Roland Garros, Berrettini talento di cristallo: gli infortuni che ne hanno attanagliato la carriera

Si allunga la lista di infortuni di Matteo Berrettini dopo il nuovo problema all'anca che lo ha fermato contro Matteo Arnaldi al Roland Garros

Di Giuseppe Di Paola
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Matteo Berrettini - Roland Garros 2026 (Photo © Ray Giubilo)

Doveva essere una festa del tennis italiano, con due dei nostri alfieri pronti a darsi battaglia sul Philippe-Chatrier per conquistare un posto in semifinale. Invece, si è trattato di un match chiuso in maniera dolorosa. Un problema fisico ha costretto Matteo Berrettini ad alzare bandiera bianca al Roland Garros e a chiudere in anticipo la sua sfida. Piegato in due, appoggiato sulla racchetta e con lo sguardo sconsolato rivolto verso il suo box. ‘The Hammer’ conosce bene il suo corpo e ha capito subito che era giusto fermarsi per quello che il tennista romano definirà un dolore nuovo all’anca sinistra, e non un semplice fastidio.

È l’ennesimo capitolo della storia tennistica di Matteo che, oltre ai grandi risultati raggiunti sul campo, ha dovuto scrivere numerose pagine dedicate ai suoi problemi fisici. Ripercorriamo le principali e dolorose tappe che hanno interrotto il suo cammino, costringendolo ogni volta a ripartire da zero e a ritrovare le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere diverse pagine d’oro del tennis italiano.

I primi stop di Matteo Berrettini

Il viaggio parte da luglio 2019, quando una distorsione alla caviglia destra rimediata in allenamento gli costò un mese di stop. Una pausa che però fu utile al tennista romano per recuperare a livello fisico e presentarsi in ottima forma per l’estate nordamericana.

A gennaio 2020 Berrettini rinuncia alla partecipazione alla prima edizione dell’ATP Cup a causa di uno dei problemi che lo attanaglieranno per il resto della carriera: un guaio addominale che aveva già dato noie a fine 2019. Il problema sembrava superato con la presenza regolare all’Australian Open, ma l’azzurro giocherà solo due turni, per poi saltare la tournée sudamericana e Acapulco per recuperare dai problemi fisici che interessavano la zona compresa tra addominali, pube e adduttori.

Anno nuovo, stesso problema nel 2021. Matteo Berrettiniforfait poche ore prima della sfida degli ottavi di finale contro Stefanos Tsitsipas (Australian Open) per un infortunio alla zona addominale rimediato nel finale del match di terzo turno contro il russo Karen Khachanov. Durante l’incontro il romano richiese, infatti, l’intervento del fisioterapista per massaggiare la parte sinistra. L’infortunio portò il classe 1996 a rimanere fuori per due mesi, rientrando solo a Montecarlo. La stagione proseguì poi con picchi straordinari sull’erba: il titolo al Queen’s e la finale a Wimbledon. Una striscia di risultati che portò il romano a conquistare un posto alle Nitto ATP Finals di Torino. L’avventura torinese durò però solo poco più di un set: poi le lacrime e, ancora una volta, un infortunio all’addome che lo costrinse a fermarsi e a saltare anche le finali di Coppa Davis.

2022-2023 il biennio nero di Matteo

Che la parte addominale sia il vero tallone d’Achille di Berrettini emerge chiaramente dalla cronologia. Anche nel 2022, durante il torneo di Acapulco, è costretto a ritirarsi nel match contro Tommy Paul. In un inizio di anno complicatissimo rinuncia poi al torneo di Miami per un problema alla mano destra che lo costringerà a sottoporsi a un intervento chirurgico, saltando tutta la stagione su terra rossa e rientrando solo a giugno sull’erba di Stoccarda. Quando sembrava pronto per una brillante stagione sui prati (dopo il bis al Queen’s), arriva la sfortuna. La positività al Covid-19 gli impedirà di giocare Wimbledon. Infine, viene colpito da un problema alla pianta del piede sinistro che lo condiziona nelle fasi finali del torneo di Napoli, perso in finale contro Lorenzo Musetti.

Acapulco si conferma un torneo stregato anche nel 2023, quando si ritira contro Holger Rune per un problema al polpaccio destro. Fortunatamente lo stop è breve con Berrettini che rientrerà già ad Indian Wells (cedendo al qualificato Daniel). A Montecarlo torna il fantasma degli addominali: ritiro prima del match (sempre con Rune) e rientro direttamente sull’erba di Stoccarda, dove esce in lacrime dopo una netta sconfitta contro Lorenzo Sonego. Salta il Queen’s e si presenta a Wimbledon in condizioni precarie. Il momento più doloroso dell’estate arriva però allo US Open: una grave distorsione alla caviglia destra nel match contro Arthur Rinderknech costringe Berrettini a lasciare Flushing Meadows sulla sedia a rotelle.

Il rientro a Phoenix e gli infortuni recenti

Berrettini ritorna nel circuito a marzo 2024 vincendo il Challenger di Phoenix e, poco dopo, il titolo ATP a Marrakech. Poi, tonsillite e febbre lo costringono a saltare Madrid. La condizione fisica non è ottimale, il timore di farsi male è forte e rinuncia prima a Roma, per poi saltare anche il Roland Garros. Un piccolo infortunio lo colpisce anche nel finale di 2024. Il risentimento muscolare al costato/addome si ripresenta, infatti, a Tokyo a fine primo set contro Arthur Fils, ma fortunatamente non si tratta di nulla di grave dato che questo non gli impedirà di giocare il successivo torneo di Shanghai.

Nel 2025 è ancora una volta la stagione su terra rossa ad essere associata ai suoi problemi fisici. A Madrid arrivano i primi segnali di cedimento della parte addominale nel match contro Marcos Giron. Prova a lottare contro Jack Draper ma si ferma dopo un set. Roma è vicina e la scelta è per tutelarsi in vista del torneo di casa. Il problema si ripresenterà anche nella capitale. Ritiro contro Casper Ruud per il riacutizzartsi del problema fisico. Berrettini sceglierà di saltare il Roland Garros per tutelarsi, rientrando a Wimbledon dove viene eliminato al primo turno. Starà fuori altri due mesi abbondanti prima di rientrare in Cina, a Hangzhou.

Il 2026 si è aperto sulla falsariga degli anni passati. Rinuncia all’Australian Open per un dolore agli addominali obliqui che gli impediva di competere al meglio sulla distanza dei 5 set. Dopo l’esordio direttamente in Sudamerica, il focus si era spostato su Parigi. Ma proprio quando la stagione sembrava scorrere senza più intoppi, ecco l’anca a fermare Matteo Berrettini sul Philippe-Chatrier. La speranza è che non sia nulla di serio in vista dell’imminente stagione sull’erba di Wimbledon, e che il tennista romano sia pronto per una nuova ripartenza, nonostante un fisico che lo rende, purtroppo, un vero “martello di cristallo”.

Gli infortuni di Matteo Berrettini dal 2019 ad oggi

Di seguito gli infortuni patiti da Berrettini dal 2019 ad oggi, tra parentesi è indicato il periodo di stop

2019

1) Distorsione alla caviglia in allenamento (luglio-agosto)

2020

1) Infortunio agli addominali. Ritiro dalla ATP Cup (3 – 12 gennaio) e successivo ritiro dai tornei di Buenos Aires, Rio e Acapulco

2021
1) Infortunio agli addominali all’Australian Open (15 febbraio – 12 aprile)
2) Infortunio agli addominali alle ATP Finals (15 novembre – fine stagione)

2022
1) Infortunio agli addominali ad Acapulco (23 febbraio – 7 marzo)
2) Infortunio al mignolo della mano destra prima di Miami (25 marzo – 6 giugno)
3) Covid-19 prima di Wimbledon (28 giugno – 18 luglio)
4) Problema al piede sinistro a Napoli (23 ottobre – 21 novembre)

2023
1) Problema al polpaccio destro ad Acapulco (3 marzo – 6 marzo)
2) Infortunio agli addominali a Montecarlo (12 aprile – 12 giugno)
3) Distorsione alla caviglia allo US Open (31 agosto)
2024
1) Risentimento muscoli costato/addome a Tokyo (27 settembre – 2 ottobre)
2025
1) Infortunio agli addominali a Madrid e Roma (maggio – luglio).

2026
1) Infortunio agli addominali obliqui: Forfait all’Australian Open (inizio stagione).

2) Problema all’anca sinistra al Roland Garros.

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