Dal sogno di mezza estate all’incubo di agosto: le due facce della stagione di Jannik Sinner prendono forma.
Il forfait del numero 1 del mondo per lo US Open è arrivato all’ufficialità dopo giornate in cui la chiusura delle comunicazioni radio – o per meglio dire social – aveva scatenato dubbi e incertezze sulla data d’inizio del suo swing americano.
Nessuna immagine che ritraeva l’azzurro sui campi d’allenamento, nessuna notizia circa le condizioni di quel ginocchio destro acciaccato e già causa del ritiro dal Masters 1000 di Cincinnati.
Nel villaggio globale in cui si è trasformato il mondo, il silenzio è una scelta poco praticata, che da un lato cela riflessioni da parte del diretto interessato e dall’altra infiamma congetture e ricostruzioni basate su quei pochi fatti noti. Anche se Jannik ha abituato a parole e dichiarazioni centellinate, la mancanza di informazioni degli ultimi giorni ora assume un senso preciso.
Le domande di chi osserva dall’esterno sono tutte incentrate su quell’infortunio al ginocchio. Cosa sia successo, quando e soprattutto quale sia la diagnosi per evincere i possibili tempi di recupero. Non è (solo) per curiosità morbosa. Il fatto è i tifosi vivono di passione e la grande platea del tennis crea routine e abitudini attorno ai giocatori prediletti.
Basandoci su quel che sappiamo, proviamo a ricostruire l’estate di Sinner, in una stagione in cui alti e bassi non si compenseranno, ma forse si alternano a cadenza irregolare.
Il bis a Wimbledon
Riavvolgiamo il nastro. È il 12 luglio. Jannik Sinner è sul Campo Centrale dell’All England Club e si gioca la riconferma del titolo a Wimbledon. Dall’altra parte della rete c’è un Alexander Zverev probabilmente mai visto prima, almeno sull’erba. Dopo un primo set ad alta intensità portato a casa dal tedesco, il numero 1 del mondo alza il livello nel secondo tiebreak, instillando più di un dubbio nella testa di Sascha, che, seppur liberato dal peso dello Slam, non è certo il migliore quando si tratta di gestire i momenti caldi delle partite.
Così l’azzurro si lancia verso la rimonta, che lo consegna alla storia come il decimo giocatore dell’Era Open a centrare il back to back ai Championships.
Ciò che ne deriva è il rituale inderogabile del Major londinese. Passerelle, la serata di gala e il ballo con la vincitrice Linda Noskova sono parte di quella sacralità che distingue Wimbledon da tutte le altre competizioni.
La vittoria sui prati inglesi è arrivata a poche settimane di distanza dal malore che aveva colto Sinner al secondo turno del Roland Garros. Infatti, l’avvicinamento al terzo Slam del calendario non è stato lineare, con analisi approfondite e un periodo di assoluto riposo da osservare. Ecco perché i primi turni a Church Road non sono stati facili, tra sensazioni da ritrovare e una forma atletica di rimettere a punto.
Le vacanze di Sinner tra Sardegna, casa e Montecarlo
Come da programmazione, Sinner si gode il post Wimbledon concedendosi qualche giorno di riposo, senza pensare al tennis o ai tornei estivi.
Prima, però, c’è tempo per un controllo di routine al J Medical di Torino. Il 15 luglio Jannik si presenta al centro sportivo della Juventus prima di partire per le vacanze, che trascorre tra la Sardegna, insieme alla compagna Laila Hasanovic, e Sesto Pusteria.
Gli scatti rubati lo immortalano a Porto Rafael con Laila, impegnato a vivere la sua quotidianità. Sprazzi di vita normale, tra relax e spesa al supermercato, prima di tornare alla base. Poco dopo, appunto, è a Montecarlo, dove ultima il riposo e, si presume, riprende ad allenarsi in vista dei tornei sul cemento nordamericano.
La ripresa degli allenamenti e quel ginocchio che inizia a fare le bizze
Sono quelli i giorni in cui ci si interroga sulla presenza di Sinner all’Open del Canada. In ballo c’è ancora quel pazzo record dei nove Masters 1000 stagionali. Jannik ha vinto i primi cinque e tutto dipende da Montreal, torneo che per collocazione è probabilmente il primo indiziato a sparire dai singoli programmi in caso di necessità di riposo.
Nel 2025 l’azzurro aveva scelto di non prendervi parte. Dopo il trionfo a Wimbledon, Toronto arrivava troppo presto. Nonostante quest’anno il calendario abbia previsto lo slittamento di una settimana, Sinner conferma la sua assenza al National Bank Open, dicendo di voler dare la priorità alla propria salute.
Le reazioni non sono di preoccupazione, riguardano soprattutto il record sfumato. Anche perché di infortuni veri e propri non se ne parla. Almeno fino a quel momento.
Le voci sull’infortunio al ginocchio e il silenzio di Sinner
A fine luglio, sui social iniziano a circolare immagini di un cerotto sul ginocchio destro dell’altoatesino. Jannik è immortalato fuori dal J Medical con un piccolo bendaggio, a cui in pochi danno importanza a primo impatto. Nessuno vuole scavalcare il campione italiano o tanto meno forzarlo verso aggiornamenti. Anche perché il 30 luglio sul suo profilo Instagram è apparso un video corredato dalla didascalia: “Back to work”. La data di pubblicazione non implica per forza che quelle immagini siano di quello specifico giorno. Tuttavia, i primi fastidi dovrebbero risalire a quei momenti.
Il silenzio, però, si protrae. Il 4 agosto è la data da cerchiare se si va rintracciando un momento di rottura. Sinner si reca a Milano, presso una clinica privata nello studio del dottor Melegati, specialista in riabilitazione e medicina dello sport. Si rincorrono le voci. È una visita di routine. No, non lo è.
Le certezze cedono il passo alle supposizioni. Quelle foto del cerotto sul ginocchio tornano preponderanti. Effettivamente l’osservato speciale è proprio l’articolazione destra.
I media parlano di terapie con onde d’urto e riabilitazione, che unite al riposo, non risolvono il problema in tempo per Cincinnati e il 9 agosto il cinque volte campione Slam annuncia il forfait per il Masters 1000 dell’Ohio.
La rinuncia allo US Open
La corsa contro il tempo per essere pronto per lo US Open incontra varie battute d’arresto. Jannik va e viene da Torino, fa sponda con Montecarlo e si sottopone ad alcune visite a Milano.
Dal suo entourage non trapela niente, così come dai suoi canali social. L’unico post recente risale al suo compleanno e non riguarda certo il tennis.
Il 17 agosto, poi, un’ulteriore svolta. Sinner organizza un allenamento di prova a porte chiuse al Circolo Sporting di Torino. Le sensazioni dell’azzurro si rivelano poco rassicuranti. Affrontare uno Slam senza una preparazione adeguata, con il rischio che il problema al ginocchio si ripresenti perché non riassorbito a dovere, non lascia tranquillo il numero 1 ATP, che si prende qualche giorno per capire. Ogni decisione avventata è controproducente, tanto quanto evitare di fare scelte difficili.
Allora, si arriva al 21 agosto. Dopo un colloquio con Simone Vagnozzi e Darren Cahill, Sinner ufficializza la sua rinuncia allo US Open. Si tratta del primo Slam saltato da Jannik dal 2019, da quando ha fatto il suo debutto nel tabellone principale proprio a Flushing Meadows.
Venuti a patti con l’assenza a New York, l’attesa di rivedere il campione azzurro sarà soddisfatta, se tutto procederà per il meglio, verso la fine di settembre, quando si accenderanno i riflettori sull’ATP 500 di Pechino.
