WTA Ranking: Krejcikova è a soli due punti dalla top 10 (e da Halep)

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WTA Ranking: Krejcikova è a soli due punti dalla top 10 (e da Halep)

La ceca insida Simona Halep che rischia di salutare la top 10 dopo sette anni e mezzo. Giorgi sale di tre posti, male Paolini e Trevisan

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Doveva essere una settimana di transizione, dopo Wimbledon, e invece i tornei di Budapest, Praga e Losanna hanno portato novità degne di nota nella classifica odierna.

Partiamo dalla top 20, nella quale i movimenti sono pochi ma significativi. Garbiñe Muguruza consolida la sua presenza nelle dieci risalendo di una posizione: supera Simona Halep (-1, n.10) e si posiziona al n.9. La rumena è “sotto attacco”. Barbora Krejcikova, infatti, vincendo a Praga il suo terzo titolo stagionale (e questa volta sul cemento), guadagna due posti in più e si ferma al n.11 a soli due punti da Halep. È davvero concreta la possibilità che nelle prossime settimane Simona sia superata dalla ceca ed esca dalla top 10 dopo esservi rimasta per sette anni e mezzo.

In top 50 non si registrano nuovi ingressi. Le atlete che distinguono di più sono Yulia Putintseva (+7, n.35), vincitrice a Budapest su Anhelina Kalinina (+15, n.80), Tamara Zidansek (+13, n.37), grazie al titolo conquistato a Losanna sconfiggendo la rivelazione Clara Burel (+27, n.98), e Danielle Collins (+5, n.44), in semifinale a Budapest.

 

Altri movimenti in top 100: Fiona Ferro, sconfitta da Burel a Losanna nei quarti, perde 12 posti e si posiziona al n.64; segue la sua sorte la connazionale Cornet (-7, n.66); perdono quota sia Patricia Maria Tig (-9, n.74) sia Irina Camelia Begu (-10, n.81); tra le atlete in maggior progresso, oltre a Kalinina e Burel, non possiamo dimenticare Tereza Martincova (+11, n.67), finalista a Praga,

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty209635
20Naomi Osaka157336
30Aryna Sabalenka296965
40Sofia Kenin265640
50Bianca Andreescu135331
60Elina Svitolina295125
70Karolina Pliskova234975
80Iga Swiatek174695
9+1Garbiñe Muguruza204165
10-1Simona Halep174115
11+2Barbora Krejcikova304113
12-1Belinda Bencic264085
13-1Petra Kvitova213985
140Victoria Azarenka193845
150Jennifer Brady253830
160Serena Williams143641
170Elise Mertens303495
180Anastasia Pavlyuchenkova263420
190Maria Sakkari253420
200Elena Rybakina333083
210Kiki Bertens252975
220Angelique Kerber232950
230Ons Jabeur282930
240Karolina Muchova202876
250Cori Gauff232765
260Madison Keys192575
270Jessica Pegula242470
280Anett Kontaveit222385
290Paula Badosa372260
300Jelena Ostapenko262170
310Daria Kasatkina292090
320Petra Martic272060
330Veronika Kudermetova302040
340Ekaterina Alexandrova302000
35+7Yulia Putintseva321865
36-1Alison Riske211815
37+13Tamara Zidansek281770
38-2Nadia Podoroska381762
39-2Sorana Cirstea271734
40-2Johanna Konta181728
41-2Marketa Vondrousova211717
42-2Shelby Rogers321698
43-2Svetlana Kuznetsova181693
44+5Danielle Collins201630
45-2Magda Linette291628
46-2Dayana Yastremska231580
47-2Donna Vekic251550
48-2Sara Sorribes Tormo321550
49-2Qiang Wang251545
50-2Viktorija Golubic301531

CASA ITALIA

Se da una parte Camila Giorgi guadagna altri 3 posti ed entra tra le prime 60 del ranking (precisamene si porta al n.58), dall’altra Jasmine Paolini ne lascia per strada ben 5 e scivola al n.92. Perde contatto con la top100 Trevisan, che retrocede di un’altra posizione. Bellissimi exploit di Lucia Bronzetti (+51, n.190), nei quarti a Losanna grazie a un percorso lungo il quale ha sconfitto anche la testa di serie n.8 Blinkova, e di Lucrezia Stefanini (+28, 252), semifinalista all’ITF di Biarritz. Perdono terreno invece Martina Di Giuseppe (-84, n.296) e Angelica Moratelli (-20, n.461).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
58+3Camila Giorgi261350
92-5Jasmine Paolini40920
102-1Martina Trevisan34817
104+1Sara Errani37797
113-1Elisabetta Cocciaretto28730
190+51Lucia Bronzetti41391
191-7Giulia Gatto-Monticone34389
245-1Jessica Pieri40283
252+28Lucrezia Stefanini36275
2870Federica Di Sarra31235
296-84Martina Di Giuseppe38219
300-4Bianca Turati23216
327-4Martina Caregaro28193
334+1Stefania Rubini27177
359-6Cristiana Ferrando32155
372-3Camilla Rosatello31148
456-4Nuria Brancaccio28107
461-20Angelica Moratelli35106
481-1Tatiana Pieri29100
484+5Lisa Pigato1897

NEXT GEN RANKING

Entra in classifica Clara Burel, direttamente al n.9. Prende il posto di Catherine McNally. Elisabetta Cocciaretto chiude la classifica under 20. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20018
20Cori Gauff200425
30Marta Kostyuk200265
40Leylah Fernandez200272
50Maria Camila Osorio Serrano200179
6+1Amanda Anisimova200184
7-1Anastasia Potapova200186
80Clara Tauson200296
9Clara Burel200198
10-1Elisabetta Cocciaretto2002113

LA RACE

Ritorna al n.2 Barbora Krejcikova. Entra in top 20 Tamara Zidansek (+5, n.19) al posto di Kasatkina.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty105381
2+1Barbora Krejcikova133778
3-1Aryna Sabalenka133538
40Iga Swiatek102680
50Karolina Pliskova132607
60Naomi Osaka72536
70Garbiñe Muguruza122325
80Anastasia Pavlyuchenkova122029
90Ons Jabeur132010
100Cori Gauff132005
110Maria Sakkari111956
120Elise Mertens121839
130Jennifer Brady101808
140Paula Badosa111737
150Karolina Muchova81687
160Veronika Kudermetova161658
170Jessica Pegula131647
180Angelique Kerber121581
19+5Tamara Zidansek131581
20-1Elina Svitolina131572

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Emma Raducanu prova con Esteban Carril, vecchio coach di Johanna Konta

La campionessa dello US Open inaugura il casting per la panchina dopo il licenziamento di Andrew Richardson

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Emma Raducanu - US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

L’apprezzato consigliere Tim Henman, protagonista di una parte non trascurabile nel suo successo a New York, stavolta è stato ascoltato a metà. “Raducanu avrà tutto il tempo di selezionare un nuovo allenatore durante la off season – aveva detto l’ex numero uno britannico in una recente intervista -, adesso non è il momento giusto per pensarci”. Invece, quando ancora alla fine della stagione manca un mesetto buono, Emma ha inaugurato il casting per la panchina, allo stesso tempo ambita e scottante.

Secondo Times e BBC la teenager nata a Toronto avrebbe assunto in prova il coach spagnolo Esteban Carril, famoso nell’ambiente in quanto artefice della scalata alla top 10 di Johanna Konta tra il 2015 e il 2016. Presa quando la tennista nata a Sydney si trovava ben fuori dalle prime cento della classifica, Carril ha condotto Konta nel gotha del tennis femminile, grazie a risultati straordinari quali la semifinale all’Australian Open 2016 e il primo titolo a livello di Tour maggiore guadagnato a Stanford nel luglio successivo. I due si separarono a sorpresa alla fine di quella stagione, e da allora Carril ha continuato a lavorare saltuariamente per la LTA, con apparizioni nei box di Katie Swan e Jay Clarke.

La campionessa dell’ultimo US Open, sempre in cerca di un coach di grande esperienza che possa coltivarne le notevolissime doti, sta sviluppando una problematica nomea di mangia-allenatori. Solo in questa stagione Emma ha già spedito la fatidica lettera a tre tecnici: Nigel Sears, licenziato dopo Wimbledon; Andrew Richardson, l’angelo custode nella pazza corsa newyorchese; e infine Jeremy Bates, accompagnatore nella brevissima comparsata a Indian Wells.

 

Intanto da oltremanica arriva un aneddoto interessante firmato Mark Petchey, ex tennista inglese nello staff di Raducanu per qualche mese nel corso del 2020. “Stavamo giocando un match del British Tour – ricorda Petchey -, e a un certo punto Emma mi ha detto sconsolata di non saper tirare un servizio kick decente. Alla fine della partita, per migliorare quel fondamentale, mi sono fatto dare una mano da Esteban Carril, e adesso il suo kick è pulito, incisivo, affidabile”. Poco più di un anno dopo, Carril verrà probabilmente convocato per sistemare anche le restanti questioni pendenti.

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Verso Musetti-Sinner, coach Tartarini: “Jannik è fortissimo, è una partita come un’altra”

Le parole dell’allenatore di Musetti dopo il successo di Lorenzo contro Mager: “Una vittoria che fa bene al morale, si sentiva in palla”. Oggi alle 18:30 il derby contro Sinner ad Anversa

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Musetti e Tartarini allo US Open 2021

Nel match di esordio ad Anversa, Lorenzo Musetti ha sconfitto con un doppio tiebreak Gianluca Mager regalandosi un altro derby agli ottavi di finale. Alle 18:30 di oggi (mercoledì 20 ottobre) affronterà infatti Jannik Sinner. Abbiamo raggiunto telefonicamente Simone Tartarini alla vigilia della sfida con Jannik, ecco le sue parole.

Oggi Lorenzo l’abbiamo visto davvero bene, in una partita molto combattuta.

Effettivamente oggi ha giocato molto bene, soprattutto rispetto alle ultime prestazioni (ride, ndr).

Mager era partito molto forte.

Sì, Gianluca ha giocato un ottimo primo set, ma Lorenzo è stato bravo a non lasciare la partita, infatti non si è mai lamentato ed è rimasto concentrato sul gioco. È riuscito così a colpire sempre in spinta e nel primo tie-break è stato quasi perfetto.

 

Una vittoria che fa bene al morale.

Sì, fa bene al morale e fa bene a lui che capisce che se si lavora con impegno i risultati arrivano. Infatti in settimana si era preparato molto bene e si sentiva in palla.

Qui ad Anversa i campi non ci sono sembrati velocissimi.

Sono un po’ più veloci rispetto a Sofia e Indian Wells ma niente di eccessivo, assomigliano ai campi francesi. Poi le palline sono ottime, l’usura è lenta e si gioca molto bene.

Domani il derby con Sinner che si sta giocando dei punti pesanti in ottica Finals. Con lui sta forse nascendo una nuova rivalità tipo Coppi-Bartali?

Ma no! (ride, ndr). Per me è una partita come un’altra. Lo stesso direi per Lorenzo. Poi certamente Jannik è fortissimo, ma dicendo questo non scopro nulla. Domani prima faremo un po’ di warm-up, poi alle 18:30 in campo e speriamo per il meglio.

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Lo spagnolo Nicola Kuhn torna tedesco

Mamma russa, austriaco di nascita, spagnolo d’adozione, davisboy teutonico, “pro” iberico e non è finita

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Definire la nazionalità di alcuni tennisti è al contempo incredibilmente complesso e noiosamente facile. Nasci in un posto che non è quello di origine dei genitori, i quali tra l’altro hanno nazionalità diverse tra loro, cresci in un altro Paese, ne rappresenti tennisticamente un altro ancora, poi si scopre che tuo padre era in realtà un agente sotto copertura di una potenza straniera, ma alla fine era solo un sogno. Deriva fiction a parte, tutto ciò si semplifica agevolmente limitandosi a guardare la bandierina nella scheda ATP o WTA dell’atleta in questione. Così, Denis Shapovalov e Leylah Fernandez sono tennisti canadesi, Emma Raducanu e Cameron Norrie britannici, Nicola Kuhn…

Beh, prima di tutto, ricordiamo chi è Nicola Kuhn: ventunenne allenato da Javier Fernandez e n. 249 della classifica, è colui che non ha trasformato otto match point prima di crollare in preda ai crampi contro Mischa Zverev, tedesco ma anche russo, nato nella Mosca allora sovietica da Irina e Alexander senior che però non era ancora senior. Kuhn ha anche vinto due titoli Challenger, arrivando al n. 174 ATP verso la fine del 2019 e parla spagnolo, tedesco, russo, francese e inglese.

Babbo tedesco (Repubblica Federale o Democratica?) e mamma russa (di nuovo, ex sovietica), Nicola è venuto alla luce a Innsbruck, risiede in Spagna a Torrevieja da quando aveva tre mesi e dichiara il duro come superficie preferita. Anche nel caso di questo ex promettente teenager, per evitare di tirare in ballo albero genealogico, storia, geopolitica e chissà che altro, si ricorre alla solita semplificazione e viene definito un tennista spagnolo appunto perché nella pagina ATP di Kuhn c’è la bandiera della Spagna.

Giusto o sbagliato che sia. Sbagliato, in effetti, più che altro perché lunedì 18 ottobre è comparsa la bandiera tedesca sotto il suo nome. Lo sfondo è ancora quello della Rojigualda, ma non possiamo pretendere tutto e subito, specialmente nel giorno in cui il ranking aveva sottratto a Jannik Sinner i 250 punti di Sofia e tre posizioni, mentre la scheda activity di qualsiasi giocatore risultava completamente priva di… attività. Prima di lamentarci, tuttavia, pensiamo al sito user-hostile della WTA.

Nicola Kuhn: prima, dopo e viceversa

Per Kuhn – stavamo parlando di lui? – si tratta in realtà di un ritorno, dal momento che aveva già gareggiato per la Germania mettendosi in mostra alla Coppa Davis Junior del 2015. Nel dicembre dello stesso anno, come spiega Marca, Nicola era passato alla Spagna grazie all’impegno del Consiglio Superiore dello Sport, della Lega Calcio Professionistico e della IMG; curiosamente, lo stesso giorno “diventava spagnola” la nativa di New York Paula Badosa, colei che invece non ha più bisogno di presentazioni. La scorsa settimana ad Alicante, Kuhn ha giocato il suo ultimo derby iberico nello sfortunato sorteggio contro Verdasco ad Alicante, quindi in un torneo di casa. E dovrebbe tornare in campo, sempre da da giocatore di casa, la prossima settimana al Challenger di Ismaning in Baviera.

 

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