Inizia male la 'nuova' Davis dei campioni in carica: Russia batte Croazia 3-0

Coppa Davis

Inizia male la ‘nuova’ Davis dei campioni in carica: Russia batte Croazia 3-0

MADRID – Coric non basta ai croati privi di Cilic, sconfitti da Khachanov e Rublev. Facile il Belgio sulla Colombia, che vince solo il doppio

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Andrey Rublev - Finals Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

da Madrid, il nostro inviato

RUSSIA-CROAZIA 3-0

Tempi duri per i campioni in carica, privi di Marin Cilic e scossi dall’allontanamento dell’ex capitano Krajan. La Croazia viene infatti sconfitta dalla Russia di Rublev e Khachanov, decisivo nella rimonta su un Coric in progressivo disarmo.

 

Rublev ha rispettato il pronostico nel primo match. Quello che un mese fa poteva essere un signor match fra numeri 2, ovvero Khachanov e Coric, è diventato un ben più modesto Rublev vs Gojo. Se Andrey quanto meno è noto al grande pubblico per occasionali exploit di prestigio, il secondo è poco più che un giovane carneade croato. La partita ha ben poco da raccontare se non un Gojo volenteroso che ce la mette tutta per non farsi asfaltare e in parte ci riesce, anche per il buon cuore di Rublev che non infierisce. Ogni game al servizio di Gojo è una via crucis e già il fatto che il ragazzino del ’98 (numero 280 al mondo) riesca nel primo set a portare a casa tre game di tigna è già un buon risultato. Dal canto suo Rublev, dopo avere regalato il break sul proprio primo turno di servizio, innesta la velocità di crociera e si aggiudica facilmente i suoi game di servizio; la difficoltà maggiore è quella di mantenere la concentrazione. Solo all’inizio del secondo set Rublev si distrae un po’, e il croato riesce ad impensierirlo. Poi Rublev ritrova la concentrazione e porta a casa la partita.

VINCE KAREN La partita dei numeri 2 si trasforma così in quella dei numeri 1, fra due giocatori che nell’arco del 2019 sono stati un po’ al di sotto delle attese. Khachanov l’anno scorso aveva terminato all’11° posto (adesso siede al 17°) sulla scorta della vittoria di Bercy e Coric è sceso dal numero 12 al 28 negli ultimi dodici mesi. La partita fila via sui binari dell’equilibrio nel primo set, con i due giocatori ben inchiodati sulla linea di fondo a studiarsi principalmente sulla diagonale di rovescio, il colpo per entrambi più solido. Il primo set scorre via fino al tie-break, dove un Khachanov che avrebbe vinto ai punti si trova costretto a cedere la mano al croato. Nel secondo set si registra ancora una leggera prevalenza del russo che alla fine dopo varie palle break sprecate ne converte una, decisiva, per il primo break dell’incontro che vale il secondo set. Il russo vince l’82% dei punti sulla seconda di servizio, dato che esemplifica la sua superiorità. Il terzo set continua sulla falsariga del secondo con Khachanov che replica il break chirurgico e porta alla sua squadra il preziosissimo punto del 2-0. In serata arriva addirittura il punto del 3-0, con gli stessi singolaristi Khachanov e Rublev che battono in due set Mektic e Dodig.

BELGIO-COLOMBIA 2-1

Com’era nella previsioni, il Belgio batte 2-1 la Colombia, perdendo il doppio dopo aver vinto i due singolari. I due incontri che apparivano più chiusi si sono invece rivelati i più combattuti; parliamo ovviamente del doppio, con la coppia belga che ha dato filo da torcere ai numeri 1 del mondo e del match di David Goffin contro Daniel Elahi Galan, n. 194 ATP, autore di un’ottima prestazione. Una partenza travolgente, quella del ventitreenne di Bucaramanga, che sale 4-0, resiste al tentativo di rientro di David e chiude 6-3 un parziale caratterizzato da cinque break. Segni di risveglio dall’undicesimo giocatore del mondo arrivano al settimo gioco e tanto basta a pareggiare il conto dei set con lo stesso risultato. Ancora non domo e sospinto dal tifo dei connazionali, Galan si procura un’occasione di allungare al secondo gioco e un’altra al successivo turno di risposta, ma fallisce il dritto da buona posizione. Passata la paura, arriva il cambio di marcia definitivo da parte di Goffin che vola a prendersi l’ultimo 6-3 e la vittoria per la sua squadra dopo il punto messo a segno da…

STEVE DARCIS – Il classe 1984 è il primo a vincere un incontro della prima fase finale del nuovo formato in una delle ultime occasioni di vedere all’opera i suoi bei colpi e fa subito capire di essere intenzionato a dare il massimo; d’altronde, con 22 vittorie su 33 incontri di singolare in Coppa Davis, tra cui quelle di due anni fa contro Sascha Zverev e Kohlschreiber, lo “Squalo” non avrebbe paura neanche di Roy Scheider in questa manifestazione. Figuriamoci allora cosa può fare Santiago Giraldo, ex top 30 ora n. 277. Preoccupano forse gli scontri diretti, non solo per l’unica vittoria belga in quattro sfide, ma per i due ritiri di Steve. In questo lunedì madrileno, invece, tutto funziona a dovere e Darcis si prende il primo set senza concedere palle break. Nel frattempo, uno stizzito Gerard Piqué polemizza su Twitter postando una foto della gradinata “giusta” per dimostrare ai detrattori che il pubblico supera decisamente le quindici unità; il cinguettio dell’uomo alla guida del nuovo evento è però soffocato dal video di Federer accolto da un’entusiasta folla argentina mentre esce dall’albergo. Incurante di queste inezie, Darcis prosegue nel suo show nella seconda partita: si prende un primo break al termine di uno scambio di 40 colpi, lascia ammirare ancora qualche manrovescio doloroso eppure elegante e si prende il meritato 6-2.

LA COLOMBIA È QUI PERCHÈ – Giova ricordarlo, in febbraio i sudamericani non hanno fatto vedere palla alla Svezia degli Ymer sulla terra indoor di Bogotà. E dispongono anche di un signor doppio. La coppia formata da Juan Sebastian Cabal Robert Farah fa il proprio dovere senza concedere palle break, pur trascinata al gioco decisivo della partita finale da Joran Vliegen Sander Gille , rispettivamente 39° e 47° del ranking di specialità, apparsi decisamente più motivati degli avversari almeno nelle fasi iniziali. Sul filo di lana, grazie ai semifinalisti di due giorni fa a Londra (peraltro sconfitti in tre incontri su quattro), la Colombia contiene quindi l’entità della sconfitta e martedì si giocherà le ultime possibilità di qualificarsi contro l’Australia di de Minaur e Kyrgios.

La situazione aggiornata dei gironi e tutti i risultati

ha collaborato Michelangelo Sottili

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Coppa Davis

Il Canada si scopre una nazione di tennisti: “Ora il tennis è ‘cool’ da noi”

Nonostante la sconfitta nella finale di Davis, la squadra canadese ha ulteriormente alzato il livello del tennis nel proprio paese. E con uno Shapovalov così si può davvero sognare

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La squadra canadese al completo - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Il Canada è uscito nettamente sconfitto dalla finale di Coppa Davis per 2 a 0, senza nemmeno vincere un set. Ma di motivi per essere fieri del proprio risultato e speranzosi per il futuro ne hanno diversi. A partire dall’aver messo la cosiddetta ciliegina sulla torta ad un anno fenomenale per il tennis canadese, dopo lo straordinario successo della 19enne Bianca Andreescu agli US Open. Così come ha 19 anni Felix Auger-Aliassime, definitivamente esploso in questa stagione. Ed è solo di un anno più grande Denis Shapovalov, un talento immenso che sta cominciando a trovare la quadratura del cerchio. 

Con dei tennisti così, giovani e già molto forti, è difficile non suscitare interesse. Anche in un paese abituato ad amare più le mazze e i dischi che le racchette le palline. “Il tennis ora è molto cool in Canada”, spiega nella conferenza stampa conclusiva il capitano Frank Dancevic. “Siamo conosciuti per essere il paese dell’hockey. Ma i risultati di Pospisil e Raonic, e ora l’emergere di due grandi talenti come Auger-Aliassime e Shapovalov stanno alzando un sacco l’attenzione per questo sport. Ovviamente anche il risultato di Andreescu ha contribuito. E ora questa finale”.

Dunque, il bello potrebbe ancora venire. “Abbiamo un grande avvenire di fronte a noi. E ciò sta portando un sacco di ragazzini nei club a giocare. La nostra federazione ha fatto un grande lavoro negli ultimi dieci anni. Ora se ne vedono i frutti”, ha proseguito un orgoglioso Dancevic. Classe 1983, dalle cascata del Niagara, ex tennista dal gioco spumeggiante ma anche molto rischioso, per anni è stato n.1 canadese, nonostante il suo best ranking di n.65. Oggi il Canada ha tre giocatori praticamente tra i primi 30 del mondo. Raonic è stato anche nei migliori 10. Shapovalov e Auger-Aliassime non ci sono per nulla lontani. Tutta un’altra storia insomma.

La gioia dei canadesi dopo il successo in semifinale contro la Russia – Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Oggi bisogna fare i conti con questo Canada. E diventeranno sempre più salati via via che passa il tempo. Pospisil, uno della generazione di mezzo, presente nella semifinale del 2013 persa contro la Serbia e protagonista di una settimana eccellente a Madrid, non ha alcun dubbio sulle chance di portare a casa l’insalatiera nel prossimo futuro. “Ci potrei scommettere. Questi ragazzi (Denis e Felix) vinceranno questa competizione un giorno. La loro qualità di gioco è incredibile. Io spero di poter fare ancora parte del team nei prossimi anni ed essere lì quando succederà”, afferma. Lo hanno già fatto in realtà, a livello junior, nel 2015. Ora c’è da andare a prendersi quella dei grandi. 

Con un Shapovalov così non sembra affatto un’impresa insormontabile. Il ragazzino platinato sembra essere diventato improvvisamente un uomo sul campo da tennis in questi ultimi mesi. A Madrid il suo rendimento è stato impressionante. Successi in singolare pesanti contro Berrettini, Fritz e Khachanov. Una sconfitta tirata contro De Minaur e poi un secondo set alla pari contro sua maestà Nadal, nel suo regno. “Per me rimarrà una settimana di cui avrò un buon ricordo”, spiega Shapovalov nonostante la sconfitta. Mi sono divertito un sacco. Non sono tante le settimane in cui tutti mettono così tanto spirito ogni giorno in campo. Sono super orgoglioso della squadra. Siamo andati molto lontano. Fa sempre schifo perdere in finale. Ma abbiamo dato il massimo ed è stato incredibile quello che abbiamo raggiunto”. Potrebbe essere ancora più incredibile quello che raggiungeranno, a breve probabilmente. 

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Coppa Davis

Nadal sempre più ‘fenomenal’

Rafa regala alla Spagna la sesta Coppa Davis della sua storia. Battuto il Canada di Shapovalov nella finale-show di Madrid. Effetto Federer: in 42000 in Messico

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Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

da Madrid, il direttore

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno


Es banal hablar de un Rafa Nadal fenomenal. Perdonate il “comincio” in spagnolo, peraltro comprensibile a… todos, ma davvero tanto di cappello al formidabile campione maiorchino che chiude da numero 1 l’anno per la quinta volta – come Federer e Djokovic – e conquista nell’entusiasmo incontenibile di tutto il Paese per una volta unito fra castillani e catalani, la sua quinta Coppa Davis da assoluto protagonista, su un totale di sei conquistate dalla Spagna in dieci finali.

Ieri il fenomeno maiorchino, che io vidi trionfare diciottenne assieme all’altro maiorchino Carlos Moya (oggi suo allenatore) nella prima Coppa Davis del 2004 a Siviglia davanti a 25.000 spettatori sugli USA di Roddick e Fish – scrissi “Una piccola isola delle Baleari ha matato il grande Paese degli Stati Uniti” – ha vinto sull’irriducibile e fortissimo numero 1 canadese (15 ATP) Denis Shapovalov (6-3 7-6, 9-7 nel tiebreak), l’ottavo incontro di questa settimana, cinque singolari e tre doppi, rendendo inutile, sul 2-0, la disputa del doppio finale.

Prima di questo singolare, infatti, Roberto Bautista Agut (n.9 ATP), tornato a Madrid sabato dalla sua Castellon de la Plana (423 km, cinque ore di auto) dopo la morte giovedì del padre da tempo malato e i funerali venerdì, aveva battuto 7-6(3) 6-3 Felix Auger-Aliassime, 19 anni e numero 21 ATP, consentendo a Rafa di scendere sul “centrale” sold-out della Caja Magica sull’1-0, giusto per le quasi due ore necessarie ad alzare la prima Coppa Davis di questo nuovo discutibile formato ideato e finanziato dalla Kosmos, la società di Gerard Piqué, il difensore del Barcellona che ha lo stesso sponsor della Davis, Rakuten, sorta di Amazon giapponese. Prima di Bautista Agut e Auger-Aliassime si era esibita, una decina di minuti per tre canzoni, la pop-star colombiana Shakira che di Piqué è la moglie e di Rafa Nadal buona amica.

 
La Spagna conquista la Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

In questa fase finale della Coppa Davis, Rafa – 33 anni compiuti il 3 giugno e imbattuto in Davis in singolare dal 2004 (battuto dal ceco Jiri Novak) e in doppio dal 2005 (k.o. contro Bracciali/Galimberti) – ha perso un solo set, in doppio nei quarti con gli argentini Gonzalez/Mayer. Battendo Shapovalov il maiorchino ha vinto il suo 29esimo singolare di Davis di fila, lasciando per strada solo cinque set. Ma altrettanto pazzesco è il dato dei suoi turni di servizio. Rafa non ne ha più ceduto uno dal terzo set del secondo round delle finali ATP di Londra con Medvedev, quando finì sotto 3-0. Fra Londra e qua, ne ha tenuti 89 di fila fra singolo e doppio, 68 solo qui!

Per il Canada dei figli di emigranti – Shapovalov ha un genitore russo e l’altro ucraino, Auger-Aliassime del Togo, Pospisil cechi – è stata comunque la prima storica finale in questa competizione. Sono comunque felici dell’exploit. Certo la Spagna, mai più in finale di Davis dopo quella persa a Praga 2012, è stata favorita dal fattore campo. Ma il vero segreto del successo è stato l’aver avuto sempre disponibile il miglior Nadal, sconfitto in soli sette match lungo tutto il 2019 e solo in due da non top-ten (Fognini a Montecarlo, Kyrgios ad Acapulco).

Roger Federer intanto ha battuto il record di affluenza per un match di tennis, 42.000 spettatori a Città del Messico, ma che avranno potuto vedere? Una pallina da ping-pong? A Madrid si è visto vero tennis.

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Coppa Davis

Lopez e il “supereroe” Nadal, la lezione di Bautista Agut

Felicità e commozione nelle parole degli spagnoli dopo il trionfo in Davis. Feliciano: “Che vi devo dire su Rafa? Alcune cose non puoi spiegarle a parole”. Bautista Agut: “Papà mi avrebbe tirato le orecchie se fossi rimasto a casa”

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L'abbraccio tra Bautista Agut e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

È stata senza ombra di dubbio la Coppa Davis di Rafa Nadal: otto vittorie su otto partite giocate (cinque singolari e tre doppi), senza mai cedere il servizio. Da vero leader ha trascinato la Spagna nel momento più difficile (gli infortuni di Carreno Busta e Granollers e l’abbandono temporaneo di Bautista Agut per la tragica scomparsa del padre), e ha chiuso in trionfo regalando alla Spagna il punto decisivo grazie al successo in due set contro un grande Denis Shapovalov. E da vero leader, nella conferenza stampa post finale, Rafa ha sottolineato come questa sia stata la vittoria di tutti. Erano cinque i giocatori convocati dal capitano Sergi Bruguera, e tutti e cinque sono scesi in campo almeno una volta durante le Finali di Madrid. Ecco alcuni estratti della conferenza stampa di Rafa Nadal, Feliciano Lopez e Roberto Bautista Agut.

LE EMOZIONI DI NADAL“È stato incredibile. Vincere il titolo dopo quello che abbiamo affrontato questa settimana… Giocare in casa è qualcosa di difficile da spiegare. È una sensazione incredibile, poter condividere questo momento con tutte le persone che si sono state vicine… Giocare di fronte alla propria gente dà un po’ di tensione in più, perché non stai giocando solo per te stesso. La cosa difficile è cercare di trasformare questa pressione in una spinta in più, ed è quello che ho sempre cercato di fare. Quando ho giocato in casa, ho sempre trasformato questa responsabilità in qualcosa di positivo. Questa è una di quelle settimane che non dimenticherò mai.

RAFA ELOGIA SHAPO“Shapovalov non si è trovato spesso in una situazione di questo tipo? È vero, ma ci si ritroverà in futuro, e spesso secondo me. Tutta la squadra canadese è fantastica. Nei prossimi anni saranno quasi imbattibili. Hanno un team forte sotto tanti punti di vista, e su tutte le superfici. Grandi meriti a loro. Denis è speciale. Ha quelle cose che non puoi allenare… quel tipo di cose che, o le hai o non le hai. E lui le ha.

NADAL, VERO LEADER“Sono veramente felice, perché ho giocato contro uno degli avversari più duri che potevo trovare dopo una settimana molto, molto lunga per me sia fisicamente che mentalmente. L’energia che ho cercato di mettere in ogni singolo momento della manifestazione, era tutto quello avevo dentro di me. Onestamente, è un finale di stagione perfetto per tutti noi. Abbiamo lottato duramente. Quello che Roberto ha fatto oggi, per me è una cosa fuori dal mondo… Ma tutti i componenti della squadra hanno giocato almeno una partita, e questo rende tutto ancora più speciale, perché ogni singolo membro della squadra ha contribuito alla vittoria.

La gioia spagnola dopo il trionfo nella Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

IL NUOVO FORMAT SECONDO RAFA“La mia opinione è che ci sono cose buone e altre che si possono migliorare. Visto il calendario è difficile aggiungere altri giorni. Il formato è emozionante, tutte le partite sono emozionanti ed è interessante per il pubblico, non ci si può rilassare e la competizione è molto aperta. Il fatto che solo noi abbiamo avuto la possibilità di giocare in casa è un peccato, però come ho detto in passato il tennis ha bisogno di una coppa del mondo come questa. Il problema sono gli orari, non ci si può nascondere. Credo che sia l’unica cosa rilevante da migliorare. Non so quale sia la soluzione”.

LA LEZIONE DI BAUTISTA AGUT“È stato molto difficile per me. Almeno ho avuto la fortuna di poter salutare mio padre. Credo che mi avrebbe tirato le orecchie se mi fossi fermato e fossi rimasto a casa. Dopo tutte le disgrazie che mi sono successe, credo che in situazioni del genere la cosa migliore sia andare avanti. Oggi ho avuto l’opportunità di scendere in campo grazie allo sforzo incredibile che tutto il team ha fatto fin dal primo giorno. Devo ringraziare i compagni e il capitano per avermi dato fiducia. Essere in campo oggi è stata un’emozione fantastica. Rafa non perde il servizio da Londra? Beh, è per questo che è il nostro MVP! (ride). Essere parte di questo team è speciale, ci sono tante cose che possiamo imparare l’uno dall’altro ed è bello condividere tanti momenti dentro e fuori dal campo. È stata una delle settimane più belle della mia carriera.

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

LOPEZ E IL NUOVO FORMAT“Giocare solo tre partite al meglio dei tre set è completamente diverso. A mio avviso questo format rende tutto molto equilibrato, livella i valori. Ma credo che sia molto eccitante per il pubblico. Per i giocatori invece è più dispendioso dal punto di vista fisico. È stata una settimana davvero dura, anche se la maggior parte delle cose che sono accadute, non hanno niente a che vedere con il nuovo format. Ma siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo”.

LOPEZ: CHE VI DEVO DIRE SU NADAL?“Voglio riconoscere grandi meriti a tutti, ma Rafa… quello che ha fatto lui è stato magnifico. Singolo e doppio praticamente ogni giorno, è il nostro MVP. Cosa volete che vi dica di lui? Parlare di Rafa non è facile. Ci sono delle cose che non puoi spiegare a parole. Quello che è riuscito a fare ieri in doppio, oggi contro Denis, nel corso di tutta la sua carriera… ci sono cose che solo quelli come Rafa possono fare. È un supereroe. Una grande persona, un grande essere umano, un giocatore straordinario e io non ho mai visto niente di simile. È capace di fare cose che nessun altro è in grado di fare”.

 

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