Quando ancora non c’è stato il tempo di rinnegare i buoni propositi per il nuovo anno, il calendario è già pronto a offrire un nuovo episodio del duello più atteso da grandi e piccini: Jannik Sinner vs Carlos Alcaraz. Il calendario civile, chiaro, mentre secondo quello ATP il primo appuntamento potenziale è per domenica 1° febbraio, data della finale dell’Australian Open. Jannik e Carlos si affronteranno sabato 10 gennaio a Seoul in un match di esibizione che non può non essere trasmesso a reti unificate (Sky Sport e Supertennis, oltre ai rispettivi streaming).
Primo appuntamento (dell’anno) a Seoul
Fatto il primo passo di sempre sul suolo coreano, il Rosso di Sesto è stato accolto come se fosse una superstar dello sport, e quindi con ineffabile coerenza, dagli appassionati nativi che, in quanto tali, lo hanno appassionatamente circondato per accaparrarsi autografi e selfie. Le immagini ci hanno mostrato un Sinner sorridente come se venisse da 51 giorni di vacanza, con davanti un’altra decina di giorni spensierati prima di timbrare il cartellino.
Probabilmente, al gioioso stato d’animo ha contribuito anche l’ingaggio per l’esibizione, un cachet da far girare così tanto la testa da richiedere un cachet analgesico. Infatti, secondo voci che possono corrispondere a verità oppure no, per questa sfida Sinner percepirebbe un gettone da due milioni di euro e, ça va sans dire, uno identico se lo porterebbe via Alcaraz (gettone non nel senso di un pezzo di metallo, gli faranno un bonifico). “Solo due milioni” storcerà qualcuno rimasto ai sei milioni (di dollari) per la vittoria al Six Kings Slam che tuttavia aveva richiesto al Nostro la disputa di tre match. I prezzi dei biglietti ormai esauriti andavano dal centinaio di euro per un posto con visuale limitata agli oltre duemila per la on-court experience.
La rivalità
Una sfida, quella tra i due fenomeni del tennis mondiale, che non va in scena dal 16 novembre, quando Sinner superò Alcaraz in due set all’ultimo atto delle ATP Finals di Torino. Ma cosa rappresenta questa esibizione? Sarà un confronto che metterà in luce il lavoro tecnico, tattico, atletico e mentale fatto dai due, il cui esito condizionerà la loro spumeggiante rivalità per tutto il 2026. No, è un’esibizione.
Vale in ogni caso la pena ricordare che lo spagnolo è avanti 11-6 nei precedenti ufficiali (o, più correttamente, nei precedenti), un vantaggio che corrisponde alla striscia vittoriosa tra Indian Wells 2024 2 il Roland 2025, interrotta dall’azzurro con il memorabile (a stare bassi) trionfo a Wimbledon.
Pagarsi le bollette con il tennis
Visto che più su abbiamo nominato soldi e Slam, perché non fare i conti in tasca a Jannik sul reddito potenziale da montepremi delle prossime quattro settimane? Il perché è contenuto nella domanda, ma nonostante ciò andiamo a conteggiare. L’impegno successivo a Seoul è il “Million dollar 1 point Slam”, altro evento di esibizione che si terrà nella opening week dell’Australian Open (in italiano, la prossima settimana), il cui vincitore incasserà appunto un milione. Di dollari e pure australiani, così son capaci tutti, ma alla fine anche 570.000 euro diventano accettabili per giocare 1 point qui e 1 point là.
Ultimo ma non meno importante appuntamento di gennaio, l’Australian Open, il primo Slam dell’anno, anzi Grande Slam, perché ormai se non hai Slam nel nome non esisti e bisogna pur differenziare. Con l’immancabile nuovo record del montepremi, l’assegno (di nuovo, bonifico) per il vincitore sarà pari a 2,38 milioni di euro. Sommando, se Jannik (oppure Alcaraz) dovesse fare l‘en plein, questa trasferta gli frutterebbe quattro milioni, quasi cinque. Per i pignoli, 4,95 milioni di euro. Al netto delle imposte, s’intende.
