Internazionali di Roma: il dritto tradisce Berrettini sul più bello, in semifinale ci va Casper Ruud

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Internazionali di Roma: il dritto tradisce Berrettini sul più bello, in semifinale ci va Casper Ruud

La corsa di Matteo Berrettini si arresta al tie-break decisivo contro il norvegese: troppo falloso nei momenti chiave della partita. Sfuma la possibile semifinale con Djokovic a porte aperte

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Matteo Berrettini - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)
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C. Ruud b. [4] M. Berrettini b. 4-6 6-3 7-6(5)

A differenza di quanto accaduto allo US Open un paio di settimane fa, questa volta è Matteo Berrettini a uscire sconfitto dalla sfida contro Casper Ruud. Sconfitto e con una certa quota di rammarico sulla racchetta, quella che con il dritto non ha centrato il campo in un paio di occasioni nel tie-break decisivo. Il norvegese aveva già battuto l’italiano lo scorso anno sulla terra del Roland Garros e oggi si è ripetuto con una prestazione impeccabile per gran parte dell’incontro; forse il suo gioco non è spettacolare e non ruba particolarmente l’occhio, ma ha mantenuto una grande compostezza in campo e non ha mai ceduto. Matteo invece, dopo aver vinto il primo set a fatica, è stato bravissimo a restare in partita in apertura di terzo set ma non è riuscito ad attaccare con la necessaria brillantezza nel corso del tie-break, parziale in cui ha sbattuto contro il muro norvegese. Pur non brillando particolarmente con uno dei due fondamentali da fondo, Ruud ha colpi molto carichi e pesanti che lo configurano come uno dei pochi veri specialisti della terra tra gli under 23.

L’incapacità di trovare le contromisure necessarie, a lungo andare, ha anche innervosito Matteo e questo ovviamente non gli ha giovato; alla quarta presenza nel torneo di casa, il n. 8 del mondo si arrende ai quarti di finale. Ruud diventa invece il primo norvegese a raggiungere la semifinale di un Masters 1000, migliorando il risultato di suo padre Christian Ruud quando nel 1997 si fermò ai quarti di Montecarlo.

 

IL MATCH – Il break fulmineo del primo game in favore di Berrettini ha subito messo il set in discesa. Ruud, tennista caparbio che sulla terra di Buenos Aires ha conquistato il suo primo titolo in carriera a inizio anno, è rimasto però in pressione sul suo avversario cercando sempre la profondità (con rischio tra il minimo e il moderato). In tre occasioni diverse ha avuto la chance del contro-break ma Berrettini è stato attentissimo. Sul finire del primo set c’è stata anche una fugace apparizione del n. 1 del mondo Novak Djokovic (che in caso di vittoria sfiderà proprio Ruud), il quale si è affacciato sul Pietrangeli giusto in tempo per vedere l’italiano sciupare il primo set point sul servizio di Ruud. Un game più tardi però Matteo si è rifatto, e alternando piacevolmente volée e smorzate ha fatto suo il primo parziale per 6-4.

Il secondo parziale ha avuto un andamento simile al primo ma a parti invertite, con la sostanziale differenza che Berrettini è stato molto più discontinuo di quanto non fosse stato il suo avversario in precedenza – anche quando era sotto nel punteggio. Ruud ha continuato a portare avanti il suo gioco, solido tanto col rovescio quanto col dritto, e gli errori di Matteo hanno fatto il resto. Dopo un’ora e 40 minuti di incontro il n. 34 del mondo ha siglato il 6-3 che ha riportato tutto in parità.

Casper Ruud – Internazionali d’Italai 2020 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

RIMONTA E RAMMARICOLa parabola calante di Berrettini è proseguita anche nel set decisivo, iniziato con un break a favore del norvegese, ormai sempre più in fiducia. L’assenza del pubblico – da domani ci sarà – ha permesso di udire alcune frasi pronunciate da Matteo e il suo commento “tiro a 1 all’ora!” può spiegare, tra il serio e il faceto, il suo calo che si è riflettuto nel punteggio. Il successivo “non riesco proprio a digerirlo” si riferiva forse al gioco di Ruud, il quale è riuscito a trasformare la partita in una classica sfida su terra rossa: scambi lunghi e pesanti (numeri alla mano, vinti molto più spesso da Ruud). Con un andamento del genere, dove la paura di perdere ha iniziato a superare la voglia di vincere, era inevitabile che si giungesse al 6-6.

Nel tie-break decisivo Berrettini è tornato a comandare le operazioni, nel bene e nel male: suoi infatti sono stati i vincenti, ma suoi (purtroppo) sono stati anche gli errori non forzati. Il dritto di entrambi ha funzionato a intermittenza mentre a Ruud il servizio è sempre girato piuttosto bene oggi – sopra il 70% con la prima nei primi due set, al 69% nel terzo. Nel momento del bisogno, Ruud ha piazzato due prime vincenti (una sulla riga, alquanto fortunata) e ed è stato lui conquistarsi il match point, dopo che Matteo aveva fallito un dritto inside-in che avrebbe potuto cambiare la storia della partita.

Il dritto ha tradito nuovamente (e per l’ultima volta) Matteo che con una palla fiacca a mezza rete ha concesso la semifinale al n. 34 del mondo, un paio di minuti prima dello scoccare delle tre ore. Sconfitta pesante da digerire per l’italiano, che non aveva mai perso sulla terra dopo esser stato in vantaggio di un set (20 successi prima di oggi) e vede sfumare la possibilità di sfidare Djokovic o Koepfer di fronte al suo pubblico, per quanto in numero ridotto.

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Vienna: Sonego strapazza Djokovic, è la peggior sconfitta di sempre per Nole

Prestazione sontuosa di Lorenzo Sonego, che confeziona la settima impresa di un italiano contro un numero uno del mondo

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

[LL] L. Sonego b. [1/WC] N. Djokovic 6-2 6-1

È un Lorenzo Sonego strepitoso quello che batte il numero 1 del mondo Novak Djokovic lasciandogli appena tre giochi e infliggendogli la peggior sconfitta in carriera nei match giocati al meglio dei tre set a livello ATP. 6-2 6-1 in sessantotto minuti, un risultato mai in discussione nonostante da un momento all’altro fosse attesa la reazione di Djokovic, che è effettivamente salito nel corso del secondo set, ovviamente non ai livelli di colui che ha vinto 38 match in stagione e mercoledì scorso si era già assicurato il numero 1 di fine stagione.

Tanto merito dell’azzurro, autore della prestazione della vita (finora, gli auguriamo), tirando 26 vincenti complessivi, tenendo in campo tantissime risposte e concedendo appena quattro errori non forzati di rovescio. Lo avevamo visto in ottima forma già dal primo turno contro Lajovic, con i piedi molto rapidi che gli permettevano di giocare dritti filanti, dimostrando di meritare la fortuna del ripescaggio come lucky loser, poi confermandosi contro Hurkacz. Nel venerdì viennese, si è preso la semifinale contro – lo ribadiamo così cominciamo a crederci – contro Djokovic. È anche il primo successo contro un top 10 al quarto tentativo.

 

IL MATCH – Nei primi due incontri, Djokovic è stato piuttosto passivo e relativamente impreciso nel set iniziale; anche se in entrambi i casi Nole è riuscito a a far suoi quei parziali grazie anche alla tensione degli avversari di fronte alla possibilità di prenderseli, sarebbe importante per Lorenzo rimanere aggrappato al servizio e quindi al punteggio. Evidentemente questa parte gli sta stretta perché comincia addirittura con un break a favore, l’azzurro, che incamera due macroscopici errori serbi – uno smash e un dritto comodi – su altrettante difese disperate. Il dritto di Lorenzo fila che è una meraviglia, il rovescio tiene, Djokovic ancora non è entrato in partita e si fa sorprendere da solidità e intensità di un avversario che per il momento non accenna a tremare, come dimostrano anche un paio di buone smorzate. Quando il numero 1 del mondo tiene un turno di battuta mettendo a referto il suo primo game, Sonego ne ha già incamerati quattro e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Lorenzo Sonego – ATP Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Aiutato anche dal servizio, il venticinquenne di Torino si assicura la possibilità di servire due volte per il set, mentre Novak insegue a fatica, con meno di metà di prime in campo e un punto su tre vinto sulla seconda. Il momento della verità non rallenta né il braccio né i piedi di Lorenzo che chiude 6-2, vincendo il suo primo set contro un top ten dopo le sconfitte con Isner, Federer e Thiem del 2019. Ci si aspetta la reazione veemente del campione e, invece, si ricomincia dall’inizio, con il break in apertura di Sonego che risponde quasi sempre, prende il campo e continua ad approfittare delle imprecisioni di un Djokovic un po’ perplesso un po’ dimesso – e non può essere altrimenti se l’altro consolida il vantaggio con tre ace.

Comincia a salire, il rendimento del fenomeno di Belgrado, il quarto gioco si allunga e arrivano le prime opportunità di strappare il servizio, ma Lorenzo le cancella tutte e tre con coraggio. E, nel game successivo, si concede pure il lusso di fallire una palla facile con Djokovic battuto, perché si prende ugualmente un altro break con un bel passante dopo il servizio e volée serbo. Djokovic preme sull’acceleratore e va sullo 0-40 in risposta, ma Sonego annulla anche queste, una grazie anche a una smorzata inguardabile dell’altro (zero punti su quattro con i drop shot, alla fine), per poi prendersi il game dopo due gran recuperi, con tanto di smash non chiuso da parte di Nole. Finisce in bellezza, trafiggendo il più forte del 2020 che chiude con un serve al quale non può far seguire la volley.

Sarà allora semifinale contro Daniel Evans, semifinalista ad Anversa sette giorni fa, che ha superato Grigor Dimitrov 7-6(3) 4-6 6-3, per due ore e tre quarti di tennis assolutamente godibile, ricco di spunti e punti giocati a tutto campo. Un primo set cominciato con uno scambio indolore di break, poi l’allungo di Evans al quinto gioco affacciandosi spesso a rete, anche se il punto decisivo risulta uno smash sbagliato di Grisha, che poco dopo si fa perdonare agguantando il 4 pari con un delizioso passantino di rovescio. Manca un po’ di continuità il trentenne di Birmingham, ma è lui quello più intraprendente e al tie-break piazza presto due gran risposte per uno strappo che non può essere più ricucito dal tardivo rovescione lungolinea bulgaro.

Il Maestro del 2017 si fa pregare per esibire il tennis offensivo di cui è capace, ma quando lo fa, magari perché sta rischiando lo 0-2, è spesso ineccepibile. Con una buona dose di complicità inglese, è allora lui a prendere la testa del parziale, mantenendola senza correre rischi fino al 6-4. Nella partita finale, invece, parte meglio “Evo”, mentre Grigor, che ci ha messo del suo con un doppio fallo inopportuno, deve anche salvare tre palle dello 0-4. Non riuscirà però a rientrare, nonostante Evans metta in campo una prima su due.

Un avversario scomodo per Sonego, con un dritto da cui escono vincenti, uno slice basso e preciso che può diventare un’accelerazione “coperta” e ottime volée grazie alle quali si presenta a rete sicuro anche in controtempo quando l’altro è in recupero. Recupero che le volte successive sarà meno tranquillo. Se entrambi mantengono il livello di questi giorni, sabato (non prima delle 15) ci sarà da divertirsi.

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Vienna: l’ex maestro Dimitrov butta un tie-break, poi rimonta il maestro in carica Tsitsipas

Dopo aver perso il primo set da un vantaggio di 5-0 nel tie-break, Grigor si improvvisa cuor di leone e butta fuori Tsitsipas. Avanza facile Thiem, meno facile Medvedev

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Grigor Dimitrov - Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Non solo Italia nel giovedì di Vienna, quello che ha promosso Sonego ai quarti (dove sfiderà Djokovic) e che ha visto Sinner ritirarsi dopo tre game contro Rublev per una vescica al piede, ereditata da Colonia. Il ricco programma è iniziato con la vittoria in due set di Evans su Rodionov ed è proseguito con le vittorie in rimonta di Medvedev – a favore di pronostico, contro Pospisil – e Dimitrov, che invece il pronostico l’ha sovvertito alla grande contro Tsitsipas, vendicando anche la recente sconfitta di Parigi. Nel mezzo, la facile affermazione di Thiem su Garin in una sfida tra giocatori nati per rendere sulla terra battuta; chiaramente, ha vinto quello più strutturato per rendere anche sul veloce.

È stata davvero dura, perché Vasek ha giocato un tennis incredibile” è stato il commento di Medvedev a caldo. Se Thiem-Garin era in qualche modo la sfida dei terraioli, Medvedev-Pospisil ha visto invece affrontarsi due tra i peggiori giocatori sul rosso (undici vittorie nel circuito ATP in totale tra i due) che però su fondo indoor sanno come dare spettacolo. Il russo ha avuto bisogno di servire 17 ace per venirne a capo, ma a dargli una mano sono sopraggiunti i quattro errori di fila commessi da Pospisil nell’ottavo game del secondo set, quando il canadese era avanti di un set e vantava un servizio ancora illibato. A quel punto Daniil ha ingranato la marcia giusta, vinto il parziale e non ha offerto al suo avversario (che questo febbraio lo aveva sconfitto a Rotterdam) occasioni di vincere il terzo set. Ai quarti di finale affronterà Kevin Anderson.

Val la pena spendere due parole per la rimonta di Dimitrov, che in realtà ha avuto origine da una rimonta subita. Dopo un primo set volato al tie-break senza intoppi per chi serviva, Grigor si è trovato avanti 5-0 nel gioco decisivo ed è riuscito nell’impresa di perdere sette punti di fila. Classic Dimitrov, abbiamo pensato un po’ tutti, e invece il bulgaro ha fatto una cosa che di solito gli fa parecchia fatica – resettare la mente, dimenticare le occasioni sciupate e rimettersi a giocare come o persino meglio di prima. Forse il greco ha creduto di aver già vinto la partita, consapevole di non affrontare un cuor di leone, e invece Dimitrov ha stupito tutti offrendo due sole palle break (nel terzo set, entrambe cancellate) e difendendo meglio del solito la seconda di servizio.

 

Non è mai facile venire fuori da situazioni del genere. Nel tie-break un paio di punti combattuti sono finiti dalla sua parte, non c’era molto altro che potessi fare. Ma ho continuato a crederci e fare le cose giuste“. Battuta d’arresto inaspettata per il numero 5 del mondo, reduce dalla finale di Amburgo e dalla semifinale al Roland Garros, che adesso avrà a disposizione soltanto Bercy per preparare la difesa del titolo alle ATP Finals. Dimitrov, altro ex maestro, proseguirà invece a giocarsi le sue chance viennesi con Dan Evans.

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ATP Vienna: Sonego vola ai quarti da Djokovic. Sinner si ritira dopo tre giochi con Rublev

Lorenzo batte Hurkacz in due tie-break e si regala un grande match contro Novak Djokovic. Vede ora l’ingresso nei primi 40 del mondo. Jannik abbandona subito il match per un fastidio al piede

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)

Ottima vittoria per Lorenzo Sonego che supera in due tiebreak il numero 31 del mondo, Hubert Hurkacz e si qualifica per i quarti di finale dell’Erste Bank Open di Vienna. Ad attenderlo tra gli ultimi otto del torneo ci sarà nientemeno che il numero uno del mondo, Novak Djokovic. L’azzurro partirà sicuramente sfavorito contro il serbo, ma se si manterrà solido al servizio come nella partita odierna, avrà certamente occasione di fare una bella figura.

Lorenzo ha iniziato benissimo l’incontro: la battuta girava a meraviglia, il dritto faceva male e anche a rete i risultati erano davvero incoraggianti. Il break in suo favore è arrivato già nel quinto gioco e Sonego si è rapidamente issato sul 5-3, avendo perso appena tre punti col servizio a disposizione. Al momento di chiudere però il meccanismo perfetto si è un po’ inceppato e Hurkacz ne ha prontamente approfittato per rimettersi in partita. Avanti 6-5, il polacco ha addirittura avuto un break point che gli sarebbe valso la vittoria del set, ma con un paio di risposte imprecise ha tolto lui stesso le castagne dal fuoco a Sonego. Nel tiebreak, Hurkacz è andato avanti 5-3, si è fatto riprendere, ma è comunque riuscito a procurarsi un secondo set point. Persa anche quest’ultima chance, è stato Sonego ha piazzare la zampata decisiva e ad aggiudicarsi il parziale.

 

Nel secondo set i due non hanno concesso praticamente niente al servizio fino al 5-4, quando Sonego si è procurato un match point in risposta, cancellato da un ace di Hurkacz. Ancora una volta è stato dunque il tiebreak a dirimere la contesa. Stavolta però l’esito è stato molto meno incerto: un doppio fallo del polacco ha infatti consegnato un provvidenziale vantaggio a Sonego che poi ha giocato sul velluto fino al 7-2 finale. Con questo successo, Lorenzo si piazza virtualmente alla posizione numero 38 del ranking ATP (suo nuovo best ranking) in attesa di conoscere i risultati di Adrian Mannarino, ancora in gioco a Nur Sultan.

SINNER OUT – Dura appena tre giochi la partita tra Jannik Sinner e Andrey Rublev. L’azzurro, dopo aver subito un break, si è ritirato per un fastidio al piede che si portava dietro da inizio torneo. Avendo avvertito dolore, Jannik ha probabilmente deciso di non aggravare ulteriormente la situazione e ha lasciato via libera a Rublev. Il russo ora attende il vincente della sfida tra Dominic Thiem e Cristian Garin.

Risultati:

[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)
G. Dimitrov b. [3] S. Tsitsipas 6-7(5) 6-4 6-3
[SE] D. Evans b. [WC] J. Rodionov 7-5 6-3
[4] D. Medvedev b. [Q] V. Pospisil 4-6 6-3 6-2
[5] A. Rublev b. [WC] J. Sinner 2-1 rit.
[2] D. Thiem b. C. Garin 6-3 6-2

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