Roland Garros ritardato di un'altra settimana?

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Roland Garros ritardato di un’altra settimana?

Indiscrezioni sulla stampa francese sembrano ipotizzare un nuovo spostamento per lo Slam parigino

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Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Mentre continua l’incertezza dettata dall’epidemia di COVID-19 che ha portato alla cancellazione di quasi metà stagione tennistica in questo 2020, continuano gli sforzi per trovare la quadratura del cerchio per gli eventi dell’ultima parte dell’anno.

La decisione unilaterale del Roland Garros di spostare la propria data dalla primavera all’autunno ha causato parecchie polemiche, ma ha avuto il pregio di unificare gli sforzi di tutte le organizzazioni che governano il tennis contro altre iniziative di questo tipo. Proprio per armonizzare il più possibile l’ipotetico calendario di fine stagione, sembra che la data per gli Internazionali di Francia sia stata modificata un’altra volta, in questo caso però di comune accordo con ATP e WTA.

Inizialmente riprogrammati per il periodo dal 20 settembre al 4 ottobre, il Roland Garros potrebbe essere ritardato ulteriormente di una settimana, andando così a disputarsi dal 27 settembre all’11 ottobre. Ciò consentirebbe di avere due settimane tra la prevista fine dello US Open (anche questo ancora da confermare) il 13 settembre e l’inizio dello Slam parigino.

 

La decisione, riportata dal quotidiano francese “Le Parisien” sembrerebbe in linea con quanto dichiarato un paio di settimane fa dal Presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, il quale ha auspicato di poter organizzare una mini-stagione sulla terra subito dopo lo US Open, eventualmente infilando un paio di tornei di preparazione (uno dei quali dovrebbero essere gli Internazionali BNL d’Italia) prima del Roland Garros

Sempre secondo Le Parisien, lo spostamento risolverebbe anche un problema di affollamento del calendario sportivo parigino e francese: al momento, domenica 20 settembre è prevista la fine del Tour de France con la tradizionale parata sugli Champs-Élysées che richiede un notevole spiegamento di forze dell’ordine le quali quindi sarebbero state particolarmente sotto pressione se la giornata d’apertura del Roland Garros fosse stata collocata in quella stessa domenica. Inoltre ci sarebbe stata un’altra potenziale sovrapposizione con la 24 ore di Le Mans, programmata il 19-20 settembre, che avrebbe potut occupare il palinsesto sportivo di France TV impedendo alla televisione di stato di trasmettere le immagini dal torneo del Bois de Boulogne.

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Rafa Nadal giocò sotto anestesia a Wimbledon 2008

Il campione spagnolo racconta un aneddoto sulla finale di Wimbledon 2008 vinta contro Roger Federer

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Rafa Nadal si è sempre dimostrato più forte di ogni ostacolo fisico e mentale comparso durante la sua carriera, e l’ultima rivelazione non fa che accrescere la sua leggenda. Intervistato da Movistar+ per il programma #Vamos, il tennista spagnolo ha rivelato di aver giocato l’inizio dell’epica finale di Wimbledon 2008 contro Roger Federer con il piede addormentato.

La causa dell’impedimento era l’anestesia, a cui Nadal ha dovuto ricorrere per tutto il torneo. “Avevo bisogno di fare l’anestesia prima della partita perché non riuscivo ad appoggiare il piede […] La pioggia peggiorò la situazione perché l’anestesia aveva una durata e senza anestesia non potevo giocare. […] Il dolore c’era anche nelle partite precedenti e infatti i giorni degli allenamenti non mi riuscivo ad allenare.” Un piede addormentato che non l’ha fermato dal trionfare in finale contro Roger Federer dopo una battaglia di 4 ore e 48 minuti.

 

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Lo US Open premierà gli operatori medici

Il direttore finanziario degli US Open ha annunciato che proveranno ad avere sugli spalti medici e infermieri

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Gli US Open sono in programma senza spettatori ma questo proposito potrebbe cambiare a breve. Il direttore finanziario del torneo newyorkese Lew Sherr ha aperto alla possibilità di avere sugli spalti gli operatori in prima linea (dell’emergenza coronavirus ndr), i medici e le loro famiglie, se la situazione a New York dovesse restare buona dal punto di vista sanitario.

Lo Slam americano non è l’unico torneo di tennis che potrebbe tornare ad avere tifosi. L’All American Cup, il World Team Tennis e l’esibizione di Berlino hanno tutti annunciato che permetteranno la presenza limitata di spettatori ma con delle norme strette da seguire, come la firma di un’autorizzazione e posti predeterminati per rispettare il distanziamento sociale.

Sherr si è espresso anche su quest’idea, confermando la volontà dello US Open di non avere tifosi in quanto “Si tratta di un modello che per noi non può funzionare. […] Anche facessimo entrare il 10% dei possibili tifosi avremmo problemi a far rispettare il social distancing e a dare le strutture adeguate ai giocatori.”.

 

La posizione degli US Open non stupisce, dato che durante le tre settimane che vanno dal Master di Cincinnati fino allo Slam, tutti tenuti dentro il National Tennis Center di New York, ci saranno 250 giocatori e tra le 1500 e 2000 persone ogni giorno. I giocatori saranno sistemati nelle zone prima utilizzate dai tifosi come le suite di lusso all’interno del centro, rispettando sempre le distanze.

A Flushing Meadows però non chiudono definitivamente le porte alla presenza dei tifosi. Sempre Sherr aggiunge che “Se ci sarà la possibilità di fare qualcosa di bello per le persone che se lo meritano, lo faremo. Ma la salute e la sicurezza di giocatori e staff viene prima.”.

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Trionfo di Sharapova, passaggio di testimone tra Sampras e Federer: 3 luglio data storica di Wimbledon

19 anni fa Federer ‘estorceva’ il testimone a Sampras, buttandolo giù dal trono di Wimbledon. Tre anni dopo, Sharapova avrebbe incantato i tifosi di Londra vincendo il torneo a 17 anni

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Non è così difficile abbinare un giorno di fine giugno o inizio luglio a un avvenimento importante della storia di Wimbledon, poiché da oltre un secolo lo Slam londinese si disputa in queste date. Se però c’è una giornata particolarmente alta in graduatoria, per l’importanza delle partite che vi si sono disputate, questa giornata è il 3 luglio. Non tanto per la qualità del tennis che ci è stato proposto, quanto per quello che hanno rappresentato le due vittorie che oggi ricordiamo.

La prima è l’ottavo di finale di Wimbledon 2001, quello che mise di fronte l’epta-campione (in carica) Pete Sampras e un quasi ventenne Roger Federer. Molti oggi ricordano che attorno a quella partita, durata oltre quattro ore e cinque set, si respirava quella strana atmosfera che predice le novità o i grandi eventi, o entrambe le cose. Furono entrambe le cose, perché due anni dopo quella vittoria che detronizzò Sampras (Pete avrebbe vinto appena un’altra partita a Wimbledon prima di ritirarsi), Federer solleverà il primo di otto trofei a Church Road. Se non si parla in questo caso di passaggio di testimone, allora quando?

La seconda è la finale femminile di Wimbledon 2004, l’edizione in cui è deflagrata Maria Sharapova battendo – ad appena 17 anni – la già sei volte campionessa Slam Serena Williams; il fatto che una rivalità che avremmo ipotizzato acerrima e serrata, nei fatti, non sia mai cominciata (Serena ha vinto 19 delle 20 sfide successive) contribuisce a rendere iconica e inaspettata questa vittoria. Vinto l’ultimo quindici del torneo, Maria si è comportata come una normalissima diciassettenne che sta provando una gioia immensa, nonostante si trovasse di fronte a migliaia di tifosi sul campo da tennis più importante del mondo: è corsa sugli spalti ad abbracciare papà Yuri e poi ha usato il cellulare per chiamare mamma Yelena. “Mamma, ho vinto Wimbledon!”: simple as that.

 
Maria Sharapova – Wimbledon 2004

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