Wimbledon, Djokovic: "Non penso all'eventualità di contrarre il COVID, ma bisogna essere cauti per il bene di tutti"

Flash

Wimbledon, Djokovic: “Non penso all’eventualità di contrarre il COVID, ma bisogna essere cauti per il bene di tutti”

Dopo la vittoria nel derby con Kecmanovic, Nole si rivela cerchiobottista sulle novità del coaching e delle tradizioni abbandonate presso Church Road

Pubblicato

il

Novak Djokovic, conferenza Wimbledon 2021
 
 

Il grande favorito per la conquista del suo quarto titolo consecutivo a Wimbledon, Novak Djokovic, dopo aver conquistato la 24esima vittoria consecutiva su erba passeggiando e tramortendo il connazionale Miomir Kecmanovic, si è presentato in sala stampa per la conferenza post partita. In realtà come spesso accade quando davanti ai microfoni dei giornalisti si trovano a rilasciare delle dichiarazioni, le stelle del tennis mondiale, ed in particolar modo dopo i match non di cartello, le domande esulano dall’andamento della partita. Se poi l’incontro in questione è stata un’autentica ripassata, con poco da commentare, allora ecco che gli esponenti della carta stampata si sentono quasi in dovere di riportare nelle loro testate, le opinioni sulle tematiche più scottanti da parte di coloro che guidano il movimento.

Così ecco che Novak, è stato sollecitato a dire la sua sulle novità più succulente che sono sbocciate nell’ultimo periodo all’interno del mondo della racchetta: la questione COVID, dopo le positività di Cilic, Berrettini e Bautista Agut in relazione alle precauzioni volute da Nadal per tutto il suo clan; l’introduzione del coaching che ha riscosso nei giorni scossi numerose e tumultuose critiche a far da contro altare a coraggiosi avanguardisti a sostegno del rinnovamento; e dulcis in fundo le tradizioni dei Championships che stanno lentamente naufragando: dalla Middle Sunday, che non sarà più sprovvista di sfide, passando per l’apertura dei cancelli del Centre Court per sessioni di allenamento prima che inizi il torneo, fino ad arrivare all’allineamento con gli altri Slam sul super tie-break al quinto set. Il fuoriclasse serbo è sembrato più del solito diplomatico, è veramente indeciso nel prendere una posizione in merito ai temi affrontati, oppure non vuole esporsi? Ai lettori l’ardua sentenza. C’è stato però anche spazio per proiettarsi agli ottavi, dove l’ex n.1 se la vedrà con la sorpresa di questo mese di tennis verde: Van Rijthoven, del quale Nole rivela di conoscere fin dai tempi junior il suo coach Igor Sijsling (è stato n. 52 ATP), suo coetaneo.

D: Vorrei chiederti della situazione relativa al COVID-19. Nadal si sta occupando di tutti gli aspetti possibili per prevenire un eventuale contagio, inoltre sta rimanendo a casa e cerca di non uscire troppo per evitare qualsiasi tipo di rischio. Tu invece come la stai affrontando, cosa stai facendo? Indossi la mascherina? Come ti stai comportando in questo momento per evitare di risultare positivo?

 

Novak Djokovic: “Beh, mi divido principalmente tra il tennis nell’impianto qui a Church Road e la mia famiglia, con la quale sto a casa. Non esco neanche io molto. Anche se ho visitato la città qualche volta prima che il torneo iniziasse, ma non sono, per così dire, troppo preoccupato in merito a qualsiasi situazione. Sto solo cercando di rimanere in salute, concentrato e pensare solo ed esclusivamente a giocare il torneo. Non penso all’eventualità di poter contrarre o meno il virus. In questo momento non ci sto pensando. Ma, di certo, essere cauti è qualcosa che diventa una necessità in relazione al bene di tutti, ed in particolare perché abbiamo passato ed attraversato dei momenti davvero duri e difficili negli ultimi due anni”.

D: Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi della dibattuta decisione da parte dell’ATP di consentire il coaching durante il match; una novità che prenderà il via nella seconda metà della stagione.

Novak Djokovic: “Beh, sono un po’ diviso nella mia opinione perché capisco gli argomenti di entrambi i lati. Ci sono ovviamente persone che sono contrarie, che vogliono mantenere integra l’unicità del nostro sport, e anche il fatto peculiare del tennis che un atleta individuale ha bisogno di trovare soluzioni in campo da solo senza ricevere alcun tipo di aiuto durante una partita. Dunque capisco benissimo la loro posizione. È così che è stato per molti anni. Ma allo stesso tempo sappiamo tutti che la maggior parte delle volte, nella maggior parte delle partite, il coaching accade. Perciò ufficializzare il coaching è qualcosa che capisco anche io. Probabilmente propendo di più verso quello perché comunque è sempre accaduto, quindi perché non renderlo semplicemente una regola o ufficializzare tale possibilità. Certo, a determinate condizioni, sotto determinati parametri che devi rispettare, come ad esempio che il coach può dare indicazioni al giocatore solo se è nella parte di campo dove lui risiede in tribuna; in modo tale da non disturbare l’avversario. Non so come funzionerà. Ovviamente noi abbiamo visto, con il tennis femminile negli anni precedenti, il coaching direttamente in campo. È un po’ diverso da quello che stiamo andando a fare ora. È stato interessante per i telespettatori e per tutti noi ascoltare quelle conversazioni che avvengono tra l’allenatore e la propria giocatrice. Naturalmente, da quella prospettiva, guardando la vicenda come se fossi un fan, è piuttosto interessante e divertente. Allo stesso tempo, però non è così positivo per la discrezione o la privacy di quella conversazione. Perché, qualcuno può sentire di cosa stai parlando in TV, e quindi inviare messaggi all’allenatore avversario e a tutto il suo team. Certo, da questo punto di vista è più complessa la situazione, visto che ho la sensazione che certe informazioni professionali, che si scambiano un allenatore e un giocatore, dovrebbero probabilmente rimanere private. Immagino che aspetteremo e vedremo dov’è quell’equilibrio essenziale, affinché la situazione funzioni. Perché sta per essere introdotta per la prima volta nel nostro sport, questa novità almeno a livello maschile. Quindi vediamo come va.

D: Quali sono i tuoi pensieri sul cammino straordinario di Tim Van Rijthoven, il tuo prossimo avversario?

Novak Djokovic: “Sì, l’ho visto giocare qui un paio di partite e anche in Olanda dove ha vinto il suo primo torneo ATP. Certo, è uno dei protagonisti del torneo fin qui. Nella stagione su erba non ha ancora mai perso una partita. È abbastanza impressionante per qualcuno che non è stato mai classificato così in alto, che non aveva vinto alcun match ATP prima di quel torneo a ‘S-Hertogenbosch. È piuttosto impressionante il modo in cui ha vinto. Anche contro Medvedev in finale, abbastanza comodamente. Conosco il suo allenatore, Igor Sijsling, sua madre è serba. Lo conosco da molto tempo. Siamo della stessa generazione. Siamo cresciuti insieme giocando eventi junior. Abbiamo fatto una chiacchierata l’altro giorno. Io Tim, [Van Rijthoven. Ndr] non lo conosco così bene. Come ho detto, l’ho visto giocare nelle ultime settimane. Farò la mia analisi in preparazione al match, e spero di poter iniziare come ho fatto nelle ultime partite”.

D: Wimbledon era un torneo diverso dagli altri. Ora si sta uniformando, rinunciando ad alcune sue tradizioni. A molte persone piace Wimbledon, proprio per via delle sue differenze e peculiarità

Novak Djokovic: “Vero, non è la stessa cosa, è diverso da tutti gli altri. Voglio dire, tutti noi indossiamo ancora completo e outfit bianchi. Non credo che questo cambierà mai. Forse, non lo sappiamo. Le cose stanno cambiando, il che è un bene per il torneo e per il club, perché vuol dire che sono aperti a certe modifiche e immagino anche ad alcuni aggiustamenti, a seconda dei bisogni dei giocatori o dei tifosi. O anche semplicemente considerando il tempo che stiamo vivendo ed il modo in cui la società si evolve e cambia, che è una diretta conseguenza del tempo che avanza. Ma rispetto e amo ancora Wimbledon per aver mantenuto la sua tradizione del vestire di bianco. Inoltre nessuna presenza di pubblicità sul Campo centrale. Penso che sia qualcosa che al giorno d’oggi, nel mondo, è davvero raro. Voglio dire, dopo i cambiamenti sorprendenti di quest’anno, non lo puoi mai sapere. Tutto può cambiare in futuro. Ma tutti noi sappiamo per certo che Wimbledon si attiene alla sua tradizione ed esamina molto attentamente e con assoluta accuratezza eventuali modifiche da apportare”.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Hyeon Chung, tra quella carriera rotta e il sogno di tornare, riprende ad allenarsi

Il 26enne sudcoreano annuncia, tramite un video su Instagram, il ritorno in campo con una racchetta in mano

Pubblicato

il

Hyeon Chung - Australian Open 2018 (@RDO foto)

24 gennaio 2018, più di quattro anni fa, forse non tanti, ma neanche così pochi. In uno sport, possono essere una vita; nella carriera di Hyeon Chung, appaiono un’era geologica. Quel giorno di gennaio, battendo Tennys Sandgren, il sudcoreano trovò una clamorosa semifinale Slam all’Australian Open, tra le imprese più incredibili nel tennis degli ultimi anni, contando che sul suo cammino aveva anche eliminato Djokovic in ottavi di finale. Sembrava il trampolino verso qualcosa di grande, una carriera da ricordare… ma dall’ora più lucente subito venne il buio più nero. Giocò bene qualche altro mese, arrivò in top 20, per poi iniziare a spegnersi gradualmente, e negli anni definitivamente crollare. Il ragazzo, classe 1996, ha sofferto di vari problemi fisici, che lo hanno più volte portato sotto i ferri, impedendogli di regalarsi quel sogno di una carriera, di una vita, brevemente accarezzata e troppo bruscamente interrotta.

L’ultima partita ufficiale risale ormai al 23 settembre del 2020, una sconfitta in due set contro Renzo Olivo alle qualificazioni del Roland Garros. Da allora, il nulla più totale, se non allenamenti fisici, stretching e perfezionamento del corpo, con la racchetta che sembrava ormai un’utopia. Eppure ieri, un fulmine a ciel sereno sul suo profilo Instagram: un video di Chung che si allena, che tira a pieno braccio con quella racchetta che tanto aveva fatto sognare lui, il movimento asiatico e tanti appassionati, accompagnata da una semplice descrizione: “Hello!. Non ci è dato sapere se e quando tornerà Hyeon Chung, né come lo farà, ma possiamo avere la certezza che quel sogno proibito (così lo definì nella sua rubrica “Chi l’ha visto” a gennaio il nostro Marco Lorenzoni) stia piano piano tornando sui binari che riavvicinano alla realtà.

Continua a leggere

ATP

ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

Pubblicato

il

Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

Continua a leggere

Flash

Carlotta Arginelli: nove anni e studia già da campionessa

La giovanissima emiliana si qualifica per lo Junior NextGen Italia, in programma a Milano in concomitanza con la NextGen ATP Finals

Pubblicato

il

Carlotta Arginelli

A nove anni non solo è in grado di lasciarsi alle spalle ragazze più grandi, ma anche di staccare il pass per andarle a sfidare in una delle principali competizioni nazionali di tennis riservate ai giovanissimi. Carlotta Arginelli, classe 2013, tesserata per il Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine, ha infatti conquistato l’accesso al Master ‘Junior Next Gen Italia’ che si disputerà a Milano in concomitanza con le Next Gen Atp Finals. Alla competizione parteciperanno le prime cinque atlete Under 10 qualificate nelle cinque macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. Carlotta ha preso parte al girone Nord Est che comprendeva Emilia-Romagna, Trentino-AltoAdige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In tutta Italia, soltanto lei e un’altra ragazza abruzzese, Benedetta Tano, sono riuscite ad arrivare alle finali nazionali Under 10, pur avendo soltanto nove anni. Per la cronaca Carlotta Arginelli che è figlia d’arte, essendo suo padre Alessandro responsabile della Top Tennis School del Club La Meridiana, nel girone Nord Est ha accumulato un totale di 270 punti piazzandosi alle spalle, nell’ordine, di Virginia Arduini (Tc Riccione, 540 punti), Thea Marth (Amateur Tennis Club Passeier, 450 punti), Ioana Bala (Tc Riccione, 430 punti) e Ilinka Cibilic (Circolo Tennis Zavaglia, 280 punti). Ricordiamo che la ‘Junior Next Gen’ (giunta alla 12esima edizione) comprende, oltre alla categoria Under 10, anche gli Under 12 e 14. Dall’anno scorso si è aggiunta la ‘Super Next Gen’ dedicata agli Under 16 e 18. Per i primi due classificati della ‘Super Next Gen’ saranno in palio delle wild card per i tornei internazionali ITF Under 18 che si disputano nel nostro paese. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement