ATP Parigi-Bercy: un Djokovic in rodaggio passa agli ottavi lasciando un set a Fucsovics

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ATP Parigi-Bercy: un Djokovic in rodaggio passa agli ottavi lasciando un set a Fucsovics

Dura due ore il match di esordio di Novak al Rolex Paris Masters: una prova lontana dalla perfezione ma sulla giusta strada per ritrovare la forma

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

[1] N. Djokovic b. M. Fucsovics 6-2 4-6 6-3

In una giornata grigia per i colori azzurri, con le rimonte subite da Mager e Sonego, non resta che consolarsi con il ritorno in campo in singolare del numero 1 del mondo, assente dalle competizioni dalla finale dello US Open e da un torneo ATP da oltre cinque mesi. Nel torneo che lo ha visto campione cinque volte, l’ultima nel 2019, Novak Djokovic torna a calpestare il Centrale della Accor Arena dopo il vittorioso esordio di lunedì in doppio con Krajinovic in chiara prospettiva Davis e, togliendosi di dosso un evidente strato di ruggine, supera Marton Fucsovics lasciandogli però un set.

Lo scopo di Djokovic è di ritrovare la forma migliore per gli ultimi eventi della stagione – ATP Finals e Coppa Davis e una prestazione non memorabile non era né attesa né richiesta; se così è effettivamente stato, ha comunque fatto segnare un “più uno” nel saldo vincenti-non forzati. Il sorteggio è stato tutto sommato favorevole per Nole, non tanto per il 3-0 dei precedenti (l’ultimo ai quarti di Wimbledon), quanto perché Fucsovics non è certo il tipo dall’uno-due facile ma tiene vivo il palleggio, caratteristica in genere utile a chi rientra dopo un periodo di inattività per ritrovare il famoso ritmo partita. Come ha spiegato lo stesso Nole arrivato a Parigi, “la mancanza di match potrebbe essere pericolosa, quindi devo davvero assicurarmi di iniziare la prima partita con una buona intensità e costruire la mia forma man mano che la partita avanza”. È stato buon profeta in questo senso, anche se veri pericoli non ne ha corsi in virtù di un primo set in scioltezza grazie agli errori di Marton, con la vaga eccezione del terzo gioco della partita finale quando un avversario più “tranquillo” avrebbe potuto crearsi e sfruttare l’occasione per un sorpasso almeno momentaneo. Alla fine, due ore di gioco e ostacolo superato significano obiettivo pienamente raggiunto.

 

IL MATCH – Djokovic scegli di partire al servizio, si fa raggiungere sulla parità con tre gratuiti ma chiude senza problemi. Molto meglio in risposta, subito aggressivo ed è già break, confermato facilmente anche per la gentile collaborazione di Fucsovics, incapace sul 15-30 di organizzare un passante competitivo pur con tempo e spazio a disposizione. Marton muove il punteggio al quarto gioco, chiudendo con un elegante dritto in salto che ci si augura foriero di un innalzamento del livello, finora imbrigliato dalla tensione come sembrano suggerire i gratuiti precoci e la quasi impossibilità di tenere la palla in campo appena viene spostato. E, in effetti, entra timidamente in partita, arrivando ancora alla parità in risposta ma con meriti propri, dopo che il fenomeno di Belgrado ha depositato un imprendibile drop-shot. Fucsovics tiene un altro turno di battuta nel quale strappa applausi con l’inside-in vincente uno scambio da 25 colpi. Anche Nole lo applaude, poi inizia a fare sul serio: tiene il servizio a zero e, ringraziando altri errori ungheresi, brekka nuovamente per il 6-2 in 37 minuti.

La grafica ci mostra la precisione serba quasi impeccabile nel piazzamento della prima battuta, entrata il 77% delle volte. La risposta funziona bene, anche se il servizio di Marton non è il miglior test, dal momento che non è esattamente uno dei più temibili del circuito.

Non sfruttata l’opportunità del 2-0, Novak si ritrova sotto 0-30 e mostra un accenno di disappunto verso il pubblico che rumoreggia speranzoso di vedere una sfida più equilibrata e viene accontentato: slice velenoso del n. 40 ATP , unforced serbo ed è break, immediatamente consolidato da un Fucsovics che ha ormai preso coraggio. La resa in ribattuta di Nole cala vertiginosamente, Marton piazza pure un paio di ace e tiene la testa del parziale; sigilla ancora con un vincente uno scambio lunghissimo, con Dokovic un po’ troppo conservativo di fronte all’altro che muove sì bene la palla ma certo non la spacca. 5-4 e servizio, il momento della verità: Fucsovics non trema, mette subito tre prime, lui bravo, il venti volte campione Slam tutt’altro che perfetto, turno tenuto a zero e si va al terzo.

Adesso c’è partita, il ritmo è salito e Nole libera l’urlo quando tiene il terzo gioco da 0-30. Marton è in trance agonistica, ma di quella che ti fa correre e colpire tutto spiritato senza alcun senso logico; aggiunge un doppio fallo e il break è servito. Se ne rende conto in tempo per non far scappare via l’altro che sbaglia un rigore, sbaglia ancora e restituisce il vantaggio. Non riesce però l’aggancio al sesto gioco, in cui l’ungherese regala l’impossibile davanti a un Djokovic non nei suoi panni migliori sulle palle break. Non è particolarmente cinico neanche sul match point in risposta sul 5-2, ma poi si affida al servizio per chiudere agevolmente. Agli ottavi, giovedì, troverà il vincente tra Adrian Mannarino e Gael Monfils.

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ATP Montreal: Sinner si smarrisce di fronte a un Carreno Busta perfetto

Giornataccia di Jannik Sinner che cede nettamente contro Carreno Busta. “Non sono riuscito a trovare nessuna soluzione”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

P. Carreno Busta b. [7] J. Sinner 6-2 6-4 (da Montreal il nostro inviato)

Le due precedenti sfide tra Sinner e Carreno Busta erano state due battaglie finite quasi al foto finish. Qui a Montreal, invece, nel fresco di quest’atipica settimana d’estate canadese, la partita quasi non c’è stata. “Davvero oggi non sono riuscito a trovare nessuna soluzione, un po’ come è successo a Madrid [contro Auger-Aliassime n.d.r.], ho giocato male, lui ha sbagliato poco e ha servito bene – ha detto Jannik dopo la partita – io non ho servito benissimo soprattutto nel primo set e ho sbagliato tante palle, soprattutto di diritto, cosa che non mi succede quasi mai. Sono andato completamente fuori ritmo e fuori tempo con qualsiasi colpo”.

Davvero una brutta partita e una delusione per Sinner e per i suoi tifosi, perché con il tabellone che c’era a livello di quarti di finale davvero si poteva fare un pensierino a un risultato di grande prestigio. E invece bisogna ripartire da capo e guardare al prossimo torneo. “C’è davvero poco da salvare di questa partita, a parte forse due belle volée che rimangono lì isolate” ha scherzato amaramente Sinner appena uscito dal campo.

 

IL MATCH – Nonostante la fine improvvisa della partita precedente tra Monfils e Draper, che da come si era messa avrebbe anche potuto durare ancora a lungo, i due protagonisti si sono fatti trovare prontissimi all’inizio del match. Sinner ha provato subito a far sentire la potenza del suo diritto, ma Carreno Busta non si è fatto per nulla scomporre e ha risposto per le rime con un paio di lungolinea di rovescio che hanno strappato qualche sussurro di meraviglia al pubblico rimasto molto numeroso in tribuna anche per l’ultima partita della giornata.

Ci sono voluti solo pochi game per capire che sulla “gara di pallate” da fondocampo era lo spagnolo quello a essere più centrato: pochi errori, maggiore controllo sulle diagonali, specialmente quella sinistra, e anche qualche conclusione a rete. Sinner ha ceduto il primo break con un paio di “steccate”, e poi continuando a fare a braccio di ferro con un avversario che sembrava non poter sbagliare, è arrivato a tentare anche un paio di improbabili palle corte che segnano il suo destino nel set.

Dopo 38 minuti quasi a senso unico, Sinner ha provato a cambiare qualcosa, inserendo qualche discesa a rete con volée dai risultati alterni che comunque gli hanno permesso di difendere i suoi turni di battuta ad inizio secondo set.

Tuttavia nel quinto game Sinner ha mancato una palla piuttosto semplice per andare 40-15 e si è inguaiato con due errori gratuiti, mettendo poi in rete il rovescio sulla seconda palla break. Il rumore delle sedie in metallo della “curva sud” nell’IGA Stadium di Montreal che si richiudevano mentre un bel numero di spettatori decideva di guadagnare il parcheggio era un’indicazione di come fosse un’opinione diffusa che il match si potesse dichiarare terminato.

Da quel momento in poi il problema per l’altoatesino è diventata la risposta, che nella serata non è mai riuscita a creare problemi al servizio di Carreno Busta, quanto mai efficace sia con la prima sia con la seconda. Ma la soluzione, come già spiegato in precedenza, non è mai arrivata, e dopo un’ora e 24 minuti lo spagnolo ha potuto alzare le braccia al cielo e festeggiare il suo primo quarto di finale all’Open del Canada.

E dunque, un po’ come era capitato anche a Indian Wells nel 2020, i due migliori giocatori italiani sono stati eliminati uno dopo l’altro dallo stesso giocatore: allora fu Taylor Fritz, in questo caso ci è riuscito Pablo Carreno Busta, anche se in mezzo c’è stato un altro turno nel quale ha regolato Holger Rune. Peccato perché il duo italiano (cui poi si era aggiunto Fognini passando per le qualificazioni) si era presentato in Canada con qualche malcelata ambizione, e invece, complici probabilmente anche due giornate particolarmente storte, ci si è ritrovati a prendere l’aereo per Cincinnati prima del previsto.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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ATP Montreal: il piede di Monfils fa di nuovo crac. Draper ai quarti [VIDEO]

Gael Monfils si infortuna ancora al piede malandato e deve abbandonare l’ottavo di finale contro Jack Draper. Il britannico alle porte della Top 50

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Gael Monfils - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

[Q] J. Draper b. G. Monfils 6-2 0-2 rit. (da Montreal il nostro inviato)

Il primo ottavo di finale della sessione serale all’Omnium Banque Nationale di Montreal è purtroppo terminato in maniera molto repentina. Gael Monfils, al rientro dopo tre mesi di stop a causa di una crescita calcarea nel tallone che gli dà noia da molto tempo, si è dovuto ritirare dal match all’inizio del secondo set quando, durante il ritorno da uno spostamento laterale verso destra, ha sentito un dolore sotto la pianta del piede destro, quello già infortunato, che lo ha costretto a rotolarsi a terra per il dolore.

Incapace di camminare per diversi minuti e accompagnato al suo “angolo” dai medici dell’ATP intervenuti sul campo centrale, ha prima provato a farsi fasciare la zona interessata e poi, dopo aver provato a riprendere il gioco ed essersi consultato con il suo team, ha deciso di abbandonare il match senza giocare più un altro punto, lasciando quindi via libera al qualificato Jack Draper che accede così ai quarti di finale.

Con questo risultato Draper arriverà almeno al n. 55 del ranking mondiale, guadagnando ben 27 posizioni dal suo attuale ranking e migliore posizione in carriera di n. 81. Al prossimo turno affronterà il vincitore dell’ultima partita serale tra Jannik Sinner e Pablo Carreno Busta.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal: Kyrgios ancora devastante. De Minaur travolto nel giro di un’ora

Nona vittoria consecutiva per Nick Kyrgios che raggiunge i quarti del 1000 canadese. Affronterà Hurkacz nella rivincita del match di Halle

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Nick Kyrgios - Montreal 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

Le prove del nove non spaventano più Nick Kyrgios. Nove come le vittorie consecutive dell’australiano che ha dato seguito al successo sul numero uno del mondo Medvedev, eliminando anche il connazionale Alex De Minaur con una prestazione per lunghi tratti impeccabile anche in termini di concentrazione e applicazione. Il giocatore di Canberra ha fatto suo il derby negli ottavi di finale del 1000 di Montreal con il punteggio di 6-2 6-3 in poco più di un’ora.

Il suo dominio è stato netto e interrotto solo da un paio di momenti in cui si è lasciato andare alle immancabili discussioni con il suo team. Nella sostanza, però, niente è cambiato: il tennis di Kyrgios, in questo momento, è di un livello che appartiene a pochissimi nel circuito. Non a caso, infatti, quella di domani contro Hurkacz (1-0 i precedenti per il polacco che ha vinto a giugno ad Halle al tie-break del terzo set) sarà la quinta volta consecutiva in un quarto di finale per l’australiano (escludendo il torneo di Mallorca in cui perse senza scendere in campo) che, tra l’altro, non ha sprecato troppe energie nel match odierno. La vittoria di oggi, inoltre, fa salire virtualmente Kyrgios al 27esimo posto del ranking: l’ultima volta per lui nella top 30 risale all’epoca pre-Covid, nel febbraio del 2020.

N. Kyrgios b. A. De Minaur 6-2 6-3

 

Pioggia, tie-break e terzi set rallentano il programma e gli organizzatori del National Bank Open by Rogers di Montreal sono costretti a intervenire. Il pubblico del centrale viene così privato del derby australiano Kyrgios-De Minaur, “regalato” agli appassionati presenti sul Court Rogers. Nick sembra subito molto concentrato e impatta nel migliore dei modi un paio di risposte di rovescio: la prima di servizio di Alex non sembra dargli fastidio e arriva così immediatamente il primo break della partita.

I minuti successivi sono un supplizio per De Minaur, travolto dal ciclone Kyrgios e dai suoi vincenti fulminanti che arrivano con qualsiasi colpo. Il finalista dell’ultimo Wimbledon è ingiocabile e, dopo aver tenuto agevolmente il servizio, brekka ancora. Dopo 12 giri di lancette il risultato è 4-0, frutto di un parziale di 16 punti a 4. Il numero 21 del mondo si sblocca nel quinto gioco ma il set è ampiamente compromesso anche perché quando batte Kyrgios lo scambio non inizia praticamente mai, tra ace e serve and volley impeccabili. Al 24esimo minuto di gioco il primo set è già concluso: 6-2.

L’avvio di secondo parziale non sembra più incoraggiante per De Minaur che anzi commette tre gravi errori nello scambio, comunque dettati anche dal ritmo altissimo tenuto dal connazionale. Nick, invece, dà l’impressione di riuscire a vincere tutti i punti che ritiene importanti e infatti brekka subito anche in questo set. Sarebbe troppo, però, persino per questo Kyrgios completare un match senza passaggi a vuoto e senza monologhi rivolti al proprio team: ecco quindi una breve serie di errori – in particolare con il dritto in uscita dal servizio – che regala ad Alex il controbreak.

Che il Nick di questi ultime settimane sia diverso da quello visto nel resto della sua carriera, però, rimane fuor di dubbio e infatti l’australiano torna subito concentrato (salvo qualche altro piccolo battibecco con i suoi) per strappare nuovamente il servizio all’avversario e recuperare da 0-30 nel proprio turno. Si nota anche la voglia dell’attuale numero 37 del mondo di sacrificarsi in quelle poche occasioni in cui è costretto a difendersi.

Sotto 4-2 e sul 30-30 al servizio, De Minaur commette un errore da matita blu spedendo in corridoio un dritto comodo a campo spalancato. Sulla successiva palla break, il giocatore di Sydney è impreciso anche con la smorzata e Nick può allora andare a servire per il match. Si ripresenta qui il Nick vecchio stampo che si deconcentra e regala all’avversario un break. Ma anche questo “momento Kyrgios” dura poco e nel game successivo il giocatore di Canberra fa impazzire il connazionale a suon di rovesci vincenti e chiude con il punteggio di 6-2 6-3 dopo un’ora e quattro minuti. Contro Hurkacz, che ha superato in tre set Ramos, sarà il suo settimo quarto di finale in un 1000.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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