WTA Ranking: Ostapenko, la vittoria a Dubai vale il rientro in top 15

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WTA Ranking: Ostapenko, la vittoria a Dubai vale il rientro in top 15

Jelena risale fino al n.13: vette mai più raggiunte dal settembre 2018 ad oggi. Best ranking per Paula Badosa, nonostante la sconfitta al primo turno negli Emirati. Veronika Kudermetova sale fino al n.25

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Sembra passata una vita dall’ultimo successo di Jelena Ostapenko e invece la lettone si era già imposta nel 2021 al Viking International di Eastbourne. All’epoca era solo n.43 e con la vittoria sull’erba inglese era salita di 9 posizioni fino al n.34 del ranking. Nulla a che vedere con il balzo in avanti di questa settimana, non tanto per l’entità del miglioramento (8 posti in più) quanto per la sua valenza. Con il successo al Dubai Duty Free Tennis Championships, Ostapenko rientra in top 15 dopo anni. Quanti? L’ultima sua apparizione nelle prime quindici risale alla fine di settembre 2018, ed era in discesa dopo la mancata conferma dei risultati dell’anno precedente, che l’aveva vista trionfare a sorpresa sulla terra rossa di Parigi. Un trend che si è rivelato inarrestabile e che l’ha portata ad uscire dalla top20 alla fine di quella stagione e per i successivi tre anni. Fino a giugno, quando le scadranno i punti di Eastbourne, non ha grosse cambiali da onorare e potrà, probabilmente, scalare qualche altra posizione. Sicuramente sarà interessante vedere con che spirito affronterà il Roland Garros: se entrerà in campo con la determinazione e la convinzione mostrate a Dubai, dove ha battuto quattro campionesse slam di fila per approdare alla finale, credo che ci sarà da divertirsi. Vediamo ora quali sono i movimenti della classifica di oggi, 21 febbraio 2022.  

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty148330
20Aryna Sabalenka185563
30Barbora Krejcikova265003
4+1Paula Badosa304429
5-1Karolina Pliskova154347
6+2Maria Sakkari174191
7-1Anett Kontaveit204137
8+1Iga Swiatek153936
9-2Garbiñe Muguruza183350
100Ons Jabeur183065
110Danielle Collins162972
120Emma Raducanu202664
13+8Jelena Ostapenko192635
14-1Anastasia Pavlyuchenkova132528
150Elina Svitolina212526
16+1Victoria Azarenka162397
17-3Jessica Pegula192339
180Angelique Kerber142286
190Leylah Fernandez272249
20-4Elena Rybakina262205
21+4Petra Kvitova202110
22+2Belinda Bencic192060
23-3Cori Gauff192051
24+2Tamara Zidansek221991
25+6Veronika Kudermetova221880
26-4Elise Mertens211841
27-4Simona Halep161832
280Daria Kasatkina211760
29-2Madison Keys171744
30-1Camila Giorgi191692
31-1Sorana Cirstea221607
320Sara Sorribes Tormo221588
330Clara Tauson351536
340Liudmila Samsonova301532
35+3Marketa Vondrousova201487
360Viktorija Golubic281413
370Alizé Cornet241330
38+1Ajla Tomljanovic221310
39+3Yulia Putintseva221255
40+1Amanda Anisimova201245
41-6Jil Teichmann241238
42-2Tereza Martincova311206
430Bianca Andreescu121198
44+2Jasmine Paolini331153
45+2Camila Osorio331147
46-2Shelby Rogers281124
47+1Nuria Parrizas Diaz481123
48-3Katerina Siniakova211120
49+1Anhelina Kalinina401113
50+1Ekaterina Alexandrova221106

In top50, notiamo che:

  • Innanzitutto, i progressi di Jelena Ostapenko che, come dicevamo, rientra in top 15. La vittoria a Dubai vale ben 470 punti che la proiettano al n.13 della classifica. Otto posti in più per lei e un bel carico di fiducia per cercare di rientrare in top ten. Impresa difficile ma non impossibile, visto che Ons Jabeur, n.10, ha solo 430 punti in più di Jelena.
  • In top ten, fa segnare il best ranking Paula Badosa (+1, n.4). Lo eguaglia Maria Sakkari (+2, n.6). Guadagna una posizione Iga Swiatek (n.8) mentre retrocede anche questa settimana di due posti Garbiñe Muguruza (n.9), alla quale uscivano i 900 punti di Dubai 2021.
  • In top 20, invece, sono in discesa Jessica Pegula (-3, n.17) e Cori Gauff (-3, n.23), entrambe nei quarti nell’edizione 2021 del torneo di Dubai, ed Elena Rybakina (-4 n.20), finalista negli Emirati nel 2020.
  • Per quanto riguarda le posizioni a ridosso della top 20, recupera terreno Petra Kvitova (+4, n.21), stabilisce il suo personale best ranking Veronika Kudermetova (+6, n.25), finalista a Dubai. È invece una brutta settimana per Simona Halep (-4, n.27), alla quale uscivano i 470 punti di Dubai 2020, Elise Mertens (-4, n.22) e Jil Teichman (-6, n.41), semifinaliste un anno fa nell’edizione in versione 1000 del torneo.
  • Esce dalla top 50 Marta Kostyuk (-5, n.54), dopo esservi rientrata la settimana scorsa. Il suo posto lo prende Ekaterina Alexandrova (+1, n.50). Nuovo best ranking anche per Jasmine Paolini (+2, n.44), nonostante la netta sconfitta patita nelle qualificazioni da parte di Elena-Gabriela Ruse (+3, n.56), che ha poi eliminato anche la tds n.3 di Dubai, Paula Badosa.

Infine, diamo uno sguardo anche ai movimenti fuori dalla top 50. Tra le atlete in maggior progresso segnaliamo Varvara Gracheva (+8, n.72) e Greet Minnen (+12, n.79), vincitrice di un ITF ad Altenkirchen, in Germania. In grosse difficoltà alcuni nomi noti quali Caroline Garcia (-6, n.76), Petra Martic (-25, n.86), semifinalista a Dubai 2020, Kristina Mladenovic (-3, n.101) e Anastasia Potapova (-25, n.111), che escono dalla top100, e Jennifer Brady (-38, n.145). Le due americane sono state penalizzate, anche in questo caso, dall’uscita dei punti accumulati nelle precedenti edizioni del torneo di Dubai.

 

CASA ITALIA

Anche questa settimana Lucia Bronzetti (+1, n.112) ritocca il best ranking. Camila Giorgi perde un posto (n.30), dopo la batosta rimediata da Kvitova a Dubai, ne perde invece quattro Martina Trevisan (n.92). Nelle posizioni di rincalzo, segnaliamo i miglioramenti di Martina Caregaro (+5, n.406), di Lisa Pigato (+7, n.420) e di Nuria Brancaccio (+8, n.430), semifinalista all’ITF Antalya 5 in Turchia.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
30-1Camila Giorgi191692
44+2Jasmine Paolini331153
92-4Martina Trevisan39754
112+1Lucia Bronzetti50611
143+2Sara Errani31460
164-2Elisabetta Cocciaretto21410
165-2Lucrezia Stefanini49407
197+1Federica Di Sarra36337
198-2Giulia Gatto-Monticone37336
288-3Martina Di Giuseppe48232
294-1Cristiana Ferrando36228
302+1Jessica Pieri42217
370+2Bianca Turati28148
4040Camilla Rosatello37129
406+5Martina Caregaro30128
407+1Stefania Rubini33128
420+7Lisa Pigato25123
4220Anna Turati20123
430+8Nuria Brancaccio30118
4390Dalila Spiteri30115

NEXT GEN RANKING

Anche questa settimana le prime dieci posizioni del Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002, sono invariate. Con l’uscita dalle venti di Cori Gauff, restano solo Raducanu e Fernandez in top20.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200212
20Leylah Fernandez200219
30Cori Gauff200423
40Clara Tauson200233
50Marta Kostyuk200254
60Qinwen Zheng200277
70Diane Parry2002102
80Daria Snigur2002133
90Elina Avanesyan2002179
100Victoria Jimenez Kasintseva2005191

LA RACE

Come era ampiamente prevedibile, a farla da padrone nella RACE sono le atlete che si sono distinte al Dubai Duty Free Tennis Championship. Irrompono in top10 Jelena Ostapenko (+13, n.6) e Veronika Kudermetova (+11, n.10). Entra al n.19, con un balzo di 22 posti, Marketa Vondrousova. La ceca non fa registrare in classifica generale un movimento altrettanto importante, fermandosi a un +3 che la fa passare dal n.38 di settimana scorsa al n.35.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty22470
20Danielle Collins21301
30Madison Keys31090
40Iga Swiatek31020
50Barbora Krejcikova3790
6+13Jelena Ostapenko4786
7-1Anett Kontaveit3725
8-1Paula Badosa4712
90Simona Halep3705
10+11Veronika Kudermetova4616
11-3Maria Sakkari3600
12-2Amanda Anisimova3521
13+1Jessica Pegula4487
14-3Elena Rybakina4485
15-3Kaia Kanepi2460
16-3Alizé Cornet4433
17-2Daria Kasatkina4426
18-2Elise Mertens4396
19+22Marketa Vondrousova4371
20-3Victoria Azarenka3341

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Wimbledon, splendore nell’erba per Ons Jabeur, prima tennista araba in semifinale in uno Slam

Giornata da sogno per Ons Jabeur che raggiunge per la prima volta la semifinale in un major: “Spero che il mio viaggio continui”

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[3] O. Jabeur b. M. Bouzkova 3-6 6-1 6-1

Giornata storica per Ons Jabeur e il tennis arabo. La 27enne tennista tunisina, n. 2 del mondo, continua a splendere sulla sacra erba dei Championships issandosi per la prima volta in carriera in una semifinale slam. Supera la brillante outsider Marie Bouzkova, 23 anni e 66 WTA, tennista di Praga ma con una lunga esperienza a Bradenton, presso l’Accademia di Nick Bollettieri. Dopo essere stata stordita, nel primo set, dall’intraprendenza e aggressività di Marie, Ons riesce ad alzare il livello del suo tennis, dà sfogo a tutte le variazioni di cui è capace, verticalizzando continuamente il gioco, aggredendo l’avversaria e facendole fare innumerevoli corse in avanti ricorrendo alla smorzata. Nulla può Marie che, nonostante la grande grinta ed energia dimostrate in campo, nel secondo e terzo parziale si fa travolgere dalla tunisina. Jabeur chiude la partita con lo score di 3-6 6-1 6-1.

Anche per l’avversaria della semifinale, la tedesca Tatjana Maria, è la prima esperienza al penultimo round di un major. Si annuncia un match all’insegna del tocco e delle variazioni perché, come Ons, anche la 34enne tedesca è amante della varietà ed è dotata di una mano raffinata.

 

LA PARTITA

Si tratta del primo scontro diretto tra le due e Ons comincia subito a manovrare abilmente, mandando l’avversaria da una parte all’altra del campo; ma la Bouzkova è brillante, veloce e aggressiva. Sorprende Ons al servizio mettendo a segno il break sul 2-2, sale 3-2 e poi è ancora lei a comandare il gioco. La tunisina è fallosa, il servizio non le funziona al meglio (mette soltanto il 50% di prime palle) e, alla fine, in poco più di 40 minuti, concede la prima frazione per 6-3, commettendo ben 15 gratuiti. L’avversaria ha grinta da vendere, si sposta come una gazzella e mette in campo il 77% di prime palle, nonché il 65% di punti con la prima di servizio.

Tuttavia, nel secondo parziale, la musica cambia, e in fretta. Ons continua ad attaccare ed il 2-0 arriva in un lampo. Marie è tonica, si sposta rapida su ogni palla, il gioco va veloce. La tunisina cerca di variare ed entra con i piedi dentro il campo.

Continua ad essere fallosa Jabeur, a volte anche in attacco, cacciando una volé facile di rovescio, permettendo così a Bouzkova di avvicinarsi sull’1-2. Le ragazze in campo hanno fretta, il gioco è frizzante, non solo per il ritmo, ma anche per le variazioni in campo e l’energia delle due atlete. Ons continua a mantenere il controllo nel secondo parziale, prendendo il largo sul 4-1. Ricordiamo che la ceca (che ha vinto lo US Open da junior nel 2015 e tre titoli in doppio), è un’ottima doppista e dunque è abile nel verticalizzare il gioco e prendere la rete. Finora sono 16 le discese e le hanno fruttato 10 punti.

Ons, però, la sorprende spesso con la smorzata e non le dà tregua in attacco. Finora, raggiunge la rete ben 23 volte. Non solo. “Ubriaca” l’avversaria di smorzate e volé, sfiancandola con corse in avanti e laterali. E funziona, perché ora può prendere il largo sul 5-1 per chudere poi 6-1 con un altro game lampo a zero, dopo 56 minuti. 

Tutto da rifare e Marie si concede un toilet break.

Parte bene, Ons, nel terzo set, intascando non solo il game d’apertura con l’ennesima volé, ma anche il secondo, superando l’avversaria ai vantaggi (Bouzkova era 40-0 e servizio). Ancora una smorzata per la tunisina, che infligge a Marie corse estenuanti in avanti. Ons si assicura anche il 3-0, chiudendo in un lampo il suo turno di servizio.

Anche Bouzkova è capace di soluzioni pregevoli, come la smorzata per chiamare in avanti Ons e rispedirla indietro con pallonetto al volo, e chiudere poi il punto con una stop volley. Stringe i denti e le strappa la battuta a zero, facendo un passo sull’1-4. Il controbreak, però, è un attimo e la tunisina scappa via sul 5-1. Niente da fare per la ceca. Dopo il primo set di assestamento, la n. 2 del mondo è travolgente nel secondo e terzo parziale, staccando il pass per la semifinale in un’ora e 48 minuti.

Il repertorio messo in campo dalla Jabeur delizia il Centrale che le riserva lunghi e calorosi applausi. Accede per la prima volta in carriera ad una semifinale slam, diventando la prima tennista araba a compiere tale impresa. Al penultmo round del torneo l’attende l’outsider “veterana” Tatiana Maria, 34 anni e mamma di due bimbi che, nonostante da anni nel circuito, non era mai andata oltre il secondo turno negli slam.

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ATP

Wimbledon: il sogno di Norrie continua, rimonta Goffin da 2 set a 1 sotto e vola in semifinale

La tds n. 9 vince una battaglia incredibile e diventa il quarto britannico nell’Era Open a qualificarsi per il penultimo atto dei Championships

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[9] C. Norrie b. D. Goffin 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5

Dopo Roger Taylor, Tim Henman e Andy Murray: Cameron Norrie diventa il quarto tennista di Sua Maestà a potersi fregiare di una semifinale a Wimbledon nell’Era Open. Un risultato storico, che dopo l’uscita di scena di Hurckacz – alla vigilia dato come il favorito numero uno a raggiungere il penultimo atto nella parte alta, insieme a Djokovic – aveva ingigantito il macigno da sostenere per il giramondo di casa. Una pressione che anche nel match odierno ha colpito forsennatamente la tds n. 9, la quale però non ha mollato e lottando è riuscita man mano che la partita proseguiva a trovare il suo tennis, dopo una prima parte di gara da incubo con il dritto. Alla fine, il giocatore di origini sudafricane ma di padre scozzese e madre gallese, cresciuto in Nuova Zelanda e formatosi tennisticamente in un college del Texas; si è imposto su David Goffin per 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5 dopo una battaglia di 3h31. Esce invece di scena l’imperscrutabile belga, l’ex n. 7 del ranking per la quarta volta in altrettante occasioni non riesce a superare l’ostacolo dei quarti a livello Slam, complice un problema alla spalla destra. Un solo precedente tra i due, nel 2021 a Barcellona il nativo di Liegi si ritirò nel secondo set.

IL MATCH – C’era grande curiosità alla vigilia di questa sfida, per capire in quali condizioni fisiche si sarebbe presentato al suo secondo quarto di finale in quel di Wimbledon (nel 2019 fu fermato dal cannibale serbo) David Goffin. Il belga era infatti reduce dalla maratona di oltre quattro ore e mezza vinta con Frances Tiafoe, ma almeno inizialmente non sembra soffrire sul piano aerobico. La partita si prospettava molto interessante, considerando il tennis di cui dispongono i due protagonisti. Due stili di gioco molto similari, che si caratterizzano per la pulizia e la linearità delle esecuzioni. La differenza riscontrabile tra i due, è da ricercare sul piano della potenza, decisamente superiore la cilindrata dei colpi di Norrie. Al contempo, il 31enne di Liegi può invece contare su una mobilità degli spostamenti e su una capacità nella ricerca della palla su questa superficie, di straordinaria qualità e che vede pochi altri giocatori in grado di esprimere un livello così alto nel muoversi con la provvidenziale frequenza di passettini, essenziali per sapersi districare sugli infidi manti erbosi.

 

Chiaramente la chiave dirimente del match, sarà il rendimento del dritto da parte del 26enne di origini sudafricane; il fondamentale certamente più costruito della tds n. 9 e che se attaccato a dovere, con l’apertura alare che si ritrova, potrebbe sfornare gratuiti a non finire. Il dritto del mancino britannico è però allo stesso tempo il colpo che potrebbe permettergli di far sentire maggiormente il suo peso di palla superiore, e di conseguenza garantirgli il differenziale decisivo ai fini del risultato. L’ex n. 7 del mondo, a sua volta è consapevole dell’importanza della diagonale sinistra, e mette in campo alla perfezione il piano tattico preparato: attraverso la sua straordinaria abilità nell’anticipo, con il suo bimane toglie costantemente il tempo al diritto del nativo di Johannesburg. La strategia del n. 58 ATP si rivela assolutamente efficacie anche e soprattutto per i meriti dell’ex vice maestro delle Finals 2017, che a furia d’infierire sul dritto macchinoso del suddito di Sua Maestà raccoglie i frutti derivanti dalla sua magnifica pressione con timing chirurgico in fase ascendente, e centra il primo allungo della sfida nel sesto game. Break amministrato con puntuale sapienza da parte di Goffin, che così facendo si mette in saccoccia il primo set per 6-3 dopo 34 minuti. Da sottolineare la risposta non pervenuta del padrone di casa, il 31enne ha infatti vinto addirittura l’85% dei punti con la seconda

Il belga dopo lo strappo si è sciolto ancora di più, mostrando la sua eccezionale capacità geometrica nel disegnare il campo andando a trovare qualunque filo di erba possibile. Sembra di assistere alla tesi di laurea di un ingegnere della racchetta, e David sale sempre di più in cattedra. Il tallone d’Achille dell’incontro condotto finora da Cameron è stato rappresentato indubbiamente dall’impossibilità del n. 12 del ranking di potersi giocare tanti punti sulla diagonale destra, dove grazie al suo inconsueto rovescio – che ricorda molto quello di Jimmy Connors – super filante può sicuramente creare diverse problematiche al dritto del mitico Davidino. Ma il finalista di Cincinnati 2019, è sempre stato in grado di evitare quella situazione di gioco a lui sfavorevole, con un uso magistrale del lungolinea per spostare il punto sulla direttrice a lui più congeniale. Probabilmente un altro spunto riflessivo, da tenere presente per cercare di dare una spiegazione all’andamento della partita che non sia di matrice tecnica o tattica; è l’enorme macigno psicologico con il quale si è presentato a questo appuntamento storico per la sua carriera e per l’intero movimento tennistico britannico, il campione d’Indian Wells 2021. Mentre è certamente giunto con più tranquillità il giocatore belga, e questo opposto stato emotivo non può non aver contribuito. Infatti oggi Norrie non sta mettendo in mostra la sua proverbiale solidità, in particolar modo molto falloso con il dritto (a fine incontro saranno 46 non forzati a testa). David ha una chance di strappare il servizio avversario già nel primo gioco della seconda frazione, ma il tennista di casa si salva sospinto dagli spalti. La storia si ripete sul 2-2, ma questa volta il giocatore cresciuto nel college texano di Fort Worth, ne cancella addirittura tre riemergendo dallo 0-40.

Ma come dice il detto “non c’è due senza tre”, dinnanzi al secondo 0-40 in fila soccombe. Sul 4-3, in battuta, per consolidare il vantaggio e avviarsi verso la conquista anche del secondo parziale, il n. 58 inspiegabilmente accusa il primo passaggio a vuoto del suo match: con un doppio fallo e due unforced serve su un piatto d’argento il contro-break alla tds n. 9. Dal possibile 2-0, ci si ritrova invece in un amen sul 1-1, visto che chiamato a servire una seconda volta per rimanere nel set nel dodicesimo gioco, David concede il parziale. Adesso sembra arrivare più lentamente sulla palla, e questo permette al rovescio di Cameron di dominare gli scambi (7-5, dopo 54 minuti).

Ora il Court 1 è un’autentica bolgia infernale, ma l’entusiasmo viene spento bruscamente e inaspettatamente in avvio di secondo set. Dopo aver fatto sua una seconda frazione molto dura, la tensione torna a fare capolino e il giocatore di padre scozzese ne è vittima inesorabile. Parziale di 14 punti a 2 e 4-0 Goffin, con il dritto di Cameron nuovamente in rottura prolungata. La partita adesso scema di qualità, si assiste a parecchi errori e anche il belga partecipa al festival dell’orrore, complice un’eccessiva tensione ma soprattutto un problema fisico alla spalla destra, che viene manifestato in tanti non forzati quando esegue il dritto in parallelo – non riesce a spingerlo. In verità si è toccato quella parte del corpo, sicuramente dolorante, già dall’inizio della sfida, ora però sembra essere riacutizzatosi. Dal 4-1, quindi, viene fuori un filotto di due break in fila, ma che non cambiano l’esito del set: 6-2 per il biondo di Liegi in meno di mezz’ora.

Nella quarta frazione, il duello ritorna sui canoni richiesti da uno scontro di tale portata. Norrie finalmente riesce nell’intento di alzare il proprio livello, il set scorre seguendo i servizi anche se entrambi rischiano più volte di offrire break point. Il primo scossone giunge a metà parziale, quando sul 3-2 si materializza la prima palla break, in favore del tennista di casa. Ma David si dimostra glaciale, frantuma l’occasione e si porta in parità. Il classe ’95 è salito decisamente di giri, grazie alla sua caparbietà nel non voler mollare e che lo ha sospinto a ricercare soluzioni alternative per cercare di sbrogliare la matassa: si esibisce in ottime smorzate e in perfidi back di rovescio. Nel fatidico settimo game, il mancino british ha altre due possibilità. La seconda di queste certifica lo strappo, confermato nell’ottavo gioco per il 6-3 conclusivo, che manda la contesa al quinto e decisivo set.

Frazione finale, che vede come cornice un Campo 1 dove oramai il sole londinese è quasi completamente tramontato ad eccezione di una piccola parte – nelle prossimità del tabellone luminoso – ancora colpita dai raggi. Inoltre, anche il Box Reale è al gran completo con il Principe Henry e sua moglie Katie trasferitisi sul secondo impianto di Church Road, dopo aver seguito sul Centre Court Djokovic-Sinner. Il parziale conclusivo è semplicemente una battaglia di nervi, ambedue cresciuti sensibilmente con il fondamentale di inizio gioco. In realtà Goffin ha fornito una prestazione in battuta perennemente costante, affidandosi ad una essenziale varietà di angoli non potendo né contare su spiccata velocità né su una grande potenza. Chi invece ha innalzato la qualità della propria battuta è il n. 12, che dal quarto set in poi ha fatto uso sistematico e letale dello slice, principalmente con la curva mancina. Va evidenziato anche come il dritto del tennista di origini sudafricane, si sia trasformato dall’origine di tutti i mali; alle ceneri della rinascita – o fate vobis della rimonta. Perché è proprio Norrie, dopo aver cancellato una delicatissima palla break nel secondo gioco, ha cogliere l’occasione della vita breakkando sul 6-5. Al secondo tentativo può alzare le braccia al cielo, è in semifinale a Wimbledon.

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Torneo ITF Circolo Antico Tiro a volo: stamattina la presentazione ufficiale

ROMA – Nella caratteristica location della sala carte del Circolo, ufficialmente, presentata la XII edizione di questo importante torneo ITF

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Circolo Antico Tiro a volo - Roma 2022 (foto Pellegrino Dell'Anno)

Stamattina alle ore 12, nella panoramica e deliziosa cornice del Circolo Antico Tiro a Volo, a Roma in zona Parioli, si è tenuta la conferenza di presentazione della XII edizione del torneo qui ospitato. Si parla di un ITF da 60.000 dollari, che torna in calendario dopo due anni di assenza forzata, con entusiasmo e tante aspettative. Una tappa importante per molte giocatrici, con un albo d’oro che vede nomi come Errani, Garbin, Yastresmka, e anche tante partecipazioni importanti della caratura di Pegula, McHale, Rybakina. Un torneo che evidenzia l’importanza anche di unire sport con cultura e territorio, sottolineata dalla presenza di ospiti come Vito Cozzoli (presidente di Sport e Salute), l’assessore allo sport per la città di Roma Alessandro Onorato e l’attuale direttore del torneo Adriano Albanesi, gold coach che ha allenato tra le altre anche Tsurenko.

Ad aprire la conferenza, e a presentare il tutto con i soliti ringraziamenti di rito, è il presidente del circolo, il dottor Giorgio Averni, che oltre a ricordare quante giocatrici importanti siano passate da qui (anche ad allenarsi, vedi Muguruza e Osaka) sollecitato da una domanda, spiega l’importanza e la voglia di puntare sul torneo WTA: “Da anni abbiamo scelto così, il tennis (e lo sport) femminile non è un ripiego per noi, e abbiamo scelto di dargli lustro. La cornice che offriamo a queste ragazze è importante, i loro coach e manager sono estasiati dal nostro trattamento e ospitalità, che spesso non trovano neanche a Parigi. Inoltre, questo circolo è aperto alle donne, e attento alla famiglia e ai ragazzi: vogliamo insegnare ai futuri uomini a rispettare le regole, l’avversario, e la competizione che poi ci sarà anche nella vita. Questo torneo è una settimana di festa, dello sport e non solo, ci saranno eventi e il gran galà di martedì, dove premieremo atleti che hanno fatto la storia dello sport italiano“.

Giocandosi a Roma, questo torneo è certamente secondo solo agli Internazionali d’Italia come importanza tennistica nella capitale, e difatti non manca l’intervento di Cozzoli (di cui già avevamo riportato delle dichiarazioni post IBI): “Quest’estate è importante per Roma, per il tennis e lo sport italiano. Abbiamo iniziato con gli IBI con maggior pubblico e incasso della storia, oltre ad ospitare eventi di padel, beach volley, skateboard. Questa al circolo è un’occasione di sport, di promozione dello sport, di valorizzare un’organizzazione che richiede sempre entusiasmo e competenza. Tutti gli eventi di Sport e Salute, come questa attività, fanno emergere il legame dello sport con il sociale. Il circolo ha anche questa vocazione, e i circoli in generale sono fondamentali nel promuovere lo sport. Intanto anche al Foro ci stiamo già preparando per gli Internazionali del prossimo anno, che saranno su dodici giorni“.

 

Roma, sport e grandi eventi sono un’assonanza storica, e sempre di successo, come testimoniano le iniziative già intraprese, e le parole oggi espresse, dell’assessore Onorato, altro ospite d’eccellenza della presentazione: “Roma ha una vocazione naturale ai grandi eventi, in particolar modo sportivamente e culturalmente (qui al Circolo ad esempio, alle Olimpiadi del ’60 si teneva la specialità del tiro a volo). I grandi eventi, nella stragrande maggioranza dei casi, aiutano la diffusione degli sport di base, attualmente le iscrizioni alle Federazioni di tennis e atletica sono aumentate grazie ai grandi risultati della scorsa estate. Abbiamo la fortuna di avere gli Internazionali, e con Binaghi ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere tutta la città, migliorare i servizi: abbiamo realizzato per la prima volta in 79 edizioni una stazione dei taxi dedicata al torneo. A Roma, il torneo del circolo è secondo solo agli Internazionali, e si deve lavorare per allargarne la portata d’interesse oltre gli appassionati e soci“.

Le wild card sono state assegnate dagli organizzatori a Verena Meliss, Matilde Paoletti, Camilla Rosatello e Diletta Cherubini. Nelle qualificazioni Nuria Brancaccio, reduce da ben due medaglie ai Giochi del Mediterraneo di Orano, e le giovani Lisa Pigato e Melania Delai.

Alla fine della conferenza, Onorato ha risposto anche a una domanda in esclusiva ad Ubitennis, riguardo i suoi progetti già annunciati di riportare grandi eventi a Roma (“Lei ha espresso la voglia di restituire grandi eventi a Roma, anche sponsorizzare e far crescere storici circoli culturali come questo, tramite tornei, occasioni sportive e non, può essere un punto di partenza?“): “Sì, assolutamente, perché i tennisti stessi sono coinvolti direttamente in un evento importante. E anche se non si tratta degli Internazionali, che sono tra i primi 7-8 tornei al mondo, rende il tennis qualcosa di più spendibile, che anche partendo dal basso può salire e rendere grandi eventi una realtà. E anche fare in modo di aumentare la visibilità di questi eventi italiani“.

Infine, abbiamo anche potuto realizzare un paio di domande, qui integralmente riportate, al direttore tecnico di quest’anno Adriano Albanesi, che ha anche fatto qualche nome interessante di giovani giocatrici presenti quest’anno al torneo dell’Antico Circolo Tiro a Volo (Andreeva, Jiménez Kasintseva) o altre sul panorama internazionale come la russa che si allena in Spagna Vanesian. E proprio l’aver assegnato a lui la direzione tecnica della manifestazione mostra l’importanza che ha l’evento anche come trampolino di lancio per giovani giocatrici in ascesa, come ribadisce qui di seguito(tra l’altro con gran cortesia e proprio di fronte al ricco buffet offerto dal circolo).

D: “Sei un coach WTA gold, e quest’anno ti è stata anche affidata la direzione del torneo. Cosa ti ha fatto provare questa investitura?

Albanesi: “Questo per me è un grande momento, perché è la mia prima esperienza in questo senso. Ogni volta che è stata preparata un’avventura nuova, come quella da coach, è una grande emozione, e altrettanto quella da direttore del torneo. Penso che la macchina organizzativa possa far bene, ma soprattutto mi aspetto un livello alto, un bel potenziale, da parte delle giocatrici.”.

D: “Il torneo vanta nomi importanti nell’entry list, tu da ex allenatore, di giocatrici come anche Tsurenko(che ha giocato abbastanza bene anche a Wimbledon), ritieni che questo torneo sia un importante trampolino di lancio per le giocatrici più giovani?

Albanesi: “Certo, perché già nelle edizioni passate era successo che tanti nomi iscritti all’interno di questa lista, sono poi esplosi. Ma anche perché il torneo fa parte di una fascia poco poco sotto ai WTA, che proprio fa da ponte. Quindi c’è la possibilità che molte giovani scelgano questa data, scelgano questo torneo, perché ha un grande potenziale, ma soprattutto perché permette di prendere quei punti che magari servono per confermarsi o iniziare ad avvicinarsi alle qualificazioni o ai tabelloni degli Slam“.

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