Rafa Nadal, due Slam e l'arrivo del primo figlio: si chiude un 2022 da consegnare alla storia

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Rafa Nadal, due Slam e l’arrivo del primo figlio: si chiude un 2022 da consegnare alla storia

Ripercorriamo tappa dopo tappa l’annata del fuoriclasse spagnolo: dalla doppietta Slam di inizio anno allo stop di Wimbledon, passando per l’addio di Federer e un finale amaro

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Rafael Nadal - ATP Finals, Torino 2022 (Credits Photo Giampiero Sposito:FIT)
 

Da Melbourne a Torino: la stagione nella quale Rafa Nadal ha festeggiato i 36 anni è stata stellare fino a Wimbledon, molto più difficile poi, ma in ogni caso sopra le aspettative di inizio anno. Un 2022 cominciato con tante incognite come i problemi al piede e l’assenza dai campi alla fine della stagione scorsa. Tanti i dubbi che attanagliano la mente del campione di Manacor: quando si presenta a Melbourne nella prima settimana del 2022 per giocare un ATP 250, al rientro in campo dopo cinque mesi. Risultato: vittoria del titolo senza perdere set e 19^ stagione di fila con almeno un titolo in bacheca. Un crescendo continuo, partita dopo partita, una fiducia che lievita.

L’ascesa porterà a un risultato che sarà anche un capolavoro della sua carriera, forse la Cappella Sistina, la più grande opera di un viaggio eccezionale. L’Australian Open, vinto per la seconda volta nella vita dopo ben 12 anni, e vinto nella maniera più incredibile. Un successo “alla Nadal”. Un altro torneo cominciato in sordina, vincendo ma non convincendo appieno, specie con Khachanov e Shapovalov. Nella partita con il canadese dirà addirittura poi di aver perso fra i tre e i quattro chili di liquidi. Si ripresenta per la semifinale con Berrettini giocando un match all’attacco, disinnescando per oltre due set il servizio del giocatore italiano. E poi la finale, la vera magia compiuta da Nadal. Due set di svantaggio e 0-40 sul 2-3 del terzo contro il giocatore più in forma del momento, Daniil Medvedev. Un piano tattico straordinario, fatto di aggressività e coraggio, fino a sfinire Medvedev dopo oltre cinque ore.

C’è poi una primavera old-style per Rafa: la vittoria ad Acapulco e la cavalcata a Indian Wells, culminata con un infortunio agli addominali in finale contro Fritz. È il primo di una serie di problemi: a Roma il dolore al piede torna a farsi sentire nel match con Shapovalov, ma il maiorchino non cede e trionfa per la quattordicesima volta al Roland Garros, prendendosi lo sfizio di battere Djokovic dopo la sconfitta dell’anno precedente. 22 Slam, una quota a cui ancora nessuno è arrivato. Si parla di sogno Grande Slam, ma l’obiettivo di Nadal è vivere e giocare in salute dopo i tanti problemi.

Arriva la semifinale anche a Wimbledon, battendo ancora Fritz in condizioni fisiche difficili, ma con spirito di sacrificio e voglia di non mollare. Ma poi Rafa dà forfait prima di giocare la semifinale con Kyrgios. Iniziano mesi complicati per il fenomeno di Manacor: la moglie Xisca ha una gravidanza complessa verso la nascita del primogenito di casa Nadal, e Rafa torna in campo negli Stati Uniti per Cincinnati e US Open, uscendo al primo e al quarto turno per mano di Coric e Tiafoe.

Gli infortuni e i problemi extra-campo non l’hanno privato di un doppio romantico e storico in Laver Cup per celebrare l’addio dell’amico, rivale, e compagno di una vita sportiva come Roger Federer. Un tributo dove non poteva mancare l’attore co-protagonista. L’esito del doppio è stata una sconfitta, ma in realtà è stato un venerdì sera di settembre indimenticabile, pieno di emozioni uniche. La grande vittoria fuori dal campo è poi la nascita del piccolo Rafael jr, che ha vissuto già da vicino le gesta del padre a Torino. In un finale in Italia che si sognava diverso ma al termine di una stagione eccelsa, un 2022 da consegnare alla storia e agli annali, chiuso al numero due del mondo: Rafael Nadal da Manacor non muore mai, nonostante i de profundis suonate in anni e anni di carriera. Morirò su un campo da tennis ha detto in conferenza stampa Nadal alle ATP Finals: è il motto di chi vuole scrivere la storia contro ogni razionalità e contro la carta d’identità.

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