Laver Cup, ritorno a Londra: l’Europa con Cobolli vuole la rivincita. Tutte le informazioni

Dal 25 al 27 settembre la nona edizione alla O2 Arena, teatro dell’ultima partita di Federer. Alcaraz e Zverev guidano il Team Europe di Noah contro i campioni in carica di Agassi

Di Carlo Galati
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Flavio Cobolli - Laver Cup 2025 San Francisco (Photo by Clive Brunskill/Getty Images for Laver Cup)

Senza nulla togliere a una manifestazione che si sta sempre più ritagliando uno spazio nel cuore degli appassionati, anche tra quelli che la snobbavano e la ritenevano (la ritengono?) “solo” un’esibizione, l’aspetto da sottolineare, prima di tutti gli altri, è che la Laver Cup 2026 torna nel luogo in cui, quattro anni fa, il tennis smise per una sera di guardare al punteggio, rivolgendo le sue attenzioni alla piena consapevolezza che le emozioni avrebbero prevalso su tutto il resto. Alla O2 Arena di Londra, nella notte tra il 23 e il 24 settembre 2022, Roger Federer giocò l’ultima partita della sua carriera accanto a Rafael Nadal: persero con Jack Sock e Frances Tiafoe, ma il risultato rimase quasi una nota a margine davanti alle lacrime dello svizzero, del maiorchino, di un’intera arena e di chi ama questo sport.

Da venerdì 25 a domenica 27 settembre il campo nero sarà di nuovo montato sotto la cupola londinese e questa volta non ci saranno carriere da salutare, ma un trofeo da riprendersi e uno da difendere. Il Team Europe di Yannick Noah cerca la rivincita dopo la sconfitta di San Francisco; il Team World di Andre Agassi arriva invece da campione in carica e con la consapevolezza di aver ormai cancellato quel complesso di inferiorità che ne ha accompagnato le prime edizioni.

Londra, quattro anni dopo

Quella del 2026 sarà la nona edizione della competizione ideata da Federer e Tony Godsick in omaggio a Rod Laver. Londra diventerà la prima città a ospitarla due volte e la scelta della O2 Arena non è soltanto sentimentale: l’impianto ha accolto le ATP Finals dal 2009 al 2020 ed è diventato uno dei luoghi simbolo del tennis, uno spazio nel quale questo sport ha saputo trasformarsi in spettacolo senza smarrire la propria identità.

Il ritorno nella capitale britannica riporta alla memoria anche un altro passaggio chiave. Proprio nel 2022 il Team World conquistò qui il suo primo titolo dopo quattro sconfitte consecutive. Da allora il vento è cambiato: l’Europa resta avanti 5-3 nel bilancio complessivo, ma il Resto del Mondo ha vinto tre delle ultime quattro edizioni. Nel 2024 Alcaraz restituì il trofeo ai blu completando a Berlino la rimonta del 13-11, in una tre giorni che confermò come oltre lo show ci fosse anche il tennis. Dodici mesi più tardi, però, Agassi si prese subito la scena al debutto da capitano: a San Francisco Fritz firmò il definitivo 15-9, battendo prima Alcaraz e poi Zverev.

Alcaraz e Zverev guidano l’Europa, c’è ancora Cobolli

Sulla carta il favore del pronostico torna dalla parte europea. Noah, affiancato dal vicecapitano Tim Henman, potrà contare su Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Flavio Cobolli, Jakub Mensik, Rafael Jodar e Casper Ruud. È una squadra che mescola presente e futuro: i primi due ne alzano inevitabilmente il peso specifico, Ruud porta l’esperienza della sesta partecipazione consecutiva, mentre il neo-ventenne Jodar sarà l’unico esordiente del sestetto.

Non ci sarà ancora Jannik Sinner, mai presente finora nella competizione: l’Italia avrà in Cobolli il suo unico rappresentante. Il romano, riserva a Berlino nel 2024 e in campo l’anno scorso a San Francisco, è stato richiamato insieme a Mensik dopo una stagione che ne ha consolidato la dimensione internazionale. Per lui sarà anche l’occasione di cancellare il debutto perso nel 2025 contro João Fonseca.

Dall’altra parte Agassi, assistito da Patrick Rafter, si affida a Taylor Fritz, Alex de Minaur, Alexander Bublik, Learner Tien, Brandon Nakashima e Francisco Cerundolo. La formazione ha perso per infortunio Tommy Paul e Ben Shelton, rimpiazzati rispettivamente da Cerundolo e, in extremis, da Nakashima, ma conserva qualità, velocità e parecchie soluzioni per il doppio. Fritz resta l’uomo simbolo: nel 2025 piegò sia Alcaraz sia Zverev e consegnò la coppa ad Agassi. Bublik aggiunge imprevedibilità, de Minaur intensità e Tien un altro pezzo di futuro. Le riserve saranno il londinese Arthur Fery (cresciuto tennisticamente nel Westside Lawn Tennis Club) per l’Europa e il peruviano Ignacio Buse per il Team World.

I precedenti raccontano bene l’equilibrio della vigilia. Sommando gli scontri diretti tra i dodici protagonisti, l’Europa conduce 72-50; limitando però il conto alle partite già disputate tra loro in Laver Cup, il Team World è avanti 6-3. Il ranking suggerisce una cosa, la storia recente della competizione un’altra.

Formula e programma: la domenica vale triplo

Il format resta uno dei segreti della manifestazione. Si giocano dodici incontri, nove singolari e tre doppi, tutti al meglio dei tre set con un match tie-break a dieci punti al posto del terzo. Ogni tennista deve disputare almeno un singolare tra venerdì e sabato e non può giocarne più di due nell’intero weekend; almeno quattro elementi di ogni squadra devono essere utilizzati in doppio.

Le vittorie valgono un punto venerdì, due sabato e tre domenica. Si aggiudica la Laver Cup la prima squadra che raggiunge quota 13 e proprio la progressione del punteggio impedisce che tutto finisca prima dell’ultima giornata. In caso di 12-12 è previsto un doppio decisivo giocato su un unico set.

Venerdì 25 e sabato 26 settembre le sessioni inizieranno alle 14 e alle 20 italiane: due singolari nel pomeriggio, poi un singolare e un doppio in serata. Domenica 27 si partirà alle 13 italiane con il doppio, seguito fino a tre singolari se necessari. Gli accoppiamenti della prima giornata saranno annunciati giovedì; quelli di sabato e domenica verranno scelti dai capitani al termine della sessione precedente.

Per anni la competizione ha dovuto difendersi da quell’etichetta, un po’ snob, di semplice esibizione. Il campo nero, i consigli dalla panchina e gli avversari abituali che diventano compagni di squadra ne fanno senza dubbio uno spettacolo nello spettacolo: un diverso punto di vista su uno sport accusato di non cambiare mai e che, quando ci prova, strizza inevitabilmente l’occhio allo show senza dimenticare le proprie radici. D’altronde Londra, in tal senso, è una garanzia.

In Italia la Laver Cup sarà trasmessa in chiaro su SuperTennis e sarà disponibile anche su Sky Sport ed Eurosport, con copertura streaming su NOW, Discovery+ e HBO Max.

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