ATP Cincinnati, Fils sfida Cobolli per un posto in finale: “Mi piace scendere in campo da favorito”

Il francese è al numero 14 nel live ranking e al settimo posto nella Race saltando due Slam e Montecarlo. Il suo rendimento nei Masters 1000 è da primi della classe

Di Beatrice Becattini
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Arthur Fils - Cincinnati 2026 (Photo by Jared Wickerham /Wick Photography for Cincinnati Open)

Da Cincinnati a Cincinnati: 365 giorni dopo Arthur Fils si riprende la scena.
E quanto è cambiato in un anno per la più grande speranza del tennis francese, che aveva fretta e fame di imporsi, ma ha dovuto imparare la sacra arte della pazienza.

Nel 2025 il classe 2004 era stato costretto a interrompere la sua stagione proprio alla vigilia del Masters 1000 dell’Ohio. Dopo aver scontato uno stop di due mesi impostogli dal fisico tanto possente quanto capriccioso, Fils aveva fatto ritorno sul circuito durante l’Open del Canada da testa di serie numero 15. Superato l’esordio con Pablo Carreño Busta, aveva poi ceduto il passo a Jiri Lehecka, che di infortuni subdoli alla schiena, suo malgrado, se ne intende. Il tempo di un torneo e Arthur ha compreso che ogni passo avventato nel presente è un possibile nuovo intoppo nel futuro.

Allora la scelta è apparsa quasi obbligata. Il forfait per la sfida con Jenson Booksby ha assunto contorni ben più delineati. La pausa per infortunio del transalpino ha prescisso la singola stagione, fino ad ampliarsi trasversalmente a cavallo tra il 2025 e il 2026. Sei mesi di sopportazione, domande e quel pensiero di star perdendo giorni importanti dei suoi migliori anni tennistici.
Tuttavia, le risposte sono arrivate tutte insieme con virulenza durante questa annata di crescita, rinascita e traguardi inesplorati. Fino alla semifinale di Cincinnati, la terza a livello di Masters 1000 di questa stagione. Con una classifica e, soprattutto, una Race che riassumono in maniera analitica i risultati del 2026.

Da Cincinnati a Cincinnati: Fils è tornato per restare

Da Cincinnati a Cincinnati, si ricordava. Fils è senz’altro uno dei giocatori del momento. Uno di quelli da attenzionare sotto una particolare lente di ingrandimento. Ed è, per chi è alla perpetua ricerca di qualcuno che rompa la diade Sinner-Alcaraz, sicuramente tra i tennisti in lizza per un posto da terzo incomodo. Il fisico strutturato, pur fragile, gli consente di generare potenza pura da fondocampo, in particolare dal lato del diritto. Il carattere deciso, con un’attitudine sgombra da ogni timore reverenziale, può giocare a suo favore. In più, a febbraio è arrivato l’ennesimo segnale di un’ambizione che faticherà ad essere saziata: la collaborazione con Goran Ivanisevic.

Gli ingredienti ci sono tutti. Solo il campo, la Cassazione del tennis, dirà se l’assemblaggio sarà andato per il verso giusto.
Intanto, Arthur è alla terza semifinale 1000 del 2026, dopo Miami e Madrid.
In Ohio il francese si è fatto largo in tabellone battendo nell’ordine Yannik Hanfmann, Jiri Lehecka e Alex de Minaur. Per poi porre fine al torneo da favola di Thiago Agustin Tirante. Un solo set lasciato per strada e una fiducia che si impenna.
In semifinale Fils se la vedrà con Flavio Cobolli. I precedenti pendono dalla parte del 22enne di Bondoufle, con un 2-0 che, osservando bene, così netto come sembrerebbe non è. Il transalpino si è imposto nel 2023 alle Next Gen ATP Finals e poi ha ribadito il successo a Montecarlo, lo scorso anno.

A quell’altezza temporale, l’azzurro era ancora alla ricerca della propria identità tennistica, mentre il numero 21 del mondo era già avviato verso la quadra agonistica, prima che la schiena lo fermasse sul più bello.
Quindi, nonostante sia il terzo confronto diretto, è come se, in un certo senso, si ripartisse da zero. È complicato stabilire una griglia di partenza, ma la sensazione è che Fils possa partire con il favore dei pronostici. E per lui non sarebbe di certo un problema.

Fils: “Bello entrare in campo da favorito. Contro Cobolli sarà una grande partita”

Dopo aver battuto Tirante, Fils ha commentato a “L’Equipe” l’emozione di aver calcato per la prima volta il Centrale di Cincinnati e di aver affrontato un quarto di finale 1000 da favorito in maniera inedita.
“Credo che nei quarti precedenti avessi affrontato giocatori meglio classificati di me. Mi ha fatto un po’ strano, ma allo stesso tempo fa anche bene entrare in campo da favorito. Il giocatore dall’altra parte della rete ha un po’ di paura ad affrontarti e questo fa bene al morale” ha sottolineato. E se il francese non è spaventato dal ruolo di favorito, Cobolli tira fuori il meglio di sé quando può giocarsela a viso aperto – mentre con avversari dalla classifica inferiore fatica, come si approfondisce in questo pezzo a cui si devono sommare le sconfitte di Umago e Montreal.

E sulle condizioni del Campo Principale ha detto: “Quanto al Centrale, è più lento degli altri campi. Sul Grandstand, contro de Minaur, era tutto molto veloce. Qui le condizioni erano completamente diverse, ma sono riuscito ad adattarmi bene e sono contento della mia prestazione”.

Una prova, quella contro Tirante, che lo ha lasciato contento soprattutto perché il dispendio energetico è stato relativo.
“La soddisfazione sta soprattutto nel non aver trascorso troppo tempo in campo, perché in questo periodo stiamo giocando tantissimo. La settimana scorsa ho giocato quattro partite, qui sarà la mia quinta. Quindi fa bene non passare troppo tempo in campo e non dover combattere per tre ore” ha confessato.
Tutto l’opposto di quanto successo a Cobolli nel corso el torneo. Il romano ha agguantato quattro vittorie su quattro al terzo set, di cui le ultime due in rimonta, con un ulteriore extra consumo di energie. Nel 2026 Flavio è il maestro dei parziali decisivi, ma chissà se la stanchezza potrà essere un fattore interveniente. Anche se, a dirla tutta, l’estate dell’italiano è stata parca di soddisfazioni e dunque i suoi impegni sono stati contenuti.

Fils è consapevole di avere una grande occasione per migliorare ancora, così come ce l’ha Cobolli. Dall’altro lato del tabellone Lorenzo Musetti è accerchiato da tre statunitensi. Il carrarino si giocherà l’accesso alla semifinale con Frances Tiafoe, per poi vedersela eventualmente con uno tra Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Insomma, gli scenari possibili sono plurimi.

“Sarà una grande partita” ha annunciato Fils circa la sfida a Cobolli. “È pieno di fiducia dall’inizio dell’anno e sta giocando molto bene. Penso addirittura che stia esprimendo il suo miglior tennis. Ma anch’io sto giocando il mio miglior tennis, da Wimbledon. Sarà una bella partita, molto interessante. Vedremo come andrà, ma penso che ci divertiremo molto, sia lui che io”.

Il rendimento nei Masters 1000 e il numero 7 nella Race nonostante gli infortuni

Il francese è determinato ad affermarsi come uno dei protagonisti perpetui sul circuito ATP. La sua stagione, iniziata per lui a febbraio, lo conferma.
La semifinale al Cincinnati Open lo proietta alla posizione numero 14 della classifica, pareggiando il suo best ranking datato aprile 2025. Fils si sta davvero riprendendo ciò che l’infortunio – o forse sarebbe meglio scrivere gli infortuni – gli aveva tolto.

Nel 2026 Arthur si è messo in mostra per miglioramenti e per un adattamento a due superfici su tre.
Dopo aver rinunciato all’Australian Open, si è ripresentato in campo sul cemento indoor di Montpellier. I dubbi erano leciti, visto lo stop di sei mesi. Tuttavia, il transalpino ha risposto con due vittorie, fermando la propria corsa ai quarti contro Felix Auger-Aliassime, uno specialista quando il tennis si sposta sotto un tetto.

Poi c’è stata la tappa intermedia di Rotterdam, dove si è arreso subito alla testa di serie numero 1 e futuro campione Alex de Minaur. È a Doha, però, che Fils ha palesato a tutti che il suo recupero era completo. Quattro successi di grande spessore – tra cui quelli su Jiri Lehecka ai quarti e Jakub Mensik in semifinale – lo hanno condotto all’ultimo atto dell’ATP 500 del Qatar, dove non ha retto l’urto contro una versione sfavillante di Carlos Alcaraz.

Il rendimento rimediato nei Masters 1000 è, però, ciò che davvero impressiona dell’anno di Fils. Quarti a Indian Wells, semifinali a Miami e Madrid e ancora quarti a Montreal. Nel mezzo c’è stato spazio anche per il quarto titolo ATP della carriera, arrivato sulla terra di Barcellona.
Il ruolino di marcia nei Masters è da primo della classe, tanto che, con 18 vittorie e 5 sconfitte, solamente Jannik Sinner, che ha 29 affermazioni e zero passi falsi, e Alexander Zverev con un parziale di 20-7, hanno fatto meglio di lui in questa classe di tornei.

Un 2026 di spessore che è restituito dalla Race. Nella graduatoria annuale, infatti, Fils staziona alla settima posizione. Con la possibilità di scalzare Danil Medvedev in caso di finale e addirittura Ben Shelton se dovesse trionfare a Cincinnati.
2540 punti raccolti tra febbraio e agosto, saltando due Slam e Montecarlo. Perché si deve ricordare che al Roland Garros Arthur non ha potuto prendere parte per il riacutizzarsi di un infortunio all’anca, presentatosi durante il match d’esordio a Roma, che lo ha costretto al ritiro contro Andrea Pellegrino. Un problema che non gli ha consentito di esprimersi al meglio sull’erba – con una vittoria e una sconfitta -, ma che adesso pare davvero alle spalle.

Il sogno ATP Finals per Fils si alimenta giorno dopo giorno, risultato dopo risultato. Sarebbe il primo francese dal 2016 a qualificarsi per il torneo degli otto maestri. L’ultimo a staccare il pass per il round robin è stato Gael Monfils, che nel 2019 si era guadagnato pure il ruolo di secondo alternate, senza essere poi chiamato in causa.

Se la Race sorride, anche il ranking è aperto a scenari inesplorati per il transalpino. Da adesso fino al 3 febbraio 2027 non avrà punti da difendere. Sperando che il fisico gli consenta di poter disputare una piena stagione di tennis.

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