Adelaide: Yastremska e Barty all'ultimo ballo

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Adelaide: Yastremska e Barty all’ultimo ballo

Alla numero uno servono due ore per superare in una volata infuocata Danielle Collins. L’ucraina ancora perfetta con Sabalenka. A Hobart finale tra Zhang e Rybakina

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Ashleigh Barty - Adelaide 2020 (via Twitter, @AdelaideTennis)

La prima finale dell’anno è costata una lotta tumultuosa ad Ash Barty, la regina in carica del tennis al femminile. Pagherà con una cambiale di fatica, forse, poiché domani l’attenderà nella sfida per il titolo Dayana Yastremska e perché il suo tour ucraino proseguirà da settimana prossima nello Slam di casa, con le pressioni derivate dalle contingenze che tutti possono immaginare: a Melbourne l’attende un esordio per nulla banale, per colpa di un sorteggio poco condiscendente che le ha imposto Lesia Tsurenko.

Il gancio al mento subito da Jennifer Brady a venti minuti da casa la scorsa settimana a Brisbane non sembrava rappresentare un buon viatico per approcciare il delicatissimo periodo, così è probabile che la battaglia odierna con Danielle Rose Collins, benché asprissima, possa regalarle il quid di fiducia necessario a migliorare l’umore di un inizio di stagione complicato. A San Pietroburgo di Florida non erano propensi a un patto di desistenza, tuttavia, e la strada per Barty verso la finale si è rivelata molto accidentata. Ritrovati i pesanti colpi da fondo che le garantirono la scorsa semifinale a Melbourne, Collins, nel frattempo scesa a frequentare ambienti ITF per ritrovare la strada smarrita dopo tale famoso exploit, ha approfittato dell’unico passaggio a vuoto patito dalla numero uno al servizio nel secondo game dell’incontro, puntellando la strada verso la conquista del set con molti vincenti scenografici.

Decisa a raggiungere la finalissima e aiutata nell’impresa da una rivale ora un po’ fallosa e per giunta infastidita da evidenti problemi alla schiena, Barty ha velocemente assorbito il secondo set e proseguito la marcia nel terzo fino al break del quattro a tre, volando sulle ali di una giornata notevolissima in battuta (alla fine gli ace saranno quattordici e i punti vinti con la prima in campo sfioreranno l’80%). A meno di un centimetro dal baratro, quando il chiassoso e parecchio coinvolto pubblico del Memorial Drive già preparava le celebrazioni, Danielle con le spalle al muro ha però ricominciato a martellare e Barty è arretrata in difesa, arrangiandosi peraltro maluccio in tale disposizione tattica.

Rientrata a pieno titolo nell’incontro sul quattro pari, Collins, infervoratasi, ha lasciato libero sfogo al proprio intimo essere, svestendo i panni istituzionali e urlando un paio di platealissimi c’mon per sottolineare i due punti consecutivi che le hanno regalato il sei a cinque, comunque non sufficienti a evitarle il tie break e l’antipatia feroce di un pubblico già schierato dalla parte opposta. Guerriera fino al midollo se ce n’è una, l’ex star dell’Università della Virginia ha rifiutato finché ha potuto la sconfitta, rimontando dal due a quattro e annullando il primo di due consecutivi match point con un gran vincente di rovescio. Il rovescio successivo, stavolta in rete, ha però spedito un’indispettita Barty in finale, dove affronterà una Yastremska parsa discretamente a suo agio nelle condizioni di gioco di Adelaide.

Dayana anche oggi non pareva disposta a stare in campo più del dovuto, e Sabalenka è stata la quarta vittima consecutiva dell’ucraina incapace di vincere un solo set. La collaborazione con Sascha Bajin sembra poter essere interessante alquanto: “Stavo bene anche a Brisbane, la settimana scorsa, ma ho perso subito – ha dichiarato la quasi non più teenager ucraina nell’intervista in campo -, e non so perché i vari pezzi del puzzle si siano messi insieme proprio qui ad Adelaide. Sento di giocare sempre meglio e di avere ancora un buon margine“. Aggiungiamo che Dayana oggi è stata in campo quarantacinque minuti in meno e riposato otto ore in più di Barty. Sarà una bella finale.

Risultati:

D. Yastremska b. [6] A. Sabalenka 6-4 7-6(4)
[1] A. Barty b. D.R. Collins 3-6 6-1 7-6(5)

A HOBART – L’ultimo atto in Tasmania sarà invece interpretato da Shuai Zhang ed Elena Rybakina. La top 40 cinese ha avuto pochi problemi nello sbarazzarsi di una comunque sempre più solida Kudermetova, che attendiamo a risultati di rilievo quando le superfici saranno più rapide, mentre continua la striscia positiva della ventenne moscovita, già finalista la settimana passata a Shenzhen. Pur meno brillante di allora, afflitta da qualche acciacco che l’ha più volte indotta a chiamare il trainer e costretta per la seconda volta consecutiva nel torneo all’arrivo in volata, Rybakina ha piazzato il colpo di reni utile a superare Heather Watson, chi si rivede. Per la russa fanno quattro finali negli ultimi sei mesi e lunedì prossimo il ranking, intorno alla ventisei WTA, sarà di nuovo il migliore della carriera. Neanche male.

Risultati:

[4] S. Zhang b. [5] V. Kudermetova 6-3 6-4
[3] E. Rybakina b. [Q] H. Watson 6-3 4-6 6-4

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Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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Halep regina degli Internazionali di Roma in mezz’ora: Pliskova si ritira

Simona vince Roma per la prima volta in carriera. Prima dispensa un bagel, poi Pliskova si ritira per un guaio alla coscia

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I mille spettatori finalmente autorizzati a mettere i piedi nel Centrale del Foro Italico francamente si sarebbero aspettati un premio migliore per la loro paziente attesa. La finale femminile degli Internazionali d’Italia 2020 verrà invece ricordata come la finale fantasma, quella che non c’è stata. Trentuno minuti, un seizero per Halep senza alcuna opposizione esterna, tre giochi nel secondo set e Karolina Pliskova è andata a picchiettare la propria racchetta su quella di Simona, ché la stretta di mano non è ancora consentita dalle norme anti-Covid.

Sembrava una fasciatura precauzionale o poco più, quella che stringeva la coscia sinistra dell’ex campionessa in carica, invece il guaio muscolare ha dapprima costretto Karolina sostanzialmente immobile, preda impotente di una Simona che ha presto sentito l’odore del sangue, poi l’ha eliminata dalla contesa. Parlare di un non match è un nonsense, occorrerebbe far parlare i numeri, che comunque non rendono completa l’dea della disfatta patita da Karolina nell’unico set completato, il primo: venti minuti di gioco, venticinque punti a nove, tre break inflitti da Halep a una Pliskova da zero vincenti e nove errori non forzati. Un massacro.

La vincitrice dell’edizione 2019 ha tentato un unico colpo di coda, nel secondo gioco del secondo set, quando ha approfittato di due doppi falli commessi dalla romena per recuperare il servizio perso nel game precedente. Ma è durata lo spazio di un respiro: subìto il quinto break dell’incontro per il due a uno Halep, Karolina ha deciso che non ne valeva la pena, abbreviando il percorso di Simona verso il suo primo titolo romano dopo le due finali perse nel 2017 e nel 2018 contro Elina Svitolina.

 
Karolina Pliskova e Simona Halep – Premiazione Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Un titolo meritato, condotto in sostanziale controllo nonostante qualche pasticcio di troppo nei primi due match contro Paolini e Yastremska, ma si sa che i grandi giocatori, nei grandi tornei, hanno bisogno di qualche giorno per annusare l’aria. Un percorso in cui la numero due WTA ha imposto la propria disumana legge in risposta: le rivali affrontate le hanno servito contro quarantasette volte, lei ha raccolto trenta break. Un dato discretamente sinistro, se consideriamo il punto di vista delle colleghe.

Per la tennista da Costanza è il ventiduesimo trionfo nel circuito maggiore, il nono sulla terra battuta. Halep, che aveva vinto a Dubai l’ultimo torneo pre-lockdown e a Praga il primo post, ha ottenuto a Roma il terzo titolo in fila e ora cavalca una striscia aperta di quattordici vittorie consecutive. Dati che fanno da colorata ciliegina sulla torta di una settimana molto convincente, nella città che sostanzialmente l’aveva fatta scoprire al mondo nel 2013, quando, da qualificata, si spinse addirittura in semifinale cedendo il passo solo a Serena Williams.

Difficile non attribuirle i famosi favori del pronostico in vista del Roland Garros prossimo venturo dove, tra le altre cose, avrà l’opportunità di superare Barty in classifica e guadagnarne la vetta. Come? Ha un solo risultato a disposizione: la vittoria finale.

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Internazionali di Roma: una Pliskova in gran forma si (ri)prende la finale

Partita di altissimo livello nel derby ceco tra Vondrousova e Pliskova, ma la forza della campionessa uscente è abbastanza per volare in finale

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Karolina Pliskova - Internazionali d'Italia 2020 (foto del torneo)

[2] Ka. Pliskova b. [12] M. Vondrousova 6-2 6-4

Il derby ceco per un posto in finale se lo aggiudica Karolina Pliskova, che supera l’ostacolo posto da Marketa Vondrousova dopo una partita in cui l’altissimo ritmo imposto dalla campionessa in carica ha avuto la meglio. Pliskova rafforza quindi il parziale dei testa a testa tra le due, con l’unico precedente dei quarti di Miami dello scorso anno, vinti dalla numero 4 del mondo.

Pliskova parte subito centrata e si crea l’opportunità di due palle break dopo un doppio fallo di Vondrousova, ma la numero 12 del tabellone è brava e fortunata ad annullarle con uno scambio infinito a rete ed un nastro che ricade miracolosamente in campo avversario. L’appuntamento al break è solamente rimandato. L’aggressività in risposta di Pliskova, finora in grande giornata con tutto il suo repertorio di colpi, le procura altre tre palle break e converte la seconda con uno splendido vincente di rovescio in risposta.

 

La reazione di Vondrousova arriva nel settimo game, dove trova un vincente di rovescio identico a quello che le era costato il break, ma non riesce a convertire la palla del controbreak che Pliskova chiude con uno smash facile. La campionessa uscente di Roma non molla la presa e si guadagna il primo set point con un passante di dritto. Spreca il primo tirando un rovescio a rete, ma Pliskova se ne procura altri due e si prende break e set con un dritto a rete dell’avversaria.

Ad inizio secondo set cala l’efficacia di Pliskova, che fino a quel momento aveva sbagliato pochissimo, e Vondrousova si conquista due palle break con una difesa strenua. Pliskova annulla la prima con un ace, ma due righe sul pallonetto che sorprende la ceca e sul vincente con cui Vondrousova trafigge Pliskova portano in vantaggio la numero 20 del mondo per la prima volta nel match. Non si perde d’animo Pliskova, che trova l’ennesima palla break nel game successivo ma la spreca malamente affondando un comodo smash a rete. La numero 2 del tabellone è brava a non farsi condizionare dall’errore e si riprende il break di svantaggio costringendo Vondrousova all’errore. Pliskova si rimette subito nei guai dando l’opportunità del secondo break consecutivo a Vondrousova, ma aiutata dal servizio annulla due palle break e si porta avanti nel set.

Karolina sembra essere risalita di livello e continua a mettere pressione all’avversaria, che deve concedere due palle break dopo uno smash messo a segno da Pliskova. Vondrousova li annulla entrambi con due contropiedi ma regala subito dopo il break all’avversaria con due errori non forzati a rete. La risposta della finalista del Roland Garros, come in tutto il secondo set, non si fa attendere. Trova subito il controbreak sfruttando il calo di tensione di Pliskova, trapassata da uno splendido passante di rovescio dell’avversaria e che poi consegna il servizio con una pessima palla corta.

La paura di Pliskova passa solamente nel decimo game. Dopo aver salvato l’ennesima palla break si conquista il primo match point con una serie di attacchi ben giocati, resterà l’unico. Sulla risposta aggressiva dell’avversaria il dritto di Vondrousova muore a rete, consegnando set e partita all’avversaria. Domani Karolina Pliskova sfiderà Simona Halep per il secondo titolo consecutivo al Foro Italico, che invece ancora manca alla tennista rumena. Halep è in vantaggio nei precedenti per 7-5, ma Pliskova ha vinto gli ultimi due incontri in assoluto e l’ultimo incontro sulla terra, i quarti di Madrid del 2018.

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