Wawrinka, che insidia per Sinner: "Non andrò lontano a Wimbledon, ma mi spingerò al limite"

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Wawrinka, che insidia per Sinner: “Non andrò lontano a Wimbledon, ma mi spingerò al limite”

Lo svizzero rivede l’erba su cui mancava dal 2019. “Ho pensato al ritiro – racconta a The Players’ Tribune -, ma non volevo chiudere da infortunato. Se mi sento bene, mi restano altri due o tre anni”

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Stan Wawrinka - Queen's 2022 (Credit: Getty Image for LTA)
 
 

È dal 2019 che Stan Wawrinka manca a Wimbledon. Non proprio il suo Slam preferito, considerando il massimo risultato dei due quarti di finale consecutivi raggiunti nel 2014 e nel 2015. A 37 anni, rientrato a marzo dopo il lungo stop dettato dal doppio intervento chirurgico al piede sinistro, l’ex numero 3 del mondo è stato accolto a Church Road da una wild card dal forte valore simbolico. Debutterà contro Jannik Sinner in un incrocio che vede ovviamente favorito l’azzurro, a sua volta però – immaginiamo – non proprio felicissimo del sorteggio. Non tanto per i precedenti (vinti entrambi dallo svizzero nel 2019, è però passata una vita sotto ogni punto di vista), ma perché l’animale da competizione che troverò dall’altra parte della rete rimane di razza pregiata. Nonostante gli acciacchi. Rientrato a marzo col ranking protetto (oggi è 267 ATP), da quel momento Wawrinka ha vinto solo tre delle dieci partite disputate. Al Queen’s – primo torneo su erba dal 2019, appunto – è crollato al secondo turno per mano di Tommy Paul, ma nella sfida precedente aveva lanciato bei segnali uscendo a braccia alzate dalla battaglia di tre tie break contro l’amico Francis Tiafoe. Adesso, proprio alla vigilia della sfida con Sinner, il tre volte campione Slam ha pubblicato un lungo pezzo scritto di suo pugno su The Player Tribune (QUI la versione integrale) in cui ha ripercorso il viaggio che l’ha riportato sul campo quando la sua carriera – e nessuno glielo avrebbe rimproverato – si sarebbe potuta anche chiudere qualche mese fa.

AL LIMITE – “Dato quanto poco tennis ho giocato, so che sarà difficile per me andare lontano a Wimbledonle sue parole -. In ogni caso, ciò che conta è il lavoro quotidiano e se riuscirò ad affrontarlo bene ne sarò felice. Se mi sentirò in buona forma verso la fine dell’estate, fisserò degli obiettivi tipo scalare la classifica o vincere di nuovo un torneo. Non sto parlando di un Grande Slam; potrebbe essere un ATP 1000, 500 o 250. Ma non sono ancora pronto per pormi questo obiettivo“. Spensieratezza, ma anche un minimo di prospettiva. “So che questa è la parte finale della mia carriera – argomenta con lucidità – un ultimo capitolo. Non posso giocare per sempre. Penso che mi restano al massimo due o tre anni. Voglio godermeli e l’unico modo per farlo è darmi la migliore possibilità possibile di vincere un trofeo. Come lo faccio? Mi spingo al limite. In questo momento, mi sento bene ma ho molto lavoro da fare. Ho bisogno di giocare le partite, perché l’allenamento è sempre un’altra cosa. Ci sono ancora alcuni pezzi del puzzle che mancano“.

IL SECONDO RITORNO – Nel lungo racconto, Wawrinka ha ripercorso tutti i momenti più significativi della sua carriera leggendoli anche attraverso il filtro delle emozioni. Una trama da intendere con una chiave interpretativa: il confronto tra il suo primo grande ritorno post infortunio (nel 2017, con il meglio del suo percorso già alle spalle, l’operazione al ginocchio sinistro) e quello più recente, rimettendo piede in campo a marzo nel Challenger di Marbella quando appena a dicembre – come racconta – ancora non camminava bene. “Già nel 2017 mi sono ritrovato a passare da numero 4 del mondo a zoppicare con le stampelle, al rientro non sono tornato ai livelli di prima ma ero comunque felice. A 37 anni, mentalmente, pensavo sarebbe stato troppo difficile ritrovarmi in quella situazione. Il mio più grande talento, però, è stato sempre provare gusto per il duro lavoro e per spingermi oltre il limite. Dopo il mio secondo intervento, sapevo cosa volevo. Era ora di smettere? No. Amavo ancora il tennis. Amavo ancora allenarmi. Credevo ancora di poter giocare a un buon livello. Ma la cosa più importante era che non volevo finire la mia carriera infortunato. Non era così che volevo dire addio. Amo troppo il tennis per non provarci“.

 

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Hyeon Chung, tra quella carriera rotta e il sogno di tornare, riprende ad allenarsi

Il 26enne sudcoreano annuncia, tramite un video su Instagram, il ritorno in campo con una racchetta in mano

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Hyeon Chung - Australian Open 2018 (@RDO foto)

24 gennaio 2018, più di quattro anni fa, forse non tanti, ma neanche così pochi. In uno sport, possono essere una vita; nella carriera di Hyeon Chung, appaiono un’era geologica. Quel giorno di gennaio, battendo Tennys Sandgren, il sudcoreano trovò una clamorosa semifinale Slam all’Australian Open, tra le imprese più incredibili nel tennis degli ultimi anni, contando che sul suo cammino aveva anche eliminato Djokovic in ottavi di finale. Sembrava il trampolino verso qualcosa di grande, una carriera da ricordare… ma dall’ora più lucente subito venne il buio più nero. Giocò bene qualche altro mese, arrivò in top 20, per poi iniziare a spegnersi gradualmente, e negli anni definitivamente crollare. Il ragazzo, classe 1996, ha sofferto di vari problemi fisici, che lo hanno più volte portato sotto i ferri, impedendogli di regalarsi quel sogno di una carriera, di una vita, brevemente accarezzata e troppo bruscamente interrotta.

L’ultima partita ufficiale risale ormai al 23 settembre del 2020, una sconfitta in due set contro Renzo Olivo alle qualificazioni del Roland Garros. Da allora, il nulla più totale, se non allenamenti fisici, stretching e perfezionamento del corpo, con la racchetta che sembrava ormai un’utopia. Eppure ieri, un fulmine a ciel sereno sul suo profilo Instagram: un video di Chung che si allena, che tira a pieno braccio con quella racchetta che tanto aveva fatto sognare lui, il movimento asiatico e tanti appassionati, accompagnata da una semplice descrizione: “Hello!. Non ci è dato sapere se e quando tornerà Hyeon Chung, né come lo farà, ma possiamo avere la certezza che quel sogno proibito (così lo definì nella sua rubrica “Chi l’ha visto” a gennaio il nostro Marco Lorenzoni) stia piano piano tornando sui binari che riavvicinano alla realtà.

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ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

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Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

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Carlotta Arginelli: nove anni e studia già da campionessa

La giovanissima emiliana si qualifica per lo Junior NextGen Italia, in programma a Milano in concomitanza con la NextGen ATP Finals

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Carlotta Arginelli

A nove anni non solo è in grado di lasciarsi alle spalle ragazze più grandi, ma anche di staccare il pass per andarle a sfidare in una delle principali competizioni nazionali di tennis riservate ai giovanissimi. Carlotta Arginelli, classe 2013, tesserata per il Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine, ha infatti conquistato l’accesso al Master ‘Junior Next Gen Italia’ che si disputerà a Milano in concomitanza con le Next Gen Atp Finals. Alla competizione parteciperanno le prime cinque atlete Under 10 qualificate nelle cinque macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. Carlotta ha preso parte al girone Nord Est che comprendeva Emilia-Romagna, Trentino-AltoAdige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In tutta Italia, soltanto lei e un’altra ragazza abruzzese, Benedetta Tano, sono riuscite ad arrivare alle finali nazionali Under 10, pur avendo soltanto nove anni. Per la cronaca Carlotta Arginelli che è figlia d’arte, essendo suo padre Alessandro responsabile della Top Tennis School del Club La Meridiana, nel girone Nord Est ha accumulato un totale di 270 punti piazzandosi alle spalle, nell’ordine, di Virginia Arduini (Tc Riccione, 540 punti), Thea Marth (Amateur Tennis Club Passeier, 450 punti), Ioana Bala (Tc Riccione, 430 punti) e Ilinka Cibilic (Circolo Tennis Zavaglia, 280 punti). Ricordiamo che la ‘Junior Next Gen’ (giunta alla 12esima edizione) comprende, oltre alla categoria Under 10, anche gli Under 12 e 14. Dall’anno scorso si è aggiunta la ‘Super Next Gen’ dedicata agli Under 16 e 18. Per i primi due classificati della ‘Super Next Gen’ saranno in palio delle wild card per i tornei internazionali ITF Under 18 che si disputano nel nostro paese. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

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