Roland Garros, la preview Cobolli-Arnaldi: i due amici si contendono un sogno chiamato finale

Matteo Arnaldi ha quasi passato 20 ore in campo durante il torneo parigino. Quasi 7 in meno Cobolli. Quali fattori incideranno in semifinale?

Di Pietro Sanò
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Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi - ATP Montreal 2024 (foto Ubitennis)

Ammettiamolo, questo Roland Garros ci ha proprio presi alla sprovvista. Alla vigilia, consci di una entry list già piuttosto scarna – e orfana di Alcaraz e Musetti – ci siamo gettati a capofitto su Jannik Sinner, certi di un suo ennesimo titolo consecutivo. Tutti pronti a scommettere un caffè sul Career Grand Slam dell’altoatesino, fermato dall’unico uomo capace di porre fine all’infinita striscia consecutiva di vittorie: sé stesso. Non ce ne voglia l’ottimo Juanma Cerundolo, scaltro a tenere i nervi saldi e a mettere in cassaforte il successo più grande della sua carriera.

La maledizione parigina, per Sinner, si è mutata in una benedizione per tutti gli altri colleghi del numero uno presenti in tabellone. Inclusi chiaramente i connazionali azzurri. La delusione per la precoce ed inaspettata uscita di scena di Jannik, è stata accantonata dopo solo pochi giorni grazie allo straordinario operato dei Tre Moschettieri, che hanno tenuto gli italiani incollati allo schermo sino a notte fonda nel corso delle due settimane Slam. Non era mai accaduto che tre azzurri si spingessero ai quarti di finale di uno Slam nella stessa edizione. E pensare che questo tris non comprenda né Sinner Musetti celebra ancor di più la grandezza e la varietà di talento del movimento tennistico tricolore.

Miracolosa Parigi

Storie di rivalsa, come quelle di Arnaldi e Berrettini, reduci da un’annata complicata dal punto di vista degli infortuni. E segnali di crescita fondamentali per Flavio Cobolli, condottiero e protagonista dell’ultimo successo Davis con la Nazionale guidata da Filippo Volandri. La vittoria del tennista capitolino ai danni di Aliassime ha certificato la presenza di un italiano in finale al Roland Garros. Ma vedere Matteo Berrettini stringere la mano anzitempo ad Arnaldi per via dell’ennesimo problema fisico ha stordito un po’ tutti, smorzando il clima d’euforia. L’ex numero 6 del mondo ha tirato i remi in barca, vedendo il suo sogno Slam svanire, tentando di preservarsi per Wimbledon. Ma Parigi, per la flotta azzurra, è un capitolo ancora tutto da scrivere.

Matteo e Flavio. Dagli Under alla semifinale Slam

Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli. Uno di loro, domenica, disputerà la finalissima del Roland Garros per il prestigiosissimo titolo Major. Una dinamica inedita per entrambi, due combattenti per natura, e simili nell’interpretazione dei duelli. Qualche sfumatura più accentuata per Cobolli, che palesa tutta la sua romanità – nonostante le origini fiorentine – “vibrando” tra le righe del rettangolo rouge, vivendo ogni match come un gladiatore in un’arena. Quando si varca l’ingresso dello Chatrier, l’universo che esisteva un attimo prima si dissolve. Gli elementi imprescindibili restano una racchetta, una pallina e un avversario.

Ma che peso può avere sfidare un amico in una semifinale dello Slam? Flavio e Matteo si conoscono da quando sono ragazzini, sono cresciuti insieme, e si sono già affrontati svariate volte, anche nel circuito minore. È difficile ricordare la primissima volta, ma sicuramente qualche campionato italiano Under 10 o Under 11, qualcosa del genere“, ha specificato il sanremese in conferenza stampa. Il loro primo testa a testa ufficiale risale al 2021, quando nel Challenger di Napoli 2, Cobolli inaugurò la loro rivalità con una vittoria in tre set. Nel 2022, Matteo si vendicò con gli interessi, bissando un doppio successo ai danni del connazionale, prima in quel di Vicenza, e poi a Cordenons.

Dal 2023 in poi, invece, Cobolli-Arnaldi è finalmente diventata una sfida da “circuito maggiore”, e ad Umago, Matteo portò a casa la prima delle due disputate. L’ultimo incontro tra i due atleti italiani è stato giocato proprio al Roland Garros, lo scorso anno, ed in quell’occasione fu Flavio ad imporsi in quattro set. Nel computo finale, dunque, il sanremese è al comando nei testa a testa per 3-2.

Arnaldi e Cobolli come Nadal e Ferrer

Arnaldi e Cobolli fanno già parte della storia. Un derby in una semifinale del Roland Garros non si vedeva dall’ormai lontano 2012, quando a battagliare furono i leggendari Rafa Nadal e David Ferrer. Inoltre, non era mai capitato che due italiani si sfidassero in una Semi Slam, e prima del match tra Berrettini e Arnaldi, il derby più prestigioso era stato giocato da Sinner e Musetti, nell’ultima edizione dello US Open. Questo scontro tra connazionali – dove uno, per forza di cose, verrà sacrificato – garantisce al tennis italiano il ritorno di un atleta azzurro in finale a Parigi dopo Sinner. Ma tra Flavio e Matteo, chi è davvero il favorito?

Energie, tattica e fattori esterni: chi è il favorito?

La componente emotiva, legata ad amicizia ed italianità, possiamo anche metterla da parte. Entrambi si sono già trovati immersi in un derby in questa spedizione transalpina, e nessuno dei due pare aver esitato più di tanto per via della bandiera dell’avversario. La posta in palio è troppo alta, l’occasione è più unica che rara, e tutti vogliono la corona. Un fattore che invece potrebbe spostare l’equilibrio è quello fisico. Arnaldi ha speso 19 ore e 48 minuti in campo per spingersi sino in semifinale, sgretolando qualsiasi record precedente. Flavio, invece, è stato molto più rapido nell’archiviare le pratiche, totalizzando “appena” 13 ore in questo Roland Garros.

La differenza di energie spese, tra i due, è ben marcata, ma è d’uopo sottolineare che Arnaldi vanta un fisico da decatleta. Ed è stato lui stesso a confermare il suo stato di benessere:In realtà mi sento abbastanza bene. Ho giocato tanto, ma allo stesso tempo sono contento di stare in campo e di passare tempo in campo perché mi era mancato giocare. Sicuramente mi è rimasta ancora un po’ di energia per le prossime partite“. La prestanza fisica dell’attuale numero 104 del mondo – destinato a rientrare in top 40 al termine del Roland Garros – ha trascinato quest’ultimo verso una rimonta epica contro Frances Tiafoe, giunto a pochi passi dalla vittoria. La tattica di Matteo – arci dispendiosa, ma efficace – ha mandato in tilt lo statunitense, sempre costretto a giocare il famigerato “colpo in più” che ha cambiato le sorti della sfida.

Come tipologia di gioco, e approccio tattico, Cobolli è distante un miglio da Tiafoe. Flavio, così come Arnaldi, si cala agevolmente nei panni del rematore, ma ha senz’altro una marcia in più in fase offensiva rispetto al connazionale. Il cambio di ritmo acquisito negli ultimi tempi dal capitolino è pressoché mortifero, ed il dritto è divenuto letale per gli avversari di Flavio. Il match con Aliassime ha confermato che Cobolli si trova a disagio quando i fattori ambientali interferiscono sul match, e la capacità d’adattamento – e dal punto di vista tennistico, e mentale – è ancora una grossa lacuna. In caso di tetto chiuso, il (probabile) futuro top 10 godrebbe di un considerevole vantaggio su Arnaldi.

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