Original 9: Jane 'Peaches' Bartkowicz

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Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz

Quarto dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Jane ‘Peaches’ Bartkowicz, che trovò la sua prima racchetta tra i cespugli

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Jane 'Peaches' Bartkowicz (via Twitter, @WTA)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La quarta protagonista è Peaches Bartkowicz, nata il 16 aprile 1949, che ripercorre gli esaltanti giorni di settembre 1970, quando sostenne le Original 9. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Originaria del Michigan, Jane ‘Peaches’ Bartkowicz aveva 21 anni quando si è iscritta per giocare nel controverso torneo Virginia Slims Invitational di Gladys Heldman. Dopo una carriera giovanile stellare coronata da innumerevoli titoli nazionali e dalla vittoria del singolare femminile a Wimbledon all’età di 15 anni, Bartkowicz ha conquistato consecutivamente il singolare e il doppio a Cincinnati nel biennio 1966-67, il Canadian Open nel 1968 e ha raggiunto due volte i quarti di finale allo US Open.

Membro della vittoriosa squadra americana di Fed Cup nel 1969, lasciò il Tour nel 1971 con all’attivo vittorie su Evonne Goolagong e Virginia Wade.

 

Peaches riflette: “La mia famiglia non poteva permettersi lezioni di tennis – mio padre lavorava nella catena di montaggio di una fabbrica di automobili – ma quando ero bambina vivevo vicino a un parco con dei campi pubblici, lì ho trovato una racchetta tra i cespugli. C’era un muro e ci avrei giocato contro per tutto il tempo. Ero determinata, diventai molto precisa e questo è stato probabilmente il mio più grande punto di forza. Mi ha aiutata perché non avevo il talento di molte altre giocatrici, e per di più non ero così veloce in campo!“.

Sono stata supportata come junior, ma in seguito il costo dei viaggi per gli eventi è diventato un vero problema. Ricordo di essere andata in Europa, di aver vinto i primi sei tornei a cui ho partecipato e in effetti di aver perso del denaro. Era fuor di dubbio che qualcosa andasse fatto, così quando venne organizzato il torneo di Houston non esitai, soprattutto perché sapevo che c’era Gladys Heldman dietro l’iniziativa. Era la proprietaria di una rivista di tennis, era una donna, e sua figlia Julie avrebbe partecipato al torneo, perciò sapevo che era interessata a noi. Onestamente, Gladys mi intimidiva, era una donna molto decisa, ma era anche molto gentile, ed ero sicura che sapesse cosa stava facendo”.

Quando in squadra hai qualcuno come Gladys, Virginia Slims e hai gente come Billie Jean, Rosie e Nancy, non credo che si possa sbagliare. Eravamo molto preoccupate della situazione nel tennis, ovviamente, ma allo stesso tempo credevamo che il cambiamento dovesse avvenire anche in altre aree della società. Capii che se si riesce a fare qualcosa del genere nel tennis, nel mondo del lavoro, o in qualunque altro campo, può esserci un effetto domino che alla lunga porterà benefici a tutti“.

Sapevo che sarebbe stato difficile, sapevo che ci sarebbe voluto del tempo, ma non ho mai pensato che il nuovo circuito avrebbe fallito. Ho sempre creduto che sarebbe stato qualcosa di grande. Tuttavia, nonostante amassi giocare a tennis, ho trovato molto difficile l’aspetto promozionale delle cose. Ero timida e non avevo un buon rapporto con il pubblico… è stato uno dei motivi per cui ho lasciato il tennis così giovane. Quando sono cresciuta, mi sono aperta di più e ho pensato: perché non avrei potuto essere così prima? Ma non ho rimpianti. Ho una famiglia meravigliosa, tutto ha funzionato“.

(Intervista realizzata da Adam Lincoln)


Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Peaches Bartkowicz.

Chi era il tuo idolo?
“Da giovane il mio idolo era Maria Bueno. Amavo la sua grazia e il suo stile di gioco perché il mio non era minimamente vicino al suo, apprezzavo molto l’armonia dei suoi movimenti in campo, quasi da ballerina (Maria Bueno, morta nel giugno 2018, veniva infatti soprannominata ‘Tennis Ballerina’)

I tuoi colpi migliori come tennista?
“I miei colpi migliori erano il rovescio a due mani e la precisione”.

Torneo preferito?
“Il mio torneo preferito era lo US Open a Forest Hills. All’epoca ero letteralmente incantata da quell’arena e anche se oggi può sembrare piccola, (nel frattempo il torneo si è spostato a Flushing Meadows, ndt) mi sono divertita a giocarci; in più era negli Stati Uniti”.

Cosa serve per essere un campione?
“Per essere un campione ci vuole un sacco di duro lavoro e penso che per rimanere al top si debba avere il killer-instinct, non arrendersi mai ed essere molto determinati”.

Momento clou della tua carriera nel tennis?
“Il momento clou della mia carriera tennistica è stato vincere incredibilmente 17 campionati nazionali dagli 11 ai 18 anni, ho sempre vinto contro giocatrici della mia stessa fascia di età e contro quelle più grandi, non ho mai perso una partita in quegli anni”.

La partita che credevi fosse vinta?
“Credo sia quella persa per un punto contro Ann Jones. In quegli anni bastava staccare di un punto l’avversario per vincere il tie-break, mentre oggi sono necessari due punti. Ho perso l’ultimo set 5 a 4, quindi tecnicamente solo un punto ha davvero fatto la differenza”.

La tua tennista preferita di oggi?
“In realtà non guardo molto tennis, ma quando lo faccio mi impressiona molto come gioca Osaka”.


  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton

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WTA Bogotà: la favola a lieto fine di Osorio Serrano

Primo titolo nel circuito maggiore per la diciannovenne colombiana, campionessa dello US Open Junior nel 2019. Zidansek ko dopo quasi tre ore, con la colpa di aver sprecato tante occasioni

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Camila Osorio Serrano - WTA Bogotà 2021 (via Twitter, @CopaColsanitas_)

Si completa nel migliore dei modi la straordinaria settimana di Maria Camila Osorio Serrano. Al WTA 250 di Bogotà, giocando in casa, la diciannovenne di Cucuta ha ribaltato il pronostico della finale contro Tamara Zidansek (5-7, 6-3, 6-4). La Colombia torna così a sollevare un trofeo WTA dopo 11 anni, quando lo stesso torneo venne vinto (era il 2010) da Mariana Duque Marino in finale su Angelique Kerber. Con le porte semi-aperte che le hanno garantito il supporto del tifo, Osorio Serrano è uscita vincitrice da una battaglia di quasi tre ore che ne ha esaltato – tra tanti errori – le doti di resistenza fisica e mentale. La slovena, 80 del ranking, ha portato a casa il primo set risalendo dalla difficoltà iniziale (era sotto 3-1) e sembrava godere dell’inerzia a favore, trovandosi avanti di un break in avvio del secondo. Da quel momento in poi, però, ha perso i punti di riferimento.

Le continue variazioni imposte dalla più giovane avversaria hanno moltiplicato i suoi errori, insieme al servizio che l’ha completamente abbandonata (ha subito quattro break consecutivi tra la fine del secondo set e l’inizio del terzo). Anche il parziale decisivo si è risolto su un turno di servizio che ha visto Zidansek smarrirsi, consegnando alla colombiana il punto del 3-2. Nemmeno Osorio è sembrata inattaccabile quando le toccava iniziare il gioco, ma la slovena è stata capace di concretizzare a proprio favore soltanto sei palle break su 25, scendendo addirittura a una su 13 nel parziale decisivo. Sicuramente la garra sudamericana ha aiutato la vincitrice, ma i regali sono stati tanti. Fino all’ultimo game, che Zidansek – anche lei in cerca del primo titolo, ma travolta da tensione e stanchezza – comandava 0-40, prima di sciogliersi e farsi rimontare.

È stata una settimana irreale per me – ha commentato l’ex campionessa dello US Open junior 2019 e numero uno di categoria -, in finale ho giocato una partita fantastica che ancora non so come sia riuscita a portare dalla mia parte. Con questo successo avrò maggiori possibilità di giocare tornei più importanti, questo mi dà gioia“. La colombiana balza dal 180 al 135 del ranking ed è stata la giocatrice dalla più bassa classifica a vincere un trofeo dal 2018, quando Margarita Gasparyan trionfò a Tashkent da 299 WTA. Osorio Serrano diventa così la quarta giocatrice sotto i 20 anni a conquistare un torneo del circuito maggiore nel 2021: a precederla, Iga Swiatek ad Adelaide, Clara Tauson a Lione e Leylah Fernandez a Monterrey. Entrata in tabellone da wild card, si è fatta notare arrivando all’ultimo atto del torneo senza perdere un set contro Vickery, Martincova, Voegele e Tan. Un percorso netto, prima di una finale da romanzo.

 

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Kudermetova è la regina di Charleston e sale al n.5 della Race to Shenzhen

Veronika Kudermetova si aggiudica il Volvo Car Open di Charleston senza perdere un set. Per lei debutto nelle Top 30

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Veronika Kudermetova - Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

[15] V. Kudermetova b. D. Kovinic 6-4 6-2

È stata Veronika Kudermetova (testa di serie n. 15) a conquistare il suo primo titolo in carriera aggiudicandosi la finale del Volvo Car Open di Charleston, nella Carolina del Sud. Senza storia la finale con Danka Kovinic (n. 91 WTA), terminata in 1 ora e 36 minuti e che è stata incerta solamente per la prima mezz’ora.

Sul 3-2 Kovicic nel primo set, Kudermetova ha giocato un turno di battuta in cui ha messo in campo solamente 5 prime di servizio su 12 (49% per lei la statistica finale) ed ha avuto bisogno di ben quattro palle game per chiudere il game. Una volta ottenuto il break nel gioco seguente, il match ha iniziato inesorabilmente a prendere la strada della giovane russa che ha conquistato il primo torneo senza perdere un set e cedendo solamente 33 giochi in sei incontri.

 

Non pensavo che avrei vinto questo torneo, a Miami le cose non erano andate bene, ma mi sono detta semplicemente di lavorare e andare avanti con il mio tennis e le cose hanno iniziato a migliorare – ha commentato Kudermetova una volta arrivata davanti alla stampa con il trofeo in mano -. Non ho dormito bene durante queste ultime notti, ero molto nervosa per la possibilità di vincere il mio primo titolo. Ma in campo è sono riuscita rimanere concentrata sulla partita e a focalizzarmi solamente sul tennis, senza pensare a titoli, trofei o l’auto che c’era in palio”.

Credo di aver servito abbastanza bene nel complesso del torneo, anche se in alcuni match non è stato straordinario. Inoltre ora posso tenere scambi lunghi, 10-12 scambi, e tenere la palla in campo, e questo mi dà grande fiducia”.

Danka Kovinic – Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Oggi ha servito molto bene, era molto difficile breakkarla – ha spiegato Kovinic – ha avuto maggiore regolarità dal fondo, continuando il grande tennis che ha espresso per tutta la settimana. Durante questo torneo ho capito di essere in grado di rimanere calma nei momenti importanti e questo è molto importante per il prosieguo della stagione e della mia carriera.

Con questa vittoria Kudermetova – testimonial del marchio EA7 di Emporio Armani come la coppia Fognini-Pennetta – sale al n. 29 della classifica WTA, suo miglior ranking personale, e si porta addirittura al n. 5 della Porsche Race to Shenzhen. “Il mio obiettivo per questa stagione è di arrivare nelle prime 15. Ora so che se rimango concentrata e ho fiducia nelle mie possibilità, posso farcela”. Bel salto in classifica anche per Danka Kovicic, che guadagna 26 posizioni e arriva fino al n. 65, che però è ancora lontano dal suo record personale di n. 48 ottenuto nel febbraio 2016.

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WTA Charleston: Kovinic e Kudermetova si sfidano per conquistare il primo titolo

Danka Kovinic batte in due set Ons Jabeur. Veronika Kudermetova supera in due set Paula Badosa

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Danka Kovinic - Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Semifinali a senso unico al Volvo Car Open di Charleston. Nella prima partita del programma la montenegrina Danka Kovinic (n. 91 WTA) ha regolato in due set la testa di serie n. 12 Ons Jabeur con il punteggio di 6-3, 6-2 in un’ora e 19 minuti. Dopo un break e un controbreak nei primi due giochi, Kovinic ha preso il comando della partita servendo molto bene e concedendo palle break solamente nel secondo game del terzo set. Giornata davvero no per la giocatrice tunisina, che si è anche lasciata andare a un paio di lanci di racchetta dopo aver sbagliato la risposta, gesto molto inusuale per lei.

Non mi aspettavo un risultato così netto oggi – ha detto Kovinic dopo la partita – mi sentivo piuttosto stanca all’inizio del match, ma fortunatamente è andata bene. All’inizio di questo torneo non ero troppo convinta del mio tennis, ma la fiducia nei miei mezzi è aumentata di match in match e ora sono arrivata in finale. Sono riuscita a rimanere calma anche nei momenti di tensione durante tutta la settimana e credo che questa sia stata la chiave delle mie prestazioni. Credo che dalla ripresa del circuito lo scorso anno sto giocando il mio miglior tennis, anche migliore di quando nel 2015-2016 ho avuto le mie stagioni migliori: sono più matura, ho più esperienza e penso di essere una giocatrice migliore”.

Veronika Kudermetova – Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Nella seconda semifinale affermazione con periodico 6-3, 6-3 per Veronika Kudermetova, testa di serie n.15, sulla spagnola Paula Badosa (n. 71 WTA), che nei quarti di finale aveva eliminato la n. 1 del mondo Ashleigh Barty. Il primo set è scivolato via velocemente in poco più di mezz’ora con due break, uno all’inizio e uno alla fine del parziale. Più battaglia nel secondo parziale, che sul 2-2 ha visto un game di 20 punti andare a favore di Kudermetova dopo aver salvato due palle break. Da quel momento la partita è scivolata lentamente ma inesorabilmente in direzione della russa che ha così raggiunto la seconda finale della stagione dopo quella perduta ad Abu Dhabi contro Sabalenka.

 

Sono contenta di aver vinto questa partita anche perché non ho avuto troppo aiuto dalla prima di servizio, in ogni modo essere riuscita a superare una giocatrice come Paula facendo affidamento principalmente sulla seconda è un segnale molto positivo. Questa settimana ho giocato in maniera molto propositiva, cercando di utilizzare le mie armi appena possibile, e sono stata più regolare dell’ultima volta che ci siamo incontrate ad Abu Dhabi. Domani con Danka non mi aspetto nulla, ovviamente cercherò di vincere, ma non voglio mettermi addosso alcuna pressione”.

Domenica alle 13 ora locale (le 19 in Italia, diretta su SuperTennis), la finale determinerà chi delle due protagoniste si aggiudicherà il primo WTA 500 della loro carriera: un solo precedente tra le due, che risale al cemento di Shenzhen nel gennaio del 2019 e che ha visto Kudermetova imporsi in due set (6-4, 7-5).

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