Ons Jabeur, Top 10 del tutto speciale - Pagina 2 di 4

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Ons Jabeur, Top 10 del tutto speciale

I risultati raggiunti nelle ultime stagioni dalla giocatrice tunisina non hanno precedenti nella storia del tennis femminile

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Ons Jabeur si avvicina al tennis da giovanissima. Ha appena 3-4 anni, quando la mamma le fa provare a maneggiare una racchetta, e subito le piace. Ultima di quattro figli (con due fratelli e una sorella), Ons, si applica, dimostra di avere talento, e così a 13 anni sceglie di frequentare un collegio con indirizzo sportivo che le permetta di sviluppare le sue qualità. Per questo si trasferisce dalla città dove abita, Sousse, a Tunisi, a 140 km di distanza. Allontanarsi da casa a quell’età non è semplice, ma decide che ne vale la pena.

Quando ha l’età per affacciarsi ai primi tornei junior, comincia a giocare i piccoli eventi tunisini, e poi quelli di altri nazioni limitrofe (Marocco, Egitto, Emirati etc.). Siamo nel 2008. Nelle tre stagioni successive Jabeur percorre la tipica trafila delle junior di tutto il mondo. Occorre attendere un anno e mezzo di buoni risultati in tornei locali prima di avere la classifica sufficiente ad affrontare uno Slam.

 

Finalmente, nel settembre 2009 può iscriversi allo US Open, ma il sorteggio che le capita è proibitivo. Ons ha la sfortuna di imbattersi in una delle più forti e precoci giocatrici del tennis femminile recente: la campionessa del 2008 Laura Robson, capace di vincere quel titolo dodici mesi prima, ad appena 14 anni.

Per dare una idea della forza e della precocità di Robson: passata professionista da giovanissima, Laura avrebbe sconfitto su quegli stessi campi di Flushing Meadows Kim Clijsters e Li Na, prima che una serie di infortuni le compromettesse la carriera (il suo best ranking, numero 27, risale a quando aveva 19 anni). Contro Robson, Jabeur perde 6-0, 6-1 a dimostrazione che certi repentini salti di categoria sono difficili da digerire anche per chi nasce con un grande talento.

Ma nel giro di qualche mese Ons cresce di rendimento, al punto che la ritroviamo meno di un anno dopo finalista al Roland Garros junior 2010. Per raggiungere la finale sconfigge avversarie che diventeranno celebri, come Caroline Garcia e Sloane Stephens (entrambe nate nel 1993). In finale perde contro Elina Svitolina, sua coetanea (28 agosto 1994 Jabeur, 12 settembre 1994 Svitolina).

Ormai Jabeur a livello junior è diventata competitiva su tutte le superfici. Nel 2010 raggiunge i quarti a Wimbledon e le semifinale allo US Open (sempre sconfitta da Putintseva). E nel 2011 finalmente vince il titolo al Roland Garros. Lungo il percorso supera avversarie come Garcia (sei volte incontrata in carriera tra junior e pro, e sempre battuta), Sasnovich, Gavrilova. In finale sconfigge Monica Puig per 7-6, 6-1.

Il 2011 è la sua ultima stagione da junior, nella quale conquista anche il best ranking: numero 4 del mondo. Tanto per dare una idea di chi fossero le avversarie di allora, nate come lei nel 1994 e capaci poi di risultati in WTA: oltre alle già citate Svitolina e Gavrilova, ricordo Bouchard, Zheng, Schmiedlova.

Se confrontiamo la carriera di Jabeur con quella delle sue coetanee, ci accorgiamo che Ons è stata quella che ha avuto bisogno di più tempo per affermarsi sul circuito professionistico. Sbaglierò, ma credo che provenire da una nazione con poca tradizione a livelli WTA non l’abbia aiutata. Pensate per esempio alla rete di strutture, ma anche di allenatori e di cultura tennistica, che può trovare una giocatrice della Repubblica Ceca, degli Stati Uniti o della Francia nel momento in cui deve affrontare il mare aperto del professionismo, e paragonatelo al di supporto che può trovare chi proviene da nazioni tennisticamente meno evolute. E avremo una parte di spiegazione.

Certo, nel corso della carriera anche Jabeur ha frequentato le Academy (inclusa quella di Mouratoglou) ma non è detto che il trasferimento in una struttura all’estero si riveli adeguato alle proprie specificità. Tanto più nel caso di una giocatrice come Ons, fuori dalla norma sul piano del talento tecnico e con particolari caratteristiche fisiche.

L’evoluzione del suo ranking illustra le difficoltà di crescita. Nel 2012 sale dalla posizione 1209 alla numero 264, e nel 2013 dalla 264 alla 139. Ma dalla fine del 2013 in poi, trascorre diverse stagioni senza riuscire a compiere il salto definitivo, che le permetterebbe di abbandonare i tornei ITF per misurarsi stabilmente nel circuito WTA.

Bloccata dal 2013 al 2017. Quattro stagioni intere trascorse fra la posizione 100 e la 200 del ranking sono davvero molte, specie se si tiene contro di quanto talento Ons possiede. Di questo periodo difficile, di stasi nella classifica, vanno almeno ricordati tre avvenimenti accaduti del 2015, necessari a inquadrare meglio il futuro della sua carriera.

Il primo è relativo a Indian Wells 2015. Jabeur riesce a superare le qualificazioni ed entra nel tabellone principale. Al primo turno batte Kaia Kanepi (numero 51 del ranking) e poi al secondo turno trova la testa di serie numero 4, e numero 5 del mondo, Caroline Wozniacki. Per la prima volta Ons si trova di fronte a una Top 10 e per la prima volta si esibisce su uno dei palcoscenici più importanti di tutto il circuito.

La partita che sfodera Jabeur è stupefacente. In quel momento è numero 130 del ranking eppure governa il match sballottando Wozniacki da una parte all’altra del campo. E lo fa attraverso un repertorio di soluzioni vastissimo, che delizia gli spettatori sulle tribune e davanti ai teleschermi. Finisce per perdere per 7-6, 6-3, ma la prestazione non può lasciare indifferenti.

Il match si trasforma in una specie di anteprima offerta agli appassionati di tennis, una anteprima che racchiude tutte le sue enormi potenzialità, ma anche i problemi di continuità e solidità che la limiteranno ancora per molto tempo. Perché Ons è stata la protagonista del match, ma alla fine a vincere è Caroline.

La partita di Indian Wells venne giocata di sabato, e per la rubrica del martedì scrissi un articolo intitolato: “Ons Jabeur, che peccato se ve la siete persa!”, che provava a comunicare il divertimento e lo stupore vissuti durante quel match contro Wozniacki. Jabeur aveva dimostrato che non era più soltanto una promettente ex junior, ma che aveva le qualità per misurarsi contro le prime del mondo. E forse anche di vincere, a patto però di crescere nella concretezza di gioco e nella efficienza atletica.

A quell’articolo ne sarebbe seguito un secondo, sviluppato grazie alla testimonianza del coach italiano che l’aveva seguita nel suo miglior periodo da junior, Luca Appino. Dalle parole di Appino si deduceva come non fosse facile per Ons trovare i giusti equilibri atletici, a causa anche di precedenti problemi al polso e alla caviglia.

Nel 2014 sarebbe anche stata necessaria una operazione alla caviglia, con inevitabile periodo di stop per la convalescenza. Ma oltre a questi ostacoli fisici, andavano aggiunte le difficoltà politiche e finanziarie seguite al periodo della “rivoluzione dei gelsomini” (2010-2011), che aveva investito la Tunisia durante la primavera araba. In estrema sintesi: la rivoluzione dei gelsomini aveva portato alla caduta del vecchio regime tunisino e, a cascata, a cambiamenti nella federazione tennis, che per alcune stagioni aveva smesso di supportare la carriera di Jabeur.

E su questo tema arriviamo al secondo avvenimento significativo del 2015. Qualche settimana dopo lo straordinario incontro di Indian Wells (e forse anche grazie a quel match) Jabeur torna a essere sostenuta dalla federazione tunisina, che decide di stanziare 270 mila dinari (circa 120mila euro) per aiutarla a sviluppare la sua attività professionistica senza andare incontro a troppe limitazioni logistiche.

Terzo e ultimo avvenimento da ricordare del 2015: nel mese di ottobre Jabeur si sposa. Il marito è uno schermidore russo-tunisino, che dal 2017 diventerà anche il suo fitness coach, contribuendo a migliorare in modo determinante la sua efficienza fisica nelle stagioni successive.

Si tratta di una serie di cambiamenti legati alla vita personale e di atleta che riusciranno, nel tempo, a dare impulso alla sua attività nel circuito. A questi si aggiungerà, a partire dal 2016, la decisione di allenarsi durante la offseason in Slovacchia, presso la Accademia di Trnava (Empire Tennis Academy), che fa da base logistica anche per altre giocatrici WTA, come Kasatkina, Kozlova e Blinkova.

a pagina 3: Le stagioni della crescita

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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