Classifica ATP: il talento di Medvedev e Thiem

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Classifica ATP: il talento di Medvedev e Thiem

Il vincitore e il finalista delle ATP Finals 2020 non hanno migliorato la posizione in classifica, ma accorciato il distacco da Djokovic e Nadal sì. Grazie a una crescita lenta… ma non lentissima

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Daniil Medvedev e Dominic Thiem - ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

Che cos’è il talento? Il dizionario Treccani della lingua italiana lo definisce propensione verso un’attività: avere talento artistico, per lo sport…”. Ed è proprio sul concetto di talento per lo sport che vogliamo soffermarci in apertura di rubrica. Michael Jordan – l’atleta che forse più di ogni altro nell’immaginario collettivo incarna il prototipo dell’atleta dotato di immenso talento innato – nel documentario prodotto da Netflix “The last dance” afferma più volte che il talento senza il sacrificio e la fatica non è sufficiente per arrivare alle vette dello sport.

Le sue parole echeggiavano nella nostra mente nel corso dell’atto finale delle Finals londinesi tra Daniil Medvedev e Dominic Thiem. Madre natura ha dato molto a questi due tennisti alla nascita in termini di talento; ma nella costruzione del successo almeno altrettanto hanno messo loro in campo in termini di dedizione, fatica e sacrificio. Se dividessimo la famiglia dei campioni in due macro-categorie (gli unti dal Signore, gli unti da sé stessi), crediamo che Daniil e Dominic dovrebbero essere posizionati alla testa della seconda.

La cronistoria della loro ascesa ai vertici della classifica conforta le nostre sensazioni. Leggiamola partendo dal vincitore del torneo: Daniil Medvedev.

 

DATA DI NASCITA : 11/02/1996

Anno 2016 2017 2018 2019 2020
Gennaio 329 99 65 16 5
Dicembre 99 65 16 5  4 

A seguire Dominic Thiem.

DATA DI NASCITA: 03/09/1993

Anno 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
Gennaio 309 137 39 19 8 5 8 4
Dicembre 139 39 20 8 5 8 4  3

Questi numeri raccontano due storie simili. Entrambi a vent’anni escono dal limbo dell’anonimato ed entrano nella top 100; nei due anni successivi consolidano i loro progressi e a ventidue anni giungono alle soglie dell’alta classifica; la consacrazione arriva a 23 anni quando per la prima volta entrano stabilmente nella top 10. Una crescita che, se confrontata con quella di tennisti giunti ai medesimi risultati in età ben più matura come Carreno Busta e Fognini, non può essere definita lenta; ma che lo è se confrontata con quella dei giocatori appartenenti alla categoria degli unti dal Signore.

A riprova di questa affermazione vediamo a che età sono entrati per la prima volta in top 10 Thiem e Medvedev rispetto ai giocatori che hanno occupato la prima posizione mondiale dal primo gennaio 2001 ad oggi:

Giocatore Nato il Prima volta top 10 Età
Agassi 29/04/1970 06/06/1988 18 e 2 mesi
Nadal 03/06/1986 25/04/2005 18 e 10 mesi
Hewitt 24/02/1981 15/05/2000 19 e 2 mesi
Djokovic 22/05/1987 19/03/2007 19 e 9 mesi
Roddick 30/08/1982 05/08/2002 19 e 11 mesi
Murray 15/05/1987 16/04/2007 19 e 11 mesi
Safin 27/01/1980 12/06/2000 20 e 4 mesi
Federer 08/08/1981 20/05/2002 20 e 9 mesi
Kuerten 10/09/1976 04/08/1997 20 e 10 mesi
Ferrero 12/02/1980 16/04/2001 21 e 2 mesi
Thiem 03/09/1993 06/06/2016 22 e 9 mesi
Medvedev 11/02/1996 15/07/2019 23 e 5 mesi


Se è vero il detto che “a voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi essere vicini”, Daniil e Dominic e i loro tifosi (ne ha pure Medvedev; il figlio dell’articolista è tra questi) possono dormire sonni tranquilli.

Daniil Medvedev – ATP Finals 2020 (via Twitter, @atptour)

TOP 20

L’ATP ha infine deciso di applicare anche ai punti guadagnati alle Finals 2019 le regole introdotte nel 2020. Per fare un esempio, Tsitsipas si è visto restituire i 1300 punti che sette giorni fa gli erano stati tolti e di conseguenza ha riguadagnato la sesta posizione mondiale. Fatta questa premessa, ecco i nomi dei giocatori che chiuderanno il 2020 ai primi 20 posti:

Posizione Giocatore Nazione Punti ATP
1 Djokovic Serbia 12030
2 Nadal Spagna 9850
3 Thiem Austria 9125
4 Medvedev Russia 8470
5 Federer Svizzera 6630
6 Tsitsipas Grecia 5925
7 Zverev Germania 5525
8 Rublev Russia 4119
9 Schwartzman Argentina 3455
10 Berrettini Italia 3075
11 Monfils Francia 2860
12 Shapovalov Canada 2830
13 Bautista Agut Spagna 2710
14 Raonic Canada 2580
15 Goffin Belgio 2555
16 Carreno Busta Spagna 2535
17 Fognini Italia 2320
18 Wawrinka Svizzera 2260
19 Dimitrov Bulgaria 2245
20 Khachanov Russia 2216


Alcune osservazioni:

  • diciassette dei primi venti giocatori del mondo sono europei; due sono nord-americani e uno sudamericano
  • sette sono nati negli anni ’80: Djokovic, Nadal, Federer, Monfils, Bautista Agut, Fognini e Wawrinka
  • Denis Shapovalov è il cucciolo del gruppo nonché l’unico nato nel 1999
  • Russia e Spagna sono le nazioni con il maggior numero di rappresentanti: tre cadauno.
  • lo statunitense meglio classificato è John Isner al numero 25. Sulla crisi del tennis statunitense vi rimandiamo all’articolo scritto da Mark Winters per Ubitennis.net in risposta a quello precedentemente pubblicato sul nostro sito sul medesimo argomento.  

CASA ITALIA

Il 2020 per il tennis mondiale sarà ricordato universalmente come l’anno più infelice dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Tuttavia per il tennis maschile italiano i motivi per sorridere non sono mancati grazie in particolare a Lorenzo Sonego, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Di seguito i numeri più significativi:

A quanto sopra aggiungiamo che le regole introdotte quest’anno a causa della pandemia hanno permesso a Berrettini e Fognini di rimanere rispettivamente tra i primi 10 e 20 tennisti al mondo. Non è un merito ma è una bella cosa. Gli italiani presenti nella top 200:

Classifica Giocatore Punti
10 Berrettini 3075
17 Fognini 2400
33 Sonego 1568
37 Sinner 1444
74 Travaglia 869
76 Caruso 843
80 Cecchinato 828
99 Mager 725
105 Seppi 689
127 Musetti 509
137 Gaio 474
144 Lorenzi 450
149 Giustino 426
165 Giannessi 386
168 Fabbiano 379
180 Marcora 352

TOP TEN TEEN

Posizione Giocatore Nazione Nato nel
37 Sinner Ita 2001
127 Musetti Ita 2002
140 Alcaraz Garfia Spa 2003
165 Nakashima USA 2001
280 Tseng Formosa 2001
299 Draper USA 2001
322 Zeppieri Ita 2001
349 Cerundolo Arg. 2001
357 Forejtek CZE 2001
359 Lehecka CZE 2001
374 Ajdukovic Croazia 2001


Rispetto alla scorsa settimana la classifica dei primi 10 teen ager del mondo è rimasta immutata. Segnaliamo però che Brandon Nakashima ha consolidato la sua quarta posizione grazie alla vittoria conquistata nel Challenger di Orlando. Niente di nuovo sul fronte best ranking. Per il 2020 siamo così giunti all’ultima puntata di questa rubrica. Un affettuoso saluto a tutti i lettori con l’augurio di rileggerci a inizio 2021.

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A scuola dai professionisti: se sai Ascoltare impari, se impari, vinci!

Una comunicazione efficace, come deve essere quella tra il giocatore ed il suo coach, parte da un presupposto: la capacità di ascoltare. Ce ne parla Amanda Gesualdi, mental coach di atleti di livello internazionale, nella ripartenza della rubrica ISMCA sul mental training

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Rafa Nadal e Carlos Moya - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Riprende su Ubitennis la serie di contributi sul mental training grazie alla sinergia con la ISMCA, l’Associazione Internazionale dei mental coach specializzati nel tennis fondata da Alberto Castellani. Il primo articolo della nuova serie è a cura di Amanda Gesualdi, dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Life/Sport/Tennis Coach, Docente/Formatore di Mental Coaching presso Bocconi Sport Team dell’Università Bocconi di Milano e Direttore Tecnico e Sportivo della Accademia Tennis Olistico dove si allenano diversi tennisti con classifica ATP e WTA. Coach GPTCA e membro del Comitato Scientifico ISMCA, Gesualdi ha scritto diversi libri, tra i quali “L’Atleta Zen” (2007), “Tennis Olistico” (2011), “Emotions” (2015), “Coaching Sense” (2019).

Che cos’è la mente – il primo articolo di Amanda Gesualdi

L’Ascolto è l’atto dell’ascoltare. È l’Arte del sentire con Attenzione. Per ascoltare non si intende il semplice “stare a sentire”, ma una combinazione tra ciò che laltro sta dicendo associato ad un coinvolgimento attivo. Significa saper utilizzare l’Empatia per entrare in sintonia con l’altro. Con l’Ascolto assertivo si presta attenzione a ciò che gli altri hanno da dire e il messaggio che possiamo inviare è: “Ciò che tu mi stai dicendo è importante”. L’atteggiamento di Ascolto migliore è la comprensione, cioè provare a Capire e Sentire lo Stato dAnimo del nostro interlocutore, risuonare. Ascoltare è una capacità determinante per poter migliorare, attraverso un atto di fiduciosa umiltà!

 

In psicologia lAscolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda, e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. L’Ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare con i nostri neuroni, ovvero il cervello, che traduce il tutto in Emozioni e Nozioni. Dalla radice Auris “Orecchio”, latino parlato, Ascoltare è verbo transitivo. La parola Ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino “auscultare”, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine Ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare, ed è fortemente legato al concetto di Attenzione.

NellAscolto c’è la componente fisica, tra orecchio e neuroni, di come noi assimiliamo stimoli acustici, e la componente psicologica, che è l’Apprendimento attraverso i cinque sensi. Bisognerebbe parlare di tante cose sull’Apprendimento, partendo da Sigmund Freud con la fase orale, quella in cui apprendiamo dalla bocca in quanto i bambini attraverso quel mezzo assaporano, il gusto (freddo, amaro, …), il tatto (forma, durezza, …) per capire che cos’è. È il loro primo approccio con il mondo esterno. Sempre in quel periodo c’è l’Apprendimento attraverso la vista e l’udito, che poi durerà tutta la vita. L’udito è molto importante, perché la percezione dello spazio e del nostro equilibrio si basa sull’orecchio.

Udire, ascoltare, e ascoltare attivamente: tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi che richiedono livelli diversi di coinvolgimento. Ma mentre ci basta l’esperienza di mettere un po’ di musica per comprendere la differenza fra udire e ascoltare, lAscolto Attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la Sensibilità, lAttenzione, la Comprensione, lIntelligenza, lEmpatia di cui siamo capaci. Per la sua capacità di favorire l’apertura al dialogo, l’Ascolto Attivo è lo strumento principe della psicoterapia e, più in generale, delle relazioni d’aiuto. Tuttavia esso può diventare un alleato speciale anche nelle relazioni quotidiane di ognuno di noi, in quanto ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di avviare con lui un tipo di comunicazione più efficace e proficua.

Imparare ad ascoltare attivamente ci rende capaci di:

  • evitare errori molto comuni che contribuiscono a formare delle “barriere” nella comunicazione che portano a quelle facili incomprensioni di cui ognuno di noi ha esperienza;
  • diventare più sensibili e attenti al vissuto emotivo che accompagna ogni comunicazione e si esprime attraverso il linguaggio para-verbale e non verbale, consentendoci di andare oltre ciò che viene espresso con le parole;
  • empatizzare con l’altro, la nostra autentica presenza gli “dirà” che è ascoltato e compreso.
Novak Djokovic e Marian Vajda – Rolex Paris Masters 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La capacità di Ascolto, che tutti in qualche misura possediamo, può essere sviluppata e migliorata: chi ascolta non è più un ricevente passivo, ma qualcuno che facilita con intelligenza emotiva la comunicazione in quanto l’altro è un nostro Specchio!

La capacità di ascolto di un giocatore si può misurare con il seguente test, rispondendo alle affermazioni con un semplice Sì o No.

  1. Anche se il tuo Coach dice qualcosa su cui non sei d’accordo, continui ad ascoltarlo.
  2. Sai interpretare quello che il Coach vuole comunicarti, anche al di là delle sue parole.
  3. Sei interessato a quello che il Coach ha da dirti senza annoiarti o perdere attenzione.
  4. Non smetti di ascoltare quando presumi di sapere che cosa l’allenatore sta per dirti.
  5. Ti capita di verificare se hai capito ripetendo con parole tue (anche solo dentro di te) quanto il Coach ti ha appena detto.
  6. Ascolti con curiosità il punto di vista del Coach, anche se è diverso dal tuo.
  7. Tendi a interessarti di tutto quanto si dice durante l’allenamento, anche se a volte ti sembra di poco conto.
  8. Ti preoccupi di chiedere il significato delle parole che non conosci.
  9. Mentre il Coach ti sta ancora parlando non pensi a come replicare, ma rimani concentrato su quello che sta dicendo per capirlo fino in fondo.
  10. Non sei uno che finge di ascoltare attentamente anche quando non ascolti affatto.
  11. Quando comunichi le tue idee e il tuo punto di vista, solitamente sono compresi con chiarezza dal tuo Coach, anche se non condivisi.
  12. Usi le domande spesso, rivolgendole al tuo allenatore mentre ascolti.
  13. Ti rendi conto che le parole non hanno esattamente lo stesso significato per tutti.
  14. Quando ascolti non segui solo il senso generale del discorso, ma sei attento anche ai particolari.
  15. Non ascolti solo quel che ti interessa, sei attento a tutto il feedback del tuo allenatore.
  16. Guardi sempre il Coach negli occhi.
  17. Sai quali sono le parole o le frasi capaci di suscitare in te una reazione emotiva.
  18. Sai aspettare senza impazienza l’occasione migliore per comunicare quel che vuoi dire al tuo allenatore.
  19. Pensi a come potrebbe reagire il tuo allenatore al tuo modo di comunicare con lui/lei.
  20. Osservi con attenzione l’espressione non verbale del tuo Coach (arrabbiato, deciso, distaccato, autorevole, motivato, ecc.).
  21. Lasci che il Coach esprima la sua determinazione verso di te senza interromperlo.
  22. Quando è utile, prendi appunti per poter ricordare meglio.
  23. Riesci a mantenere la concentrazione senza farti distrarre da suoni e rumori.
  24. Quando gli altri parlano con te sono generalmente a loro agio e si sentono rilassati, comportandosi con naturalezza.
  25. Tendi, in ogni situazione, a rivolgere domande al tuo Coach, quando non hai compreso con chiarezza.
  26. Sei in grado, nelle diverse situazioni, di riconoscere lo stato d’animo del tuo allenatore, e comportarti di conseguenza.
  27. A volte usi le domande per aiutare il tuo allenatore a chiarire il suo pensiero e le sue idee su di te.
  28. Scegli sempre la maniera migliore (scritta, orale, al telefono, sulla lavagna, un appunto, ecc.) di comunicare?
  29. Sai distinguere nella comunicazione ciò che dipende dai fatti e ciò che riguarda, invece, le emozioni.
  30. Sei consapevole e attento al fatto che i tuoi pregiudizi possono condizionarti nell’ascoltare.
  31. Ti trattieni ad esaminare a fondo tutti gli aspetti di ciò che ti viene detto, senza arrivare velocemente alla conclusione.
  32. Concentri la tua attenzione su tutti gli aspetti del tuo modo di comunicare, verbali e non verbali, e sei consapevole degli effetti che produci.
  33. Ripeti messaggi e istruzioni ascoltati per essere sicuro/a di aver ben capito.
  34. Ti accerti di verificare se l’allenatore ha capito, senza presumere che “sa già di che si tratta”.
  35. Sai tenere sotto controllo le valutazioni e i pregiudizi che hai in alcuni momenti sul tuo allenatore, ed eviti di comportarti avendo la convinzione di conoscere anticipatamente quel che vuol dirti.

Risultati

  • Da 30 a 35 Sì – Ottima capacità di Ascolto
  • Da 25 a 30 Sì – Buona capacità di Ascolto
  • Da 20 a 25 Sì – Discreta capacità di Ascolto
  • Da 10 a 20 Sì – Mediocre capacità di Ascolto
  • Meno di 10 Sì – Pessima capacità di Ascolto

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Flash

Australian Open e Covid-19, Kyrgios a gamba tesa: “Djokovic è un burattino”

L’australiano attacca il numero uno del mondo che si è visto respingere dallo Stato di Victoria le richieste di allentamento delle misure per i tennisti in quarantena

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A modo suo, interviene anche Nick Kyrgios nelle polemiche sulle restrizioni imposte ai tennisti in vista dell’Australian Open. Lo fa con un tweet in cui definisce Novak Djokovic “un burattino”, riferendosi alla lettera inviata dal numero uno del mondo (anche in qualità di referente della PTPA) allo Stato di Victoria per ottenere un allentamento delle misure imposte ai 72 tennisti in costretti alla quarantena per aver avuto contatti diretti con i casi di positività. Richieste respinte dalle autorità locali.

Kyrgios ha postato un video della TV australiana che parla appunto del malcontento dei giocatori. “Non mi interessa nemmeno di Tomic e la sua compagna, che ovviamente non ha nessuna voce in capitolo. Scene ridicole“, ha aggiunto. Vanessa Sierra, dolce metà del connazionale, aveva lamentato l’impossibilità di beneficiare di un parrucchiere. Kyrgios, evidentemente, da australiano sposa la linea dura imposta dalle autorità sanitarie locali.

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Australian Open

Australian Open: governo inflessibile, respinte tutte le richieste dei giocatori

Nessuna eccezione concessa ai tennisti: “Sapevano ciò a cui potevano andare incontro”. Sono 72 i giocatori che non potranno allenarsi per due settimane

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Il tram speciale per Melbourne Park

Continua a peggiorare la situazione dei giocatori e dei membri dello staff arrivati nei giorni scorsi in Australia per prepararsi al prossimo Australian Open. Sono saliti a cinque i casi di positività di soggetti che sono sbarcati a Melbourne dai voli charter noleggiati per far arrivare i protagonisti del primo Slam stagionale. Tutti questi individui erano stati testati prima di salire sui vari aerei ed erano risultati negativi.

Il numero di tennisti al momento interessati da provvedimenti ancora più restrittivi è quindi di 72, e se si includono anche i non tennisti il numero sale a oltre un centinaio. Queste persone dovranno trascorrere tutti i 14 giorni della quarantena all’interno della loro stanza d’albergo e senza potersi allenare (130 minuti in campo e 90 minuti in palestra), come invece sarà concesso ai loro colleghi più fortunati.

Durante la giornata di domenica Novak Djokovic aveva scritto una lettera alle autorità dello Stato di Victoria per chiedere condizioni meno severe per coloro che erano stati a contatto con i positivi, ma la richiesta non è stata nemmeno presa in considerazione: “Non ci sarà alcun trattamento speciale – ha dichiarato il Premier dello Stato di Victoria Daniel Andrews – ognuno di loro era consapevole dei possibili rischi. So che ci sono state alcune voci a proposito delle regole. I giocatori possono fare tutte le richieste che vogliono, ma le regole rimangono quelle che sono state stabilite”.

 

Respinto con perdite dunque il tentativo di Djokovic di ottenere un isolamento più breve a fronte di test più frequenti, oppure di provare a far riunire i giocatori con il proprio staff. “Assolutamente no” ha detto Emma Cassar, il responsabile per la Quarantena COVID-19 per lo stato di Victoria.

Nemmeno considerata anche la richiesta di trovare case con campo da tennis in cui i giocatori interessati dalle misure restrittive potessero isolarsi e contemporaneamente allenarsi. Anche perché, considerando il numero di giocatori coinvolti, si tratterebbe di un lavoro immane, e darebbe a questi atleti addirittura un vantaggio su chi invece ha orari regimentati a livello militare per i propri allenamenti. Per far sì che si mantenga l’isolamento tra le varie coorti, le sessioni di allenamento sui campi di Melbourne Park e del National Tennis Center sono programmati a partire dalle 6.45 del mattino fino alla sera tardi.

Sembra comunque che almeno il problema del cibo sia stato risolto: ogni persona ha a disposizione un credito di 100 dollari australiani (circa 63 euro) al giorno da utilizzare con Uber Eats per poter ordinare i propri pasti. E pare che i giocatori costretti all’isolamento potranno avere attrezzi in stanza.

Durante la giornata di lunedì si è diffusa la voce che uno dei cinque casi di positività sia un giocatore, ma non ci sono state conferme sul nome dell’atleta interessato.

La giornalista canadese Stephanie Myles, anche lei in quarantena a Melbourne, ha riferito che un caso di positività sarebbe stato rilevato sul suo volo Singapore Airlines partito da Dubai e arrivato domenica mattina in Australia. Per ora non ci sono state conferme, ma se dovesse essere vero, tra i tennisti interessati ci saranno le italiane Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto che, passate le qualificazioni, hanno raggiunto Melbourne con quel volo. In ogni modo finora nessuna conferma, e per il momento nessun giocatore italiano è stato interessato dalla “quarantena stretta”.

Purtroppo l’inizio di questa avventura si sta rivelando alquanto problematica. Ora bisogna vedere se ci sarà qualche sviluppo soprattutto da parte dei giocatori, che visto l’elevatissimo numero di positivi potrebbero decidere di tentare un’azione comune.

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