaka di non avergli riconosciuto il 20% dei guadagni in carriera delle sorella Osaka, facendo fede ad un presunto contratto stipulato quando entrambe erano minorenni e a sua detta “Facevano fatica a comprare gli accessori da tennis e a pagare le lezioni private”. Il periodo a cui Jean fa riferimento è quello dal 2012 al 2017.
Il giudice ha però stabilito che il contratto, non essendo stato approvato da una Corte, non avesse più valore legale. Le legislazione della Florida infatti permette ai ragazzi-atleti di poter annullare i contratti, senza subire conseguenze legali, in età adulta. Quindi le due sorella hanno legittimamente interrotto il contratto di lavoro che non aveva abbastanza passaggi legali per potersi considerare sempre attuabile. Di conseguenza anche le accuse a Francois, padre delle due sorelle, sono state dismesse, considerando il suo lavoro come di “agente”.

La tennista giapponese ora è proprio in Giappone per disputare il torneo della città natale, Osaka. E tramite Ben Rothenberg si è saputo che, dopo la separazione con il suo coach Jermaine Jenkins, sarà allenata per il finale di stagione da suo padre, Leonard François Osaka. In attesa di un vero e proprio allenatore che probabilmente arriverà per la prossima stagione.

Giorgio Di Maio

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