L’avversario di terzo turno di Flavio Cobolli sarà la “legittima” testa di serie in quel sedicesimo di tabellone, ovvero il n. 19 del seeding Karen Khachanov, che è arrivato a questa fase del torneo superando il qualificato Billy Harris e il tedesco Hanfmann, cedendo solamente un set contro il britannico.
Esponente della generazione russa che fa capo a Medvedev, di cui è tre mesi più giovane, ha iniziato la stagione al n. 17 del ranking arrivando a Wimbledon da n. 22 in un’annata nella quale non è mai riuscito ad andare oltre i quarti di finale, peraltro raggiunti soltanto due volte, a Doha e a Roma.
Il russo di origine armena (ma ormai da anni residente a Dubai) ha tenuto un rendimento regolare (14 vittorie e 14 sconfitte) senza però riuscire a ripetere gli acuti del passato, ultimo dei quali la finale del National Bank Open di Toronto dello scorso agosto nel quale perse di un’incollatura da Ben Shelton.
Un titolo Masters 1000
Sono ormai passati otto anni dalla sua affermazione più prestigiosa, quella al Rolex Paris Masters del 2018, dove sconfisse Thiem e Djokovic nelle ultime due partite. Poi c’è stata la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 (sconfitto da Zverev) e due semifinali consecutive ai tornei dello Slam (US Open 2022 e Australian Open 2023). A Wimbledon ha raggiunto i quarti di finale in due delle ultime cinque edizioni, compresa l’ultima, essendo costretto a saltare i tornei del 2022 e del 2023, rispettivamente per il ban degli atleti russi e bielorussi imposto dall’All England Club e per una frattura da stress alla schiena.
Il suo tipo di gioco non è un segreto per nessuno: grande spinta con i tre colpi fondamentali (servizio, diritto e rovescio), che sono piuttosto equilibrati, volée non straordinarie che gioca con parsimonia, nonostante qualche successo in doppio in coppia con Rublev, e carattere a volte irascibile.
Nel 2024 ha abbandonato tutti i social media per sei mesi, in risposta ai continui insulti e minacce che arrivano principalmente dagli scommettitori: “E vi dirò, la vita sembrava migliore. Perché vedi molte più cose attorno a te, puoi trascorrere il tempo in modo diverso. Altrimenti finisci per diventare dipendente, a scorrere in continuazione.”
Solo un precedente tra lui e Cobolli: due anni fa al terzo turno di Madrid vinse Khachanov in due set tirati, ma era un’altra superficie e soprattutto era un altro Cobolli.
