Roland Garros: la pioggia non salva Paolini. Begu vince al tie-break del terzo

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Roland Garros: la pioggia non salva Paolini. Begu vince al tie-break del terzo

PARIGI – Ieri Jasmine Paolini aveva rimontato e vinto il primo set, prima di spegnersi e subire il prepotente ritorno di Begu. La pioggia sembrava aver aiutato l’azzurra, che oggi ha servito per il match, prima di spegnersi nuovamente e cedere 10-5 al tie-break

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Jasmine Paolini - Parigi 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

I. Begu b. J. Paolini 4-6 6-1 7-6(5)

Dal nostro inviato a Parigi

 

La si riteneva una partita alla portata, quella di Jasmine Paolini contro la rumena Begu. Sia la classifica (n. 55 vs n. 63), sia il fatto che per entrambe la stagione è stata sinora avara di soddisfazioni (i quarti a Lione per Paolini, la semifinale a San Pietroburgo per Begu, gli unici risultati degni di nota), facevano prevedere un match equilibrato ma in cui l’italiana poteva giocarsi le sue chances. La sconfitta dell’azzurra in tre set nell’ultimo precedente all’inizio di quest’anno sul cemento australiano rappresentava di certo un piccolo campanello d’allarme, ma c’era da considerare il fattore superficie, stavolta più favorevole alla 26enne toscana (1-1 gli scontri diretti sulla terra, ma risalenti al 2019). In realtà un vero e proprio equilibrio non c’è stato: è vero che è servito il tie-break del terzo set per decidere la contesa, ma il match è stato un susseguirsi di alti e bassi, e ad avere la peggio alla fine è stata la giocatrice – Jasmine Paolini –  che ha nella consistenza e nella solidità alcune delle sue doti migliori e che in questa due giorni si sono viste veramente molto a sprazzi.

QUI LA CONFERENZA STAMPA DI JASMINE PAOLINI

Si parte e Paolini da 40-0 perde il servizio nel primo game. I piani tattici delle due giocatrici paiono chiari da subito: l’italiana deve tenere alta la percentuale di prima per evitare che Begu la aggredisca e poter così manovrare il gioco da fondo, sfruttando la sua solidità in quella zona del campo; la tennista di Bucarest invece deve cercare di chiudere gli scambi prima che si allunghino troppo, grazie alla velocità ed alla profondità del suo dritto. Sembra che il primo parziale volga decisamente verso Bucarest quando la 26enne tennista toscana si ritrova a dove fronteggiare un’altra palla break nel settimo gioco. E invece, quello è l’episodio che cambia l’inerzia del set. La n. 55 del mondo la annulla e poi, complice la Begu che gioca un brutto game in cui commette due errori non forzati e un doppio fallo, riagguanta l’avversaria sul 4 pari. Paolini alza il livello, non sbaglia più, mentre al contrario la sua avversaria perde di consistenza da fondo. Da quella palla break contiamo un parziale di 15 punti a 5 per l’azzurra, che incamera il primo set per 6-4.

Il secondo set pare proseguire sull’onda del finale di quello precedente, con il primo game alla battuta tenuto a zero da Paolini. Invece dal gioco successivo tutto cambia nuovamente: all’improvviso Begu sale nuovamente in cattedra, grazie alla ritrovata vena al servizio, mentre al contrario la n. 55 WTA dopo non aver sfruttato una palla per andare sul 2-1 si spegne e non riesce più a trovare adeguate contromisure per controbattere la pressione da fondo della sua avversaria, certificata dai 9 vincenti nel parziale. In soli 24 minuti l’ex n. 22 del mondo rifila un 6-1 alla toscana e pareggia il conto dei set.

Il terzo set purtroppo continua sull’inerzia del secondo e Begu si porta in vantaggio 1-0 e palla break sul servizio Paolini. In soccorso dell’azzurra arriva la pioggia che costringe gli organizzatori alla seconda sospensione dei match nella giornata. “Domani è un altro giorno, si vedrà” cantava Ornella Vanoni ed è quella la speranza dei supporters della tennista di Castelnuovo di Garfagnana quando si spengono le luci e i teloni coprono i campi del Roland Garros. Il match riprende nel primo pomeriggio: non c’è più il rischio pioggia, anzi, le giocatrici rientrano in campo accolte dal sole. Purtroppo il lungo braccio di ferro da fondo con cui riprende il match vede uscire sconfitta l’azzurra, che sbaglia in lunghezza un dritto e consente all’avversaria di salire sul 2-0. Che poco dopo va sul 3-0, con Paolini che sa benissimo cosa fare a livello tattico (alzare le traiettorie, soprattutto con il dritto, per poi cambiare marcia nello scambio) ma purtroppo non riesce ad applicarlo, continuando a sbagliare tanto, troppo. Ma proprio quando sembra che Ornella Vanoni non avesse ragione, ecco che il match cambia. Begu, che era stata molto attenta alla ripresa del gioco a non forzare le giocate, inizia a inanellare errori rimette in partita Paolini. Che ha il merito di capire subito la situazione e cogliere l’occasione, e con un parziale di 20 punti a 5 si porta sul 5-3. Qui l’ex n. 22 del mondo si scuote, ha una fiammata di orgoglio e cerca di affidarsi al dritto per tornare in partita. L’aiuta anche un nastro che sul 30 pari nel nono gioco fa uscire la risposta dell’italiana nel punto che poteva portarla a match point. E siccome si dice che il tennis è fatto di episodi, ecco che questo gira nuovamente il match: il dritto della rumena torna a fare male e Paolini torna a sbagliare. Ma ancora non è finita: proprio quando sul 6-5 Begu 2 errori non forzati la portano ad un passo dal baratro, a due punti dalla sconfitta, la tennista toscana trova la forza di ribellarsi e infilare quattro punti consecutivi e impattare sul 6 pari. Il tie-break è probabilmente la soluzione più giusta per un match così altalenante. E la parte iniziale ne è la sintesi: Jasmine sembra sfruttare l’inerzia e sale 3-1, poi la Begu spolvera la riga di fondo con un dritto e da lì sale a sua volta 5-3. Un doppio fallo della rumena rimette in gioco l’azzurra che subito dopo l’aggancia 5 pari, ma da lì Paolini esce praticamente dalla contesa, come testimoniato dal doppio fallo sul match point che consegna la vittoria alla 31enne di Bucarest. Alla fine, purtroppo, Ornella Vanoni aveva torto: per Jasmine non è stato un altro giorno. Peccato.

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Wimbledon, Nadal: “Mia sorella e mio padre mi hanno chiesto di ritirarmi, ma io odio farlo. Farò degli esami”

“Sono onesto, non ho ancora deciso niente”: si chiude così la criptica conferenza stampa di Rafa Nadal, che non ha ancora deciso se scenderà in campo per le semifinali oppure no

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Dopo la clamorosa vittoria al super-tiebreak del quinto set contro Taylor Fritz, Rafael Nadal ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. C’era ovviamente molta curiosità nel chiedere al 22 volte campione Slam non solo come avesse fatto a vincere la partita, ma anche alcune delucidazioni sulle sue condizioni fisiche. “È stato un match molto emotivo” – ha esordito lo spagnolo. “Sono molto contento, è una vittoria importante”. Da decifrare, però, lo stato dei suoi addominali.

D: Nel secondo set tuo padre e tua sorella ti hanno fatto ampi gesti, invitandoti ad uscire dal Centre Court. Ti hanno chiesto di ritirarti?

Rafael Nadal: Sì, mi hanno chiesto di ritirarmi. Io però ci ho provato. Sarebbe stato difficile ritirarsi nel bel mezzo della partita, anche se ho avuto quell’idea per così tanto tempo. Dall’altra parte, però, sono stato costretto al ritiro un paio di volte in carriera, ma è qualcosa che odio. Così ho soltanto continuato a provare a restare nel match”.

 

D: Puoi parlare dell’infortunio? Speri di recuperare al meglio in vista del prossimo incontro? Credi sia possibile?

Rafael Nadal: “Non lo so. Domani mi sottoporrò ad alcuni test, è difficile saperlo ora. È chiaro che sono un giocatore che ha attraversato molte situazioni simili in passato, quindi sono abituato a combattere contro il dolore e a giocare con alcuni problemi. Non è niente di nuovo oggi, è un problema agli addominali. Ho avuto queste sensazioni per un paio di giorni, ma senza subbio oggi è stato il peggiore: c’è stata una crescita importante del dolore, che mi ha spesso limitato. Sono riuscito a vincere la partita, vedremo che cosa accadrà domani.

D: Il fatto di tornare a giocare sull’erba dopo tre anni di assenza ti penalizza in qualche modo? Potrebbe magari essere la causa di uno shock nel tuo corpo, comportando infortuni simili?

Rafael Nadal: “No, non direi. In ogni caso, sto giocando molto bene. Se mettiamo da parte tutti i problemi, credo comunque che il mio livello di tennis sia ottimo. Ho delle grandi sensazioni quando colpisco la palla, penso di star esprimendo un ottimo tennis. Però sono ovviamente preoccupato. Con tutti gli sforzi che ho fatto per giocare a Wimbledon, il problema agli addominali non è un qualcosa che può emergere solo sull’erba. Può emergere ovunque“.

D: Quale tipo di trattamento hai subito? Hai giocato soltanto per adrenalina e l’emozione di finire la partita?

Rafael Nadal: “Non è che i dottori possano fare molto in realtà. Mi hanno dato alcuni antiinfiammatori e analgesici. Hanno provato ad a rilassare il muscolo, ma è difficile. Non c’è molto da sistemare quando hai un problema simile. Come ho detto prima, volevo soltanto concedermi una possibilità. Non è facile abbandonare un torneo, né tantomeno farlo a Wimbledon, anche se il dolore è molto forte. Volevo finire, non importa come. Chiaramente preferivo vincere e ci sono riuscito, ma l’importante era combattere. Sono orgoglioso del mio spirito combattivo e di come sono riuscito a rimanere in partita”.

D: Quali e quante sono le possibilità che ti vedremo nuovamente in campo contro Nick Kyrgios in semifinale?

Rafael Nadal: Non lo so, davvero. Non posso dare una risposta esaustiva, perché se vi dicessi qualcosa di chiaro e domani dovessero succedere altre cose, vi mentirei (sorride). Se avessi già deciso che cosa fare, non sarei certo qui a fare uno show e dire qualcosa che il giorno dopo sarebbe il contrario. Se sono qui è perché sono onesto e non ho ancora deciso niente. Alla fine è un argomento persino più importante di Wimbledon, riguarda la salute. Vedremo come andrà”.

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Wimbledon, Kyrgios: “Con Rafa sarà il match più visto di sempre”

Nick Kyrgios parla della strada che l’ha portato alla sua prima semifinale Slam, della ritrovata voglia di giocare e di molto altro. E assicura: “ Mentalmente sto alla grande”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Superato come da pronostico Cristian Garin, il “terraiolo” dei last eight, Nick Kyrgios può festeggiare la sua prima semifinale Slam che lo vedrà fronteggiare Rafa Nadal. Davanti ai giornalisti, esordisce ripetendo quello che ha già detto sul campo: “Non pensavo che sarei ci arrivato. Credevo che la nave fosse salpata, specialmente per come stavo due anni fa… Sono orgoglioso di me stesso e della mia squadra”.

Com’era prevedibile, la prima domanda riguarda la notizia del giorno prima, vale a dire l’ordine a comparire in tribunale tra meno di un mese, quando sarà messo di fronte alle accuse.

D. Prima di parlare di tennis, Nick, sento che vorremmo chiederti se vuoi replicare alla convocazione in tribunale, come la situazione ti ha influenzato.

 

Nick Kyrgios: “Ovviamente avevo tanti pensieri, vorrei dare la mia versione, ma i miei avvocati mi hanno informato che non posso dire nulla a questo punto. Onestamente, non mi ha influenzato. Ne ho letto, tutti mi facevano domande, è stata dura concentrarsi sulla missione a portata di mano. Erano i quarti di Wimbledon.”

D. Dopo la vittoria, sei rimasto seduto per un paio di minuti. Hai detto che avevi un milione di cose per la testa. Quali cose?

NK: “Solo come le cose possano cambiare. C’è stato un momento in cui l’avevo quasi finita con il tennis, Ho scritto quest’anno sul mio stato mentale nel 2019, con i pensieri suicidi e tutto quanto. Oggi sono qui, semifinalista a Wimbledon, un risultato speciale per chiunque, ma credo soprattutto per me. Nessuno lo avrebbe detto due anni fa. No, non ha la tenuta mentale, la forma fisica, la disciplina. Ho quasi cominciato a dubitare di me stesso con tutte queste cose che mi entravano in testa.”

D. Dato ciò che hai descritto, oltre queste due settimane a Wimbledon, come descriveresti la strada verso la tua prima semifinale Slam?

NK: “Burrascosa (ride). A inizio anno, nemmeno sapevo se volessi giocare secondo una vera programmazione. Non la seguo in realtà. Nell’ultimo anno e mezzo avevo perso l’amore, il fuoco, la scintilla. Poi alcune cose della mia vita sono cambiate. Ho riscoperto di avere tante persone che vogliono che giochi. Ho ancora qualcosa nel serbatoio, mentalmente mi sento alla grande. Otto anni di vuoto dal mio primo quarto. È stata una cavolo di cavalcata.”

D. Mate, non sappiamo il risultato dell’altro quarto, ma ci puoi parlare delle caratteristiche dell’eventuale sfida con Rafa? Hai giocato un paio di fantastici incontri qui contro di lui. Potenzialemnte dovresti giocare con i due migliori del mondo, con Medvedev assente, per vincere il titolo.

NK: “Sarebbe speciale sfidare Rafa qui. Due personalità totalmente differenti. Però sento che ci rispettiamo tantissimo l’un l’altro. Sento che sarebbe un incontro da acquolina in bocca per chiunque nel mondo. Probabilmente il più visto di tutti i tempi. Ma c’è tanto lavoro da fare tra adesso e domani. Devo essere sicuro che il mio corpo sia a posto.”

D. Hai descritto come una buona prestazione dal punto di vista mentale la vittoria contro Nakashima. Penso che tu possa dire lo stesso oggi. In confronto o al contrario di quanto accaduto con Tsitsipas?

NK: “Penso che, mentalmente, la mia prestazione contro Tsitsipas sia stata fantastica con tutto quello che è successo. Tante cose avrebbero potuto farmi perdere la concentrazione. Oggi non mi aspettavo che Garin avesse quel livello di tennis sull’erba. Sappiamo quanto vale sulle altre superfici ma, mio Dio, quella risposta di dritto mi farà venire gli incubi.”

D. ‘Dai a un uomo una maschera e diventerò il vero sé stesso’. Cosa significa per te?

NK: “Penso che oggi le persone abbiano paura di aprirsi. Per me è stata la salute mentale. Se non fossi Nick Kygios, mi sarei aperto molto prima. Sento che, se le persone potessero dirti in modo anonimo come si sentono, lo farebbero, si aprirebbero di più.”

D. Contro Nakashima hai giocato un paio di tweener, di servizi da sotto. Oggi non hai giocato un solo colpo del genere, Riflette il punto in cui sei arrivato nel torneo?

NK: “Certamente sentivo più pressione oggi. Avanzare in semi in uno Slam è un territorio inesplorato. La superficie meno preferita da Garin, tutti a pensare che avrei vinto. Il punteggio non riflette quanto è stata difficile. Oggi mi sentivo spesso sulla difensiva, non potevo permettermi certi colpi.”

D. Tua madre non riesce a guardare i tuoi incontri, aspetta un tuo messaggio. Le hai dato la notizia? Ovviamente vi parlate molto.

NK: “Le condizioni di salute di mia mamma sono un po’ difficili ultimamente. Non può viaggiare, ha un pacemaker, non viene neanche all’Australian Open, sarebbe troppo stressante. Cerco di parlarle. Si alza la mattina, ho appena visto il live score, dice, pare che tu abbia avuto un match tosto. E io, non ne hai idea. Sono felice che possa tenermi d’occhio da casa. Sarebbe fantastico se potesse venire qui, ma ha un sacco di cose da fare. Anche assicurarsi che i miei cani siano nutriti. Mio fratello ha avuto un figlio cinque giorni fa, George. Giorni pieni di avvenimenti questi per mister Kyrgios.”

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Wimbledon, il programma di giovedì 7 luglio: semifinali femminili, apre Jabeur

Si comincia alle 14.30 con Jabeur-Maria. A seguire Rybakina-Halep e finale del misto

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Ons Jabeur – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @WTA)

Eccoci arrivati al penultimo atto del torneo femminile. Esauriti mercoledì i restanti due quarti di finale, è il momento di decidere chi saranno le due finaliste dell’edizione 2022 di Wimbledon. Fra le tre ragazze impegnate giovedì che non erano mai arrivate così avanti in un torneo dello Slam, spicca la trentaquattrenne Tatjana Maria, n. 103 WTA, che fino alla settimana scorsa vantava un solo terzo turno, proprio su questi prati, come miglior risultato in un Major. Le altre due sono Elena Rybakina e la favorita, nonché da quasi tutti preferita, Ons Jabeur. E poi c’è Simona Halep, che qui ha vinto nel 2019 e, senza fare troppo rumore, sembra intenzionata a prendersi l’onore dell’apertura di martedì sul Centrale il prossimo anno, possibilità negatale prima dal Covid, poi da un infortunio e infine dagli organizzatori – campo che è tornata a calpestare solo agli ottavi e solo perché giocava con la n. 4 del seeding Badosa.

Fermi i maschietti, il Centrale è riservato alle signore e alla finale del doppio misto. Si parte alle 14.30 ora italiana con Jabeur che affronta Maria. 2-1 per la tunisina i precedenti, l’ultimo dei quali risale al 2018 e quindi ben poco indicativi, certamente meno del livello che sta attualmente esprimendo Ons, la quale, tuttavia, non dovrà sottovalutare l’amica Tatjana, uscita indenne, tra gli altri, dai match con Cirstea, Sakkari e Ostapenko. A seguire, Halep opposta alla kazaka Rybakina. 2-1 per Simona i confronti diretti, l’ultimo allo scorso US Open vinto in tre set dalla rumena.

Per quanto riguarda il doppio misto, Samantha Stosur e Matthew Ebden si giocheranno il titolo contro la coppia vincitrice dello scontro fra Mirza/Pavic e Krawczyk/Skupski.

 

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