Arthur Fils è il primo finalista del Cincinnati Open. È il decimo francese a raggiungere la finale in un Masters 1000. Il classe 2004 di Bandoufle ha piegato la resistenza di Flavio Cobolli con un 6-3 6-4 di carattere e tennis muscolare. Adesso sfiderà per il titolo più importante della carriera Frances Tiafoe, che ha battuto nell’unico precedente, disputato a Miami lo scorso anno.
Intanto, live ranking alla mano, Fils è già certo di lasciare l’Ohio da numero 11 del mondo. È la Race, però, a restituire in maniera ancor più perentoria il livello dei risultati inanellati da Arthur nel 2026.
Pur avendo iniziato la stagione a febbraio e aver saltato due Slam – e a Wimbledon ha vinto un solo match al rientro dall’infortunio all’anca – il transalpino è alla sesta posizione della classifica stagionale, con la possibilità di issarsi al quinto posto in caso di successo. Un bottino di punti messo in cassaforte nei Masters 1000, classe di tornei in cui il suo ruolino di marcia è da élite.
Fils sulla finale di Cincinnati: “L’ambizione? Essere onesti con sé stessi aiuta a raggiungere i traguardi”
In conferenza stampa Fils ha analizzato il successo su Flavio Cobolli, un ulteriore mattoncino per rendere realtà tutta l’ambizione che lo contraddistingue.
“È una grande vittoria, naturalmente, e un grande torneo. Dall’inizio della stagione, il mio obiettivo era cercare di arrivare lontano in questi grandi tornei e provare a giocare nei più grandi stadi“ ha esordito. “È proprio quello che stiamo facendo qui. Sono quindi molto contento della mia prestazione di oggi e di tutta la mia settimana, ma voglio continuare ancora”.
Non si accontenta Arthur, che ha tenuto a sottolineare come tutte le aspirazioni per essere realizzate debbano trovare sostegno nella fiducia in sé stesso. Nessuno confonda l’autostima con l’arroganza, però.
Al francese è stato chiesto di spiegare la differenza con molti colleghi, che a inizio torneo spesso non si lasciano andare a dichiarazioni mirabolanti, mentre lui afferma sempre di essere lì per puntare al trionfo finale.
“La prima persona con cui devo essere onesto sono io stesso“ ha sottolineato, come riportato da “L’Equipe” e “Univers Tennis”. “Molti atleti lo dicono: quando dichiari le cose, quando hai il coraggio di dirle apertamente, può diventare più facile realizzarle. È quello che cerco di fare”.
“Naturalmente, ho fiducia in me stesso” ha ripreso “Ma non sto certo dicendo che conquisterò la luna. No, quello che dico è che mi sono preparato bene e che, quando arrivo a un torneo, farò del mio meglio, darò tutto e proverò a vincere. E se non ci riesco, non è un problema: la settimana successiva ci sarà un altro torneo in cui proverò di nuovo a vincere“.
Nei Masters 1000 la tabella di marcia di Fils è straordinaria. Quarti a Indian Wells, semifinale a Miami e a Madrid – dopo aver messo in bacheca il torneo di Barcellona – e ancora quarti a Montreal. Ora la finale di Cincinnati per dare un senso ancor più definito a una stagione al di fuori dell’ordinario.
E a proposito delle differenze tra il match con Cobolli e la prima semifinale 1000, disputata qualche mese fa a Miami, ha dichiarato: “Sono un po’ meno folle”.
“A Miami è stato bello. Ero in semifinale, ma durante quel torneo ho speso tantissime energie. Gridavo “Come on”, “Vamos” dopo ogni punto. Qui è completamente diverso” ha argomentato.
“Quando inizi a farlo diverse volte, a ottenere questi grandi risultati nei tornei, cominci un po’ ad abituarti e non hai più bisogno di impazzire per motivarti. Penso di essere già abbastanza motivato. E soprattutto, con la mia squadra, sono tutti molto motivati a loro volta, quindi non ho più bisogno di essere così folle”.
Infortuni e ritorni
Inevitabilmente, dalla finale di Cincinnati, la conversazione è virata sulla stagione e Fils è tornato sugli infortuni che lo hanno rallentato. Dapprima il problema alla schiena che ne ha compromesso il finale di 2025. Proprio il torneo in Ohio aveva dato inizio al periodo di assenza dal circuito del francese, che aveva provato il rientro in Canada dopo due mesi di stop.
Poi il ritorno a febbraio, con risultati sorprendenti per chi veniva da un periodo di inattività di sei mesi. E un nuovo infortunio all’anca che spezzato in due la sua annata, senza, tuttavia, oscurarne la brillantezza.
“È stato difficile non giocare in Francia, a Parigi. E disputare soltanto due turni a Wimbledon non è stato facile” ha ricordato. “Pensavo che avrei disputato una primavera molto migliore perché, con la forma che avevo da Miami, mi sentivo davvero molto bene”.
Nonostante i dubbi e il dispiacere, Arthur sembra davvero aver fatto pace con quei periodi di infortuni.
“Bisogna semplicemente accettarlo. Alcune cose accadono per una ragione. Non è un problema.
Sapevo che sarei stato pronto per giocare qui, per giocare durante l’estate e per tutta la tournée americana. Non ho iniziato bene a Washington, ma non è un problema. Non è importante. Bisogna semplicemente andare avanti, settimana dopo settimana”.
Infine, gli animi si sono scaldati pensando alla finale con Frances Tiafoe. Il pubblico statunitense promette scintille per sostenere uno dei beniamini di casa. Ma questo non turba il 22enne di Bandoufle.
“Sarà una bella finale da giocare contro un americano. Il pubblico sarà contro di me, ma penso che mi divertirò“. Si è presentato così Fils .“Penso che sia una motivazione in più quando il pubblico è contro di te. Ad alcune persone piace, ad altre no. Io penso che mi piaccia. È piuttosto divertente”.
Dopo un po’ di goliardia è tornato subito serio. “Rimango concentrato perché c’è ancora una partita da vincere. Che sia un 250, un 500 o un 1000, una finale è sempre qualcosa di particolare. Non è sempre il tennis migliore a fare la differenza, ma il giocatore che riesce a gestire meglio i propri nervi. Farò di tutto per essere io quel giocatore e vincere la finale”.
Il Cincinnati Open è andato per il meglio per il transalpino, che ha perso un solo set in cinque incontri.
“Ma non sono ancora soddisfatto, aspetto la fine del torneo. Spero di portare a casa il titolo e, dopo, potremo festeggiare”.
