Santiago Giraldo e Steve Darcis lasciano il tennis professionistico

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Santiago Giraldo e Steve Darcis lasciano il tennis professionistico

In questo 2020, oltre ai fratelli Bryan, si sono ritirati anche il colombiano e il belga

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Santiago Giraldo - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Come ogni anno la conclusione della stagione corrisponde anche al momento degli addii. Addii di chi ha deciso di dire basta con il tennis professionistico e concludere la propria carriera agonistica. I tennisti più celebri ad aver appeso la racchetta al chiodo in questo 2020 sono sicuramente Mike e Bob Bryan, capaci di vincere in coppia 1108 incontri durante una carriera iniziata nel 1995. La loro ultima apparizione è avvenuta a febbraio nel torneo di Delray Beach, coronata con l’ennesimo successo che va ad aggiungersi ai 16 Slam, 39 Masters 1000 e la medaglia d’oro Olimpica di doppio.

Il ritiro dei fratelli Bryan era stato annunciato già alla fine dello scorso anno e proprio in quel periodo era arrivata la stessa notizia da parte di Steve Darcis. Il belga ha giocato come ultimo torneo gli Australian Open perdendo al primo turno di qualificazione 7-5 7-5 da Elliot Benchetrit. “Sono tornato con successo nel 2019, ma dopo Wimbledon ho avuto di nuovo problemi alla spalla. Mentalmente e fisicamente, non sono più al meglio” ha detto il belga nell’ottobre 2019. “Un sacco di bei momenti della mia carriera rimarranno con me per sempre” ha poi aggiunto, e fra questi spicca la vittoria del 2013 sui prati londinesi contro Rafael Nadal.

L’altro tennista di singolare che ha deciso di dire basta alla sua esperienza tennistica in questo 2020 è Santiago Giraldo, ex n. 28 nel 2014. Il colombiano ha messo a segno 168 vittorie nel circuito raggiungendo la finale in due eventi ATP (nel 2011 a Vina del Mar perdendo da Robredo, e nel 2014 a Barcellona perdendo da Nishikori) aggiudicandosi inoltre 10 titoli a livello Challenger. “Ho iniziato a 15 anni e ora, a quasi 33 anni, ho deciso di ringraziare tutti e di mettere la parola fine a questo viaggio” ha detto Giraldo ai microfoni dell’ATP. Il suo ultimo incontro, una sconfitta contro Juan Londero, è stato giocato a marzo durante il tie di Coppa Davis contro l’Argentina.

 

Negli Slam il miglior risultato è il terzo turno, raggiunto in tre occasioni, mentre il suo torneo più memorabile resta quello di Madrid 2014. Sulla terra spagnola, in quella che fu la sua miglior stagione, batté consecutivamente Lleyton Hewitt, Jo-Wilfried Tsonga e Andy Murray raggiungendo i quarti di finale. Parlando del suo lungo percorso Giraldo ha aggiunto: “Ho fatto del mio meglio e ho dato tutto quello che avevo. Ricordo quel ragazzo curioso, unico, amante dei viaggi e ribelle che lasciò la sua casa a soli 12 anni, portandosi solo le sue racchette e i suoi sogni, fino ad arrivare qui oggi. Non rimpiango niente di ciò che ho fatto”.

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Risolto il giallo dell’orologio sparito di Medvedev: per la Procura non è furto

Secondo la ricostruzione della pm torinese Livia Locci l’addetto agli spogliatoi avrebbe trovato e non rubato il prezioso Bovet, avvertendo immediatamente il suo superiore

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Daniil Medvedev - Nitto ATP FInals 2021 (foto Twitter @atptour)

Tanto rumore per nulla? Sembra così delinearsi la vicenda riguardante la sparizione dell’orologio di Daniil Medvedev subito dopo l’atto conclusivo delle ATP Finals di Torino. Una vicenda, (che qui ricordiamo) appassionante e intrisa di mistero, fatta di alcuni passaggi non chiari, ricostruiti dalla procura del capoluogo piemontese che ha chiesto la chiusura del fascicolo aperto contro ignoti. Secondo le indagini portate a termine proprio in questi giorni, chi ha preso il prestigioso Bovet OttantaSei, lo ha fatto con lo spirito del buon padre di famiglia (le reminiscenze legate agli studi economico/giuridici ancora mi pervadono), per evitare che presunti malintenzionati potessero invece appropriarsene in via definitiva. Ma cosa è successo nello specifico?

Stando alla ricostruzione della pm Livia Locci e riportate dal quotidiano “La Repubblica”, l’addetto agli spogliatoi, nello specifico incaricato di ritirare i phon messi a disposizione agli atleti da una famosa ed importante casa di elettrodomestici, avrebbe ritrovato il segnatempo su un termosifone ed evidentemente riconoscendone il valore ha pensato bene di portarlo con sé, avvertendo immediatamente un suo superiore. Questi avrebbe avvisato a sua volta un dirigente ATP del ritrovamento. Quest’ultimo avrebbe deciso di tenere l’orologio in custodia salvo poi riconsegnarlo qualche settimana dopo a Madrid dove avrebbe rivisto il giocatore russo per le battute finali di Coppa Davis; questa, piuttosto arzigogolata, tecnica di riconsegna però era in contrasto con la denuncia per furto sporta dal giocatore russo, presso la polizia italiana, che ha contattato subito il manager invitandolo a riconsegnare alle forze dell’ordine il bene, restituito illico et immediate al legittimo proprietario.


Ora sarà il gip a chiudere definitivamente la questione, anche se quest’ultimo passo è quasi una formalità che mette una volta per tutte la parola fine ad una vicenda comunque complessa, pur nella sua banalità, che non si sposa con il processo alle intenzioni di ciò che poteva essere e non è stato. Che dire? Fu vero furto? Secondo la procura no, a cui è affidata l’ardua sentenza. I posteri se ne faranno una ragione.

 

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WTA Awards 2021, annunciate le vincitrici: Ashleigh Barty giocatrice dell’anno

Doppio successo per Barbora Krejcikova: miglior doppista con Siniakova e singolarista più migliorata. Premiate anche Raducanu e Suarez Navarro

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Ashleigh Barty con il trofeo - Wimbledon 2021 (credit to AELTC_Thomas Lovelock)

Da St. Petersburg in Florida, sede del quartier generale della Women’s Tennis Association, arriva l’annuncio delle vincitrici dei WTA Awards 2021, i premi riservati alle migliori tenniste del Tour, suddivisi in cinque categorie. Migliore giocatrice dell’anno è la numero 1 del mondo Ashleigh Barty, premiata con il prestigioso riconoscimento già ottenuto nel 2019. Durante questa stagione, la venticinquenne di Ipswich ha vinto a Wimbledon il suo secondo titolo Slam dopo il trionfo al Roland Garros 2019. Ha inoltre alzato il trofeo a Miami dov’era campionessa uscente, a Cincinnati, allo Yarra Valley Classic e a Stoccarda. Prima anche nella Race, ha chiuso al primo posto la classifica per il terzo anno consecutivo – nel 2020 praticamente senza giocare, ma quelle erano le regole.

Dalla regina alle regine: le ceche Katerina Siniakova e Barbora Krejcikova vincono il premio per il doppio dell’anno. Rispettivamente numero 1 e 2 del ranking di specialità e prima coppia nella Race. Anche per loro si tratta di una seconda volta dopo il riconoscimento del 2018. Nel palmarès stagionale di Barbora e Katerina spiccano i titoli del Roland Garros e delle WTA Finals di Guadalajara, oltre alla medaglia d’oro olimpica.

Tocca adesso alla giocatrice più migliorata dell’anno, premio destinato alla tennista che “finisce l’anno in Top 50 dopo aver dimostrato significativi miglioramenti nell’arco della stagione”: è Barbora Krejcikova che, oltre a essersi fatta valere in doppio, in singolare ha alzato tre trofei, i primi della carriera. Protagonista dell’accoppiata vincente singolo/doppio al Roland Garros, ha vinto anche i tornei di Strasburgo e Praga. Più che in Top 50, Barbora ha chiuso l’anno in Top 5, dopo aver toccato persino la terza posizione in classifica.

 

Suona meglio in inglese, ma lo traduciamo comunque: il premio per la nuova arrivata del 2021 va a Emma Raducanu. Newcomer of the Year, “colei che è entrata in Top 100 e/o ha conseguito risultati degni di nota”; quindi, considerando che aveva finito il 2020 al 343° posto mentre ora è al 19° e che ha vinto lo US Open con una straordinaria cavalcata iniziata dalle qualificazioni, possiamo affermare che ha soddisfatto – e pure ampiamente – entrambe le condizioni, in barba alla possibilità ammessa da quel “e/o”. Inoltre, in Church Road, è stata la più giovane tennista britannica a raggiungere gli ottavi nella storia di Wimbledon. Come se non bastasse, in ottobre a Cluj-Napoca ha addirittura vinto il suo primo incontro in un torneo WTA.

Ultima nell’elenco delle categorie ma certo non nei cuori degli appassionati è Carla Suarez Navarro, premiata come Comeback Player of the Year, tennista al rientro dopo che la sua classifica era precipitata a causa di infortuni o motivi personali. Un ritorno particolarmente gradito, non solo perché una delle atlete più sportive e corrette del circuito, ma perché la scorsa stagione, quella in cui aveva programmato il ritiro, è stata interrotta dalla pandemia prima e dal linfoma di Hodgkin poi. La volontà di guarire e tornare a giocare per essere ricordata sul campo e “non in un letto di ospedale” è stata premiata e Carlita ha impugnato la racchetta a Parigi, Wimbledon, Olimpiadi, US Open e in Billie Jean King Cup.

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Australian Open

Australian Open 2022, entry list femminile: non ci sarà Serena Williams

La statunitense dà forfait su consiglio dei medici per via delle non adeguate condizioni fisiche. Presenti tutte le Top 40, inclusa la campionessa uscente Naomi Osaka. Per l’Italia Giorgi e Paolini nel tabellone principale

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Serena Williams - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Comanda Ashleigh Barty nell’entry list femminile dell’Australian Open 2022. La numero uno del mondo – che ha saltato le Finals messicane vinte da Garbine Muguruza e tenterà di far vincere in casa l’Australia dopo 44 anni – guida una lista di partecipanti che comprende tutte le migliori 40 del ranking compresa la campionessa in carica (e due volte del torneo) Naomi Osaka. Non ci sarà invece Serena Williams, assente da Wimbledon 2021 ed evidentemente non ancora in grado di tornare a competere. La rinuncia è avvenuta “su consiglio dei medici” – come ha dichiarato in una nota – e lascia comunque dubbi su quali potranno essere le sue prospettive di rientro a 40 anni. “Anche se questa non è una decisione facile da prendere, non sono dove devo essere fisicamente per competere“, ha spiegato la sette volte campionessa del primo Slam dell’anno, a meno uno dall’eguagliare – missione sempre più complicata, a questo punto – l’ambito record di tutti i tempi di Margaret Court.

Altro forfait rilevante quello di Bianca Andreescu, già annunciato, con la campionessa dello US Open 2019 che ha deciso di prendersi per motivi personali un periodo di pausa dal circuito. Prima volta a Melbourne Park, invece, per la diciannovenne campionessa dello US Open Emma Raducanu, un anno fa di questi tempi ancora ai margini dei tornei che contano. Prima che le cambiasse la vita. Tra le azzurre, main draw garantito solo per Camila Giorgi e Jasmine Paolini, mentre Martina Trevisan è fuori di otto posizioni (al netto di altre eventuali rinunce).

 

Di seguito la entry list completa:

Qui le entry list aggiornate dell’Australian Open 2022

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