Aryna Sabalenka (quasi) da record

Grazie anche al successo di Miami la numero 1 del mondo sta producendo un inizio di stagione con pochi precedenti nel circuito WTA. Mentre la rivale Swiatek attraversa una fase di crisi, Sabalenka prova a eguagliare grandi imprese del passato

Di AGF
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Aryna Sabalenka - WTA Miami 2026 (@ X Miami Open)

I migliori inizi stagionali negli ultimi anni in WTA

Per chiudere sottolineo un dato relativo all’intera stagione 2026: in questo momento Sabalenka vanta un record di 23/1. Ha cioè vinto 23 match e ne ha perso soltanto uno, la finale dell’Australian Open contro Rybakina. Certo, avere perso la partita che metteva in palio il titolo più importante non è cosa da poco (e mi domando se Aryna baratterebbe i tre successi ottenuti a Brisbane, Indian Wells e Miami con quello di Rybakina a Melbourne); però sul piano puramente numerico siamo comunque di fronte a un inizio d’anno fuori dalla norma. Nelle stagioni recenti ci sono state serie di vittorie consecutive (per esempio di Swiatek nel 2022), ma non partendo da gennaio. Vado a memoria e spero di non sbagliare, ma in questo decennio nessuna giocatrice è riuscita ad avere un avvio di stagione così positivo, cioè con il 95,8% di successi. Sarà interessante scoprire come proseguiranno le cose nei prossimi tornei, perché siamo davvero di fronte a una andatura eccezionale, tanto che per trovare qualcosa di simile occorre risalire a tre annate del decennio scorso. Mi riferisco al 2016, al 2015 e al 2012, con due giocatrici capaci di aprire l’anno in modo così dominante, se non meglio. Vediamo chi sono.

Vika Azarenka, bielorussa come Sabalenka, nel 2016 ebbe un avvio tanto folgorante quanto inaspettato: partiva dalla posizione numero 22 della classifica, ma sorprese tutti con una serie piuttosto simile a quella di Aryna: vittoria a Brisbane, sconfitta all’Australian Open (nei quarti da Kerber), successo a Indian Wells e a Miami. A questi numeri va aggiunta una partita vinta ad Acapulco (torneo non concluso per forfait, senza sconfitte sul campo), altre due in Fed Cup e a Madrid (con forfait). Bilancio totale: 26 successi e 1 sconfitta. È vero che ci sono due forfait a “sporcare” il dato, ma se parliamo solo di sconfitte sul campo siamo comunque a un notevole 26-1. A infliggerle il secondo stop in un match effettivamente giocato fu Irina Camelia Begu a Roma.

Sempre Vika Azarenka era stata capace di un altro inizio ancora più straordinario, nel 2012: vittorie a Sydney, Australian Open, Doha, Indian Wells. Ventiquattro successi consecutivi, Slam incluso, interrotti dalla sconfitta a Miami nei quarti di finale contro Marion Bartoli. Azarenka avrebbe poi vinto altri match portando il record a 29/1 prima di perdere una seconda volta contro Maria Sharapova in finale a Stoccarda. Partita che molti ricorderanno anche per la “spallata” tra le due protagoniste, al cambio di campo. Una vicenda che allora aveva fatto piuttosto discutere. Ma questa è un’altra storia.

Arriviamo infine alla stagione migliore: è quella di Serena Williams nel 2015, anche se con tre forfait (rinunce a scendere in campo) a punteggiare il percorso quasi netto. Per Serena ci sono la vittoria all’Australian Open, un forfait ai quarti di Indian Wells, il successo a Miami, tre match conquistati nei turni di Fed Cup e quattro a Madrid, sino al primo stop subito proprio in Spagna per mano di Petra Kvitova. Bilancio sino a quel momento di 24/1. Williams avrebbe poi proseguito la sua stagione quasi perfetta vincendo Roland Garros e Wimbledon. La seconda sconfitta sul campo sarebbe arrivata solo in agosto, a Toronto contro la giovanissima Belinda Bencic. In pratica prima di arrivare alla seconda partita persa sul campo Serena aveva assommato 43 successi.

Per quanto riguarda il confronto fra i migliori inizi di stagione sino al secondo passo falso, ci si potrebbe fermare qui. Ma a questo punto, nel caso del 2015, manca poco per ripercorrere il film per intero. Le cose sono andate così: Williams avrebbe ancora vinto a Cincinnati, prima di presentarsi al via dello US Open. E quello non sarebbe stato uno Slam qualsiasi ma, potenzialmente, il più importante della sua carriera, visto che dopo i successi in Australia, a Parigi e a Wimbledon, era ancora in corsa per il Grande Slam. Purtroppo per Serena, però, la terza e ultima sconfitta del suo 2015 arrivò proprio a New York, in semifinale contro Roberta Vinci. Ma anche questa è un’altra, bellissima storia.

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