Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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WTA 125 Bol, trionfa Paolini: per lei titolo e best ranking

La 25enne toscana supera l’olandese Rus in finale e festeggia il suo primo titolo

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Jasmine Paolini - Roland Garros 2021 (ph. © Loïc Wacziak_FFT)

Il tennis femminile italiano torna ad esultare grazie a Jasmine Paolini: la 25enne toscana si laurea campionessa al WTA 125 di Bol (Croazia) dopo aver superato in finale Arantxa Rus con il risultato di 6-2, 7-6. Si tratta del primo titolo in questa categoria di tornei per la tennista italiana, che grazie a questo successo sale al best ranking di numero 87 del mondo.

Reduce dal secondo turno al Roland Garros dove era caduta per mano di Maria Sakkari, Paolini ha centrato una settimana da sogno infilando le vittorie contro Kuzmova, Havarcova, Kucova e Blinkova, prima della finale contro la tennista olandese, perdendo un solo set in cinque partite. Una dolce rivincita dopo che a inizio maggio Jasmine si era arrampicata fino alla finale di un altro WTA 125, a Saint-Malo, perdendo in quell’occasione dall’elvetica Viktorija Golubic.

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Roland Garros, Tsitsipas e le lacrime parigine: “Un sogno, ma non ho concluso ancora nulla”

Il 22enne greco racconta i momenti successivi dopo la vittoria contro Zverev in semifinale: “Ero esausto quanto orgoglioso”

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Le lacrime sul campo Philippe Chatrier dopo la vittoria in semifinale contro Alexander Zverev sono quelle di un ragazzo che ha già realizzato un sogno, a prescindere da come andrà la finale. Ma Stefanos Tsitsipas non ha intenzione di accontentarsi e contro Novak Djokovic punterà ad alzare il suo primo trofeo dello Slam. “In campo darò tutto me stesso – ha promesso il 22enne greco in conferenza stampa dopo il suo successo in semifinale -. Sono molto felice di me stesso per la crescita continua che ho avuto. Il Roland Garros è un torneo che ho sempre guardato sin da quando ero bambino insieme al coach con cui sono cresciuto. Per questo ero così emozionato dopo la vittoria. Ero contento anche per lui, che mi avrà guardato con orgoglio da Atene. Ma non ho concluso ancora nulla…”.

L’Apollo del tennis commenta così il processo mentale che lo ha portato a reagire dopo che Zverev aveva vinto il terzo e il quarto set, rimontando i due parziali di svantaggio: “Quando ho perso il quarto set ho cercato di mantenere una buona relazione con me stesso, incoraggiandomi e pensando al punto successivo per far sì che accadesse qualcosa di bello. Anche in quel momento sapevo che non ero ‘cotto’, ma che avevo ancora molto da dare. Io sono uno che lotta e dopo il primo game del quinto set, in cui ho salvato tre palle break, ero come rivitalizzato. Da lì ho capito che le cose avrebbero potuto girare a mio favore”.

 

L’ostacolo in finale sarà il più duro, Novak Djokovic: contro il serbo, Tsitsipas ha perso cinque volte su sette, l’ultima delle quali poche settimane fa nei quarti di finale a Roma. “È il momento di dimostrare che posso vincere sia contro Nadal che contro Djokovic”, ha detto Stefanos, che ovviamente ha parlato in conferenza prima di sapere chi sarebbe stato il suo avversario. E allora le domande dei cronisti si sono focalizzate sui momenti immediatamente successivi al match point conclusivo: “Ero esausto, perché è stato un match lungo che ha vissuto di fasi differenti in cui c’erano diversi fattori da gestire. Ma allo stesso tempo ero orgoglioso per quanto fatto. Ho sempre sognato di poter giocare partite del genere potendomi confrontare coi migliori del mondo. Semplicemente, amo quello che sto facendo”.

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