Aryna Sabalenka (quasi) da record

Grazie anche al successo di Miami la numero 1 del mondo sta producendo un inizio di stagione con pochi precedenti nel circuito WTA. Mentre la rivale Swiatek attraversa una fase di crisi, Sabalenka prova a eguagliare grandi imprese del passato

Di AGF
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Aryna Sabalenka - WTA Miami 2026 (@ X Miami Open)

Sabalenka contro Gauff

Ma torniamo a Miami. Scrivevo sopra che anche Gauff alla vigilia del torneo non garantiva molte certezze. A Indian Wells, infatti, si era ritirata al terzo turno, a causa di un dolore al braccio sinistro che andava e veniva, e che durante il match contro Eala era diventato insopportabile. Secondo quanto Gauff ha dichiarato in conferenza stampa, il dolore (sembra determinato da problemi ai nervi) a Miami si è progressivamente attenuato. Forse proprio per questo Gauff ha disputato un torneo in crescendo, giocando sicuramente meglio nei turni conclusivi (contro Bencic e Muchova), e dando filo da torcere a Sabalenka nella finale di sabato scorso.

Il match decisivo del torneo è terminato in tre set come a Indian Wells, ma non è stato, parere personale, alla stessa altezza della finale californiana di quindici giorni fa (tra la stessa Sabalenka e Rybakina). Gauff ha palesato difficoltà al servizio che hanno un po’ abbassato il valore tecnico della partita e agevolato il compito dell’avversaria. Aryna ha cominciato meglio e ha vinto il primo set con un 6-2 che poteva essere anche più severo: Gauff ha dovuto fronteggiare palle break in tre turni di servizio sui quattro giocati, finendo per perdere la battuta due volte. Al contrario Sabalenka è stata quasi intoccabile nei propri turni di servizio: zero palle break concesse e nessun game nemmeno ai vantaggi.

Ma i precedenti tra Sabalenka e Gauff ci dicevano che difficilmente le cose sarebbero state semplici per Aryna per l’intero arco del match: sia per caratteristiche fisico-tecniche sia per doti caratteriali, Coco è capace di mettere molta pressione a Sabalenka, soprattutto a livello di finale. Gli scontri diretti erano in assoluto equilibrio (6 vittorie per parte), ma in finale erano a favore di Gauff per 2-1: Sabalenka aveva vinto a Madrid lo scorso anno, ma aveva perso, in rimonta, sia allo US Open 2023 (2-6, 6-3, 6-2) che al Roland Garros 2025 (6-7(5), 6-2, 6-4). Insomma, avere vinto in scioltezza il primo set non poteva assicurarle un secondo set ugualmente in discesa.

E infatti anche questa volta la partita si è riequilibrata. Non solo Gauff è riuscita a raccogliere più punti con la seconda di servizio, ma ha anche saputo strappare la battuta ad Aryna nel momento ideale: sul 5-4, quando il break point significava anche set point. 6-4 per Coco e tutto rimandato al terzo set. A questo punto Sabalenka è stata brava a non disunirsi: considerando anche la situazione ambientale, visto che Gauff giocava in casa, con la spinta del pubblico a favore, potevano davvero esserci i presupposti per un remake della finale dello US Open 2023.

In realtà proprio in apertura di terzo set Aryna ha strappato la battuta a Coco, ed è sempre riuscita a mantenere il vantaggio, senza concedere palle break. Il secondo break conquistato sul 5-3 ha poi chiuso anticipatamente il confronto: 6-2, 4-6, 6-3 in due ore e 11 minuti. Nota statistica importante: questa di Miami è la prima finale sul cemento che Gauff perde; prima di sabato vantava 9 successi su 9 finali disputate sul duro (e 12 vinte su 15 in generale).

Del tredicesimo confronto tra Sabalenka e Gauff sottolineo due aspetti tecnici. Comincerei con questo: la statistica che illustra sinteticamente la differenza di rendimento tra le due giocatrici è quella relativa alla seconda di servizio: Sabalenka ha chiuso con il 61% di punti vinti, Gauff si è fermata al 47%. Soltanto nel secondo set Coco è riuscita a migliorare un po’ il dato (esattamente il 50% di punti vinti sulla seconda). Oltretutto Sabalenka è riuscita a essere sempre costante nel rendimento al servizio, senza andare incontro a troppi alti e bassi, tanto è vero che ha chiuso sia il primo che il terzo set senza avere concesso alcuna palla break.

Il secondo aspetto tecnico da evidenziare è quanto sia efficace nella copertura del campo Gauff. Una qualità che non è solo determinata dalle superiori doti atletiche, ma anche dalla notevole capacità di lettura anticipata del gioco avversario. Doti emerse in modo evidente anche nella finale di Miami, soprattutto quando gli scambi si prolungavano. In queste occasioni, per vincere il punto, ad Aryna non bastava prendere il controllo della situazione e cominciare a far fare il “tergicristallo” a Coco. No, per riuscire a chiudere il punto doveva comunque prendersi un rischio in più; vale a dire essere capace di entrare con i piedi in campo e colpire quasi in controbalzo. Solo in questo modo, togliendo cioè ulteriormente il tempo a Gauff, Sabalenka arrivava a produrre il colpo imprendibile. Per trovare il vincente in questo modo occorrono superiori doti tecniche; Aryna è stata in grado di riuscirci più volte e anche questo spiega perché oggi è la numero 1 del mondo.

a pagina 3: I migliori inizi stagionali negli ultimi anni in WTA

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