ATP Awards 2019, Santopadre in corsa per diventare coach dell'anno

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ATP Awards 2019, Santopadre in corsa per diventare coach dell’anno

Il tecnico romano, regista dell’ascesa di Matteo Berrettini, potrà essere votato dai colleghi. Nomination anche per Moya, Apostolos Tsitsipas, Cervara e Massu

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Vincenzo Santopadre - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

C’è anche Vincenzo Santopadre nelle nomination per il coach dell’anno, una delle categorie degli ATP Awards 2019. A votare saranno gli stessi allenatori del circuito. Il tecnico romano si è guadagnato l’ingresso nella prestigiosa cinquina avendo accompagnato la scalata di Matteo Berrettini fino alla top 10. Una stagione, quella dell’attuale numero uno azzurro, iniziata oltre la cinquantesima posizione del ranking e conclusa da ottavo del mondo, con la soddisfazione di aver centrato la prima storica vittoria di un italiano in un match delle ATP Finals. La candidatura di Santopadre viaggia in parallelo con quella dello stesso Berrettini come “Most improved player of the year“, certificazione degli enormi progressi nel corso dei mesi che l’hanno portato fino al picco della semifinale dello US Open.

Vincenzo Santopadre e Matteo Berrettini – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

CONCORRENZA GRECA – A contendere il riconoscimento al tecnico romano saranno Apostolos Tsitsipas (papà e coach di Stefanos), Carlos Moya (al fianco Nadal), Gilles Cervara (regista dell’ascesa di Medvedev) e Nicolas Massu (da marzo nell’angolo di Dominic Thiem). Santopadre e Tsitsipas senior – i principali candidati al premio, stando a quel che filtra – condividono l’esperienza avviata al fianco di giocatori poco più che adolescenti, portati in pochi anni a diventare campioni di dimensione globale. Il greco, dopo il successo al Masters, si candida per un 2020 da protagonista anche a livello Slam senza mai aver messo in discussione il delicato e affascinante binomio con il padre allenatore.

GLI ALTRI Moya è al fianco di Nadal dal 2016, quando ha rappresentato la successione dolce allo zio Toni. Tra i due, separati da dieci anni, c’è una consolidata amicizia che ha contribuito a rendere ancor più proficua la relazione professionale. Di Cervara, francese, si è parlato di recente per l’approccio fortemente tecnologico che ha voluto dare all’allenamento del suo assistito. L’ascesa di Medvedev è stata infatti accompagnata dalla costruzione del servizio al laboratorio, come raccontato di recente in un’interessante intervista rilasciata a L’Equipe. L’arrivo di Massu nell’angolo di Thiem è invece estremamente recente: quella che sembrava una collaborazione limitata al Sunshine Double, si è cementificata dopo il successo dell’austriaco a Indian Wells (primo Masters 1000 in carriera). Portando altri quattro trofei in una stagione conclusa da numero quattro del mondo.

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Berrettini: “La cancellazione di Roma mi fa più effetto di quella di Wimbledon”

Matteo ospite in video collegamento a Casa Sky: “Paura di scendere dal numero 8? Ho più paura del virus. Djokovic è il big 3 che mi ha messo più in difficoltà tecnica, Federer il mio idolo da bambino”

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Matteo Berrettini - Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

Pochi giorni dopo Jannik Sinner, anche Matteo Berrettini è intervenuto in diretta negli studi di Sky Sport. In collegamento video dagli Stati Uniti, l’azzurro ha parlato innanzitutto dell’isolamento, della sua condizione fisica, degli allenamenti e della paura coronavirus: “Ero pronto per giocare Indian Wells, adesso sto cercando di migliorare la mia forma fisica. Il tennis è un po’ in secondo piano, devo ritrovare la forma dopo lo stop di inizio anno. Devo migliorare gli spostamenti laterali e il gioco di volo. Sicuramente rispetto alla normalità le giornate sono più noiose e strane, di solito succede quando siamo infortunati. Bisogna pensare alla salute e cercare di fermare questo virus. Dobbiamo aspettare e fare un passo indietro, ricalibrando le paure che abbiamo ogni giorno. Non potrò più avere paura di scendere dal numero 8 del mondo, ho molta più paura del virus.

WIMBLEDON E ROMA CANCELLATI?“È strano… è pazzesco. È ovvio che la vita degli sportivi ruota intorno a questi grandi eventi, però credo che siano cose minori rispetto a quello che sta succedendo in questo momento. È vero che lo sport per me è una priorità, però bisogna dare priorità ad altre cose. Ci sono tantissime persone senza lavoro, tantissime cose che non stanno funzionano. Lo sport può tranquillamente aspettare un pochino. Mi ha fatto molto più effetto la cancellazione di Roma che di Wimbledon (che pare ormai quasi certa, ndr), perché il cuore mi porta a Roma. Una cancellazione dietro l’altra, credo che si andrà avanti così per un po’. Dobbiamo avere pazienza come la stanno avendo tutti.

LA SVOLTA“Le cose sono cominciate a cambiare dopo la semifinale a New York, credo che gli US Open siano stati il trampolino. È stato un grande passo avanti, non pensavo alla Top 10 ma pensavo a giocare meglio che potevo”.

 

FEDERER E GLI ALTRI BIGIl mio idolo tennistico è sempre stato Federer, sono cresciuto con la sua figura quasi divina. Negli anni in cui ero ragazzino lui vinceva tutto. Era quasi troppo facile tifare per lui però mi piaceva il suo modo di stare in campo, la sua tecnica, come si muove, il rispetto per gli avversari. Una volta che ho iniziato a giocare i tornei dove c’era anche lui mi sono detto: ‘Ok, adesso non posso più tifare per lui, devo concentrarmi su me stesso’. Se vincesse l’oro a Tokyo sarebbe il copione perfetto della sua carriera pazzesca. Non credo ne abbia bisogno per sentirsi appagato e felice di quello che ha fatto, però sarebbe fantastico. La dimostrazione, ancora una volta, di quello che sa fare, di quanto è completo in tutti gli aspetti, di quanto si è preso cura del suo corpo per tutto questo tempo. Ancora alla sua età riesce a battermi abbastanza facilmente (ride). Contro Federer a Londra mi sono divertito, lui ha giocato in modo perfetto. Io non ero pronto per quel palcoscenico. Ma ne ho fatto tesoro e mi è servito più avanti. Ho avuto la fortuna di giocare contro i big 3 e anche contro Murray, che sicuramente non era nelle sue migliori condizioni ma mi ha battuto. Ho avuto l’onore di giocare con tutti e quattro. Quello che mi ha messo più in difficoltà tecnica è stato Djokovic, emotiva Federer e fisica Nadal.

TERRA O CEMENTO?“La superficie preferita è difficile da dire. Avrei detto terra fino a 12 mesi fa, ma ho ottenuto buoni risultati ovunque. Forse il cemento outdoor è quello che si addice maggiormente alle mie caratteristiche“.

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Coronavirus: nel parco dello US Open un ospedale temporaneo

La federazione statunitense mette le proprie strutture a disposizione della città di New York: nei locali dello stadio Louis Armstrong verranno preparati 25mila pasti al giorno

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US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

C’è anche il complesso del Queens di New York tra i numerosi impianti sportivi che stanno offrendo supporto logistico in questi giorni di emergenza sanitaria mondiale. Una zona di campi da allenamento al coperto, nel parco che ospita lo US Open, sta per essere infatti trasformata in un ospedale temporaneo da 350 posti letto. Lo ha confermato al Wall Street Journal il portavoce della USTA, Chris Widmaier. Nella struttura – almeno in una prima fase – non saranno ospitati pazienti positivi al Covid-19 -, ma con una rapida possibilità di riconversione in base alle esigenze stabilite dal Nucleo di gestione delle emergenze dello Stato di New York. Nei locali dello stadio Louis Armstrong verranno invece preparati 25mila pasti al giorno per i pazienti positivi al coronavirus degli ospedali cittadini, per il personale sanitario e per altre fasce della popolazione che dovessero averne necessità. Siamo qui per aiutare i cittadini di New York, non ci tireremo indietro, ha concluso Widmaier.

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Circoli in vista

Il Match Ball Firenze primo circolo a sostegno dei soci e dei collaboratori

La sospensione della quota associativa, un contributo ai maestri e una donazione alla Protezione Civile. Queste alcune delle iniziative messe in atto dal presidente Roberto Casamonti: “In questo momento ognuno è chiamato a fare la sua parte”

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Match Ball Firenze

È stato l’ultimo circolo ad organizzare una manifestazione nazionale con il Torneo Open Bnl pre quali Ibi 2020 che si è concluso domenica 1 marzo prima dello stop del tennis e di tutta l’attività sportiva. A quasi un mese dai vari decreti che hanno obbligato tutti a rispettare severe regole per il bene comune, il presidente del Match Ball Firenze ha deciso di sviluppare una serie di iniziative. “Il coronavirus ha stravolto inaspettatamente la nostra vita, le nostre attività e in ultimo anche la possibilità di frequentare liberamente i luoghi e gli spazi delle nostre passioni, incluso, ovviamentespiega Roberto Casamontiil nostro circolo.

Il primo pensiero lo dobbiamo a chi soffre, a chi è stato colpito, alle loro famiglie e a tutte le persone che, indipendentemente dalla nostra vicinanza o conoscenza, combattono quotidianamente contro un nemico subdolo e invisibile che tanto dolore ha causato e sta causando nel mondo intero. In questo momento ognuno è chiamato a fare la sua parte, responsabilmente, secondo le proprie possibilità e non conta quanto incisive o significative possano essere le nostre azioni, l’importante è compiere gesti, anche piccoli, che siano la conseguenza di comportamenti e intenzioni sottesi da sentimenti che sono l’anima e il fondamento di ogni disciplina sportiva, il rispetto e la solidarietà.

Certo ci manca il tennis, la vita associativa, i tornei, la possibilità di correre tra gli ulivi o di allenarsi nella nostra palestra, un pranzo nel verde, godere del primo sole di primavera, ma tutto questo che è il senso della nostra partecipazione al Circolo in tempi normali, la consuetudine dei quasi cinquanta anni di vita del Match Ball, deve lasciare spazio di riflessione per chi soffre anche attorno a noi. E se la salute è bene primario e fondamento della vita, le conseguenze di questi mesi si riflettono, talvolta in modo durissimo, anche sulla nostra piccola ma importante comunità, dal nostro gestore del ristorante obbligatoriamente vuoto, ai maestri di tennis senza lezioni, e a tutto lo staff a disposizione dei soci.

Per loro avete predisposto delle iniziative importanti di aiuto? “La dirigenza del Match Ball Firenze ha pensato di interpretare i desideri di tutti e si è impegnata in questo momento di grande e collettiva difficoltà, in alcune iniziative – continua Casamonti -. Una donazione da parte del Circolo, significativa per le nostre possibilità, al Dipartimento della Protezione Civile augurandoci che seguano analoghi contributi dei nostri soci a testimonianza dei valori del Match Ball Firenze. La sospensione di ogni onere per il nostro gestore Riccardo, nella speranza che alla ripresa delle attività tutti i soci si adoperino per essere assidui frequentatori riducendo così le sofferenze di questo periodo di chiusura.

Un contributo ai maestri del circolo, a parziale ristoro della loro forzata inattività, come segno di gratitudine per il continuativo impegno e la disponibilità ad insegnare la pratica dello sport che amiamo. La sospensione della quota associativa per il periodo di chiusura del club e il recupero di tutti i giorni di inattività oltre la fine dell’anno e, di conseguenza, il prolungamento della scuola tennis alla sua auspicabile ripresa. Ci auguriamo che con il termine, o quanto meno il forte contenimento, delle condizioni attuali possiamo tornare ad abbracciarci e stringerci tutti attorno al circolo facendo sentire la nostra vicinanza e la nostra partecipazione. Orgogliosi del nostro tennis”.

Conclude il vice presidente Leonardo Casamonti: “Crediamo che queste iniziative possano dare coraggio e fiducia ai nostri collaboratori e a chi vive abitualmente il nostro circolo. Inoltre confidiamo che qualche nostro socio o altri circoli abbiano la possibilità di unirsi in un gesto di solidarietà che aiuti il nostro sport a ripartire dopo aver messo alle spalle questa emergenza”.

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