ATP Kitzbuhel: Thiem fatica ma vince il derby con Ofner. Avanzano anche Bautista e Ramos

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ATP Kitzbuhel: Thiem fatica ma vince il derby con Ofner. Avanzano anche Bautista e Ramos

L’ex numero 3 al mondo ha ragione solo al terzo set del coriaceo avversario, ma è comunque un passo avanti rispetto alle ultime uscite. Il giovane Misolic sorprende Andujar

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Dominic Thiem - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 

D. Thiem b. S. Ofner 6-2 3-6 6-3

Al Generali Open di Kitzbuhel grande attesa per il derby locale tra Dominic Thiem e Sebastian Ofner: entrambi gravitano intorno alla 200esima posizione del ranking, ma possiamo tranquillamente affermare che si tratta di una situazione momentanea. Se per Thiem il pronostico è più facile in tal senso, la speranza è che la prestazione odierna sia anche il momento chiave della carriera del 26enne Ofner, che con l’exploit di cinque anni fa a Wimbledon aveva fatto pensare a tutt’altra carriera rispetto a quella di secondo piano che si è poi ritrovato: come dimostrato anche oggi, i colpi li ha sempre avuti, mentre a mancare è stata la mentalità vincente, problema non da poco. Il primo set è un assolo dell’ex Top-3, che prosegue sulla scia di quanto fatto vedere ieri in campo contro Shevchenko: a Ofner non resta molto che assistere alle gesta di Dominator, che quasi dà la sensazione al pubblico presente sugli spalti di essere tornato ai fasti d’un tempo. Ofner infatti si intestardisce spesso nel giocare un braccio di ferro da fondocampo con l’avversario che si rivela inconcludente, a cui accompagna un poco invidiabile 48% di prime. Il secondo set è invece molto più equilibrato e vede l’austriaco più giovane salire di colpi e trovare finalmente un po’ di consistenza, da sempre suo tallone d’Achille. Per Thiem arriva invece un prevedibile calo d’intensità, che si traduce in un crollo di percentuali al servizio; Ofner trova anche qualche discesa a rete con successo e con le sue bordate riesce a scalfire la difesa del più esperto connazionale. Il 6-3 finale è la naturale conclusione del parziale.

Il set decisivo assume i contorni dello psicodramma per Thiem, che perde la battuta immediatamente, nonostante si era trovato sopra 40-0: Ofner non è però bravo ad approfittarne, e conferma ancora una volta la sua scarsa attitudine a gestire il vantaggio. I due infatti si scambiano break, finché Thiem si risveglia e prende in mano il pallino del gioco, anche grazie all’uso degli slices che mandano fuori giri i colpi del potente Ofner. Il break decisivo è nell’aria ed infatti sul 3-4 Thiem piazza il colpo finale, anche se c’è tempo per un tentativo di colpo di coda del 26enne: il campione dell’edizione 2019 annulla però le due palle-break e con due micidiali prime chiude i giochi sul 6-2 3-6 6-3 finale. Ad attenderlo ora c’è Yannick Hanfmann.

 

Il pubblico di casa ha anche altri beniamini da festeggiare, come Filip Misolic: il classe ’01, del quale il sottoscritto vi ha parlato più volte lo scorso anno, dimostra di meritarsi il doppio salto nel circuito ATP e, dopo la vittoria all’esordio sul non irreprensibile Daniel Dutra Silva, raddoppia con il successo su Pablo Andujar, giustiziere del nostro Lorenzo Sonego. Il primo parziale è una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi, durato più di un’ora, e che vede i giocatori in campo scambiarsi break a ripetizione: è il giovane Misolic a strappare un servizio in più a fine set tuttavia, e ciò gli consente di aggiudicarsi il set (grosso merito va anche dato alla capacità di annullare ben 8 palle-break su 10, alcune delle quali in modo ragguardevole). Nel secondo parziale praticamente non si gioca, e Andujar, che solo 24 ore prima si era regalato una maratona con Sonego, si concede all’avversario per il 6-4 6-0 finale. I maligni potrebbero obiettare che Misolic finora ha affrontato avversari sui quali poteva vantare una maggiore freschezza dovuta alla grande differenza d’età, caso che non si ripeterà domani quando troverà dall’altro lato della rete il vincitore del match Lajovic – Karatsev.

Negli incontri della mattinata austriaca, spiccano le vittorie a tinte spagnole di Pedro Martinez e Albert Ramos: entrambi sconfiggono per la terza volta su tre gli avversari di giornata, Federico Coria e Juan Pablo Varillas, che tanto aveva impressionato la settimana scorsa a Gstaad, dove si era fermato solo al cospetto di Thiem ai quarti di finale. I due spagnoli, nettamente vincitori oggi, si affronteranno al secondo turno nella giornata di domani, in un derby che sarà anche la prima volta che li vedrà opposti in un match ufficiale. Altro spagnolo vincente oggi è Roberto Bautista-Agut, che regola la Wildcard locale Jurij Rodionov in poco più di un’ora: troppo leggero ed incostante l’austriaco al cospetto del numero 20 ATP, che sulla regolarità ci ha costruito una carriera di tutto rispetto. Per Bautista, tds numero 3, ora il compito di vincere due partite consecutive su terra rossa, obiettivo che non centra da più di un anno (!): sulla sua strada trova il ceco Jiri Lehecka, che ha battuto in tre set nel pomeriggio la tds 8 Joao Sousa.

Il tabellone completo

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ATP Miami, finale Sinner-Medvedev: per i bookmakers grande equilibrio

Le quote del match tra Medvedev e Sinner: i bookmakers sono in difficoltà nell’indicare un chiaro favorito

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Jannik Sinner (sinistra) e Daniil Medvedev (destra) - Rotterdam 2023 (foto Twitter @atptour/@ATPTour_ES)

Nonostante Daniil Medvedev abbia vinto tutti i 5 precedenti contro Jannik Sinner, il sesto scontro tra i due nella finale dell’ATP di Miami si presenta alquanto equilibrato per gli specialisti dei pronostici. Questo perché l’azzurro sembra sempre più solido, propositivo e centrato, qualità che gli hanno regalato la vittoria in semifinale contro il n. 1 del mondo Carlos Alcaraz. Dal canto suo, il russo è reduce da un fine inverno-inizio primavera quasi perfetto che gli ha permesso di tornare in auge dopo un 2022 assolutamente deludente per i suoi standard.

I principali bookmakers sono in difficoltà nell’indicare un chiaro favorito: per Sisal e Betfair entrambi sono dati a 1,90; 1,91 per Bet365. Better (1,90) e PlanetWin (1,87) considerano il russo leggermente in vantaggio, mentre Jannik è quotato a 1,95 e 1,94.

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Juan Pablo Varillas su Musetti è sicuro: “Può battere chiunque, tornerà presto al top” [ESCLUSIVA]

Il peruviano, in finale al Challenger di Sanremo, si racconta ad Ubitennis: “Voglio essere un esempio come atleta e persona, cerco di spingere i bambini ad avvicinarsi al tennis”

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Juan Pablo Varillas - ATP Challenger Sanremo 2023 (foto Tullio Bigordi)

Mentre tutta l’Italia attende trepidamente l’arrivo delle ore 19, con Jannik Sinner pronto a sfidare Daniil Medvedev per il titolo di Miami, alle ore 15 andrà in scena la finale del Challenger 125 di Sanremo. A contendersi il trofeo saranno Luca Van Assche e Juan Pablo Varillas. Il primo, giovane promessa del tennis francese, è già certo dell’ingresso in top100 e ha dichiarato di voler sfidare e battere prima o poi i tre young big3 del momento, ovvero Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e Holger Rune. Il secondo, 27enne nativo di Lima, capitale del Perù, vive il momento migliore di una carriera passata per lo più lontano dai riflettori. Al momento n°88 ATP – ma ad inizio marzo è stato anche n°76, suo best ranking – il sudamericano cerca un successo che lo porterebbe a ridosso dei primi 80.

Proprio in Sudamerica Varillas ha giocato molto a febbraio, affermando però di trovarsi meglio sulla terra europea: “Qui a Sanremo è stata una grande settimana, ho giocato molto bene. Credo che i campi siano un po’ più veloci rispetto al Sudamerica, dove ho giocato spesso nell’ultimo periodo. Qui c’è molto tifo, gli appassionati non mancano mai. È bello ed emozionante giocare in Italia, questo genere di tornei mi piace molto.

L’amore per l’Italia di Juanpi, come lo chiamano le persone attorno a lui, è dunque certificato. “Amo il fatto che in ogni torneo, indipendentemente dal livello, ci sia sempre molta gente a fare il tifo. Non importa se è per me o per il mio avversario, ti trasmettono tanta motivazione”.

 

A Buenos Aires il 27enne di Lima ha disputato un grande torneo, dov’è partito dalle qualificazioni e ha battuto giocatori del calibro di Delbonis, Thiem e anche Lorenzo Musetti, fermandosi contro Cameron Norrie in una semifinale molto tirata. Proprio da quel torneo sono iniziati i problemi del carrarino, che non ha più vinto un match a livello ATP. L’azzurro cerca ora riscatto a Marrakech, dove guida il seeding come prima testa di serie. Varillas, però, non ha alcun dubbio su Lorenzo: “Ha avuto un inizio di stagione con qualche scivolone inatteso, ma ha dimostrato di avere i mezzi per battere praticamente chiunque nel circuito. Sono sicuro che tornerà presto, non appena avrà ritrovato il suo tennis e la fiducia necessaria”.

Non dev’essere semplice per un tennista emergere da un paese come il Perù. Ad eccezione del grande Alex Olmedo (che ha vinto Australian Open e Wimbledon nel 1959, oltre che la Coppa Davis con gli USA nel 1958) non è che ci sia una grande tradizione. Attualmente sono soltanto due i giocatori presenti tra i primi 450 del ranking ATP, con Varillas che è praticamente l’unico giocatore di alto livello a rappresentare il suo paese. È bello e motivante, anche se alcune volte è stato difficile. Non ci sono riferimenti per quel che riguarda il tennis: in Sudamerica gira praticamente tutto intorno al calcio, a parte forse in Argentina. Tutti gli altri sport sono accantonati in un angolino ed è come se non esistessero, però devo convivere con questa situazione e cercare di fare del mio meglio. Voglio essere un esempio tanto come atleta quanto come persona, cerco di motivare i bambini ad avvicinarsi al tennis. È bello avere qualcuno a cui guardare: è una grande responsabilità, ma è anche un piacere.

Il peruviano è andato vicino a far registrare due vittorie storiche per il suo paese, portando al quinto set campioni come Félix Auger-Aliassime e Alexander Zverev, rispettivamente nei primi turni del Roland Garros 2022 e dell’Australian Open 2023. “Sono state due grandi partite, per me era come vivere un sogno. Ho giocato due main draw Slam finora e i due match che ho disputato sono stati uno sul Philippe Chatrier e uno sulla Margaret Court Arena. Non ho mai giocato sui campi secondari! (sorride, ndr). Contro quei giocatori è chiaro che vuoi provare a vincere, specialmente quando arrivi a vincere due set. Comunque vada, tuttavia, resta la grande esperienza vissuta. Ti porti dietro alcuni aspetti che potrebbero sempre servirti in futuro”.

Nonostante la doppia impresa sfiorata, che potrebbe far vivere a lungo i ricordi nella testa di un giocatore, quelle due partite per Varillas appartengono ormai al passato. “Non penso spesso a quegli incontri, non mi piace farlo, però ogni tanto ti passano per la testa. Credo comunque che chi ha vinto ci è riuscito perché ha meritato di più. Contro Zverev sono andato più vicino a vincerla rispetto ad Auger-Aliassime, ma fa parte del tennis. In due o tre punti può cambiare una partita”.

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ATP Miami, l’Italia del tennis si ferma: tra Sinner e il titolo c’è il tabù Medvedev (live su Ubitennis dalle 19)

In uno dei giorni più importanti della storia del tennis italiano Jannik dovrà superarsi per battere un giocatore che in passato ha fatto soffrire ma mai battuto

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Jannik Sinner - Miami 2023 (foto Ubitennis)

Cinque a zero. Questo lo score dei precedenti tra Daniil Medvedev e Jannik Sinner, tutti a favore del russo. Si deve partire inevitabilmente da qui per analizzare i temi della finale del Masters 1000 di Miami 2023, che andrà in scena oggi alle 19 italiane. Già, finalmente Jannik non gioca nella notte: una buona notizia che di certo aumenterà l’attenzione e l’audience intorno a una partita attesissima. Sinner gioca per essere il secondo azzurro a vincere un trofeo Masters 1000 dopo Fabio Fognini, principe a Montecarlo nel 2019. Jannik è alla sua seconda finale 1000 da primo italiano a giocarne due: la prima fu sempre a Miami, nel 2021, persa contro Hubert Hurkacz.

Sinner-Medvedev, a Rotterdam il precedente più recente

L’ultimo incontro tra i due è recentissimo, la finale di Rotterdam dello scorso 19 febbraio. Jannik aveva vinto il primo set 7-5, per poi affondare nei due parziali successivi sotto i colpi potenti e profondi del russo (6-2 6-2). Questo dunque diventa il precedente più attendibile, forse l’unico, da prendere come riferimento per ragionare su ciò che potrà accadere all’Hard Rock Stadium. Perché gli altri sono capitati in momenti differenti: a Vienna 2022 Jannik perse 6-4 6-2, nel contesto di un autunno che lo ha visto giocare poco e maluccio a causa dei problemi fisici. Tutti gli altri precedenti sono arrivati nella parte di carriera in cui Sinner aveva ancora nel proprio angolo il precedente team, quello capitanato da Riccardo Piatti: alle ATP Finals Torino 2021 (vinse Medvedev 6-0 6-7 7-6), a Marsiglia 2021 (Medvedev 6-2 6-4) e Marsiglia 2020 (Medvedev 1-6 6-1 6-2). Senza nulla togliere al lavoro fatto dal guru comasco, che ha sviluppato il talento di Sinner come pochissimi altri avrebbero saputo fare, è con il duo Vagnozzi-Cahill che Sinner sta trovando la quadratura del cerchio per essere davvero competitivo ai massimi livelli. Da segnalare poi che questa sarà la prima sfida tra i due che non si gioca indoor.

Sinner: “Cercherò di fare delle cose nuove e variare il gioco”

Sono quindi tre i set vinti da Sinner in cinque precedenti con il russo già numero uno del mondo. Abbastanza per poter dire che fin qui Daniil è uno dei pochi giocatori a partire favorito con Sinner. Ma Rotterdam ha dimostrato che la forbice tra i due, che non si amano troppo (basti ricordare l’atteggiamento provocatorio di Medvedev durante la partita di Torino nel 2021), si è ridotta. Come può riuscire allora Jannik a strappare la prima vittoria contro il russo nel momento che più conta? Sicuramente avrà un grande peso l’aspetto fisico: a Rotterdam Jannik pagò alla distanza lo sforzo fatto per vincere il primo set 7-5. Da questo punto di vista, entrambi hanno giocato molto nelle ultime settimane, essendo arrivati in fondo praticamente ad ogni torneo giocato. Medvedev ha però giocato di più nell’ultimo mese, contando anche Dubai sono 17 le partite giocate, di cui 16 vinte. Conterà ovviamente molto la lucidità mentale e Sinner arriva a questo match con una grande fiducia: quella che deriva dall’aver battuto il n.1 del mondo. “Cercherò di fare delle cose nuove che ovviamente non posso svelare, cercando di mescolare il gioco – ha detto Jannik -. E comunque, se anche non dovessi riuscire a batterlo nemmeno questa volta, avrò altre opportunità in futuro”. Giusto: il tennis sa sempre come stupire e regala ogni settimana una nuova chance. La partita di oggi ha però un peso specifico diverso. E tutta l’Italia non vede l’ora di godersi lo spettacolo, mentre i bookmakers non sanno indicare un chiaro favorito.

 

ATP Miami, finale: Sinner-Medvedev, ore 19, diretta tv Sky Sport e NOW TV, streaming Sky Go

NOTA PER I LETTORI DI UBITENNIS: Potremo seguire insieme la finale di Miami con la diretta scritta che verrà effettuata oggi a partire da pochi minuti prima delle 19.

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