Fognini: "Per me nel 2020 non si gioca più. Perderò soldi? Pazienza. Nel calcio sono matti!"

Interviste

Fognini: “Per me nel 2020 non si gioca più. Perderò soldi? Pazienza. Nel calcio sono matti!”

Il Corriera della Sera intervista il giocatore ligure, che insiste: “Sto cercando di convincere Flavia a tornare. Sinner? Ha vinto tre partite in croce: sarà top 10, ma lasciatelo giocare”

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Fabio Fognini - Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Trecentosessantacinque giorni fa era impegnato a rimontare Borna Coric sul centrale del Country Club, lo stesso campo sul quale avrebbe battuto Nadal il giorno successivo e Lajovic due giorni dopo, per sollevare il trofeo più importante della sua carriera. “Imbattuto a Montecarlo per due anni! Potevo riuscirci solo io“, dice Fabio Fognini in chiusura dell’intervista rilasciata a Gaia Piccardi per il Corriere della Sera.

Un’intervista nella quale il 33enne ligure si dimostra parecchio scettico sulle possibilità di rientrare in campo quest’anno. “In questo momento faccio fatica a immaginare la ripresa. Non so se in Asia tornerò più, non sarei andato neanche a Tokyo quest’anno. La mia paura più grande non è prendere il virus, ma trasmetterlo. Non sono più solo, sono papà e marito“. Fabio racconta di aver parlato con diversi giocatori, tra cui Dimitrov, Lopez, Djokovic e Federer (‘è in Svizzera bello tranquillo!‘) e prospetta uno scenario piuttosto pessimistico. “Ho una mia idea, per me nel 2020 non si gioca più. Come fa il direttore di un torneo a prendersi la responsabilità della salute di giocatori, staff, media, spettatori? Finché non sono sicuro al 110%, io non mi muovo. Perderò punti e soldi? Pazienza“.

Fognini non è dello stesso avviso di Nadal, che ha fatto capire di gradire anche la ripresa a porte chiuse – purché si riprenda, quando sarà possibile. “Che senso ha riaprire senza spettatori?” dice riferendosi al mondo del calcio, ma lasciando chiaramente intendere che sul tennis la sua opinione è la stessa. “Per me sono matti, sono morte migliaia di persone e pensano al pallone… scherzano con la salute delle persone e inseguono solo il business. Che senso ha San Siro vuoto? Non esiste, dai“.

 

Questa fermezza sull’argomento della ripresa agonistica sembra diretta espansione della serenità generata dall’ambiente familiare. Fabio è ad Arma di Taggia con Flavia e i due figli, dove ha deciso di tornare subito dopo il rientro dalla trasferta di Davis a Cagliari: era a Barcellona, quando la situazione era ancora relativamente tranquilla in Spagna e Italia, e ha scelto di non andare a Indian Wells (prima che il torneo fosse cancellato) per volare in Liguria, dove la famiglia Fognini ha una casa con giardino (e stendino!). “Non avevo mai trascorso così tanto tempo in famiglia. I primi giorni io e Flavia eravamo preoccupati, poi sono entrato nel meccanismo: lei allatta la bimba, io gioco con Federico e ogni tanto passo l’aspirapolvere“.

Fabio non mente sull’aiuto nelle faccende di casa. Lo ha confermato la stessa Flavia durante la seconda puntata di ‘Tennis United‘, il social-show condotto da Mattek-Sands e Pospisil che due giorni fa ha ospitato la coppia d’oro del tennis italiano: potete ascoltare l’intervento di Fabio e Flavia a partire dal minuto 4:09.

Tennis United Episode 2

Tennis United is back! Our new weekly tennis show with the WTA. Special guests include Fabio Fognini & Flavia Pennetta as we bring the tennis world together, with a few laughs along the way.

Pubblicato da ATP Tour su Venerdì 17 aprile 2020

All’inizio ero un po’ shockata, ho pensato: devo stare con lui un mese intero… come sarà?” scherza Flavia, che poi ammette di aver cambiato idea – ‘adesso è perfetto, mi aiuto molto anche a pulire la casa‘ – esponendo suo marito ai complimenti di Vasek e Bethanie. Sia Fabio che Flavia ammettono di aver rubacchiato qualcosa dai tornei, e tra i due il solo Fabio di aver saltato più di qualche warm-up pre-partita. Non era impossibile da immaginare.

Ma sull’asse marito-moglie scorre qualche vibe ancora più interessante. Se da un lato Fabio dice di volere un terzo figlio, dall’altro è sempre più convinto di voler convincere Flavia a tornare in campo. “Nel 2021, come Kim Clijsters. Ho parlato con Schiavone e Barazzutti, loro la allenano e io le faccio da manager: ho già pronto il programma dei tornei“. Ci riuscirà? Flavia sembra lasciare qualche piccolo spiraglio.

Ad ogni modo, prima o poi si tornerà in campo. E Fognini qualche obiettivo ce l’ha ancora. “Smetterò di giocare alle mie condizioni, quando sarò ancora competitivo. Non mi vedo da numero 90 del mondo a remare nei challenger. Vorrei togliermi qualche altro sfizio: un altro Masters 1000, magari Roma (gli Internazionali sono solo al Foro Italico, se si fanno altrove gli devi cambiare nome, aggiunge). Se poi è uno Slam meglio“. E nel futuro? “Ad allenare non ci penso proprio. Mi vedo più titolare di una società di scouting, come Totti nel calcio. L’occhio per il talento ce l’ho“. Come quello di Sinner? Non gli tiro frecciatine, dico quello che penso: se ne parla tanto ma ha vinto tre partite in croce. Tipico dell’Italia. Sarà top 10 ma lasciatelo giocare, poi ne parlerete“.

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Australian Open

[ESCLUSIVA] Santopadre: “Berrettini, una grande gestione del match. Ora tutti hanno capito quanto è forte” [AUDIO]

Il coach dell’azzurro al telefono con Ubaldo Scanagatta: “Verso la sfida contro Nadal con fiducia: se ha una chance di vincere, Matteo in genere vince”

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Berrettini Day 7 AO 2022

Dopo la grande vittoria di Matteo Berrettini contro Gael Monfils all’Australian Open, il coach del giocatore italiano, Vincenzo Santopadre, è stato raggiunto telefonicamente dal direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal tecnico, che ha analizzato il successo nei quarti di finale ma anche le prospettive di Berrettini verso la semifinale contro Nadal.

Scanagatta: Matteo aveva perso il quarto set, si lamentava delle gambe che non funzionavano più. Cosa pensavi in quel momento?

Santopadre: “Ormai lo conosco da qualche tempo, sapevo che avrebbe comunque tirato fuori l’orgoglio e tutte quelle qualità di lottatore che lo aiutano a superarsi anche quando la strada sembra in salita. Anche stavolta lo ha fatto. Poi sappiamo bene che il risultato non potrà essere sempre positivo ma Matteo è questo. In campo butta il cuore oltre l’ostacolo e sa vivere i momenti. Oggi ha fatto qualcosa di cui può andare fiero”.

 

Scanagatta: Se tu ci credevi, però dalla tv sembrava che Monfils tirasse tutto a braccio libero e gli entrasse tutto, alla fine del quarto set. Come è cambiata la situazione anche per lui?

Santopadre: “Monfils se l’era vista brutta perché Matteo ha avuto palle break all’inizio del terzo set. Poi Gael è salito, ha giocato più libero mentalmente, mentre Matteo ha avuto un lievissimo calo secondo me dettato dalla bravura di Monfils. Quando però bisognava restare sul pezzo, Matteo lo ha fatto. In certi momenti del quarto set ha cercato di gestire le energie da grande giocatore, sapendo che si poteva andare al quinto. Il grande giocatore è quello che sa gestire la partita nella sua interezza. Matteo è rimasto lucido”.

Scanagatta: Anche nelle altre partite c’è stata sofferenza, ad esempio contro Alcaraz. Tra quella sfida e quella di oggi, secondo te, in quale delle due si è visto il miglior Matteo?

Santopadre: “Se guardiamo all’intensità del match e dell’equilibrio sempre molto sottile, la sfida contro Alcaraz è stata palpitante e sembrava che ogni momento fosse buono per l’allungo sia per l’uno che per l’altro. E’ stato bravo Matteo a mettere tutto quello che aveva in campo nel tie-break finale, andandosi a prendere la vittoria. Questa è stata una partita diversa, bellissima anche questa, perché quando vinci al quinto immagino (e posso solo immaginarlo, perché io di partite al quinto set negli Slam non ne ho mai vinte) sia un’emozione bellissima soprattutto dopo che hai vissuto difficoltà grandi anche se diverse. Forse la vittoria contro Alcaraz è stata per alcuni inaspettata, ma adesso in tanti si saranno resi conto che Matteo può battere chiunque in tutti i tornei”.

Scanagatta: Può battere quindi anche Nadal, contro cui allo US Open due anni e mezzo fa ebbe set point nel primo set? Questo arco di tempo dovrebbe giovare a Matteo, sia perché la sua fiducia è aumentata sia perché Nadal è invecchiato…

Santopadre: “Ma Nadal è un grandissimo lottatore. Ha una capacità di gestire il match fuori dal comune. Credo però che Matteo da quel confronto sia cresciuto sotto tutti i punti di vista, abbia acquisito consapevolezza della sua forza, sia migliorato nella tecnica, nella tattica, nella testa. E’ un giocatore molto più forte del Matteo del 2019. Questo non vuol dire che venerdì vincerà sicuramente, ma che potrà dare più filo da torcere rispetto ad allora, ben sapendo che ogni match è un match a sé. Io sono fiducioso come sempre, perché penso che Matteo, quando ha una chance di vincere, vince”.

Scanagatta: Hai parlato di tattica. Quella di oggi era approfittare del fatto che Monfils rispondeva da molto dietro e dunque a volte si poteva andare a rete? Matteo lo farà anche con Nadal, anche se è mancino e dunque attaccarlo battendo esterno da sinistra è più dura?

Santopadre: “Sì, però può farlo da destra (ridendo). Scherzi a parte, è uno spunto importante. A prescindere da oggi, stiamo lavorando per imparare a fare queste variazioni che possono essere importanti per mettere pressione all’avversario, per non farlo rispondere tranquillo. Tra l’altro Matteo al volo sa giocare, ha sensibilità. Credo che nei prossimi anni questa giocata la vedremo sempre più spesso”.

Scanagatta: La vittoria di oggi è una vittoria di tutta l’equipe?

Santopadre: “Ne approfitto per nominare tutti, dal mental coach Massari al preparatore fisico Roberto Squadrone e al fisioterapista Ramon Punzano, uno dei due che lavorano con Matteo. Quella di oggi è una vittoria che premia tante aree di lavoro. Mi fa piacere mettere l’accento sulla tenacia di Matteo ma anche sul fatto che nelle partite lunghe il suo record è assolutamente positivo. Poi magari da venerdì sarò smentito, però ad oggi le performances nei match al meglio dei cinque set hanno numeri fantastici”.

Scanagatta: Ubitennis negli anni ha sempre sostenuto che Berrettini potesse arrivare nei primi dieci del mondo, fin da tempi non sospetti: questi risultati ci fanno particolarmente piacere. L’ultima domanda. Per Sinner si parla di un innesto nel team. A te e a Matteo è mai venuto in mente di cercare qualcun altro?

Santopadre: “Siamo sempre stati aperti a valutare se aggiungere qualcosa o meno e continuiamo ad esserlo. Potrebbe essere una mossa azzeccata, ma al momento non crediamo sia necessario. In futuro tuttavia crediamo potrebbe essere utile una new entry, quindi è un’opzione che non scartiamo a priori, magari ne riparleremo tra sei mesi o tra un anno”.

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Australian Open

Australian Open, Shapovalov polemizza: “È come se ci fossero delle regole diverse per Nadal” [VIDEO]

Frustrazione del canadese per le perdite di tempo a suo dire consentite al maiorchino: “Ti senti come se non stessi più affrontando solo l’avversario”

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Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Amarezza, frustrazione, delusione per una sconfitta maturata in maniera quasi inaspettata (visto l’andamento del match) per Denis Shapovalov contro Rafa Nadal, nonostante lo sforzo fisico ed emotivo messo in campo.

Queste sono le emozioni emerse nella conferenza stampa del canadese dopo le quattro ore di battaglia: “Voglio dire, è una sconfitta dura. Fisicamente mi sento bene. Emotivamente meno, fa schifo perdere così. Sicuramente mi è sembrato di averlo mostrato sulla mia racchetta. Voglio dire, sia nel terzo ma anche nel quarto e quinto set sentivo di essere il giocatore migliore, sentivo di avere più possibilità. Solo un game giocato male da parte mia. Comunque un buon torneo da parte mia nel complesso”.

L’attenzione si è poi spostata su uno dei momenti più concitati del match, la discussione con Bernardes sullo shot clock: “Credo di aver sbagliato quando ho detto che è corrotto o qualunque cosa io abbia detto. È stato decisamente una reazione emotiva. Penso che sia ingiusto che Rafa abbia così tante concessioni”. Qui l’episodio incriminato:

 

Reazione eccessiva nelle parole ma non nei contenuti come ribadisce il canadese: “Voglio dire, sono completamente pronto per giocare e l’orologio segna 3, 2, 1, scatta verso lo zero, e sto guardando il chair umpire, ed è ovvio che dovrò dire qualcosa. Sono pronto per giocare da un minuto e mezzo e lui mi dice che non gli darà un time violation perché non sono pronto per giocare”.


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Di poco gradimento anche la disparità di trattamento tra Nadal e gli altri: “Dopo il quarto set, lui se ne va, nella stessa situazione l’anno scorso non mi è stato permesso di usufruire del toilet break quando ho chiesto un medico. Aveva già usufruito di due medical time out. Era in corso la medical evaluation, questo è quello che ha riferito l’umpire dopo il quarto set, ma dopo essere stato valutato dal medico e lui è andato in bagno. Dove è il limite? Fino a che punto vuoi calpestare gli altri. Rispetto tutto quello che ha fatto Rafa e penso che sia un giocatore incredibile. Ma, sai, ci devono essere dei limiti, delle regole stabilite. È così frustrante. Ti senti come se non stessi solo giocando contro il tuo avversario; stai giocando contro gli arbitri, stai giocando contro molto di più”.

Disparità rimarcata anche paragonandola alle altre sfide giocate in Australia: “In ogni altra partita che ho giocato, il ritmo è stato così veloce perché gli arbitri hanno segnato il tempo dopo ogni singolo punto. In questa sfida i primi due sono durati circa un’ora e mezza solo perché si è trascinato così tanto dopo ogni singolo punto“.

Denis ammette anche i suoi errori derivanti dalla tensione di inizio match: “Non mi sentivo a mio agio. Era la mia prima partita da un po’ di tempo sulla Rod Laver Arena, quindi era lui quello maggiormente a suo agio. Non stavo servendo alla grande, stavo soffrendo anche in risposta. Non avevo un buon ritmo. Sono felice del modo in cui sono stato in grado di combattere e rientrare in partita. Ho sicuramente trovato il mio gioco alla fine del terzo e nel quarto set. A volte è bello avere più tempo per avere l’opportunità di provare a trovare il tuo gioco”.

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Australian Open

Australian Open, l’entusiasmo di Kanepi: “Negli Slam mi trasformo, ecco perchè”

L’estone (N.115 Wta) dopo il colpaccio contro Sabalenka: “Sono riuscita a vincere nonostante la tensione”. Delusione per la numero due del mondo: “Non ho gestito le emozioni”

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Kaia Kanepi - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Aryna Sabalenka, dopo due semifinali consecutive a livello Slam (Wimbledon e Us Open 2021), si arrende al quarto turno dell’Australian Open dinanzi a Kaia Kanepi con il punteggio di 5-7 6-2 7-6 (7) in due ore e 19 minuti di partita. La bielorussa si ferma al long tie-break chiudendo un pessimo torneo, costellato da una quantità industriale di doppi falli. Per un posto in semifinale la 36enne Kanepi affronterà Iga Swiatek (N.9 Wta), al loro primo confronto. Ecco i passaggi salienti delle conferenze stampa delle due protagoniste, partendo dalle dichiarazioni della vincitrice, Kaia Kanepi.

D: Cosa è successo su quei primi match point? Ti sei irrigidita?

Kanepi: “Si, mi ero irrigidita. La mano tremava quando ho iniziato a servire. Non ho messo in campo neanche una prima di servizio, e questo ha aumentato la pressione”.

 

D: Cosa significa per te questo quarto di finale agli Australian Open? Stavi dicendo in campo che pensavi che non avresti mai completato il raggiungimento dei quattro quarti di finale dei 4 tornei del Grande Slam, e ora l’hai fatto. Che cosa significa questo per te, questo risultato?

Kanepi: “Non lo so. È fantastico (sorridendo) aver raggiunto anche i quarti di finale degli Australian Open. Inoltre non pensavo che avrei giocato bene in Australia, perché durante la mia carriera ho sempre sentito dire che l’Australia non fosse adatta a tutti, e ho pensato che io fossi tra quelle a cui non piace molto giocare qui. Ma negli ultimi due anni ho giocato davvero bene”.

D: Cosa c’è nei tornei del Grandi Slam, in generale, che ti fa giocare così bene? Hai avuto molti percorsi positivi negli Slam, in tornei nei quali non eri tra le teste di serie e nonostante ciò, sei stata in grado di arrivare in fondo.

Kanepi: “Forse sono più concentrata nei tornei del Grande Slam perché mi piacciono i grandi tornei, e gli Slam sono i tornei più importanti. Inoltre, mi piace che abbiamo dei giorni liberi dopo le partite. Gli Slam si disputano nelle grandi città e c’è una bella atmosfera. Penso che sia dovuto a questo”.

La numero 2 Wta, Sabalenka, si è così espressa, invece, in merito al proseguo della stagione.

D: Cosa pensi del match e di come hai giocato?

Sabalenka: “Ovviamente sono molto delusa dalla mia prestazione. Ho avuto diverse opportunità e non le ho sfruttate. Direi che ho iniziato bene, ma poi ho perso concentrazione, mi sono fatta prendere dalle emozioni e non sono più riuscita ad aggiustare le cose”.

 D: So che non ci stai pensando adesso, dopo la sconfitta e l’uscita di scena dal torneo, ma quali sono i tuoi piani per il futuro? Qual è il tuo prossimo torneo all’orizzonte?

R: “Non lo so. Parlerò con il mio Team, ma penso Dubai e Doha”.

Cipriano Colonna

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