Perchè credere in Tyra Grant? “È responsabile, competitiva e non sente il peso del palcoscenico”

“L’obiettivo è muoversi sempre meglio in campo”, ha affermato Fabio Gorietti, uno dei coach della giocatrice. “Spesso Tyra gioca il suo miglior tennis quando si lascia andare”

Di Andrea Binotto
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Tyra Grant - WTA Palermo 2025 (foto Pasquale Ponente)

La stagione di Tyra Grant non era iniziata nel migliore dei modi. Qualche problema fisico aveva costretto la teenager azzurra a rinviare il suo debutto nel 2026. Dopo un torneo giocato in febbraio e aver compiuto diciott’anni, Grant è tornata in campo a inizio primavera. In poco tempo ha subito mostrato le sue enormi qualità. Vinto un W35 a Santa Margherita di Pula, Tyra ha poi raggiunto i secondi turni nei 1000 di Madrid (partendo dalle qualificazioni) e Roma. In seguito, ha intascato il W75 di Kosice senza perdere set e si è issata sino alla finale nel 125 di Foggia. Tutti questi risultati le hanno regalato il best ranking di numero 157.

Gorietti su Grant: “Non teme la personalità delle giocatrici più forti”

Sta facendo tanto lavoro atletico […] perché nel tennis di oggi è un fattore determinante”, ha dichiarato a SuperTennis Fabio Gorietti, direttore tecnico della Tennis Training School di Foligno, nella quale Grant si allena con lui e Matteo Donati dallo scorso dicembre. “Negli ultimi mesi abbiamo lavorato tantissimo sugli spostamenti in campo. Già dai primi tornei ci siamo prefissati l’obiettivo di muoversi sempre meglio, perfezionando la ricerca della palla e puntando sulla miglior espressione possibile della forza esplosiva di cui è in possesso Tyra. Abbiamo cercato di migliorare l’equilibrio di tutto il corpo, senza focalizzarci soltanto sul movimento dei piedi. Abbiamo notato degli importanti miglioramenti per quanto riguarda l’equilibrio, gli spostamenti e la centralità del peso”.

Il miglioramento di Grant è arrivato di pari passo con la consapevolezza delle sue qualità e grazie a un lavoro tecnico incentrato sulla maturazione del suo tennis in toto. “Sta cercando di lavorare moltissimo sulla conoscenza delle proprie possibilità. Mentre prima era una giocatrice junior che confidava nel colpire bene la palla, ora ha preso coscienza del fatto che può esprimere la forza in modo molto dinamico, spostandosi bene e rimanendo con il peso del corpo sulla palla. Il tennis di oggi non si basa su uno o due colpi, ma su scambi lunghi e tanti movimenti in avanti e indietro. A questi livelli è anche richiesto qualcosa in più dal servizio. Tyra è una ragazza molto competitiva e non sente il peso del palcoscenico. Non teme la personalità delle giocatrici più forti ed esperte. Abbiamo cercato di farle conoscere le sue risorse e ciò che può fare. Ora si tratta solo di riuscire a esprimerle al meglio”.

Gorietti: “Spesso Tyra gioca il suo miglior tennis quando si lascia andare”

Proveremo a giocare tornei WTA con continuità, ha continuato Gorietti, che in passato ha lavorato con Paolo Lorenzi, Stefano Travaglia, Thomas Fabbiano, Gianluigi Quinzi e Luca Vanni, e che una decina di anni fa era stato intervistato in esclusiva da Ubitennis. “Per farlo occorre avere una buona classifica, ma per averla è necessario mantenere un’importante costanza di rendimento, unita a tanti allenamenti di qualità e ad alta intensità.

Circa le doti innate di Grant all’interno del campo, poi, Gorietti sottolinea che “ha delle grandi qualità nella risoluzione delle varie situazioni. Ma a volte ricorre alle sue capacità risolutive solo quando non riesce a trovare risposte precise, razionali o strategico-tattiche, all’interno della partita. Quando si lascia andare spesso riesce a esprimere il suo miglior tennis. Fuori dal campo invece “è una ragazza molto responsabile. Sa gestire e organizzare la propria vita, tenere rapporti con gli altri e trovare spazi per sé stessa. Affronta sempre con grande determinazione anche altre problematiche come lo studio. La sua qualità migliore è il sorriso. Quasi tutte le giornate di allenamento lo hanno fatto emergere e questa è la cosa più importante di tutte”.

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