Wimbledon, Djokovic furioso per la chiusura del tetto: “Non mi interessa ciò che succede nei match di Sinner”

Dopo i primi due set, nel match tra Djokovic e Felix Auger-Aliassime, la supervisor decide di chiudere il tetto alle 19:40. “E’ un torneo all’aperto”, puntualizza Nole

Di Andrea Binotto
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Novak Djokovic - Wimbledon 2026 (foto X @atptour)
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Londra, Centre Court di Wimbledon, ore 19:40 di martedì 7 luglio. In campo, Novak Djokovic e Felix Auger-Aliassime. Il tennista serbo non riesce ad allungare sul canadese dopo aver vinto il primo set. Perde la seconda frazione e a questo punto Denise Parnell, supervisor dei Championships, ordina la chiusura del tetto, scatenando la furia di Nole.

Djokovic: “Potremmo giocare un altro set all’aperto”

Perché proprio adesso? L’altro giorno non volevi chiudere il tetto prima delle 8:30 di sera, e invece adesso vuoi chiuderlo?, afferma un Djokovic più che irritato. “Sono le 7:40 adesso, potremmo giocare un intero set in questo lasso di tempo, continua il 39enne serbo. Parnell fa presente a Nole ciò che la sera prima era stato deciso per il match tra Jannik Sinner e Shintaro Mochizuki. Per Djokovic, però, questi paragoni lasciano il tempo che trovano: Di quello che succede nei match di Jannik non mi interessa, io sto parlando della nostra partita adesso”.

“Nel primo turno non hai chiuso il tetto prima delle 8.20 e ora vuoi chiuderlo alle 7.40? Dov’è la coerenza?, insiste la leggenda di Belgrado, riferendosi all’esordio contro Yibing Wu. Voi siete così orgogliosi delle vostre regole e poi non ne rispettate nessuna. Questo è un torneo all’aperto, chiosa Djokovic, la cui lamentela ovviamente non finisce per intaccare la decisione del supervisor. Nonostante la chiusura del tetto, Nole riesce poi comunque a spuntarla al super tie-break del quinto set, dopo cinque ore e quindici minuti nel quarto di finale più lungo nella storia di Wimbledon.

Cosa dice il regolamento?

Secondo il regolamento di Wimbledon, il supervisor può decidere di far chiudere il tetto nei due campi principali Centre Court e Court 1 -, qualora ci sia poca visibilità per i giocatori. Chiaramente, questa operazione è opportuno che venga fatta tra un set e l’altro. Ed è qui che si è inserita la lamentela di Djokovic, il quale ha fatto presente a Parnell che ci sarebbe stato il tempo sufficiente per concludere un altro set outdoor, prima che la visibilità non venisse compromessa a tal punto da dover chiudere il tetto. E quindi, che l’illuminazione artificiale diventasse necessaria.

A essere onesti, mi sento di aver giocato più indoor che outdoor, ha dichiarato il serbo durante l’ultima conferenza stampa. Dopo aver disputato i primi due turni – contro Yibing Wu e Stefanos Tsitsipas – nell’ultimo incontro in programma sul Centre Court, è lecito pensare che Nole abbia chiesto espressamente agli organizzatori del torneo di essere programmato nel primo match di giornata per i suoi incontri successivi. Contro Arthur Rinderknech e Roman Safiullin, infatti, il serbo è sceso in campo nella sfida che apriva il programma sul Centre Court.

Djokovic e il nodo della programmazione

Dovendo per forza di cose inserire la conclusione del match tra Alexander Zverev e Jiri Lehecka, iniziato (e che per regolamento deve concludersi) sul Centre Court, come secondo match in programma – dato che la partita tra il tedesco e il ceco era stata interrotta tardi il lunedì sera, e dovendo poi il vincitore giocare di nuovo mercoledì non sarebbe stato corretto inserire la prosecuzione dell’incontro nell’ultimo match in programma, mentre Taylor Fritz, avversario ai quarti, avrebbe avuto un vantaggio sostanziale in termini di recupero rispetto a chi avrebbe vinto l’ottavo tra Zverev e Lehecka -, gli organizzatori sono stati quasi obbligati a decidere di mettere la partita tra Djokovic e Auger-Aliassime come ultima di giornata sul Centre Court.

Questo anche perché è da anni ormai che Nole gioca solamente sul Centre Court (qui, aggiungo io, scelta quantomeno opinabile degli organizzatori). Inoltre, se immaginiamo che la sfida contro Auger-Aliassime potesse essere programmata in apertura di giornata, e si configurasse come poi si è configurata, Zverev e Lehecka sarebbero scesi in campo non prima delle sette di sera. Decisamente troppo tardi.

La ‘questione tetto’ in sessione serale non sarà però più un problema per Djokovic, dato che dovrebbe scendere in campo contro Jannik Sinner nella prima semifinale in programma venerdì 10 luglio, si presume attorno alle 14:30. E poi, in caso di successo, l’ultimo atto dei Championships si giocherà come al solito in pieno pomeriggio. Ora Nole dovrà solo sperare che non piova e che non arrivi il caldo torrido: condizioni che porterebbero obbligatoriamente alla chiusura del tetto. Guardando però alle previsioni del meteo dei prossimi giorni, il rischio di finire a giocare indoor c’è eccome.

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