Classifica ATP: Djokovic si riprende lo scettro. Thiem a un passo da Federer

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Classifica ATP: Djokovic si riprende lo scettro. Thiem a un passo da Federer

Il campione dell’Australian Open inizia la settimana numero 276 da numero 1 del mondo. Nel mirino il record di Federer (310). Fognini guadagna una posizione e sale al numero 11. Kyrgios torna in top 20, Goffin nei primi 10

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Novak Djokovic e Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Crediamo (e speriamo) di non offendere nessuno se affermiamo che la nuova classifica ATP con Djokovic al comando rispecchi più fedelmente gli attuali valori del tennis maschile rispetto a quella immediatamente antecedente l’inizio degli Australian Open. Con la conferma in Australia del titolo conquistato nel 2019, Novak Djokovic questo lunedì comincia la 276esima settimana in vetta al ranking e con essa la caccia al secondo posto di Pete Sampras (286) e, soprattutto, al record di Roger Federer fermo a 310 settimane. Un record che, in assenza di ricambio al vertice, cadrà il prossimo 5 ottobre.

Nel tennis come nella vita tutto può capitare. Ma con Nadal che ogni anno accorcia di una spanna la profondità del diritto, Roger Federer sempre più simile al personaggio zen interpretato da David Carradine in “Kung Fu” che non a un tennista in carne e ossa, e Thiem a 2700 punti di distanza, ci è difficile immaginare che qualcuno possa impedire al giocatore serbo di infrangere il primato già nel 2020. A tale proposito qualche indicazione in più l’avremo al termine della stagione sulla terra rossa dove l’ispanico proverà a ripetere l’equivalente tennistico del miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro: trionfo al Roland Garros preceduto dalla vittoria in due o tre Masters 1000 oltre – ca va sans dire – a Barcellona.

In tempi molto brevi Federer/Karradine rischia invece di vedersi superare da Thiem sul gradino più basso del podio; la riconquista del 500 di Dubai potrebbe infatti non essere sufficiente a salvare il suo attuale terzo posto. Di seguito la top 20.

Posizione Giocatore Nazione Punti ATP Delta
1 Djokovic Serbia 9720 1
2 Nadal Spagna 9395 -1
3 Federer Svizzera 7130  
4 Thiem Austria 7045 1
5 Medvedev Russia 5960 -1
6 Tsitsipas Grecia 4745  
7 Zverev Germania 3885  
8 Berrettini Italia 2905  
9 Monfils Francia 2700 1
10 Goffin Belgio 2555 1
11 Fognini Italia 2400 1
12 Bautista Agut Spagna 2360 -3
13 Wawrinka Svizzera 2360 2
14 Schwartzman Argentina 2220  
15 Rublev Russia 2174 1
16 Shapovalov Canada 2120 -3
17 Khachanov Russia 1995  
18 Isner Usa 1940 1
19 Paire Francia 1738 2
20 Kyrgios Australia 1690 6


Oltre a quanto già evidenziato notiamo che:

  • Goffin è rientrato in top 10 mentre Bautista Agut ne è uscito
  • Fognini ha guadagnato una posizione e solo la sconfitta contro Sandgren gli ha impedito di tornare tra i migliori 10 tennisti del mondo
  • Rublev ha raggiunto il proprio best ranking e Kyrgios è di nuovo tra i primi 20
  • Kei Nishikori è sceso al 28esimo posto

TUTTE LE VOLTE DI NOLE – Djokovic è salito per la prima volta al numero 1 del ranking ATP il 4 luglio del 2011, restandoci fino all’otto luglio 2012, per un totale di 53 settimane. È poi tornato in vetta alla classifica altre tre volte: dal 5 novembre 2012 al 6 ottobre 2013 (48 settimane), dal 7 luglio 2014 al 6 novembre 2016 (122 settimane) e dal 5 novembre 2018 al 3 novembre 2019 (52 settimane).

SETTIMANE AL NUMERO 1 DEL RANKING DAL 1973 (fonte ATP)

 
GiocatoreSettimane al numero 1
Roger Federer (SUI)310
Pete Sampras (USA)286
Novak Djokovic (SRB)276 (al 3 febbraio 2020)
Ivan Lendl (CZE/USA)270
Jimmy Connors (USA)268
Rafael Nadal (ESP)209
John McEnroe (USA)170
Bjorn Borg (SWE)109
Andre Agassi (USA)101
Lleyton Hewitt (AUS)80
Stefan Edberg (SWE)72
Jim Courier (USA)58
Gustavo Kuerten (BRA)43
Andy Murray (GBR)41
Ilie Nastase (ROU)40
Mats Wilander (SWE)20
Andy Roddick (USA)13
Boris Becker (GER)12
Marat Safin (RUS)9
Juan Carlos Ferrero (ESP)8
John Newcombe (AUS)8
Yevgeny Kafelnikov (RUS)6
Thomas Muster (AUT)6
Marcelo Rios (CHI)6
Carlos Moya (ESP)2
Patrick Rafter (AUS)1


CASA ITALIA – Più ombre che luci a Melbourne per i nostri rappresentanti di vertice che, per l’ennesima volta, hanno trovato in Fabio Fognini il loro leader sotto il profilo del risultato. Tuttavia, alla luce della semifinale conquistata da Zverev e della quasi-semifinale conquistata da Sandgren, vanno considerate con più indulgenza le sconfitte subite da Marco Cecchinato e Matteo Berrettini contro questi due giocatori.

Più soddisfazioni ci sono giunte dal circuito Challenger: a inizio stagione Federico Gaio ha infatti vinto il Challenger di Bangkok e migliorato così di 20 posizioni il suo precedente best ranking, mentre la scorsa settimana Marco Cecchinato a Punta del Este si è arreso solo in finale a Thiago Monteiro al termine di tre set molto combattuti ed ha conquistato cinque posizioni in classifica. Questa settimana nel circuito maggiore vedremo impegnati a Cordoba Cecchinato, Mager e Sonego; a Montpellier Sinner; a Pune Lorenzi, Caruso, Fabbiano e Travaglia. Attualmente nella top 200 sono presenti 15 italiani:

Classifica Giocatore Punti
8 Berrettini 2870
11 Fognini 2310
52 Sonego 990
72 Cecchinato 730
78 Sinner 710
82 Travaglia 671
95 Seppi 646
98 Caruso 586
115 Lorenzi 484
124 Gaio 480
117 Mager 473
147 Fabbiano 361
150 Giannessi 347
151 Giustino 347
172 Marcora 294


RACE TO… – A beneficio dei cultori delle statistiche pubblichiamo di seguito le classifiche relative alle Finals (che quest’anno si disputeranno per l’ultima volta a Londra) e alla Next Generation, il cui valore è però ancora puramente indicativo.

FINALS LONDRA
Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Djokovic Serbia 2665
2 Thiem Austria 1265
3 Zverev Germania 720
4 Federer Svizzera 720
5 Rublev Russia 680
6 Nadal Spagna 610
7 Wawrinka Svizzera 450
8 Medvedev Russia 435
NEXTGEN
Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Shapovalov Canada 205
2 Moutet Francia 172
3 de Minaur Australia 140
4 Auger-Aliassime Canada 120
5 Kecmanovic Serbia 110
6 Popyrin Australia 96
7 Ruusuvuori Finlandia 83
8 Davidovich Fokina Spagna 51


Tra i migliori otto under 21 segnaliamo al settimo posto il vincitore dell’Australian Open jr Harold Mayot, classe 2002.

BEST RANKING – Prima di congedarci ci complimentiamo con i top 100 che questa settimana hanno raggiunto la miglior posizione in carriera.

Classifica Giocatore Nazione
15 Rublev Russia
28 Hurkacz Polonia
31 Garin Cile
70 Paul USA
89 Gerasimov Bielorussia
92 Novak Austria

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ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding. Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

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Djokovic non lascia scampo a Schwartzman: vince gli Internazionali di Roma per la quinta volta

Il numero uno del mondo incamera il quinto successo qui a Roma, 36° Masters 1000 della carriera: superato Nadal fermo a quota 35. Schwartzman si batte con onore, ma non basta

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Novak Djokovic, con il trofeo - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Novak Djokovic conferma il suo ruolo di favorito superando in due set Diego Schwartzman in una finale lottata al meglio delle sue possibilità dal piccolo argentino, necessariamente meno esplosivo rispetto ai faticosi giorni precedenti ma estremamente solido nel palleggio, soprattutto di rovescio, colpo che il fenomeno di Belgrado è andato particolarmente a stuzzicare. Tante e dagli esiti contrastanti le smorzate di Djokovic, sia per le condizioni del campo appesantito da una leggera pioggia nei primi minuti, sia per verificare il lavoro del fisioterapista di Schwartzman dopo le oltre tre ore in campo la sera precedente.

Nole non si è quindi lasciato sfuggire la possibilità di rifarsi dopo la delusione newyorchese con la prima sconfitta della stagione e ha agguantato il Masters 1000 numero 36, passando così in vantaggio solitario dopo aver condiviso il primato con Rafa Nadal per le tre settimane successive al trofeo di “Cincinnati”; curiosamente, entrambi vantano 115 partecipazioni ai tornei di categoria. Allo stesso modo, sfuma per il momento l’obiettivo di Diego di entrare nell’élite del tennis: da martedì, la top 10 accoglierà invece Denis Shapovalov.

 

L’INIZIO CHE NON TI ASPETTI – Djokovic si presenta alla finale con quello quello che ci si attendeva da lui: ha vinto senza strafare lasciando anche un set al tedesco Koepfer (il laureato in Finanza che, contando questa stagione e la precedente, ha imboccato la strada di un buon risultato all’anno nel Tour), si è infuriato, ha preso un paio di warning, si è infischiato dell’arbitro Forcadell che gli ricordava di indossare la mascherina quando si è allontanato dal campo; lo stesso arbitro che poi lo ha chiamato “Federer” assegnandogli il game.

Sceglie di cominciare con la battuta, che in semifinale l’ha comodamente tolto d’impaccio nelle fasi decisive del primo set contro Ruud, ma la cede nonostante un buon inizio grazie a due scambi divertenti vinti da Schwartzman. Per quanto riguarda l’ultimo ostacolo sulla corsa serba al trofeo, Schwartzman è riuscito nell’impresa di battere Rafa senza perdere set (dal primo Roland Garros conquistato dallo spagnolo nel 2005, è appena il nono tennista a riuscirci) e in quella non certo inferiore di confermarsi al turno successivo nel match più godibile dell’evento romano. Ingolosito dal risultato della prima smorzata sulla quale el Peque non è neanche partito, Nole ci riprova anche perché nello scambio neutro la palla gli ritorna sempre indietro, ma senza fortuna. Infastidito apparentemente da qualsiasi cosa, Djokovic colpisce in modo volontariamente scomposto il rovescio che dà a Schwartzman il 3-0 pesante. Forse dispiaciuto, forse distratto, Diego gli rende la cortesia al gioco successivo facendolo entrare in partita.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

ARRIVA ANCHE NOVAK – Nonostante il 4-0 dei precedenti, le due vittorie sofferte su terra promettevano a favore di una finale, se non incerta quanto a esito, almeno combattuta e, per adesso, le attese non sono deluse. Il n. 1 del mondo lascia per strada qualche punto non da lui, ma il tennista che si trova davanti una rete da pallavolo, almeno secondo un illustre connazionale, perde colpevolmente scambi “quasi vinti” e il sorpasso arriva inesorabile. Quasi sul punto di sparire dal campo, Dieguito torna a tenere la battuta riprendendosi dal parziale negativo e, in risposta, ha l’occasione per tornare avanti; con lo scambio che si allunga pericolosamente oltre i dieci colpi – situazione che avvantaggia l’argentino – Nole ne esce bene con un drop shot. Altrettanto bene fa pochi minuti dopo il ventottenne di Buenos Aires che annulla un set point con il vincente di dritto. Molto male invece quando serve per andare al tie-break: il terzo doppio fallo e due errori non forzati di rovescio (ne aveva sbagliato uno solo fino a quel momento) gli costano il 5-7 dopo un’ora e dieci minuti di fatica durante i quali ha opposto grande solidità commettendo appena 10 gratuiti. Tre dei quali, appunto, nel dodicesimo gioco.

L’EQUILIBRIO È ROTTO – Persa la prima partita estremamente lottata, con un insperato vantaggio in partenza e altre occasioni mancate, lo sfavorito tende a scendere di livello lasciando via libera all’avversario; se, poi, l’avversario in questione non ha mai perso una finale di un Masters 1000 dopo aver incamerato il primo set su 28 volte, la storia sembra già scritta. Diego, però, fattosi fasciare le dita dal fisioterapista, non ha alcuna intenzione di rispettare certi cliché e resta attaccato al match, mentre Novak continua a seminare smorzate dal lato sinistro, alcune vincenti, altre inguardabili da cui sono discesi diversi dei 15 unforced di rovescio del primo parziale.

Con il dritto che fa male (18 vincenti e 7 errori, alla fine), procede un po’ a corrente alternata, Nole, magari va sotto nel punteggio ma rientra senza patemi, quasi per dimostrare all’altro di avere ancora parecchio margine e di poter mettere a segno lo strappo decisivo a proprio piacimento. L’allungo senza possibilità di opposizione arriva sul 4-3, con due errori di Schwartzman e altrettanti vincenti spettacolari di Djokovic che chiude con il servizio al terzo match point, ovviamente con una smorzata dopo un lungo scambio sulla quale Diego arriva bene ma senza la lucidità per tenerla in campo.

È il quinto successo a Roma su dieci finali per Djokovic che, davanti al microfono, chiude la manifestazione in ottimo italiano con i ringraziamenti di rito, mentre la pioggia suggerisce di affrettarsi.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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