Davis, Vedran Martic è il nuovo capitano della Croazia

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Davis, Vedran Martic è il nuovo capitano della Croazia

Coach di Khachanov dal 2017, sostituisce Zeljko Krajan che ha rotto con la federazione prima delle Finals di Madrid. Il debutto a marzo nel playoff contro l’India, seguirà anche la preparazione olimpica

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Vedran Martic (photo credit HTS)

Il nuovo corso della Croazia in Coppa Davis è stato affidato a Vedran Martic. L’ex coach di Goran Ivanisevic, negli ultimi anni al fianco di Karen Khachanov, subentra nel ruolo di capitano a Zeljko Krajan, che aveva traumaticamente rotto con la federazione appena prima delle Davis Cup Finals di Madrid. L’esordio sulla panchina biancorossa avverrà in casa, nel playoff contro l’India del prossimo 6/7 marzo che metterà in palio un posto per le finali del 2020 a Madrid. I campioni dell’ultima edizione della vecchia Davis (a Lille nel 2018 il successo sulla Francia) hanno fallito il debutto nel nuovo format: senza Marin Cilic e con Franko Skugor nel ruolo di capitano traghettatore, Borna Coric e compagni (Gojo, Dodig, Mektic) hanno perso entrambe le sfide del girone contro Russia e Spagna.

Martic aveva lavorato con Khachanov già dal 2012 per poi iniziare a seguirlo a tempo pieno dal 2017. Era nel suo angolo in occasione dei tre tornei vinti nel 2018 (Marsiglia, Mosca e Bercy). Negli ultimi tempi ha dovuto però ridurre l’impegno al fianco del numero 17 del mondo per esigenze familiari, che l’hanno spinto ad avvicinarsi a Spalato. Tra le competenze che gli sono state affidate, anche la preparazione del team per l’Olimpiade di Tokyo, la supervisione sulla crescita dei giovani tennisti croati e il ruolo di formatore per i tecnici nazionali.

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Thiem difende Djokovic e Zverev. Kyrgios attacca: “Questa è la gente che guida il tennis”

L’austriaco è indulgente con i suoi due colleghi: “Hanno fatto degli errori. Tutti ne abbiamo fatti. Compreso Kyrgios”. La risposta dell’australiano non si fa attendere: “Non siete abbastanza intelligenti per capire cosa voglio dire”

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @atptour)

Ci risiamo. La saga “Nick Kyrgios contro i top player irresponsabili all’epoca del Covid” si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le critiche a Novak Djokovic per aver organizzato l’Adria Tour, evento di esibizione che ha portato al contagio di diversi dei tennisti coinvolti, e ad Alexander Zverev, che nonostante avesse divulgato la sua intenzione di mettersi in quarantena (ricordiamo che il tedesco non è mai risultato positivo) ballava tranquillamente ad una festa in spiaggia, l’australiano questa volta ha preso di mira Dominic Thiem. La colpa dell’austriaco? Aver difeso i suoi due compagni di spedizione in quel dei Balcani e punzecchiare Kyrgios sul fatto che questa veste da moralizzatore secondo lui gli si addica poco. 

Ma andiamo per ordine. Da Kitzbuhel, dove è impegnato nel suo torneo di esibizione, il “Thiem’s 7”, il n.3 del mondo rilascia un’intervista alla testata locale “Tiroler Tageszaitung”. A giustificazione della sua onnipresenza negli eventi in programma in quest’estate di tennis in Europa, Thiem sottolinea che non ci sono ragioni per le quali debba rimanere a casa, considerando che è sempre risultato negativo ai test, incluso quello fatto dopo la tappa di Belgrado dell’Adria Tour.

La parte dell’intervista che però suscita la reazione di Kyrgios è quella in cui il 26enne viennese si dimostra particolarmente indulgente con Djokovic e Zverev. “Non ha commesso un crimine. Tutti facciamo degli errori ma non capisco perché si accaniscano così contro di lui. Sono stato a Nizza e ho visto immagini di altre città in cui c’è un sacco di gente in giro come a Belgrado. È troppo facile prendersela con Djokovic”, dice Thiem. Vale un po’ lo stesso discorso per Zverev, il cui comportamento è sembrato persino più esecrabile, con l’aggiunta della stoccata diretta a Kyrgios. “Ha sbagliato. Ma non capisco chi interferisce nella situazione. Kyrgios ha fatto tanti errori nella sua vita. Dovrebbe essere onesto anche riguardo a quelli”,prosegue Thiem

 

Questi stralci di intervista, tradotti dal tedesco all’inglese e riportati su Twitter dal giornalista austriaco Lukas Zahler, vengono ripresi dal corrispondente di tennis del New York Times Ben Rothenberg. In realtà, c’è un piccolo errore di traduzione nel senso che la frase “er mit sich selber ins Reine kommt” dovrebbe essere tradotta con “pensare ai fatti propri” piuttosto che “essere onesto”. Ma fatto sta che Kyrgios non si lascia sfuggire la critica di Thiem nei suoi confronti e va al contrattacco. Un contrattacco pesante come una delle sue prime di servizio.

“Di cosa stai parlando Dominic? Errori come rompere qualche racchetta? Bestemmiare? Perdere apposta qualche match? Robe che tutti i tennisti fanno? Nessuno di voi è abbastanza intelligente da capire cosa voglio dire. Sto cercando di metterli (i top players) di fronte alle proprie responsabilità, scrive il tennista di Canberra. Kyrgios rincara la dose in un secondo tweet infuocato: “Questo mostra come Thiem, Zverev e Djokovic pensino che tutto questo (il Covid-19) sia uno scherzo. Due di loro ballano come degli stupidi durante una pandemia globale. La gente muore e perde i propri cari. E Thiem li difende dicendo che è solo un ‘errore’. Questi qua sono i leader nel nostro sport. Che schifo”. 

La faida è ormai aperta. Tutta giocata a colpi di interviste, tweets, e stories di Instagram. Ora, con il circuito che dovrebbe ricominciare ad agosto, aspettiamo di vederne i risvolti sul campo.

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Djokovic torna ad allenarsi e parla di ‘caccia alle streghe’. Sì a Madrid, Roma e Roland Garros. Dubbio US Open

Djokovic non ci sta. “Vedo solo critiche nei miei confronti nell’ultimo periodo. Mi sembra una caccia alle streghe”. Intanto primo allenamento per lui dopo la negatività. La programmazione è ancora incerta

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Torna a parlare Novak Djokovic. Per la prima volta dopo il fiume di polemiche che hanno fatto seguito all’Adria Tour, il torneo di esibizione nei Balcani da lui organizzato senza alcun tipo di precauzioni riguardo al distanziamento sociale e che ha portato al contagio di diversi giocatori coinvolti. Grigor Dimitrov, Borna Coric, Alexander Zverev e lo stesso Nole per la cronaca. Qualche giorno fa il serbo e la moglie Jelena hanno comunicato di essere risultati negativi al test per il Covid-19 dopo l’iniziale positività. Con un’intervista ai media serbi, il n.1 al mondo replica alle dure critiche piovutagli addosso dal resto del mondo del tennis e non solo, per la scarsa avvedutezza dimostrata in tempi di pandemia globale.

“Nell’ultimo periodo vedo solo critiche. Molte di esse sono cattive. Come se ci fosse qualcosa in più oltre alla critica, come se ci fosse una caccia alle streghe. Sembra che sia necessario far cadere qualcuno, un nome famoso che risulti il colpevole di tutto quanto”, sostiene Djokovic (forse con una vena di complottismo) in un’intervista rilasciata a Voijin Velickovic per il ‘Zurnal‘. Il fenomeno di Belgrado è già di nuovo in campo per zittire gli haters come gli riesce meglio, a suon di dritti i rovesci. Djokovic ha infatti svolto il suo primo allenamento dopo il break dovuto all’auto-isolamento insieme al connazionale e amico Viktor Troicki al TC Novak di Belgrado.

La programmazione del campione balcanico sembra però ancora alquanto incerta. In particolare, sembra che Djokovic non abbia ancora deciso se volare negli Stati Uniti per gli US Open e i relativi tornei di preparazione o aspettare e ricominciare in maggiore sicurezza dalla terra rossa europea, con Madrid, Roma e il Roland Garros.

Non so ancora se giocherò lo US Open. Certamente non sarò a Washington, Cincinnati è in programma (chiaramente dipenderà dalla sua presenza a New York, ndr). La partecipazione al Roland Garros non è in discussione per adesso, e anche Madrid e Roma sono nella mia programmazione“.

Andando più nello specifico, Djokovic ha assicurato che si tratterebbe di una decisione del tutto individuale: “Appoggio il desiderio della USTA di organizzare tornei a Washington, Cincinnati e lo US Open perché è molto importante per la sopravvivenza di molti professionisti del tennis. Come ogni settore, abbiamo molte difficoltà economiche. Personalmente, non ho il tipo di pressione che hanno gli altri, parlo solo dal mio punto di vista, non posso farlo per conto degli altri perché capisco che la stragrande maggioranza di loro ha bisogno di giocare e fare soldi. Accolgo con favore lo sforzo e l’impegno in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, di organizzare tornei nonostante la grande crisi, la salute, l’economia, la sicurezza, ma tutto ha i suoi limiti“.

Se, come Nadal, dovesse rinunciare alla trasferta americana, lo US Open si disputerebbe senza nessuno dei cosiddetti big three. I tre dioscuri del tennis si priverebbero della possibilità di vincere uno Slam, ma al contempo il nuovo sistema di classifica consentirebbe loro di conservare i punti maturati nell’edizione 2019. “Non voglio commentare, penso che questa sia la soluzione più giusta per tutti” dice Nole sul nuovo regolamento deciso dall’ATP. “Qualcuno si sentirà sempre danneggiato ma noi, come ATP e Player Council, volevamo proteggere tutti i tennisti che non vogliono giocare. Ci sono tennisti che non vogliono andare negli Stati Uniti e non è giusto privarli dei punti dello scorso anno se non possono difenderli”.

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Nadal sarà a Madrid. Si va verso il forfait agli US Open

Rafa conferma la presenza al Masters 1000 di casa via Twitter, rispondendo all’organizzatore del torneo Feliciano Lopez. La rinuncia allo Slam americano sembra ormai scontata

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Rafa Nadal - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

La notizia era nell’aria. Ma ora è ufficiale. Rafa Nadal parteciperà al Mutua Madrid Open. A confermarlo è stato dapprima l’organizzatore del torneo e n.56 del ranking ATP, Feliciano Lopez, e poi lo stesso Nadal tramite Twitter. “Ci vediamo a settembre Feli! Sempre che nel frattempo vada tutto bene”, ha twittato il campione spagnolo, riferendosi naturalmente agli sviluppi della pandemia di Coronavirus. 

La notizia in sé non è sorprendente dato che il Masters 1000 di Madrid è il torneo più ricco e prestigioso tra quelli che si disputano in terra spagnola durante la stagione e che Nadal lo ha vinto per ben cinque volte in carriera. Quest’anno però la presenza del fenomeno di Manacor nella capitale implica la probabile rinuncia agli US Open, dove è campione in carica. Infatti, a causa del Covid-19, l’evento madrileno, programmato ad inizio maggio, è stato spostato a metà settembre, precisamente dal 12 al 20. Ovvero la settimana successiva rispetto allo Slam statunitense che dovrebbe concludersi con la finale maschile il 13. L’ipotesi che Rafa decida di andare a New York per poi fiondarsi a Madrid, passando da terra a cemento in poche ore sembra assai remota. A questo punto il 12 volte campione Slam potrebbe rinunciare in totoalla trasferta americana, ricominciando direttamente la stagione nella sua Spagna e sulla sua terra battuta. 

 

Piove dunque sul bagnato per gli organizzatori degli US Open. Dopo il forfait obbligato di Federer, a causa dell’infortunio al ginocchio, sembra che Flushing Meadows dovrà subire la rinuncia anche di Nadal. Inoltre, la partecipazione del n.1 al mondo Novak Djokovic non è da dare per certa al momento. Infine diversi giocatori europei, tra i quali anche il nostro Matteo Berrettini hanno espresso la loro preoccupazione riguardo al dover giocare negli Stati Uniti, dove i numeri dei contagi sono ancora molto preoccupanti. Insomma, i prossimi US Open saranno anche il primo Slam dopo lo stop. Ma rischiano di essere uno Slam a metà. 

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