Classifica ATP: con Mager tornano ad essere otto gli italiani in top 100

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Classifica ATP: con Mager tornano ad essere otto gli italiani in top 100

Gianluca guadagna 51 posizioni grazie alla finale raggiunta a Rio de Janeiro: è numero 77 del mondo. Continua la scalata al ranking di Garin, Jannik Sinner perde 7 posti e si piazza al numero 75

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Gianluca Mager - Rio de Janeiro 2020 (via Twitter, @RioOpenOficial)

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e – da qualche anno – tennisti. Mettete una racchetta in mano a un bambino nato nei confini patri e da qui a pochi lustri avrete ottime chance di vederlo entrare nella top 100. Per il momento l’impresa è riuscita al sanremese Gianluca Mager.

Nato nel ’94, cresciuto alla scuola di Diego Nargiso, Mager grazie alla finale di Rio de Janeiro è passato in sette giorni dalla posizione numero 128 alla 77; è il quarantacinquesimo italiano ad entrare nell’elite del tennis mondiale da quando nel 1973 fu istituito il ranking ed il quinto negli ultimi dieci mesi dopo Sonego, Travaglia, Caruso e Sinner. Inoltre – poiché non di sola gloria campano i tennisti – ha guadagnato un assegno di quasi 200.000 dollari, di poco inferiore al totale dei premi sino ad oggi da lui incassati.

Gli italiani in top 100 pertanto salgono a 8, a pari merito con gli statunitensi; solo Francia e  Spagna possono vantarne di più: rispettivamente dodici e nove. È però l’Italia a vantare i migliori giocatori classe 2001 e 2002 meglio classificati, ovvero Jannik Sinner e Lorenzo Musetti; quest’ultimo è al n. 311 del mondo e al torneo categoria 500 di Dubai proverà a infrangere la top 300.

ITALIANI IN TOP 200
Classifica Giocatore Punti Variazione
8 Berrettini 2860  
11 Fognini 2400  
46 Sonego 1038 6
75 Sinner 733 -7
77 Mager 718 51
84 Travaglia 684 1
86 Seppi 671 -6
100 Caruso 600 -3
112 Cecchinato 508 -1
121 Lorenzi 446 -3
126 Gaio 425 1
136 Fabbiano 399 -1
153 Giustino 340 1
154 Giannessi 338 3
157 Marcora 321 -7


Lorenzo Sonego eguaglia il suo best ranking grazie ai quarti di finale raggiunti a Rio, mentre Sinner e Marcora perdono punti e posizioni a causa del Challenger di Bergamo, teatro del primo exploit dell’altoatesino lo scorso anno e quest’anno malinconicamente privato di un vincitore da ragioni di salute pubblica. Questa settimana ammireremo Musetti e Fognini a Dubai; Cecchinato, Mager, Lorenzi e Caruso a Santiago del Cile.

LA TOP 20

 
Posizione Giocatore Nazione Punti ATP Delta
1 Djokovic Serbia 9720  
2 Nadal Spagna 9395  
3 Federer Svizzera 7130  
4 Thiem Austria 7045  
5 Medvedev Russia 5890  
6 Tsitsipas Grecia 4745  
7 Zverev Germania 3885  
8 Berrettini Italia 2860  
9 Monfils Francia 2860  
10 Goffin Belgio 2555  
11 Fognini Italia 2400  
12 Bautista Agut Spagna 2360  
13 Schwartzman Argentina 2265  
14 Rublev Russia 2219  
15 Shapovalov Canada 2075  
16 Wawrinka Svizzera 2060  
17 Khachanov Russia 2040  
18 Garin Cile 2005 7
19 Auger-Aliassime Canada 1771 -1
20 Isner USA 1760 -1


Alcune osservazioni

La vittoria a Rio de Janeiro ha regalato a Cristian Garin l’ingresso nella top 20. Questo ventiquattrenne cileno, che nello stile di gioco scintillante ricorda il suo connazionale Marcelo Rios quanto Steve Johnson John McEnroe, in 15 mesi ha scalato oltre 80 posizioni e conquistato quattro tornei: Houston, Monaco, Cordoba e, appunto, Rio de Janeiro. Chapeau.

– Dominic Thiem in Brasile ha fallito – complice Mager – l’assalto al terzo posto di Federer. Ma il sorpasso è ormai solo questione di pochi giorni, data l’assenza forzata dell’elvetico dal torneo di Dubai.

Felix Auger-Aliassime ha perso la quinta finale su cinque disputate. Il 10 su 10 di Benneteau non è più un miraggio.

COMPLIMENTI A… – Best ranking a profusione questa settimana:

  • Cristian Garin – n. 18
  • Ugo Humbert – n. 43
  • Alexander Bublik – n. 47
  • Yoshihito Nishioka – n. 48
  • Egor Gerasimov – n. 65
  • Tommy Paul – n. 66
  • Mikael Ymer – n. 72
  • Soonwoo Kwon – n. 76
  • Gianluca Mager – n. 77
  • Attila Balasz – n. 79

Doppia razione di complimenti per:

– Mager e Balasz, avversari in semifinale a Rio e per la prima volta in carriera tra i primi 100 del mondo.

– Nishioka per avere dato filo da torcere nella finale di Delray Beach ad un giocatore che lo sovrastava di oltre 40 cm di statura, Reilly Opelka.

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ATP

ATP Rotterdam: avanti Rublev e de Minaur, Khachanov elimina Wawrinka

Rublev non brilla contro il qualificato Giron ma vince in due set, il suo connazionale rischia poco contro Stan. L’australiano e Chardy vincono due derby

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Il martedì di Rotterdam si apre con il derby australiano tra Alex de Minaur e John Millman che rispetta il pronostico. Come nell’unico precedente, la vittoria di de Minaur arriva in due set, questa volta per 6-1 6-4, con dieci game consecutivi conquistati dal ventitreenne di Sydney fino a 4-0 del secondo set, quando Millman inizia la rincorsa che lo porta in pareggio nel parziale, prima di cedere definitivamente. A John non ha particolarmente giovato quel 45% di prime in campo, peraltro trasformandone meno della metà, a fronte di una prima avversaria ben più efficace. Ma, in generale, è complicato battere uno che contrattacca e corre meglio di te se non hai le armi per variare o per sfondarlo. Non solo complicato, ma sembra quasi che tu sia lì per fargli fare bella figura, come nel punto da 44 colpi, chiuso sì da Demon in un modo che avrebbe meritato la folla sugli spalti, però con grosso merito di John che, con l’altro per tre volte consecutive a scodellare recuperi in spaccata, non schioda i piedi dalla linea di fondo per andare a chiudere con una volée facile anche per… Ma non tiriamo in ballo gli assenti.

Dopo un primo set equilibrato, Andrey Rublev dilaga nel tie-break e fa suo anche il secondo parziale contro il qualificato statunitense Marcos Giron. È la sedicesima vittoria consecutiva per Rublev a livello di ATP 500: nella seconda parte della scorsa stagione, infatti, il ventitreenne moscovita ha alzato i trofei ad Amburgo, San Pietroburgo e Vienna. Non che questa stagione sia iniziata male, con una sola sconfitta, ai quarti dell’Australian Open, dopo l’en plein in ATP Cup. Al prossimo turno lo aspetta Andy Murray che, pur in grado di girare il match contro un ottimo Haase lunedì, avrà bisogno di più continuità e attenzione per avere possibilità di giocarsela.

 

È un brutto Stan Wawrinka quello che viene sconfitto in due set da Karen Khachanov. Una prima su due in campo per Stan, che sbaglia tanto all’inizio e, se salva il servizio di apertura, capitola al turno successivo. Karen annulla due opportunità consecutive del rientro al sesto gioco, ma Wawrinka continua a essere impreciso, cosa evidente soprattutto nei punti pesanti o quando sta comandando lo scambio, e il set va in archivio per 6-4.
Khachanov gioca un buon match e sfrutta molto meglio la risposta sulla seconda, ma, se vince dei punti remando in difesa, c’è qualcosa che non va dall’altra parte della rete. Se ne va con uno smash sbagliato l’occasione svizzera per il 15-40 in quel secondo gioco dove arriva comunque a un’inutile palla break, l’unica del set. È ancora 15-30 quando affossa una risposta di dritto sulla seconda russa. Nessuna sorpresa all’undicesimo gioco quando sbaglia tutto mandando l’altro a servire per il match, missione oggi fin troppo possibile per Khachanov. Per lui, al prossimo turno, la sfida inedita contro il qualificato Cameron Norrie, mancino britannico dallo stile “personale” e dalla mite velocità di palla, ma che difficilmente commetterà i 30 non forzati odierni di uno Stan ancora alle prese con gli strascichi del Covid-19. Chardy salva due match nel terzo set nel derby contro Humbert prima di chiudere al tie-break decisivo.

In serata, non prima delle 19.30, esordirà il secondo favorito del tabellone Stefanos Tsitsipas contro Egor Gerasimov, esentato speciale in virtù della semifinale raggiunta la settimana scorsa a Montpellier, dimostrando di essersi rialzato senza conseguenze dopo che a Melbourne gli era passato sopra un Karatsev.

Risultati:

A. de Minaur b. Millman 6-1 6-4
[4] A. Rublev b. [Q] M. Giron 7-6(1) 6-3
K. Khachanov b. [8] S. Wawrinka 6-4 7-5
[SE] E. Gerasimov vs [2] S. Tsitsipas
B. Coric vs [WC] B. Van de Zandschulp
H. Hurkacz b. A. Mannarino 6-3 7-6(6)
[Q] J. Chardy b. U. Humbert 4-6 7-6(5) 7-6(4)

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Al femminile

Ancora sull’Australian Open

Da Jennifer Brady ad Ashleigh Barty, da Karolina Muchova a Sofia Kenin: conferme, delusioni e sorprese nello Slam preceduto dalle quarantene differenti

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Ashleigh Barty e Karolina Muchova - Australian Open 2021

Otto Slam degli ultimi nove vinti da giocatrici giovani. Ne parlavo la scorsa settimana: a parte il successo di Simona Halep a Wimbledon 2019, da quando Osaka ha conquistato lo US Open 2018, nei Major hanno vinto solo giocatrici al massimo di 23 anni. Nel tennis femminile i titoli importanti seguono la linea verde.

Ma oggi non voglio tornare su questo tema, comunque significativo, quanto piuttosto sottolineare che all’ultimo Australian Open qualcosa di diverso è accaduto: in finale ha vinto la giocatrice nettamente favorita. E questa è una novità. Perché nei Major precedenti il successo delle tenniste più giovani aveva quasi sempre significato anche la prevalenza di giocatrici meno titolate nei confronti di avversarie dai palmarès più ricchi: Osaka su Serena a New York 2018, poi Osaka su Kvitova a Melbourne, Halep su Serena a Wimbledon, Andreescu su Serena a New York nel 2019; e nel 2020 Kenin su Muguruza, Osaka su Azarenka e Swiatek su Kenin.

L’unico precedente non proprio in linea era stata la vittoria di Barty su Vondrousova al Roland Garros 2019, anche se entrambe erano comunque esordienti a livello di finale Slam. Invece questa volta Osaka era data molto favorita contro Brady, per valori tecnici ma anche per curriculum; e ha mantenuto le aspettative. E dunque, oltre ai quattro di Major conquistati, questo costituisce un altro merito di Naomi.




 

Scendere in campo senza dover per forza vincere, infatti, era stato un fattore probabilmente decisivo per tutte le recenti avversarie di Serena; mentre Osaka a Melbourne ha dimostrato di saper reggere anche il peso dei favori del pronostico. Durante il torneo ha gestito le diverse pressioni che producono sia avversarie di “lignaggio” inferiore, come Brady in finale, sia nobilissime, anche se forse un po’ decadute, come WIlliams in semifinale.

Con l’accumularsi delle vittorie, Osaka ha quindi definitivamente cambiato status e sul cemento è diventata la favorita numero uno. A proposito di superfici: non so in quanti l’hanno notato, ma c’è stata una notevole continuità tecnica negli ultimi Slam disputati sul duro. Non solo perché la vincitrice è risultata la stessa, ma perché abbiamo avuto tre semifinaliste su quattro sempre presenti: Osaka, Brady e Serena Williams.

A cambiare è stata una sola giocatrice. A New York c’era Azarenka, a Melbourne abbiamo avuto Muchova. A parte il fatto che, per via del sorteggio, non sarebbe stato possibile riavere le stesse quattro protagoniste, ricordo che allo US Open l’unica in grado di togliere un set ad Azarenka prima che Vika approdasse in semifinale era stata proprio Muchova (5-7, 6-1, 6-4). Da questi dati si può dedurre che la maggiore sorpresa tecnica del torneo sia stata la giocatrice ceca. Ma su di lei torneremo più avanti.

Le diverse quarantene
Non è stato uno Slam del tutto “normale”. Non solo perché il pubblico è stato presente a fasi alterne, sostituito in alcune giornate da applausi preregistrati (che non sempre partivano a tempo). Non è stato normale soprattutto per la fase di avvicinamento, che ha comportato una quarantena per chi proveniva da fuori Australia. E la quarantena non è stata uguale per tutte; in sostanza ci siamo ritrovati con partecipanti in quattro diverse condizioni.

Le giocatrici di casa, già residenti in Australia, non avevano bisogno di rispettare particolari vincoli, e potevano muoversi liberamente. Poi c’era il secondo gruppo, molto ristretto, che ha giocato l’esibizione di Adelaide (oltre a Barty, composto da Serena e Venus Williams, Osaka, Halep e Begu): da quanto si è raccontato, per loro le condizioni erano migliori rispetto a quelle della maggior parte delle giocatrici, in quarantena a Melbourne. Le giocatrici di Melbourne avevano la possibilità di uscire dalla stanza di albergo solo per andare ai campi ad allenarsi, con al massimo due persone al seguito. Infine le più sfortunate, entrate in contatto con positivi durante i voli di trasferimento, che non hanno mai potuto lasciare la camera di albergo prima del torneo, e quindi nemmeno allenarsi sul campo.

A conti fatti, in finale sono arrivate Osaka (da Adelaide) e Brady (reduce dalla quarantena più dura). Va però detto che Jennifer Brady ha costituito una eccezione: di tutte le tenniste in quarantena stretta, nessun’altra è approdata al quarto turno. In sostanza dalla quarantena stretta proveniva una sola giocatrice su 16 ancora in gara nella seconda settimana. Tenuto conto che in quarantena stretta erano in 26, ciascuno può trarre le proprie valutazioni: 26 su 128 al via, 1 su 16 dopo la prima settimana.

Naturalmente un solo evento non fornisce una base statistica certa, perché i fattori che entrano in gioco sono tanti, e concentrarsi su un solo aspetto può risultare limitativo. Per questo rimangono discorsi pieni di incognite. Preferisco non integrare il tema della quarantena con quello delle teste di serie e della classifica, perché a mio avviso il nuovo calcolo del ranking non restituisce una fotografia tecnica del tutto attendibile, e quindi valutazioni più approfondite risultano ancora più complesse. Come cercherò di spiegare a pagina 2.

a pagina 2: Calcolo del ranking e teste di serie – Jennifer Brady

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Flash

Tennis in TV: quattro tornei, 16 ore al giorno di diretta su Supertennis

SuperTennis offre una settimana straordinaria di tennis in diretta con la prova Wta a Doha, l’ATP 500 a Rotterdam e il 250 di Buenos Aires. Anche il WTA 250 di Lione troverà ritagli di spazio

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Supertennis HD (Ch. 64 del Digitale Terrestre, Mux TIMB 3 – Copertura nazionale)

ATP 500 Rotterdam 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 13.00: Basilashvili c. Norrie
non prima delle 14.30: Nishikori c. Auger-Aliassime
non prima delle 19.30: Murray c. Haase
a seguire: Fucsovics c. Opelka
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 13.00, 15.00, 19.30 e 21.15
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 15.00 e 19.30 (semifinali)
domenica 7 marzo – LIVE alle ore 15.30 (finale); in replica alle 23.00

ATP 250 Buenos Aires 2021
lunedì 1° marzo – LIVE non prima delle ore 17.00: CECCHINATO c. Djere
non prima delle ore 22.00: Andujar c. Londero
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.00
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 18.00 (semifinale); differita alle ore 23.00 (semifinale)
domenica 7 marzo – LIVE alle ore 19.00 (finale)

 

WTA 500 Doha 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00 (semifinali)
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 16.00 (finale)

WTA 250 Lione 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 11.00: Rus c. Wang
alle ore 19: GIORGI c. Kuzmova
martedì 2 marzo – differita alle ore 02.00
mercoledì 3 marzo – differita alle ore 02.00
giovedì 4 marzo – differita alle ore 02.00
venerdì 5 marzo – differita alle ore 02.00
sabato 6 marzo – differita alle ore 02.00; LIVE alle 13.30 (semifinale1)
domenica 7 marzo – differita alle ore 01.00 (semifinale2), alle ore 21.15 (finale)

Tennis TV
Copertura integrale dei tornei ATP 250, 500, 1000 in streaming

Prezzi
14,99€ per un mese
109,99€ per un anno

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