Roland Garros, semifinali: la preview di Zverev vs Mensik

Sascha Zverev cerca la sua quarta finale Slam, la seconda a Parigi. Saprà ancora gestire la pressione del favorito? Jakub Mensik, alla sua prima semifinale Major, vuole dimostrare la sua credibilità come candidato ai vertici della classifica. Ma avrà bisogno del suo miglior tennis

Di Michelangelo Sottili
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Alexander Zverev e Jakub Mensik (foto via Twitter @LaverCup)

Quattro semifinalisti diversi rispetto all’edizione 2025, tre inediti a livello Slam, per il penultimo atto di un Roland Garros che ha regalato match spettacolari e rimonte epiche. Alexander Zverev, classe 1997, alla sua occasione più ghiotta (se la gioca con la finale dello US Open 2020) per un trofeo a cui pare possa solo avvicinarsi. Il suo avversario, Jakub Mensik, 2006, da oltre un anno inserito nella lista di quelli che potrebbero e dovrebbero insidiare il suopolio Sinner-Alcaraz. E dall’altra parte il sorprendente derby azzurro, Flavio Cobolli (2002) opposto a Matteo Arnaldi (2001).

Come ci siamo arrivati

Tutto regolare nella metà alta del tabellone, dove in finale ci sarà un italiano come ampiamente previsto. Tranne la parte per cui non sarà Jannik Sinner, uscito anzitempo contro il Cerundolo mancino con la complicità del tiro, altrettanto mancino, giocatogli da una pessima giornata, di quelle che stai male in campo – nel senso che stai male di tuo e devi andare in campo. Tempo ventiquattr’ore e ha perso pure Novak Djokovic: l’ace di Fonseca sul match point estrometteva l’ultimo campione Slam rimasto in gara, annunciando che ci sarebbe stato un nuovo vincitore Major. Un’apertura ai limiti dell’inverosimile fino a pochissime settimane fa, con Sinner e Alcaraz che si erano spartiti gli ultimi nove trofei Slam e solo un po’ meno improbabile dall’annuncio del forfait di Carlos.

I nuovi favoriti che tali non sono mai stati. Tranne uno

Tutti gli occhi puntati allora su colui che diventava il primo favorito se non altro per il seeding, per quanto le teste di serie più alte – orfane pure di Lorenzo Musetti – non impressionassero granché nello Slam su terra battuta: Nole trentanovenne numero 3, seguito da Auger-Aliassime, Shelton, Fritz, Medvedev, De Minaur, Bublik. Roba da invocare la creazione di un algoritmo rosso sul modello di quello verde che usava a Wimbledon. Questo per dire che il numero 2 Zverev spiccava sugli altri top 10 del ranking come il Kilimangiaro sulla pianura del Serengeti, per citare una vecchia canzone dalla geografia spericolata.

Zverev, un solo set perso

“Non voglio concludere la mia carriera come il miglior giocatore di tutti i tempi senza aver mai vinto un Grande Slam” diceva Sascha dopo aver perso in tre set la finale dell’Australian Open 2025 contro Sinner. Le previsioni di chi credeva che l’eliminazione di Jannik mettesse addosso al sedicente “GOAT monco” una pressione tale da faticare a tirare la palla di là sono state nettamente disattese. Un solo set ceduto in cinque match, contro Halys (appena dopo l’uscita di Jannik e Nole, forse coincidenza).

Non che la sua strada fosse disseminata di chissà quali ostacoli – Bonzi, Machac, il lucky loser De Jong. Tuttavia, contro Jodar, sì acerbo ma lanciatissimo, ha fatto valere tutto il suo palmares: ventiquattro titoli, tra cui due ATP Finals, sette Masters 1000 e l’oro olimpico. E, se mancano all’appello i quattro più prestigiosi, ha già disputato dieci semifinali Slam. Vero anche che ne ha perse sette.

Mensik il sopravvissuto

Jakub è un sopravvissuto in questo torneo. Dopo l’esordio comodo con Droguet, contro Navone era quasi persa. L’argentino non è arrivato a match point, ma ha avuto nove palle break nel quinto set, nessuna trasformata, e non ha saputo approfittare dei crampi del ceco, che ha chiuso alla settima chance utile, dopo quattro ore e 41 minuti, per poi crollare a terra, incapace di rialzarsi. Al turno successivo, il bagel incassato nel primo set contro De Minaur (che veniva dal walkover sull’infortunato Blockx) non aveva sorpreso nessuno. Invece, Jakub ha lasciato all’australiano appena sette game nei successivi tre parziali.

Agli ottavi l’ha risolta ancora al quinto, con Rublev che gli aveva recuperato due set, mentre ai quarti ha fermato un Fonseca in gtande fiducia: tre set, con “gli ultimi trenta minuti a un livello pazzesco”. Parole sue che rispecchiano quanto effettivamente visto contro Joao. In ogni caso, anche la vittoria su Sinner a Doha, tenendo il palleggio dell’azzurro, e il trofeo di Miami 2025 superando Djokovic in finale dimostrano che i suoi picchi possono impensierire chiunque. Battendo Zverev, diventerebbe il più giovane finalista al Rolando dal ventenne Nadal nel 2006.

Zverev vs Mensik, da Madrid a Parigi

Sarà la seconda volta che Sascha e Jakub si incrociano in torneo. La prima sfida risale allo scorso aprile, al Masters 1000 di Madrid, con vittoria notturna in tre set del tedesco, 6-5 6-7(4) 6-3. Zverev servì meglio e mise a referto un bilancio migliore negli scambi brevi e in quelli oltre gli otto colpi, zona in cui Mensik non vorrà farsi trascinare questo venerdì. Il numero 3 del mondo fu anche superiore al servizio, con percentuali migliori sulla seconda (nel rispetto dei rispettivi storici).

La battuta rimane un fondamentale di livello ben al di sopra della media per entrambi. Come del resto il rovescio: il classe 2005 di Prostejov dichiara quello lungolinea come colpo preferito, mentre il bimane di Zverev è lassù, uno dei tre (?) migliori del Tour sia in difesa sia in entrata. Lo stesso non si può dire del dritto, con il tedesco che si porta ancora dietro qualche difficoltà a tagliare il campo da quel lato. E ci sono diversi dritti che sceglieremmo prima di quello di Jakub.

Appuntamento senza il tetto

L’appuntamento è per venerdì 5 giugno alle 14.30 sul Philippe Chatrier. LIVE su Ubitennis per chi vuole seguire la diretta scritta e commentare con noi. Le previsioni dicono sole e nuvole, ma niente minaccia di pioggia, quindi tetto aperto per qualche raffica di vento che speriamo non influenzi lo spettacolo. Zverev parte con i favori del pronostico. Mensik dovrà trovare quei suoi picchi con continuità e potrebbero non bastare. Sempre che Sascha sappia continuare a gestire la pressione.

I precedenti in vista della finale

Diamo un rapido sguardo ai testa a testa nei possibili incroci all’ultimo atto, che verranno meglio analizzati una volta decisi i nomi dei finalisti. Valgono tutti i match a livello pro (quindi anche la vittoria di Jakub su Flavio in un Challenger).

Zverev vs Arnaldi 3-0
Zverev vs Cobolli 3-1
Mensik vs Cobolli 1-1
Mensik vs Arnaldi 0-0

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