Da ormai più di cinque anni Novak Djokovic affronta Jannik Sinner. Se la parabola del campione serbo non può che essere discendente, visto che l’età avanza anche per le leggende, l’azzurro a ogni sfida aggiorna la versione di se stesso.
Anche l’andamento dei 12 precedenti ricalca esattamente tutto ciò. Con l’ultimo successo su Nole a Wimbledon, il numero 1 al mondo si è portato 7-5 nei confronti diretti, confermando tutte le attuali difficoltà di Djokovic, che aveva messo da parte tre vittorie nei primi tre incroci.
Proprio in un match di questi, che li ha visti contrapposti a Wimbledon, potrebbe essere arrivata la svolta per Sinner. Almeno così sostiene il 24 volte campione Slam.
Djokovic e i consigli a Sinner del 2023: “Gli dissi cosa migliorare, ora me ne pento”
Nel fine settimana della finale dei Mondiali di calcio tra Spagna e Argentina, Djokovic era presente a New York, ospite al Fanatics Fest.
In un contesto gioviale, Nole si è dedicato al wrestling, con un esordio carismatico in WWE, e al basket. E non si è sottratto a interviste divertenti, come la chiacchierata con il comico Marcello Hernandez avvenuta in una vasca piena di ghiaccio.
Tra verità e ironia, il campione serbo ha parlato della rivalità con Sinner e ha ammesso di essersi pentito di avergli elargito consigli nel 2023.
“Gli ho riferito tutto quello che avevo notato in campo: i suoi punti deboli, i suoi punti di forza, le cose su cui doveva lavorare” ha precisato l’attuale numero 7 del ranking. “E poi, nei tre anni successivi, mi ha battuto a Wimbledon ogni maledettissimo anno! Quindi forse ho commesso un errore, non lo so”
Il riferimento è alla semifinale dei Championships datata tre anni fa. In quell’occasione Jannik dichiarò di essersi sentito più vicino alla vittoria rispetto all’anno precedente, quando si ritrovò a un parziale dall’eliminare il serbo, costretto a rimontare due set all’azzurro.
Da quei consigli dispensati, Nole ha incasellato due sconfitte contro l’azzurro all’All England Club tra il 2025 e il 2026 – nel 2024 non si sono sfidati nello Slam londinese.
La conferma di Darren Cahill
Ad avallare la versione di Djokovic ci ha pensato Darren Cahill, che ha aggiunto un ulteriore tassello.
Nel 2025 l’allenatore australiano ha rivelato ai microfoni del podcast di Andy Roddick come Nole già nel 2022 gli avesse fornito il suo punto di vista sul gioco di Sinner.
“Gli ho detto: se hai notato qualcosa che può aiutarci, ti ascolto volentieri. E lui ci ha fatto un’analisi tecnica dettagliata: poca varietà, gioco a rete migliorabile, risposta poco aggressiva” ha precisato il coach. “Nulla che non avessimo già visto. Ma quando lo abbiamo riferito a Jannik, sapendo che veniva da Djokovic, l’impatto è stato diverso. Questo dimostra che nel tennis conta anche chi ti parla, non solo cosa ti dice“.
Djokovic su Sinner e Alcaraz: “È come affrontare me 10/15 anni fa”
Sempre nel contesto del Fanatics Fest, Djokovic ha partecipato al programma The Shop, dove si è soffermato sul cambiamento ravvisato nei rivali di oggi. Nello specifico, ha parlato di come affrontare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz celi insidie differenti rispetto a quando incrociava la racchetta con Roger Federer e Rafael Nadal.
“Voglio batterli ogni giorno della settimana” ha detto Nole sui numeri 1 e 3 del mondo. “Ma, a essere sincero, quando li vedo giocare, rispetto a Federer e Nadal sono stili davvero contrastanti, molto diversi tra loro. E anch’io avevo caratteristiche diverse. Tutti e tre eravamo diversi”.
“Ora che Alcaraz e Sinner sono la forza dominante del tennis, questi due ragazzi mi ricordano tantissimo me stesso” ha proseguito Djokovic.
“È come se stessi affrontando il me stesso di dieci o quindici anni fa, e in un certo senso questa sensazione mi fa male quando sono in campo. So come trovare la chiave per batterli, ma la vera domanda è: ci riesco ancora?“ ha concluso con un po’ di amarezza per un avanzare del tempo che non perdona nessuno.
“Bisogna sempre trovare nuovi modi per motivarsi, per ispirarsi a diventare migliori. E le rivalità fanno bene“ ha puntualizzato. “Sono fondamentali. Bisogna sempre trovare qualcuno, tra il pubblico o dall’altra parte della rete, che ti spinga a dare il massimo e a migliorarti“.
In attesa del rientro di Alcaraz, Jannik Sinner e Novak Djokovic sono ai blocchi di partenza del Masters 1000 di Montreal. Dal Canada ripartirà questa rivalità.
