Si è concluso il primo turno dei tabelloni di singolare dell’Australian Open 2026, distribuito – come ormai da prassi – su tre giornate. Una formula che consente di seguire più incontri con calma, ma che a tratti dà la sensazione di un torneo “in folle”, salvo poi accendersi improvvisamente quando arrivano i primi verdetti che contano davvero.
Il quadro generale è piuttosto chiaro: nessuna ecatombe tra i grandissimi favoriti, ma una serie di scosse nella fascia medio-alta del seeding, soprattutto nel tabellone maschile. 7 teste di serie eliminate nel maschile e 8 nel femminile (15 in totale), con una peculiarità: tra gli uomini cade un top 10 (Auger-Aliassime), mentre tra le donne le prime dieci resistono e le sorprese si concentrano tra le teste di serie dal n. 11 in giù.
Bilancio azzurro: cinque avanti, quattro fuori, una rinuncia pesante
L’Italia maschile esce dal primo turno con un saldo complessivamente positivo, ma “frastagliato”: cinque qualificazioni al secondo turno, quattro eliminazioni e il ritiro pre-torneo di Matteo Berrettini, che ha tolto al tabellone un potenziale “disturbatore” di lusso.
Promossi
- Jannik Sinner riparte come meglio non si potrebbe: 6-2 6-1 e ritiro di Gaston dopo due set, e striscia che si allunga a 15 vittorie consecutive a Melbourne. Al secondo turno lo aspetta James Duckworth.
- Lorenzo Musetti soffre, cresce e passa anche lui per ritiro: 4-6 7-6(3) 7-5 3-2 rit. contro Collignon. E qui arriva subito il punto “argomentativo” del tabellone: l’abbondanza azzurra si mangia da sola, perché al secondo turno c’è derby Musetti–Sonego.
- Luciano Darderi supera Garin in una partita “da Melbourne”: 7-6(5) 7-5 7-6(3), quasi tre ore e una gestione non banale dei problemi fisici durante l’incontro: sfiderà Baez.
- Lorenzo Sonego fa il suo senza complicarsi la vita: 6-4 6-0 6-3 a Taberner. E ora, appunto, sarà derby con Musetti.
- Francesco Maestrelli firma la storia personale e un punto importante per il movimento: rimonta Atmane al quinto (6-4 3-6 6-7(4) 6-1 6-1) e si guadagna un secondo turno che sarà un “film” con Djokovic.
Bocciati (per lo più acciaccati)
- Flavio Cobolli (testa di serie n. 20) è la prima scossa azzurra: cade contro il qualificato Arthur Fery.
- Matteo Arnaldi si scontra con un Rublev troppo solido: 6-4 6-2 6-3.
- Mattia Bellucci paga l’impatto con Ruud (6-1 6-2 6-4).
- Luca Nardi lotta a tratti ma esce con Wu (5-7 6-4 4-6 2-6).
Donne: Paolini ok, Cocciaretto fuori
Nel singolare femminile l’Italtennis “puro” è stato più sottile. Jasmine Paolini passa con autorità e va avanti, mentre Elisabetta Cocciaretto esce in tre set: un peccato, soprattutto perché arrivava a Melbourne con buone sensazioni dopo il titolo vinto a Hobart partendo dalle qualificazioni. Proprio per questo, le aspettative erano leggermente più alte.
Primo turno uomini: cambiano gli equilibri nella zona 17–32
Teste di serie eliminate (ATP)
- [7] Auger-Aliassime – ritirato contro Borges
- [17] Lehecka – battuto dal qualificato Arthur Géa
- [20] Cobolli – battuto dal qualificato Arthur Fery
- [23] Griekspoor – battuto da Ethan Quinn
- [24] Rinderknech – battuto da Fabian Marozsan
- [27] Nakashima – battuto da van de Zandschulp
- [28] Fonseca – battuto da Eliot Spizzirri
Nel dettaglio, alcune uscite fanno più rumore di altre. La più sfortunata è quella di Felix Auger-Aliassime, ritiratosi per crampi contro Borges. Un vero peccato, perché dopo il buon finale di stagione 2025 il canadese arrivava a Melbourne con ambizioni da seconda settimana. Questo primo Slam dell’anno sembrava l’occasione giusta per dare continuità, ma il fisico lo ha fermato subito.
C’è poi la delusione Joao Fonseca, anche lui condizionato dai problemi fisici. Il brasiliano era tra i giovani più attesi del primo turno, insieme a nomi come Jakub Mensík e Learner Tien (che per fortuna assicurano), seguiti con curiosità in questo avvio di torneo. L’eliminazione di Fonseca pesa anche per il tabellone: un possibile terzo turno con Jannik Sinner aveva già acceso l’interesse di tutti.
Più in secondo piano il KO di Tallon Griekspoor, battuto da Quinn. A colpire è soprattutto l’atteggiamento, apparso poco brillante e discontinuo, quasi con la testa già altrove. Non una sorpresa totale, ma un’altra occasione persa.
Djokovic, quota 100 (e un incrocio azzurro in vista)
Djokovic apre il torneo con una vittoria che è insieme ordinaria e storica: la numero 100 a Melbourne, ottenuta senza difficoltà contro Pedro Martinez. Il secondo turno, però, porta l’attenzione su Francesco Maestrelli. Il qualificato italiano ha vinto la sua prima partita Slam contro Atmane in cinque set, passando da fasi di controllo a momenti di evidente difficoltà, prima di prendere il largo. Contro Djokovic il pronostico è chiuso, ma per Maestrelli è un’occasione rara per misurare il proprio tennis su un riferimento assoluto.
L’album dei veterani: qualcuno resiste, qualcun altro no
Restando sul tema “agé”, il primo turno ha offerto un quadro piuttosto chiaro, tra resistenze inattese e uscite che chiudono (forse) dei capitoli.
- Adrian Mannarino esce presto: 3-6 3-6 1-6 da Hijikata, senza mai riuscire a entrare davvero in partita.
- Marin Cilic fa invece un salto all’indietro nel tempo: 6-0 6-0 7-6(3) ad Altmaier, con 13 game consecutivi a referto.
- Stan Wawrinka, tirato a lucido e dichiaratamente in farewell season, rimonta Djere 5-7 6-3 6-4 7-6(4). Segnale incoraggiante, che conferma come il lavoro di off-season – e quanto già visto in United Cup – non fosse solo un’illusione.
- Gael Monfils saluta Melbourne: KO 6-7(3) 7-5 6-4 7-5 contro il qualificato Sweeny, tra problemi fisici evidenti e un addio celebrato con grande trasporto. Il lato emotivo, da queste parti, tende sempre a diventare spettacolo. Cerimonia legittima, per carità, ma forse un po’ “too much”: Monfils è stato un personaggio enorme e un grande giocatore, senza però andare oltre i quarti all’Australian Open. Il rischio è l’abitudine alla celebrazione: un addio permanente che, torneo dopo torneo, forse finirà per stufarci.
Piccola nota di merito, infine, per “Bublik Supreme”. Alexander Bublik ha superato il primo turno dando la sensazione – rara, per lui – di avere un piano e di volerlo seguire: forse non redenzione, ma almeno un tentativo credibile di prendersi sul serio, finalmente.
Primo turno donne: nessun terremoto tra le big
Nel tabellone WTA, come spesso accade ultimamente negli Slam, la prima settimana vive di equilibri più instabili. Tuttavia, in questo primo turno le prime 10 teste di serie restano in piedi; i colpi arrivano soprattutto dal gruppo 11–32.
Le cadute più significative
- [11] Alexandrova eliminata dalla qualificata Zeynep Sonmez
- [15] Navarro fuori con Magda Linette
- [20] Kostyuk fuori con Elsa Jacquemot
- [26] Yastremska eliminata da Elena-Gabriela Ruse
- [27] Kenin eliminata da Peyton Stearns
- [22] Leylah Fernandez battuta da Janice Tjen, risultato che fa notizia anche per la valenza “storica” legata al tennis indonesiano
- [30] Maya Joint (attenzione mediatica enorme in casa Australia) eliminata da Tereza Valentova
- [18] Samsonova sorpresa da Laura Siegemund, una di quelle partite che (quando la tedesca entra “in trance”) trasformano il match in un test di pazienza e geometrie
Parallelamente, tra le teste di serie che dovevano semplicemente “mettere un mattone”, diverse hanno risposto con sostanza: Osaka (pur faticando, ma presentandosi anche con un outfit decisamente eclettico che ha già polarizzato le opinioni), Rybakina, Bencic, Ostapenko, Sabalenka, Gauff, Swiatek (a tratti, speriamo mantenga la calma).
