ATP Ranking: Nadal torna al secondo posto. Sinner settimo italiano di sempre

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ATP Ranking: Nadal torna al secondo posto. Sinner settimo italiano di sempre

Grazie al successo di Barcellona Rafa scavalca Medvedev. Jannik sale al numero 18, Musetti è numero 83 del mondo

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Rafa Nadal - Barcellona 2021 (via Twitter, @bcnopenbs)

“Ci sono più cose in cielo e in terra Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia”. (Amleto)

La settimana tennistica appena trascorsa ne ha aggiunte due al nostro bagaglio di insipienza; entrambe riguardano Aslan Karatsev:

1- Cosa ha repentinamente trasformato un onesto giocatore di Challenger ventisettenne in un campione in grado di battere un buon Djokovic a casa sua al termine di una battaglia epica?

 

2- Quando si accorgeranno di lui gli sponsor di abbigliamento per il tennis?

Fatta questa doverosa ammissione di ignoranza torniamo ai numeri cominciando dalla top 20:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia11963 
2NadalSpagna98101
3MedvedevRussia9700-1
4ThiemAustria8365 
5TsitsipasGrecia7980 
6ZverevGermania6125 
7RublevRussia6000 
8FedererSvizzera5875 
9SchwartzmanArgentina3765 
10BerrettiniItalia3568 
11Bautista AgutSpagna3090 
12Carreno BustaSpagna30151
13GoffinBelgio2885-1
14ShapovalovCanada2820 
15MonfilsFrancia2770 
16HurkaczPolonia2600 
17DimitrovBulgaria2576 
18SinnerItalia25481
19RaonicCanada2495-1
20Auger-AliassimeCanada2418 


Due osservazioni:

 CASA ITALIA

“Tutti i giorni pernici” disse il Re Sole al Cardinale Mazzarino; nel nostro piccolo vi diciamo la stessa cosa a proposito del tennis maschile italiano, poiché da tempo propone solo pietanze raffinate: domenica Matteo Berrettini ha vinto il torneo di Belgrado superando in finale Aslan Karatsev e i suoi polpacci e Andrea Pellegrino il Challenger di Roma 1. Grazie a questa vittoria il ventiquattrenne pugliese ha guadagnato 47 posizioni ed ha raggiunto il proprio best ranking: n. 241. Anche Jannik Sinner e Lorenzo Musetti hanno migliorato il proprio best rankingil primo giocando alla grande a Barcellona il secondo stando a riposo; a inizio stagione occupavano rispettivamente la posizione numero 36 e129.

ITALIANI TOP 200

ClassificaNomeVariazionePunti
10Berrettini 3568
18Sinner12548
28Fognini-12048
32Sonego 1817
67Travaglia-4999
81Caruso 928
83Musetti4911
91Mager7860
94Cecchinato 816
96Seppi 814
138Gaio 539
158Lorenzi1466
165Fabbiano1439
167Giannessi-2437
174Giustino5413
191Marcora-1366


Questa settimana vedremo in campo Marco Cecchinato al torneo dell’Estoril.

RACE TO…

Rafael Nadal entra tra i migliori otto giocatori della stagione; Alexander Zverev è nono; Matteo Berrettini undicesimo.

FINALS TORINO

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATP
1TsitsipasGrecia28405
2RublevRussia24907
3DjokovicSerbia23201
4MedvedevRussia21303
5KaratsevRussia150527
6HurkaczPolonia144016
7SinnerItalia122018
8NadalSpagna10252


Immutati i nomi dei migliori 8 under 21 del primo quadrimestre; Auger-Aliassime sale al secondo posto.

Next Generation

GiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
SinnerItalia1220182001
Auger-AliassimeCanada565202000
KordaUSA495652000
MusettiItalia450832002
BrooksbyUSA3021662000
JM CerundoloArgentina2881762001
MachazCechia2131402000
AlcarazSpagna1871202003
NakashimaUSA1781362001

BEST RANKING

Due dei tre protagonisti di questa sezione della rubrica sono italiani ma – come abbiamo già detto – ormai siamo assuefatti alle belle notizie.

GiocatoreNazionePosizione
SinnerItalia18
PopyrinAustralia77
MusettiItalia83

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Australian Open

Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Orologi & Campioni: Rado al polso di Cameron Norrie

Il neo campione di Indian Wells indossava un Captain Cook High-Tech Ceramic durante la premiazione. Ne scopriamo insieme le caratteristiche

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Cameron Norrie - ATP Indian Wells 2021 (via Twitter, BNPPARIBASOPEN)

Un successo meritato quanto inaspettato ha travolto la vita agonistica di Cameron Norrie, fresco vincitore del 1000 di Indian Wells, una vita da “numero due” del tennis britannico, che ha finalmente rotto gli indugi e conquistato quell’obiettivo da molti ambito, da pochi raggiunto. E dire che c’era anche andato vicino quest’anno; è vero, ha vinto un torneo ma si trattava “soltanto” di un 250 a Los Cabos, nulla in confronto di ciò che poteva essere e non è stato (per fortuna nostra e di Matteo Berrettini) al Queen’s, proprio nel circolo che ha le stigmate reali nel nome e nell’atmosfera, entrambe so british. Ma quella di Norrie è stata un’ascesa graduale culminata nella vittoria del suo primo 1000 e che ha avuto nel tempo, nel giusto tempo, l’aspetto fondamentale. Un percorso in continua crescita, scandendo perfettamente il ritmo del suo tennis e dei suoi obiettivi.

E non è un caso che il tempo sia un aspetto fondamentale in questa storia. Cameron Norrie è, infatti, ambassador di Rado, azienda di orologeria svizzera, fondata nel 1917, la cui sede è a Lengnau, e che ha nel tennis uno dei propri spunti di collaborazione e sponsorizzazione. Nel circuito, infatti, da oltre 30 anni, è main sponsor di alcuni tra i più importanti tornei del circuito ATP, uno fra tutti: Basilea.

Tornando all’eroe del cemento californiano, la nostra attenzione è stata catturata dal polso destro del giocatore mancino (di racchetta), fotografato insieme al suo inseparabile “Captain Cook High-Tech Ceramic” che abbina molti anni di ricerca e sviluppo alla storia e alla tradizione del Rado Captain Cook. L’odierna evoluzione della gamma Captain Cook in ceramica hi-tech esprime il DNA di Rado nella sua forma più pura. Dispone di alcuni tra i più brillanti successi del marchio, come la rivoluzionaria cassa monoblocco in ceramica hi-tech di Rado o la ceramica hi-tech antigraffio e ipoallergenica, ed è azionato dal calibro Rado R734 di elevata qualità dotato di spirale Nivachron. L’innovativa spirale Nivachron offre un reale vantaggio nella vita quotidiana proteggendo l’orologio dai campi magnetici. L’orologio ha un movimento con riserva di ricarica di 80 ore, cassa in acciaio che misura 43 mm ed un’impermeabilità di 300m. Il segnatempo è proposto ad un prezzo di listino di 3950€.

 
Captain Cook High-Tech Ceramic – (via Twitter, Swatch Group)

In conclusione possiamo dire che si tratta di un prodotto molto bello da vedere con un calibro home made, chiamato Sistem 51, su cui l’azienda ha investito circa 90 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Qualche dubbio sulla chiusura a pressione del fondello, quindi senza viti o avvitamento, il che lascia qualche dubbio sulla permeabilità dell’orologio che comunque, è giusto dirlo, vale il prezzo a cui è proposto e vale il polso che lo indossa. Soprattutto quello di un campione di 1000: su quei polsi ne abbiamo visti di peggio (di orologi, s’intenda…).  

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Emma Raducanu prova con Esteban Carril, vecchio coach di Johanna Konta

La campionessa dello US Open inaugura il casting per la panchina dopo il licenziamento di Andrew Richardson

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Emma Raducanu - US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

L’apprezzato consigliere Tim Henman, protagonista di una parte non trascurabile nel suo successo a New York, stavolta è stato ascoltato a metà. “Raducanu avrà tutto il tempo di selezionare un nuovo allenatore durante la off season – aveva detto l’ex numero uno britannico in una recente intervista -, adesso non è il momento giusto per pensarci”. Invece, quando ancora alla fine della stagione manca un mesetto buono, Emma ha inaugurato il casting per la panchina, allo stesso tempo ambita e scottante.

Secondo Times e BBC la teenager nata a Toronto avrebbe assunto in prova il coach spagnolo Esteban Carril, famoso nell’ambiente in quanto artefice della scalata alla top 10 di Johanna Konta tra il 2015 e il 2016. Presa quando la tennista nata a Sydney si trovava ben fuori dalle prime cento della classifica, Carril ha condotto Konta nel gotha del tennis femminile, grazie a risultati straordinari quali la semifinale all’Australian Open 2016 e il primo titolo a livello di Tour maggiore guadagnato a Stanford nel luglio successivo. I due si separarono a sorpresa alla fine di quella stagione, e da allora Carril ha continuato a lavorare saltuariamente per la LTA, con apparizioni nei box di Katie Swan e Jay Clarke.

La campionessa dell’ultimo US Open, sempre in cerca di un coach di grande esperienza che possa coltivarne le notevolissime doti, sta sviluppando una problematica nomea di mangia-allenatori. Solo in questa stagione Emma ha già spedito la fatidica lettera a tre tecnici: Nigel Sears, licenziato dopo Wimbledon; Andrew Richardson, l’angelo custode nella pazza corsa newyorchese; e infine Jeremy Bates, accompagnatore nella brevissima comparsata a Indian Wells.

 

Intanto da oltremanica arriva un aneddoto interessante firmato Mark Petchey, ex tennista inglese nello staff di Raducanu per qualche mese nel corso del 2020. “Stavamo giocando un match del British Tour – ricorda Petchey -, e a un certo punto Emma mi ha detto sconsolata di non saper tirare un servizio kick decente. Alla fine della partita, per migliorare quel fondamentale, mi sono fatto dare una mano da Esteban Carril, e adesso il suo kick è pulito, incisivo, affidabile”. Poco più di un anno dopo, Carril verrà probabilmente convocato per sistemare anche le restanti questioni pendenti.

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